La degenza gode per sua natura di alcune proprietà fondamentali. Prendersi qualche tipo di influenza febbrile e scontarne gli effetti a casa comporta spesso alcuni cambiamenti nei propri costumi.
La primissima cosa cui penso è il totale scombussolamento degli orari e dei ritmi sonno-veglia. Certo, detto da uno che posta la metà dei suoi interventi fra le 3 e le 5 del mattino (non che ora non siano le 4.45, badate bene) suona quantomeno insignificante, però non è che io sia insonne, almeno non completamente. In verità anche questo è un bioritmo, e vi assicuro che studiare di notte produce risultati abbastanza utili (inferiori solo allo studiare di giorno in casa disabitata senza elettricità nè libri nè cibo, concessi al più un gatto ed una gogna davanti alla scrivania, e allo studiare dovunque seriamente) ed avere dei ritmi diversi dai più non comporta necessariamente non distinguere fra luce e buio o non poter andare agli esami di mattina, per certe cose sono piuttosto eclettico.
Con l'influenza invece non ci si riesce e non diventa più importante. Gli orari esistono solo per prendere le pillole e per guardare le partite, esigenza che stavolta è venuta meno dato che si sono premurati di sopprimerle per far posto a delle partite della nazionale di cui non importa a nessuno e buone solo ad aumentare l'incazzatura per l'eliminazione di Russia e Ucraina, che sommate a quelle della Svezia rendono nettamente meno interessanti i prossimi mondiali di calcio. Certe nazioni andrebbero tutelate, dico io, che me ne faccio dell'Algeria o della Costa Rica? Non che io abbia nulla contro l'Algeria, ha anche un bel nome originale, chi ha mai pensato del resto di chiamarsi come la propria capitale?, ma non ho mai visto un'algerina interessante, anzi nessuno ha mai visto un'algerina e continueremo a non vederle almeno fin quando continueranno a dare retta a favole su veli, vergini e ruoli dei sessi nella nazione. Ma non era di questo che volevo parlare.
Non riesco a fare nulla, a parte dormire 4 ore in più per ogni grado di febbre, il che mi ha consentito, arrivato al picco massimo, di svegliarmi solo per accertarmi di essere vivo, cambiare posizione ed imprecare. Il resto risulta interamente precluso: niente leggere, perchè gli occhi sono fissi nei bulbi a meno di sforzi con dolori lancinanti, niente tv, perchè non mi va che il cervello faccia la stessa fine, niente cazzeggio online, perchè se non stai eludendo qualcosa il cazzeggio online perde di smalto, niente appetito, e cazzo a che serve mangiare se passi 22 ore a letto come una larva?
E' poi carino seguire la propria influenza come se fosse un indice borsistico. Faccio sempre così, mi piace pensare che raggiunga un massimo per poi piano piano tornare sui livelli normali, questo a prescindere dalle medicine, che fanno un pò da FED guastafeste quando le cose vanno troppo bene. Tutto funziona così, in natura.
Così, quando proprio credo di non poter fare di meglio, bene lì scatta la terapia, come a dire che se non mi avessero troncato le gambe io sarei andato volentieri oltre!
"A quanto siamo?"
"Quasi 40, capo"
"Bene, ma non è ancora abbastanza"
"Continuano ad investire, capo"
"Tirate altro mezzo grado, poi vendete tutto"
"Ma stiamo andando su così bene, non crede.."
"E fatelo prima che alzino i tassi, altrimenti userò contro di voi la busta delle aspirine come maxi supposta"
Ovviamente in fasi così concitate l'igiene non ha più alcuna importanza (tanto sono raffreddato e ho un cane che in ogni caso puzza almeno un ordine di grandezza più di me). Dopo l'influenza ci si lava per asportazione di truciolo.
Un altro radicale cambiamento è insito nei pensieri ricorrenti: un uomo svariate centinaia di volte al giorno valuta l'opportunità di utilizzare il proprio membro per incontri galanti. Beh, in questi giorni, non ti ricordi nemmeno che esiste, un membro. Sta rintanato nel suo guscio di tartaruga e non risponde a sollecitazioni nemmeno se esercitate da Heidi Klum che lo invita ad una partita a twist.
La cosa più triste però è rendersi conto di come anche il cervello funzioni effettivamente con affanno. Ad esempio di solito scrivo di getto e poi getto lo scritto, stanotte, tanto per dirne una, ho riletto tutto svariate volte per accorgermi solo al terzo tentativo che avevo scritto "degenza" con la s. Prima della n, inaspettatamente.
"Scusa, mia sinuosa socia, oseresti spiegare cosa svolgi, sempre assai tosta, non dissento, in cotesto passo? Non si pensi, bensì, ch'io ti disvoglia!"
"Mio caro, non c'è bisogno di allitterarmi per rientrar nelle mie grazie, giacchè ormai mi hai cancellata. Galeotta non fui io, ma chi lo scrisse!"
"Non ero in me, arcane forze mi governavano. Vuolsì così colà do.."
"Ascolta io c'ho sonno, non vedi che ti sei ridotto a parlare con una S perchè non sai come chiudere il post?"
"D'accordo, vado a dormire"
La primissima cosa cui penso è il totale scombussolamento degli orari e dei ritmi sonno-veglia. Certo, detto da uno che posta la metà dei suoi interventi fra le 3 e le 5 del mattino (non che ora non siano le 4.45, badate bene) suona quantomeno insignificante, però non è che io sia insonne, almeno non completamente. In verità anche questo è un bioritmo, e vi assicuro che studiare di notte produce risultati abbastanza utili (inferiori solo allo studiare di giorno in casa disabitata senza elettricità nè libri nè cibo, concessi al più un gatto ed una gogna davanti alla scrivania, e allo studiare dovunque seriamente) ed avere dei ritmi diversi dai più non comporta necessariamente non distinguere fra luce e buio o non poter andare agli esami di mattina, per certe cose sono piuttosto eclettico.
Con l'influenza invece non ci si riesce e non diventa più importante. Gli orari esistono solo per prendere le pillole e per guardare le partite, esigenza che stavolta è venuta meno dato che si sono premurati di sopprimerle per far posto a delle partite della nazionale di cui non importa a nessuno e buone solo ad aumentare l'incazzatura per l'eliminazione di Russia e Ucraina, che sommate a quelle della Svezia rendono nettamente meno interessanti i prossimi mondiali di calcio. Certe nazioni andrebbero tutelate, dico io, che me ne faccio dell'Algeria o della Costa Rica? Non che io abbia nulla contro l'Algeria, ha anche un bel nome originale, chi ha mai pensato del resto di chiamarsi come la propria capitale?, ma non ho mai visto un'algerina interessante, anzi nessuno ha mai visto un'algerina e continueremo a non vederle almeno fin quando continueranno a dare retta a favole su veli, vergini e ruoli dei sessi nella nazione. Ma non era di questo che volevo parlare.
Non riesco a fare nulla, a parte dormire 4 ore in più per ogni grado di febbre, il che mi ha consentito, arrivato al picco massimo, di svegliarmi solo per accertarmi di essere vivo, cambiare posizione ed imprecare. Il resto risulta interamente precluso: niente leggere, perchè gli occhi sono fissi nei bulbi a meno di sforzi con dolori lancinanti, niente tv, perchè non mi va che il cervello faccia la stessa fine, niente cazzeggio online, perchè se non stai eludendo qualcosa il cazzeggio online perde di smalto, niente appetito, e cazzo a che serve mangiare se passi 22 ore a letto come una larva?
E' poi carino seguire la propria influenza come se fosse un indice borsistico. Faccio sempre così, mi piace pensare che raggiunga un massimo per poi piano piano tornare sui livelli normali, questo a prescindere dalle medicine, che fanno un pò da FED guastafeste quando le cose vanno troppo bene. Tutto funziona così, in natura.
Così, quando proprio credo di non poter fare di meglio, bene lì scatta la terapia, come a dire che se non mi avessero troncato le gambe io sarei andato volentieri oltre!
"A quanto siamo?"
"Quasi 40, capo"
"Bene, ma non è ancora abbastanza"
"Continuano ad investire, capo"
"Tirate altro mezzo grado, poi vendete tutto"
"Ma stiamo andando su così bene, non crede.."
"E fatelo prima che alzino i tassi, altrimenti userò contro di voi la busta delle aspirine come maxi supposta"
Ovviamente in fasi così concitate l'igiene non ha più alcuna importanza (tanto sono raffreddato e ho un cane che in ogni caso puzza almeno un ordine di grandezza più di me). Dopo l'influenza ci si lava per asportazione di truciolo.
Un altro radicale cambiamento è insito nei pensieri ricorrenti: un uomo svariate centinaia di volte al giorno valuta l'opportunità di utilizzare il proprio membro per incontri galanti. Beh, in questi giorni, non ti ricordi nemmeno che esiste, un membro. Sta rintanato nel suo guscio di tartaruga e non risponde a sollecitazioni nemmeno se esercitate da Heidi Klum che lo invita ad una partita a twist.
La cosa più triste però è rendersi conto di come anche il cervello funzioni effettivamente con affanno. Ad esempio di solito scrivo di getto e poi getto lo scritto, stanotte, tanto per dirne una, ho riletto tutto svariate volte per accorgermi solo al terzo tentativo che avevo scritto "degenza" con la s. Prima della n, inaspettatamente.
"Scusa, mia sinuosa socia, oseresti spiegare cosa svolgi, sempre assai tosta, non dissento, in cotesto passo? Non si pensi, bensì, ch'io ti disvoglia!"
"Mio caro, non c'è bisogno di allitterarmi per rientrar nelle mie grazie, giacchè ormai mi hai cancellata. Galeotta non fui io, ma chi lo scrisse!"
"Non ero in me, arcane forze mi governavano. Vuolsì così colà do.."
"Ascolta io c'ho sonno, non vedi che ti sei ridotto a parlare con una S perchè non sai come chiudere il post?"
"D'accordo, vado a dormire"
8 commenti:
E' incredibile come un esserino di poco più di un micron di diametro possa cambiarci la vita...
Davvero un gran post.
Piaciute molto le chicche del gettare lo scritto dopo averlo scritto di getto (era voluta?), del parafrasare Dante* e del parlare con la S.
*chi è Dante?
Post magnifico ahahah!
Parlare con la S fa parte degli effetti allucinogeni provocati dall'influenza. L'incredibile calo di misticismo profuso dalla lettera alla fine della discussione però mi fa pensare che la tua malattia abbia poi iniziato a vendere azioni.
Ps: grazie per esserti schierato dalla mia parte nei commenti. Risponderò all'anonimo appena avrò tempo di scrivere, adesso devo studiare Bacone.
Io sono fermamente convinto che non lavarsi aiuti a guarire più in fretta (magari il virus si schifa e decide di andarsene), e comunque anche se non ti lavassi per un mese il tuo cane puzzerebbe almeno due o tre ordini di grandezza più di te!! :D
Marco, sei un essere di intelligenza e arguzia superiori.
C'è una frase in questo post che merita di entrare in tutti i libri di umorismo, in tutte le raccolte di aforismi, e in tutte le enciclopedie mediche: dopo l'influenza ci si lava per asportazione di truciolo. Sto ancora ridendo!!!
@ Vincenzo: incredibile anche come uno di poco più di un metro possa distruggere un paese.
@ Scuscia: tutto quello che scrivo è voluto, specie i giochi di parole.
@ Gennaro: dovere. studialo bene perchè è in gamba, a parte il nome che italianizzato mi sa di marca di formaggio, peggio persino dell'originale da carne in padella.
@ tutti gli altri: grazie per gli apprezzamenti (sul post e sulla stima del rapporto odori che mi rende giustizia)!
massimo rispetto nipote: il dialogo con la S e i riferimenti Danteschi sono fantastici;)
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