Visualizzazione post con etichetta Flash News. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Flash News. Mostra tutti i post

23 aprile 2010

Voi siate pure Fini, io vi mando a fanculo.


Quello che mi preoccupa davvero del clamore del polverone alzato ieri da Fini alla direzione del Pdl è il clamore stesso. Vedo tanta gente che dice di interessarsi alla politica e che possibilmente si definisce anche di sinistra inneggiare a Fini come fosse il salvatore della patria, la speranza per il futuro; qualcuno per cui parteggiare.

A me viene solamente da pensare che chi combatte dall'interno, o dice di farlo, perchè a me non risultano in questi anni di governo prese di posizione che abbiano effettivamente mutato le sorti di una votazione in parlamento, è già complice.
Dal 1994 sino ad ora Fini è sempre stato alleato di Berlusconi, ne ha appoggiato le battaglie e le vergognose iniziative per la sua persona, ha promulgato delle leggi col suo nome che vanno contro qualsiasi diritto civile e soprattutto ha contribuito a consolidare il consenso del premier facendo confluire l'immagine della destra italiana nel grande partito popolare.

Contemporaneamente a questa unificazione in una destra reazionaria, perchè di questo si tratta e non di altro, il fronte dell'opposizione si spaccava autonomamente. All'inizio, senza promulgare leggi che frenassero Berlusconi ed i conflitti d'interesse ha di fatto dato il definitivo via libera alle infiltrazioni di bassa moralità nel quadro politico. Poi ha cercato di appiattirsi su posizioni di destra, in modo da attirarsi il voto del popolino italiano, giungendo al risultato contrario di perdere piuttosto i consensi dei veri elettori di sinistra e del proletariato. Poi ha accettato e confermato una legge elettorale con premio di maggioranza contraria a qualsiasi buonsenso in un paese che non nasce bipolare: in pratica, ha regalato il dominio assoluto ad una coalizione che non ha neppure la maggioranza relativa.
La strada verso la mediocrità e verso destra continua col PD che riesce a cancellare la sinistra dal parlamento proprio inneggiando a quella sciagurata legge. Solo un anno dopo, l'Italia diventa l'unica nazione a non avere rappresentanti di centrosinistra nel parlamento europeo, ma solo liberali, popolari e nazionalisti.
Tutto questo, legittimata dal voto di quella che mi piace considerare la sinistra del meno peggio.

Ora siamo al passo successivo: l'opposizione è collocata nel partito di maggioranza. In sostanza, il quadro politico italiano è il Pdl e null'altro. E la gente tifa per Fini.
Ecco, siamo arrivati alla condizione in cui la gente di sinistra mostra il suo trasporto verso un fascista storico, attuatore visibile della devastazione in atto nel nostro paese. Questo è peggio dello scegliere il meno peggio. Si tratta di cieca idiozia e di ontologica inadeguatezza alla democrazia. Mangiatevi queste ghiande sporche di letame, non meritate altro.

30 marzo 2010

Medea rossobianconera

Forse come tutti i blogger dovrei fare una piccola analisi del voto di oggi. Credo sia questo che il pubblico si aspetta da me: una piccola palata di merda contro il solido muro eretto dalla mediocrità del mio paese. Ma vedete, stasera, come a seguito di ogni tornata elettorale, mi auspico il ritorno della guerra fredda con corsa agli armamenti annessa e possibilmente ripetuto sgancio di ordigni nucleari sul belpaese. Una presa di posizione che mi sembra sufficientemente chiara, senza dovermi attardare a descrivere quali strumenti di tortura userei sui contadini dell'astigiano.
In realtà volevo egoisticamente parlare solo di me e della mia condizione sociale di juventino di sinistra: le due posizioni trovo siano troppo simili.
Il rossobianconero (da non confondere con un biancorossonero, cioè un milanista cattolico) incarna in questo momento storico il prototipo dello sfiduciato per eccellenza. Essere di sinistra oggi in Italia significa considerare il quadro politico con un peso sullo stomaco, come una palude dalla quale non è possibile uscire, ma nella quale è bene restare vivi trattenendo il respiro per non esalare vapori mefitici. Parimenti, lo juventino ha perso qualsiasi speranza ed ogni ambizione: è tristemente del tutto impotente nel rispolvelare la grandezza del proprio credo che oggi non ha alcun modo per esprimersi.
Il bianconero assiste stolidamente alla dirigenza che ad ogni giornata ridimensiona i propri obiettivi: prima della stagione doppietta possibile, dopo sei giornate di campionato la Coppa si può vincere, siamo una squadra compatta per la partita singola. E cambiamo il segretario, magari. Dopo le 4 pere prese in Germania c'è l'altra coppetta, quella di riserva, ma attenzione è sempre di grande prestigio. Nel dubbio, ne prendiamo altri 4 a Londra e non ci sono più coppe a cui appellarsi. Allora ci accontentiamo del secondo posto, tanto l'Inter è troppo forte. Ma in fondo fra secondo e terzo posto non cambia nulla. Volendo anche il quarto è un piazzamento di rilievo. Dopo altre 12 sconfitte beh, ragazzi, la serie A è un campionato duro, il successo è restarci il prossimo anno. Come? siete sicuri di non aver chiesto di giocare con il Crotone?
Ecco, la sinistra in Italia fa la stessa cosa. Stravince nel 2004, vince nel 2006, si sfalda, perde nel 2008, peggiora nel 2009, cambia allenatore e le prende più grosse nel 2010. E dopo tutto questo Bersani e Zaccheroni hanno il coraggio di parlare di successo. Il primo si crogiola sul 7-6 dopo aver perso regioni per 15 milioni di persone, e gli è andata bene che nel centro Italia è impossibile andar sotto, ma son sicuro che ci han provato lo stesso. In compenso, la Juve ha dimostrato ampiamente che perdere financo con Siena e Catania è un'impresa possibile, per cui suppongo che sia necessario bullarsi per una vittoria ottenuta negli ultimi minuti in casa contro l'Atalanta con un gol di Felipe Melo. Felipe Melo, sì, il giocatore che dopo aver segnato si è scusato con il pubblico per la sua scarsezza irreversibile.
E mentre la sinistra provvede, turbata dal rischio di un consenso radicato, a disperdere i propri voti con qualche ulteriore scissione, la Juve acquista Grosso e lo fa giocare titolare. Così, sparite entrambe dalle rispettive competizioni e ridotte alla cupa disperazione, iniziano a sperare nel male minore.
E così, mentre gufo il Milan all'insegna del "mal comune mezzo gaudio" e tifo apertamente per la Roma nello scontro scudetto senza poi degnare di uno sguardo le partite della mia squadra, arrivo contemporaneamente ad augurarmi che un partito che con me non ha nulla da spartire come il Pd prenda più voti della destra reazionaria che invece sembra spopolare. Ed intanto continuiamo a perdere.
Poi guardo i risultati e, nell'amarezza, mi suggerisco che me ne dovrei fregare. Ovvero limitarmi a seguire le partite finchè mi piacerà guardarle ed insieme lavorare per stare ai margini delle fiamme mentre Roma (non la squadra, stavolta) brucia, che non è poi un compito troppo difficile, in definitiva.
Addirittura arrivo ad augurarmi che la mia squadra continui a perdere inesorabilmente, in modo che poi vendano tutti i brocchi che scaldano la panchina e prendano della gente che scaldi invece i cuori dei tifosi. E spero anche che la destra faccia razzia di ogni voto, per dare all'Italia il disagio che si merita. Mi piace pensare che quegli idioti degli aquilani, dopo questo ulteriore plebiscito per Silvio, passeranno qualche altro anno al freddo in case di cartone zuppe di pioggia. Mi piace credere che i campani siano costretti a mangiare la merda che producono, invece di buttarla: a quanto pare gli piace, che ne siano riforniti. Non è più tempo di tappare le falle, è troppo tardi anche per fare l'autocritica che avrebbe significato svolta solo poco tempo fa. Voglio che le navi, ormai ridotte a zattere deformi, affondino, perdano tutto il carico ed anneghino negli abissi. E' l'unico modo perchè possano essere ricostruite ex-novo.
Sì, questa è l'idea migliore: voglio vedere morire i miei figli. Li sacrifico sull'altare della speranza.

(nella foto, Felipe Melo prega che la sinistra raggiunga il quorum)

17 marzo 2010

Essere coglioni e vivere serenamente

Come definireste uno che appena terminato l'interrogatorio riguardante una inchiesta basata su intercettazioni telefoniche esce dal tribunale e si mette al telefono a spifferare tutto ciò che gli hanno domandato?

23 gennaio 2010

Tremo al pensiero di vivere con un dollaro al giorno

Volevo parlare di Haiti, ma noto che una settimana dopo il violento sisma la notizia dell'ecatombe non è più troppo interessante rispetto alle molte altre che la sovrastano sulle prime pagine di tutti i quotidiani nazionali.
La cosa è perfettamente comprensibile: del resto a nessuno di noi fotte niente di Haiti, se non per quei pochi fortunati che possono permettersi vacanze costose e sono costretti a cambiare itinerario, o magari no, se i cadaveri li seppelliscono in fretta. Lo dico tristemente e forse molti di noi crederanno di non essere indifferenti alla faccenda, ma la realtà dei fatti è piuttosto palese: in Haiti il 54% della popolazione viveva con meno di un dollaro al giorno. Vedete, la tragedia è esattamente questa, il fatto che una nazione sia costretta a soccombere a dei normali e prevedibili fenomeni naturali perchè è troppo povera per opporsi ad essi. In Giappone con un terremoto di magnitudo 7 ci si puliscono il culo. Laggiù nel mar dei Caraibi invece, milioni di disperati. E si finisce per encomiare la generosità e la prontezza della nazione che è causa stessa del disastro. Non c'entra veramente un cazzo il terremoto, Haiti è distrutta perchè la grande macchina colonialista americana l'ha rasa al suolo.
La prima invasione degli USA in Haiti è datata 1915 perchè, pensate che tempi, i neri avevano un pò troppo potere laggiù. Dopo vent'anni di occupazione e con la nazione consegnata ai mulatti, gli americani tolgono il disturbo. Dopo la guerra ed il primo colpo di stato ai danni di un altro presidente nero (toh!) gli USA adottano la solita vecchia tattica del dittatore militare, piazzando un uomo retto dalla violenza e finanziato dal traffico di droga dal 1957 al 1986. A questo punto la popolazione inizia a ribellarsi sulla scia del Sudamerica ed, in un gioco di potere e consenso internazionale non privo di interventi vaticani, gli Stati Uniti ritengono opportuno deporre la dittatura e installare un presidente democratico, Aristide, che favorisca il commercio con l'estero. Tradotto, le multinazionali americane cominciano a mangiare Haiti sfruttando la manodopera locale a basso costo (2/3 $ al giorno). L'idillio dura poco, gli USA finanziano un nuovo golpe militare che, dopo essersi rivelato troppo indipendentista, viene ulteriormente deposto con l'intervento dei marines inviati da Bill Clinton che riportano al potere Aristide. E' il 1994. Nel 1996 Aristide viene sostituito con un suo ministro più compiacente ed alla fine del decennio la popolazione sotto la soglia di povertà supera l'80% del totale, contro il 48% del 1986 ed il debito di Haiti verso l'europa e gli USA, solo in parte ridimensionato dalla sottomissione in occasione di ogni voto dei consigli di sicurezza internazionali, è enorme. Nel 2001 Aristide vince nuovamente le elezioni, ma il golpe del 2004 con marines mandati da Bush nella capitale lo costringe a riparare in esilio. Haiti torna in mano al ministro compiacente, Preval, l'attuale presidente che sta cercando in tutti i modi di tenersi lontano da questo casino.
Adesso gli aiuti americani, criticati persino da Berlusconi e Sarkozy, sono coordinati da Obama, Bush e Clinton, che hanno ritenuto di dover mandare i parà per occupare il palazzo presidenziale prima degli ingegneri che costruiscano dei pozzi per l'acqua. Ecco, il fatto che Obama sia abbronzato non fa di lui un buon uomo, sapete. E' un presidente degli Stati Uniti e come tale persiste nel compiere crimini umanitari con sconcertante frequenza. Un uomo, e mi piange il cuore ad ammetterlo, al cui confronto Berlusconi potrebbe persino meritare un nobel per la pace.
Ecco perchè sostengo che in definitiva non importa a nessuno dei danni del terremoto. Perchè parlarne e mostrare le propria solidarietà è soltanto una maschera per piangere di fronte alla morte e sentirci persone migliori, sparare le solite frasi fatte "laggiù si muore", "noi non abbiamo problemi politici" e "poveri bambini, adottiamoli". Nel peggiore dei casi, un modo per osservare cosa la natura può fare anche nel nostro paese, perchè un terremoto del genere farebbe altrettanti danni sullo stretto di Messina, rappresenta un anello di collegamento con un mondo così lontano, l'unica disgrazia che siamo in grado di comprendere perchè ogni tanto colpisce da vicino anche noi. Io la chiamo "sensibilità da culo che brucia". Il terremoto è soltanto un ottimo, annebbiante, capro espiatorio.

12 gennaio 2010

14 dicembre 2009

Il triangolo di Tartaglia

Latrice del fatto del giorno, in barba alle continue assoluzioni interne per guardie carcerarie e medici del caso Cucchi, ne deduco evidentemente morto in maniera non violenta, e ai rapporti sul vertice di Copenaghen, fu mia nonna, giunta nella mia camera al grido, rauco per l'età, di "c'è stato un attentato a Berlusconi". Lì il mio cervello ha reagito con sorprendente velocità: mentre aggiornavo le pagine online per cercare qualche notizia mi ero già immaginato a sgommare in macchina con il colbacco, spumante, maglietta d'ordinanza "Sirvio Puppa", CD degli Inti Illimani a palla e clacson strombazzante che nemmeno avessimo vinto i mondiali. Avevo già pregustato una nazione divisa fra una malcelata soddisfazione ed uno spaesamento alla ricerca del prossimo mandriano, le istituzioni inattive per qualche giorno, finalmente.
Nemmeno il tempo di illudermi di tutto questo e leggo di una statuetta del Duomo di Milano scagliata in faccia al suo illustre conterraneo. In sostanza, un paio di giorni di riposo, bisogna rifare il trucco e magari sostituire la valvola della camera d'aria e poi il capo torna in campo con un altro lustro in meno sul groppone. A questo punto, come parziale risarcimento per la cocente delusione, ho pensato al post che certamente Spinoza avrebbe dedicato all'evento.
Però ho provato un certo piacere nell'immaginare Berlusconi sanguinante, scalfito, confuso ed insicuro. Lui che si è costruito un muro pronto a parare ogni attacco, a raffreddare ogni critica, a contestare ogni fatto e sovvertire ogni realtà, sanguinante per colpa di uno squilibrato armato di una piccola statuetta. Un gesto che non avrei mai fatto nè organizzato, essenzialmente perchè potrebbe valere la pena di sacrificare la propria vita per un'ideale, magari, ma non per un gregge, e perchè fine a sè stesso come persino un attentato, uno vero, dico, con mezza tonnellata di tritolo a far saltare quella merda che distrugge il mio Paese, risulterebbe essere, dinanzi all'abulica indifferenza di troppa gente.
Il berlusconismo non può essere abbattuto in nessun modo, allo stato attuale delle cose, perchè manca una coscienza sociale in grado di abbatterlo. Quanto accaduto non è un gesto sintomo o conseguenza di qualcosa, o di un particolare clima. Molti si chiedono dove andremo a finire, con quest'aria che si respira. Io credo che ci siamo già arrivati da un pezzo.
Supponiamo che domani venti milioni di iraniani diano il via ad una rivoluzione armata contro la dittatura islamica, sanguinaria come non potrebbe essere altrimenti. Non mi sentirei di condannarne la violenza, gioirei se coloro che governano laggiù finissero lapidati a testa in giù nella pubblica piazza. Ma come si fa a stabilire un limite oltre il quale la violenza può essere tollerata o magari persino invocata? Con le dovute proporzioni, anche nel nostro paese siamo vittime di soprusi, di furti, di violenza verbale su milioni di persone, di ottundimento statalizzato, di instabilità sociale e persino di violenza fisica. La quasi totalità del paese, a prescindere dalle proprie preferenze politiche e dalla cultura o capacità espressiva, vive nel profondo convincimento che nessuno dei nostri politici agisca nel comune interesse. Una nazione che è disposta a dare per scontato che la classe politica agisca esclusivamente come una casta ha già perso in partenza. Qualcuno disse che la democrazia bisogna guadagnarsela, mentre la dittatura la si merita. Ma quanta violenza ha dovuto subire e continua a subire il mio popolo per adagiarsi, come un cane addestrato a bastonate, in un clima di totale sordità?
Ho perso la speranza di un mutamento politico e sociale in Italia, ma non posso che gioire quando l'emblema delle cause e delle conseguenze del più becero italiotismo viene colpito, seppur simbolicamente. Mi sembra che un pò della rabbia per l'uomo che sta distruggendo la mia patria si sfoghi con un gesto istintivo, mi compiaccio del male fisico che l'uomo ha provato, l'unico che possa affliggerlo nella sua torre d'avorio. Ma non provo nessuna pena guardando il suo sangue ed i suoi denti rotti:

"Sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime"


PS. ecco il mio personale suovenir pisano per il nostro amato premier.

21 novembre 2009

15000 euro con Mastercard

Alessandra Mussolini: "Su eBay all'asta sangue e cervello del Duce". Molti fascistelli interessati all'acquisto per sopperire alla mancanza del proprio, di cervello.

19 novembre 2009

Facciamo finta di crederci

Secondo il ministro Alfano il ddl sui processi brevi comporterà la cancellazione di solo l'1% circa dei procedimenti penali. Facciamo finta di crederci.
Una domanda sorge comunque spontanea: secondo voi quell'1% dei processi chi riguarderà?

12 novembre 2009

Rimedi del cazzo

"Dottore, faccio fatica a digerire"
"Non mangi"

La logica di questo governo è schiacciante: per evitare processi troppo lunghi basta estinguerli.

PS: fosse anche un assegno, un foglio di carta con la firma di Gasparri lo userei solo in bagno, quando finisce la carta igenica.

5 novembre 2009

Quattro parole in croce

Personalmente mi infastidisco ogni volta che guardo un crocifisso. Innanzitutto per la banalizzazione cui è troppo spesso sottoposto, ostentato fra camice sbottonate, gesti apotropaici e pareti che nulla hanno a che vedere con la religione. Trovo volgare l'esposizione in edifici pubblici di un simbolo religioso, a prescindere dalla sua opportunità, e sono francamente sospreso che nessuno trovi inadatta la presenza gratuita di un simbolo in ambienti non di sua competenza o influenza. Qual è il suo ruolo, insomma? Magari un crocifisso a scuola ascolta il dilagare dell'ignoranza, in un tribunale constata l'agonìa della giustizia, alla fermata dell'autobus intercede, mosso a compassione dalla spasmodica attesa degli astanti, in uno stadio si ingrazia le zolle sperando che la sua squadra (che secondo me è nerazzurra, sempre in tema di crocifissioni, ma questa è un'altra storia) possa trarne vantaggio.
Certo, la presenza di un crocifisso in classe non ha mai fatto male a nessuno che non ci abbia tirato una testata contro, anche perchè per tradizione è piuttosto omertoso e non tradisce gli alunni che copiano. Magari mi sbaglio, però anche se non ci fosse nessun crocifisso credo che pochi ne resterebbero mortalmente traumatizzati. Oppure, meglio ancora, proviamo a disegnare delle svastiche sulle pareti di tutte le aule e alla fine dell'anno scolastico vediamo se hanno morso qualcuno o se sono ancora solo otto sbarrette nere disegnate su un muro, al più lievemente sbiadite.
Quello che voglio dire è che un simbolo non è una tradizione, ma un elemento della comunicazione, un'evocazione ed un monito. Sostenere che il crocifisso debba alloggiare sulle nostre pareti pubbliche perchè in Italia ci sono tanti cristiani o perchè la nostra storia è stata fortemente influenzata dal cristianesimo mi sembra un'argomentazione tanto labile quanto opinabile quanto, al contempo, completamente inutile. Ma d'altronde, quando partendo dalla tesi "ci sono un profeta barbuto ed un mondo imperfetto" si arriva all'assunto "il tizio con la barba è nato da una donna vergine e suo padre ha creato ogni cosa ed è infinitamente potente e buono, ed il tizio barbuto e suo padre sono la stessa persona" mi rendo conto che si possa sostenere più o meno qualunque cosa.
Ma la credibilità del pensiero cristiano non c'entra e oltretutto lo ritengo un argomento che ha ben poco motivo di essere discusso. E nemmeno l'apporto del cristianesimo alla nostra nazione dovrebbe avere a che fare con questa questione (e qui invece potrei sostenere senza troppo sforzo la tesi che in qualsiasi momento storico quel simbolo abbia avuto potere sono caduti tutti i concetti di diritto, libertà e sviluppo sociale, ma anche questa, ripeto, è un'altra storia). Mi preme porre l'accento sul valore di quel simbolo; il crocifisso esposto nelle aule non è solo un pezzo di legno intagliato, anche perchè se così fosse non sarebbe di alcun interesse esporlo. Significa che quell'ambiente è cristiano e significa che il cristianesimo è la religione ufficialmente riconosciuta. A me pare talmente evidente che esporre un simbolo sia un modo per esprimere la propria devozione o fede o ammirazione verso quello che il simbolo rappresenta da non aver nemmeno motivo di soffermarmi oltre. Bisogna chiedersi allora perchè lo Stato italiano a differenza di molte altre nazioni europee, le cui radici mi azzarderei a definire cristiane quanto le nostre, sente la necessità di mostrare la propria devozione ad una religione che non è di alcuna rilevanza per l'insegnamento delle scienze e della morale, obiettivo delle scuole.
Tutto questo, soltanto sul piano teorico. In pratica, purtroppo, e questa strumentalizzazione è l'altra causa del mio fastidio per il crocifisso, siamo tutti perfettamente consci che non si tratta soltanto di un simbolo di fede, ma anche della presenza di un'istituzione, di un altro stato la cui storia è intrecciata anche in anni recenti con quella del nostro paese, e che vive delle italiche mucche che riesce a mungere. E marchiare a fuoco con una croce sin dalla tenera età di 6 anni milioni di capi, perfettamente consci che in questo modo il messaggio penetra con molta più semplicità, mi sembra una tradizione ben poco sana da voler conservare.

31 ottobre 2009

Politiche per la sicurezza


Ignazio La Russa: "Sono certo del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione"




Carlo Giuliani († 20 Luglio 2001)



Aldo Bianzino († 14 Ottobre 2007)



Niki Aprile Gatti († 24 Giugno 2008)



Gabriele Sandri († 11 Novembre 2007)



Federico Aldovrandi († 25 Settembre 2005)



Stefano Cucchi († 22 Ottobre 2009)


Ne deduco che ancora una volta i militari hanno correttamente eseguito gli ordini.
Se ritenete che le immagini siano troppo impressionanti allora siete d'accordo con me. Cambiate paese, se non volete vederle.

15 ottobre 2009

Il piacere della conquista

Il Times ha accusato stamani i nostri servizi segreti di aver pagato i guerriglieri talebani per evitare attacchi alle truppe italiane. Secca la replica del Ministro della Difesa, La Russa: "Spazzatura! Non abbiamo mai dato denaro ai Taliban. Li pagavamo in natura." Dall'Afghanistan si affretta a chiarire un capo talebano: "Non sapevo che fossero prostitute. Non ho mai pagato una donna. Non ho mai capito che soddisfazione ci sia se non c'è il piacere della conquista."
Pare che l'intermediario fosse un tale G. Tarantini.

9 ottobre 2009

Valori rubati




E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. (Antonio Gramsci, 1917)

7 ottobre 2009

Ma va là?

Il lodo Alfano respinto dalla Consulta, perchè giudicato incostituzionale. Semplicemente, ed in maniera insindacabile; d'altro canto, la lingua italiana non televisiva, quella dotata di qualche parola in più delle 200-300 che si sentono abitualmente sul tubo catodico, è meravigliosamente chiara. Allo stesso modo, gli italiani non televisivi, cioè quei svariati milioni che sono in grado di leggere i testi con capacità non dico critica, ma quantomeno di mera comprensione verbale, accostando il testo della legge alla Costituzione si sono resi conto che sono un pò come due fermioni identici: non posso occupare contemporaneamente lo stesso stato quantico. Di due, uno solo.
Il costituzionalista Alessandro Pace riassume bene le violazioni di questa legge: cade il principio di uguaglianza, si applica per qualsiasi processo (incluso omicidio, per dire, o magari violenza sessuale, che di questi tempi può tornare utile), dilata i tempi dei processi oltre la ragionevolezza, dispone disparità di trattamento fra presidenti ed organismi. Ed infine, nota a margine, serve una legge costituzionale e non ordinaria.
Ovviamente, i campioni del bispensiero all'italiana, ovvero quegli editorialisti con le lingue scartavetrate sulle chiappe del nano di Libero, dedicavano oggi svariati articoli ad Alessandro Pace, rappresentante della procura di Milano, strillando a gran voce del conflitto di interessi del medesimo, in quanto anche legale di De Benedetti. Peccato che sia notizia di ieri che i giudici avessero deciso di non ammettere l'intervento della Procura di Milano, rendendo di fatto l'opinione di Pace nulla ai fini della decisione che è maturata. Chiaramente quella stessa fantastica testata nulla riportava su Mazzella e Napolitano, due dei 15 giudici che invece hanno espresso il loro giudizio, noti per aver cenato con Berlusconi, Alfano e Letta. Evidentemente questo non è stato giudicato un conflitto di interessi, come neppure il fatto che a difendere questa legge dissennata prima della camera di consiglio siano stati Ghedini e Pecorella, legali di Berlusconi e come tali anche deputati. Questo giusto per fugare ogni dubbio sul fatto che il lodo Alfano potesse essere una legge ad personam.
Fantastiche anche le argomentazioni dei due azzeccagarbugli milanesi, cito testualmente: la legge è uguale per tutti, ma non la sua applicazione e il premier ha una investitura diretta dalla sovranità popolare. Quando si dice "una tesi limpida ed inattaccabile"
Nel ringraziare Ghedini per la sua schiettezza, e nell'ammettere la mia ignoranza sui più elementari rudimenti di diritto costituzionale, credevo che il PresDelCons fosse eletto da deputati e senatori, non con investiture dirette, nè credevo che questo, in ogni caso, gli garantisse di essere al di sopra della legge ed al di sopra degli altri.
E sono serviti due giorni di camera di consiglio per bocciare il lodo. Io ci avrei messo più o meno 28 secondi, inclusa la grassa risata e l'esibizione del dito medio, inframmezzate da un sempreverde "levatevi dai coglioni".

29 settembre 2009

La bomba? Mettetevela in c...

E' il primo pensiero che mi viene in mente ogni volta alla notizia di un nuovo attentato kamikaze. Oggi leggo su Repubblica:

NUOVA FRONTIERA DI AL QAEDA, BOMBA NASCOSTA NEL RETTO

Al Qaeda ha sviluppato una nuova tattica di attacco che si fa beffe dei controlli di sicurezza piu' sofisticati: nascondere l'esplosivo nello sfintere del kamikaze. La prova generale e' stata gia' fatta: Abdullah Asieri, uno dei membri di al Qaeda piu' ricercato in Arabia Saudita, ha ferito in modo lieve il capo dell'antiterrorismo azionando una bomba che aveva nascosto nel proprio corpo. Per dimostrare l'efficacia del nuovo sistema, al Qaeda ha messo sul web la registrazione di una telefonata fatta durante l'attentato. Asieri era riuscito ad arrivare al principe Mohammed Bin Nayef dicendo di voler uscire dalla rete terroristica e di poter convincere altri a fare altrettanto.

Alla fine mi hanno accontentato, a modo loro.

11 settembre 2009