La cosa davvero eccezionale non è invero il silenzio-stampa imposto dal presidente dopo una mancata vittoria, come se strapazzare gli avversari in ogni partita sia regola imprescindibile per la regolarità del campionato. Non è neppure che Mourinho reciti la parte per cui è pagato (e tanto, troppo: per nove milioni l'anno io sarei disposto ad allenare il Siena e farlo giocare sempre in 9), ovvero fare il pagliaccio per attirare su di sè quegli avvoltoi dei giornalisti sportivi in modo che non si accorgano di quando la sua squadra gioca male.
Il problema reale è che fin troppi tifosi dell'Inter sono intimamente convinti di essere vittime di non si sa bene quale complotto ordito non si sa bene da chi volto a danneggiare la loro squadra; tanto che nell'ultima partita hanno persino osato espellere dei giocatori nerazzurri.
Insomma, la squadra di cui si ricorda il gol convalidato in fuorigioco più netto (memorabile il commento del telecronista nerazzurro: "Ma perchè protestano? Ah, c'è tutta l'Inter in fuorigioco") della storia del campionato, stessa compagine che deve gran parte del merito del suo cammino in Europa a questo gol, che oltre ad essere particolarmente antiestetico è stato realizzato in fuorigioco con doppia papera del portiere nel recupero di una partita vinta in rimonta (mancava solo che l'arbitro segnasse di testa su angolo e corresse ad abbracciare Mourinho), dopo una partita in cui i suoi giocatori hanno picchiato, protestato, urlato, schernito, applaudito ironicamente arbitro, avversari, pubblico e gente a casa ed il suo allenatore ha dato spettacolo così:


ecco, quella squadra protesta contro le direzioni degli arbitri.
Chi sperava che il vittimismo dell'Inter si fosse dissolto con Calciopoli si è illuso invano. Quello che è davvero successo è che si è trasformata una squadra perdente nei fatti e perdente nell'anima in un'altra vincente in campo. Ma la mentalità è rimasta la stessa: quella di chi non è abituato a contare sulle proprie forze per vincere e che per ogni cosa grida al complotto. E che ancora rivive i fantasmi del passato e trascorre una settimana a lamentarsi per un rigore assegnato ad una squadra settima in classifica attribuendo ad esso poteri taumaturgici imposti dai burattinai del complotto. Come se l'unica differenza fra la Juve attuale e quella di qualche anno fa sia il venir meno degli aiuti arbitrali, senza i quali suppongo che raggiungere 4 finali di Champions in dieci anni non sarebbe stato possibile.
Vale a dire, la stessa competizione nella quale l'Inter non riesce ancora a trasferire l'arroganza conquistata in Italia a furia di gustosi pranzi serviti e cotti a puntino.
Insomma, la squadra di cui si ricorda il gol convalidato in fuorigioco più netto (memorabile il commento del telecronista nerazzurro: "Ma perchè protestano? Ah, c'è tutta l'Inter in fuorigioco") della storia del campionato, stessa compagine che deve gran parte del merito del suo cammino in Europa a questo gol, che oltre ad essere particolarmente antiestetico è stato realizzato in fuorigioco con doppia papera del portiere nel recupero di una partita vinta in rimonta (mancava solo che l'arbitro segnasse di testa su angolo e corresse ad abbracciare Mourinho), dopo una partita in cui i suoi giocatori hanno picchiato, protestato, urlato, schernito, applaudito ironicamente arbitro, avversari, pubblico e gente a casa ed il suo allenatore ha dato spettacolo così:


ecco, quella squadra protesta contro le direzioni degli arbitri.
Chi sperava che il vittimismo dell'Inter si fosse dissolto con Calciopoli si è illuso invano. Quello che è davvero successo è che si è trasformata una squadra perdente nei fatti e perdente nell'anima in un'altra vincente in campo. Ma la mentalità è rimasta la stessa: quella di chi non è abituato a contare sulle proprie forze per vincere e che per ogni cosa grida al complotto. E che ancora rivive i fantasmi del passato e trascorre una settimana a lamentarsi per un rigore assegnato ad una squadra settima in classifica attribuendo ad esso poteri taumaturgici imposti dai burattinai del complotto. Come se l'unica differenza fra la Juve attuale e quella di qualche anno fa sia il venir meno degli aiuti arbitrali, senza i quali suppongo che raggiungere 4 finali di Champions in dieci anni non sarebbe stato possibile.
Vale a dire, la stessa competizione nella quale l'Inter non riesce ancora a trasferire l'arroganza conquistata in Italia a furia di gustosi pranzi serviti e cotti a puntino.






