Osservo i lampioni schierati in fila a distanze regolari sino a perdersi in lontananza. La foschia sembra quasi amplificare la loro fioca luce giallastra.
Alla nebbiolina si unisce il fumo delle sigarette di sporadiche figure isolate che gustano qualche tiro con evidente soddisfazione. Chissà cosa passa per le loro teste, oltre a quei lenti vortici di arabeschi svolazzanti. Io, seduto su un duro muretto di mattoni, non fumo, ma come loro emetto fiotti di vapore visibilissimi nell'umido della notte.
Si avvicina una ragazza. Qui sembrano tutte belle, forse lo sono davvero. Mi regala un sorriso che scalda l'animo e quando mi passa accanto mi carezza i capelli con estrema dolcezza. Varrebbe la pena di passare lì settimane intere, mesi, solo per questi gesti. E' incredibile pensare che domani griderà fino a perdere la voce con la stessa grazia di adesso.
Fa freddo, ma basta una maglietta o poco più a coprirsi. E' più importante una sciarpa abbondante, potrebbe rivelarsi utile anche domani per vincere il gelo. Ma non del clima. Perchè l'inverno è dentro, fatto di sensazioni di sconforto che si depositano silenziose come la neve. Il disgelo non arriva, tutto il ghiaccio lo dobbiamo sciogliere noi.
Finalmente è totale silenzio. Mi volto verso le stanze illuminate solo da qualche raggio lunare che ospitano quelle che sembrano salme. O meglio mummie, apparentemente immobili ed avvolte fra le coperte ed i sacchi a pelo, che si sollevano ad intervalli regolari. Questo respiro è il nostro polmone, la nostra forza. Sono decine, centinaia di tasselli che domani si comporranno armoniosi per realizzare l'ultimo progetto.
Entro dalla porta socchiusa in cerca di calore o compagnia. Trovo quella di un fortissimo odore di vernice spray. Ci sono persone che dipingono sul pavimento un enorme velo bianco. Domani quei colori li vedranno in tutto il mondo, sospesi a 50 metri di altezza.
E magari domani qualcuno penserà a questi ragazzi che si muovono con gesti nervosi, chiaramente sintomo di mancanza di sonno, abuso di caffè ed adrenalina alle stelle. Magari invece questa gente spaventerà solo qualche ragazza venuta da migliaia di km di distanza che scoppierà in lacrime sentendosi perduta. Ma non si farà male, la abbracceremo tutti insieme, tranquillizzandola. Bisogna saper essere duri senza perdere la tenerezza.
Penso poi che tutto questo non ha senso. Posso accettare l'ingiustizia dell'eredità pesante di una società piena di errori. Posso esser pronto anche a calarmi nei panni stereotipati del giovane che sogna stoltamente di poter cambiare qualcosa.
La vera beffa è che qui lottiamo proprio per mantenere tutto com'è, nell'assurdo obiettivo che non peggiori drasticamente. Forse questo è ciò che mi fa chiedere se davvero valga la pena di perdere tempo, risorse e sonno perchè tutto possa restare immutato nei limiti evidenti che si trascina da decenni, con le frasi lì fuori di chi ci taccia di conservatorismo e volontà di preservare lo status quo.
Ma poi, è forse questa una lotta contro un nemico che neppure si accorge se proviamo a pungerlo e, se infastidito, può schiacciarci come fossimo piccoli insetti?
Non lo è, è tutta un'illusione. E probabilmente non servirà a nulla. Però mi fa stare bene pensare che se fossero tutti qui allora non oserebbero toccarci. Che sono in compagnia di un elite di persone che considerano naturale che sia la propria dignità a guidarle.
E domani da quella torre pendente lo grideremo a tutti, che non vogliamo niente e non siamo nessuno, ma abbiamo dentro di noi tutti i sogni del mondo.



