Correva veloce lungo strade nere d’asfalto nuovo, l'alfa. Superava agilmente le macchine in strada, come un serpente girava prima a destra, poi a sinistra per andare dritto. Un cielo lontano, grigio e vacuo, scalava la fitta coltre di palazzi, i vetri di grattacieli lontani riflettevano i pensieri di un’intera generazione. Alberi spogli e cumuli di immondizia. Un ammasso di gente protestava per qualcosa, mentre un bus ribaltato iniziava ad ardere, i fumi si liberavano alti, una pira in onore del caos.
Cazzo chiedono, ora. Si domandava l’ispettore Garro, mentre con la fiamma del bus si accendeva una sigaretta. E’ la Banca, questa qui, ispettore. I prezzi dei mutui sono saliti, e questi qua non hanno i soldi per pagare. Gneo non aveva dubbi, leggeva il finanza, lui, sapeva tutto. Era un bastardo figlio di puttana, pensava Garro. Si fottessero loro e il mutuo, ipotecarsi una vita per un pelo di figa. Le vere puttane, Gneo, le troie vere sono quelle che tieni in casa, che per scopartele gli devi la vita. Capisci perché l’altra notte abbiamo lasciato libera Jessica? Ah, non per il servizio che le ha fatto? No, cazzo, sono un uomo di valori io, quello era un regalo, un omaggio al mio fascino.
Gneo avrebbe volentieri sputato in faccia all’ispettore, non fosse che quel lurido era un nipote del ministro. Allora cosa facciamo, ispettore, facciamo arrivare i cellulari? Certo, non ci sono altre soluzioni. Quante squadre? Ne bastano due; la prima in assetto antisommossa, pure lacrimogeni, seppur sia lavoro per i manganelli, la seconda di ballerine brasiliane, che non siano trans, però. A meno che non ti piaccia il cazzo. Non mi piace il cazzo. Ero sarcastico, pirla. Chiama questi fottuti rinforzi!
Due vetture correvano veloci lungo le strade, una fora lungo il tragitto, l’altra arriva in un viale di alberi spogli e cumuli d’immondizia. Una folla ha dato fuoco a un bus, sulla pira ardono due persone, sono Garro e Gneo. Son morti.
20 sbirri scendono dal furgone, hanno le maschere antigas e i manganelli ben saldi nel pugno, nell’altra mano stringono lo scudo. Lanciano i lacrimogeni, si riversano sulla folla. Colpiscono i primi con forza e rabbia, a un nero si spezza il collo, cade a terra morto. La folla dietro si scompone, c’è chi fugge e chi cerca vendetta. L’urlo di orrore si spande nell’aria. L’anarchia sa essere dolorosa. Un tizio ha una bottiglia di birra, qualcuno nota che dentro v’è imbevuto un fazzoletto. Una fiammella è l’ultimo segnale, il fuoco mangia tutto, protestanti e poliziotti, bruciano. Il calore corrode la loro pelle, nel crepitio della fiamma s’intravedono le interiora, si ferma il cuore, muore la gente, sotto il cielo grigio come i vetri dei grattacieli, sotto il cielo grigio come niente. Giunge infine l'altra vettura, ma il fuoco ha già ucciso tutti.
Nel più alto piano della banca, c’è l’ufficio del direttore. Altre urla cancellano il suono della strage di sotto. Ah, entra di più, di più! Vai così, Cristo! Dio! Gesù santo! Aah. T’è piaciuto eh? E mo che ti dico il regalo che t’ho fatto, Jessica, sarai ancora più soddisfatta.
5 commenti:
E' sempre colpa dei greci, lo dicevo io.
Bello come sempre Genna'.
terribili le virgole tra soggetti e verbi. o erano metafore?
Fuori dai piedi, Charlie Brown!
:D
Interessante la tua scelta di definire i dialoghi con il formato classico, ma un pò fuorviante, rallenta la lettura del testo.
Comunque un bel post, mi piace! :D
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