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21 marzo 2011

Sull'introduzione del Burqa

Quando si vive nella più nordica delle città africane si apprendono cose che un comune europeo non potrebbe mai capire, anche perché non potrebbe mai vederle. In realtà non c'è niente da capire, le cose avvengono e non è detto che abbiano sempre un senso.

Nella mia città, e a Sud di essa, l'uomo si è abbandonato ai suoi istinti più reconditi, vivendo un'esistenza fatta di voluttà e sopraffazione. Nella mia città c'è un graffito che cita Kant, per l'esattezza sta a Scampia, il problema è che nessuno sa leggere. Sempre a Scampia ci sono dei cartelloni che incitano alla speranza, attaccati da un'associazione culturale locale, solo che non sanno nemmeno scrivere, infatti presentano evidenti errori di sintassi. Il graffito di Kant invece è perfetto, perché l'ho fatto io. L'unico problema è che io non esisto. Rifletteteci, so leggere e scrivere, eppure nella mia città nessuno sa farlo. Dunque neanche il graffito di Kant esiste, non fosse che c'è, se uno cerca lo trova.

Non ponetevi troppe domande, ho un cugino che si chiama Gesù, e ciò per molti vale già una risposta, tuttavia questa sera non sto scrivendo cazzate per celare l'evidente mancanza d'ispirazione, per coprire un abisso di silenzio lungo due mesi, no, affatto. Sto scrivendo per esporvi, con la dovuta perizia, un problema che attanaglia il Sud Italia, o Nord Tunisia, e che necessita di una soluzione immediata, perché solo chi non ha a cuore la vita umana può lasciar scorrere ancora tutto questo sangue!

Esatto gente, sto parlando dei duelli coi coltelli, una delle attività preferite dai giovani membri delle tribù locali. Questa malsana tradizione è ben nota ma,  per amore della verità, mi permetterò di sintetizzare in poche righe la storia di questa pratica: il sabato, giovani rampolli delle famiglie locali si incontrano in luoghi dove si ballano ripetitivi ritmi ossessivi che, come ci insegna Franco Battiato, son la chiave dei riti tribali.

I giovani galli portano con sé le loro promesse spose, ragazze all'alba dell'adolescenza vestite di poche e sottili stoffe, quasi nude, al fine di mostrare la propria virilità e il proprio successo con l'altro sesso.

Potrà sembrare strano, ma è così, il gallo deve mostrare di avere una ragazza bella, e il miglior modo per farlo è mostrarla nuda. Non ho intenzione di star qui a discutere di mercificazione della donna o della parità dei sessi, ricordate che sto descrivendo una società rozza, arcaica, in cui non esiste altro che la legge del patriarcato, dunque lasciatemi continuare a discorrere. Dicevo, potrà sembrare strano che il gallo mostri la sua donna nuda, quando questa è vista come un oggetto d'uso e possesso esclusivo. Ed infatti tale pratica viene psicologicamente celata dal gallo, che anzi immagina la sua lolita cinta da un manto di castità, richiamando a sé l'idea della madonna, entità mistica che sicuramente conoscerete (se ve lo siete scordati, è la madre di mio cugino). Tuttavia tale velo è solo mentale, infatti il corpo scoperto della ragazza richiama puntualmente l'attenzione di altri galli, che così cercano di insidiarla, di sottrarre al giovane il suo trofeo. Ne segue il duello, scontro con armi bianche che si conclude puntualmente con il ferimento del tentatore, in alcuni casi con la sua morte.

Io trovo che qualsiasi civiltà debba mettere dinanzi a tutto il diritto alla vita tranquilla, lontana dai pericoli. E' per questo che nei secoli sono stati creati gli eserciti, le polizie, le ronde: per la sicurezza di voi cittadini (vi ricordo che io non esisto).

Ma cosa possono le forze dell'ordine di fronte a eventi così fortuiti, inaspettati e casuali, seppur così diffusi? La risposta è più facile e spiacevole di quanto vorremmo credere: nulla.

E' per questo che propongo di introdurre, per tutte le donne di età compresa tra i 14 e i 38 anni impegnate in relazioni sentimentali l'obbligo di indossare il burqa, indumento che copre le loro fattezze, le loro forme sinuose, in modo che la loro esposizione non causi più tutto il turbamento di cui sono fonte. Signore, non scambiate tale proposta per una norma illiberale, che cancella i vostri diritti e la vostra libertà d'espressione, valutate che parliamo pur sempre di una civiltà diversa, tale norma infatti dovrebbe venir prima sperimentata nel Meridione.

E successivamente estesa a tutta l'Italia.

Si, avete ben compreso. Non guardate forse la tv? Decine di stupri, di vite spezzate e traumatizzate. Esiste forse un modo per risolvere il problema? No, mi dispiace, eliminare la rigida educazione cattolica che reprime gli uomini e le loro passioni non è una giusta soluzione, sarebbe contraria ai valori e alle tradizioni che hanno ispirato la nostra storia. Uno stato non può andare contro il proprio passato. Tutte le donne italiane dovrebbero in verità indossare il burqa, per salvaguardare sé stesse, per salvaguardare la dignità dei propri uomini e l'onorabilità degli stupratori, solo bistrattate vittime dei facili costumi.

E, sempre per non perdere i bellissimi valori e la bellissima cultura che ci unisce sotto il tricolore, introdurrei anche la poligamia. I giovani galli devono in qualche modo continuare a farsi vanto della propria virilità, e come farebbero senza poter mostrare le qualità della propria donna? Ma è ovvio, mostrandone la quantità.

Con la speranza d'esser compreso, il vostro, amabile, opinionista.

18 giugno 2010

La verità è che non mi piaci abbastanza

Giuro che ci ho provato.

Interrompere una relazione, anche se mai iniziata o clamorosamente vissuta solo dalla controparte, è oltremodo difficile. Una volta, più o meno mille anni fa, le cose erano piuttosto semplici. Trovavi una moglie, te la sposavi, procreava i tuoi figli, e poi se non ti andava più bene la cambiavi, più o meno come con la macchina. Ti ci affezioni magari, ma dopo che inizia ad avere addosso il peso degli anni, come si può resistere ad una rossa fiammante tutta cuore sportivo di nuova generazione? *_* (lo ammetto, pensando alla macchina mi sono emozionato).
Ma comunque, dicevo, era una pratica di una facilità estrema cambiare donna per propria volontà, perchè era un bene su cui vige il diritto di proprietà. Se una cosa è mia, ci faccio quello che voglio, altrimenti non è mia, mi sembra chiaro. Se voglio buttarla, lo faccio. Se qualcuno se ne appropria, lo uccido e non subisco pene particolarmente pesanti, perchè ho come attenuante che uccido un ladro. Tutto piuttosto lineare, anzi meglio. Se per sbaglio ti fossi trovato ad essere un re, anche se brutto e grasso e malato di gotta, potevi farti una religione tutta tua e far decapitare le tue mogli, ma per questo effettivamente bisognerà aspettare ben 500 anni di progresso (per info cercare Enrico VIII su Wikipedia). Poi il buio, e tutto cambiò. Ecco, questo dimostra che non sempre nel mondo si sono fatti dei passi avanti, anzi le cose sono peggiorate, e di molto. Anche se mi rendo conto che sarebbe improponibile al giorno d’oggi una simile attuazione.

Ma non è dei controversi passi avanti mossi dal progresso per la condizione femminile che voglio discutere, giacchè mi sembra che nonostante tutto la donna continui ad essere seduta sulla sua principale fortuna, ma di come riuscire ad allontanare col dovuto garbo una donzella cui, ahimè, bisogna pur fornire qualche tipo di giustificazione.

La verità è che non mi piaci abbastanza.

Ma le donne si sa, hanno un cervello che funziona (questa era la migliore del post, lo ammetto) in maniera abbastanza particolare. Dopo una frase del genere poche si arrendono, le restanti invece, galvanizzate per essere state maltrattate, analizzano a fondo la frase:

La verità è che:
Per gli uomini: sto definendo e specificando che quello che segue è assolutamente vero, requisito fondamentale per la chiarezza.
Per le donne: il fatto che abbia fatto questa specificazione indica che in passato ha detto anche cose non vere, di conseguenza anche quello che sta per dire non è vero. E poi la sua sincerità è così eccitante!

non mi piaci:
Per gli uomini: ecco, l’ho detto. È il concetto base della frase, è impossibile che non capisca
Per le donne: impossibile, ho due tette e buchi sparsi per il corpo, sono qui per lui, cosa può volere di più?

abbastanza:
per gli uomini: mitigo il concetto di prima per evitarle una brutalità immotivata. Poi magari pensa di essere un cesso e si deprime.
Per le donne: il fatto che specifichi quanto non gli piaccio indica che comunque almeno un po' gli piaccio, quindi vuole solo mettermi alla prova.

Stando a questo, la frase perfetta per interrompere una relazione interpersonale sarebbe:
"Mi fai ribrezzo."

Ma capite bene che non è una soluzione preferibile. Ragion per cui è necessario cercare delle alternative.

Per questo interviene Hugo, lui sì che sa come lasciare una donna. A dire il vero questo non lo so, ho solo testato sulla mia pelle tempo addietro che sa come farti rimettere con la tua ex, ma Hugo ancora non mi ha mai lasciato. Però suppongo sappia anche come distruggere qualcosa che non è ancora nato o costruito, visto che questa pratica la esegue quasi ciclicamente ogni volta che una ragazza non è per lui particolarmente interessante, cosa che avviene nella quasi totalità dei casi. Dunque, nota la sua schiettezza a fronte della mia amorevole premura, avevo pensato di trovare un compromesso: lo pago, e se ne occupa lui. Magari dai, non lo pago proprio, diciamo che lo stimerò un po' di più.

CM: Hugo, sono nella rizza (n.d.t.: rete. Espressione del lessico parlato siciliano che indica che ci si sente come tonni in trappola in una tonnara)
Hugo: Cos’è successo?

CM si avventura in una breve spiegazione dell’accaduto

Hugo: (consolatore per antonomasia) posso ridacchiare?
CM: Fai pure. (stronzo!)
Hugo: Ti ho sentito..
CM: L’ho solo pensato.
Hugo: Ah, scusami..

A questo punto la soluzione migliore che mi viene è quella di fare una bella chiaccherata a 3, ma so già come andrebbe a finire. Con Hugo che appoggia la ragazza mettendomi ulteriormente in difficoltà per puro divertimento.

CM: ..e quindi, non possiamo andare avanti
Lei: Ma perchè?
Hugo: Già, perchè?
CM: Non mi piaci abbastanza, tutto qui.
Hugo: Ma dai! È una ragazza carina, dalle una chance
Lei: Hugo sì che sa come trattare una donna…

Ma c’è sempre un’altra strada:

Lei: Ma perchè?
CM: Sono gay.
Dopo 10 sec di silenzio
Hugo: E non ho intenzione di lasciartelo, baby!

10 marzo 2010

Il principe azzurro


Trovo profondamente inappropriata la valenza cui assurge la figura del principe azzurro. In primis, per le aspettative che le donne possono nutrire verso il genere maschile o piuttosto per lo stereotipo dell'uomo perfetto che si forgia: in realtà poi, in tutte le storie Disney in cui questo principe-deusexmachina fa la sua apparizione egli si limita a rivelarsi un pirla, certo, anche un principe, ma pur sempre un pirla. Come altro classifichereste un tizio che gira casa per casa peggio dei testimoni di Geova facendo provare scarpe di materiali improbabili a tutte le donzelle del reame? E soprattutto, dove aveva guardato il principe per tutto il ballo se questo è il modo che ha giudicato più opportuno per riconoscere la sua fanciulla?
E non ascrivereste forse alla categoria dei necrofili il principe azzurro della bella addormentata, che non trova di meglio che limonare con la sua amata mentre questa è stesa su una lastra di pietra? Per non parlare poi del principe di Biancaneve, la cui apparizione nel cartone animato è circoscritta agli ultimi 28 secondi, in cui passava di lì e si prende la ragazza. Magari è uno stronzo, ma non importa, è il principe azzurro.
E mi da fastidio il classismo di fondo: un cacciatore mette a repentaglio la propria vita, nonchè la propria carriera (e di questi tempi un posto da cacciatore non è per nulla semplice da trovare), sgozzando un cinghiale al posto della ragazza, ma alla fine della storia passa un principe a casaccio e se la porta nel suo castello. E se fosse stato un operaio rosso, invece? (d'accordo, pessimo esempio, gli operai rossi sono estinti) Allora, diciamo, un avvocato giallo? Un falegname nero? Per non parlare di quell'altro termine in -ismo che conierei per l'occasione che indica la discriminazione fra i colori. Se in Cenerentola il principe fosse stato vestito di verde l'avrebbero trattato peggio del giullare di corte, altro che matrimonio.
E ce l'abbiamo anche noi il nostro principe azzurro, qui in Italia: e non parlo di quel rampollo che si mette in ridicolo a mesi alterni ballando, cantando e pubblicizzando l'unico ortaggio che non gli farei assumere per via rettale. Parlo di quell'altro, il re che preferisce non farsi appellare "monarca", perchè lui è uno del popolo, giovane e avvenente. Non fa pesare differenze di altezza, capigliatura, potere e neppure reddito. Non ne ha bisogno lui, perchè il suo affetto è sincero, lui ama le donne, tutte; sincero come quello delle sue ammiratrici, perchè le donne non sono stupide, non si sposano per denaro. Si innamorano davvero dei principi milionari, prima di concedersi ad essi. E' anche azzurro, il nostro principe, così azzurro che quando si pensa a quel colore lo identifichiamo automaticamente con lui; prima che Celentano ci immaginiamo il principe che sorride su un cartellone largo 12 metri.
Ma vi ricordo che sono diffidente verso i principi azzurri, donne: e allora vi prego, smettete di festeggiare la data simbolo delle vostre sconfitte storiche; è ridicolo, o peggio masochista. Gli interisti il 5 maggio non si riuniscono per cantare l'inno della repubblica slovacca. Oppure avete mai visto un ebreo il 27 gennaio ballare fino all'alba in un locale a luci rosse pagando per lo streap di avvenenti signorine bionde vestite da generali SS? (anche se Max Mosley ha cercato di proporre questa soluzione innovativa, con scarsi risultati)
Cercate invece di non sostenere questi principi, perchè i princìpi dei prìncipi sono deleteri; i personaggi come loro sono la causa di ogni discriminazione e se nel XXI secolo siamo qui a discutere del fatto che il 50% della popolazione è letteralmente seduto sulla propria fortuna e quella fortuna, per crogiolarmi nell'eufemismo, diventa l'unico tratto che distingue un esemplare da un altro, forse potrebbe essere colpa vostra, oltre che della Disney. Almeno per un giorno.

21 novembre 2009

Parla con uno stereotipo

Impazza ultimamente su Facebook la moda, consentita da un'applicazione che raccoglierei in fascine insieme a centinaia di altre, compresa quella per scorreggiare sui profili altrui e quella per fare 200 caffè al giorno (oh si, anche quella zio, dovrai trovarti un'occupazione :P), dicevo, la moda di consultare il "parla chi", che ti butta lì una frase di un personaggio a scelta.
L'idea in realtà potrebbe risultare intelligente se questi personaggi fossero circoscritti a filosofi, pensatori, autori e cose del genere, ma chiunque può creare il proprio personaggio e per renderlo operativo non bisogna caricare troppe frasi e queste non vengono vagliate in funzione del loro valore. Per cui chiunque si sbizzarrisce consultando per divertimento il proprio panettiere di fiducia, che sforna più frasi fatte che sfilatini, o bidelli, professori (cazzo, tutti hanno almeno 3 professori che dicono stronzate, pensate quante frasi inutili fanno) e financo amici, scemi del villaggio e passanti.
Ma con queste condizioni la cosa conserva aspetti vagamente interessanti, dato che chiunque può dire qualcosa di simpatico o persino di interessante. Il problema vero sono i personaggi immaginari.
Lì puoi far dire davvero quello che vuoi. E siccome tutti hanno questa mania del voler far ridere il prossimo a tutti i costi perchè non hanno altre maniere per risultare simpatici (lo faccio anche io con questi post, mi privo del sonno finchè non scrivo qualcosa che penso possa fare ridere sperando che un giorno fra i commenti di Sciuscia e di tutti voi altri cui voglio molto bene e cui sono affezionato ne spunti uno con scritto qualcosa come "mi eccita così tanto leggere i tuoi post, perchè non vieni qui a spiegarmeli di persona?" con allegata mail e foto ammiccante) bisogna caricare delle frasi che possano piacere a tutti quelli che vanno a consultare il tuo personaggio, e le frasi che hanno maggiore successo sono banalità.
Questa moda diventa lo strumento per un'interessante analisi psicologica dei desideri delle masse quando il personaggio è la donna o l'uomo ideale. Ho visto centinaia di persone perdere del tempo e intralciare la mia pagina per pubblicare le loro dotte conversazioni con il partner ideale. Ne ho tratto alcune conclusioni.
Gli uomini hanno le idee chiarissime ed uguali per tutti. La donna ideale è una strafiga, non importa fatta come di preciso, ma una strafiga la sappiamo riconoscere tutti, noi, non rompe i coglioni ponendo alcun tipo di interrogativo a parte chiedere delucidazioni sul fuorigioco (non farò battute su questo punto), adora girare per la casa in abiti succinti e sembra avere una particolare predilezione per il sesso orale. Ogni tanto cucina, possibilmente praticando una fellatio e premurandosi che le due attività stiano alla giusta distanza.
Al contrario, le mie amiche che si sono rivolte all'uomo ideale l'hanno fatto con almeno quattro modelli diversi. Questi forniscono risposte per esigenze che, nemmeno a dirlo, sono tutte profondamente differenti fra loro, a parte il possibile punto in comune che sono tutte prive di divertentissimi riferimenti al sesso orale, da cui si potrebbe dedurre che certo sollazzo non è un'esigenza per voi donne. Il che (la cosa dei diversi ideali, dico) potrebbe essere una prova della mia teoria secondo la quale voi non avete modelli universalmente condivisi nemmeno sul profilo estetico, figuriamoci poi se le frasi di un uomo possono andar bene per tutte.
Si passa dal modello vagamente intellettuale con classico maglioncino dolcevita grigio che dice frasi romantiche, mielose, melense e basta. Certo, espresse in perfetto italiano, ma non sa fare altro e non ha altri interessi a parte praticare un'adulazione sfrenata e zuccherosa.
C'è poi il modello "donna delle pulizie" che invece non fa altro che suggerire pietanze o mostrarsi desideroso di stirare pile di vestiti o lavare piatti. Al più pratica massaggi ai piedi, ma non parla mai.
Quello che mi sento di augurarvi, escluso, assodato che non lo volete, un camionista muscoloso che sappia regalarvi una notte nella quale infrangere l'ultimo record di Priapo, è il ripiego dell'"amico gay". Vi accompagna a fare shopping e discute di vestiti, vi fa qualche piccolo apprezzamento ogni volta che perdete 3 etti, discute di vestiti, adora parlare al telefono, discutere di vestiti e suggerire ricette. E poi se ne intende molto anche di vestiti.
C'è poi un ultimo modello, quello che preferisco io. L'ha creato qualcuna che senz'altro incarna tutti i luoghi comuni sulle donne. In sostanza questo tizio passa il tempo a rassicurare sul fatto che lei non ingrassa mai, è sempre bella e simpatica, sa parcheggiare e piange opportunamente per ogni film. Persino i suoi peti profumano d'incenso, assicura. E' di un'accondiscendenza tale che sfiora il ridicolo, tant'è vero che l'effetto che ne risulta è di un tizio che, armato di ironia, deride il suo stesso creatore.


Ecco, per me l'uomo ideale potrebbe essere qualcosa del genere. Ideale per me, chiaramente.

PS. so che volete scrivere un commento anonimo con quella roba del leggere il post a casa, sappiate che vi rintraccio e vi sbuco davvero a casa a leggervi qualcosa in mutande, e poi vediamo chi ride di più. Se proprio volete farlo, allegate la foto di qualche donna ideale, per favore, almeno inizio a fare come Faina e raccogliere foto di sgnacchere sul blog.

26 ottobre 2009

Quando ti lascia una donna, cerca aiuto su Google!

Alla luce delle numerosissime visite ricevute dal blog per merito di Quando ti lascia una donna, breve pamphlet dedicato all'analisi di alcune situazioni-tipo al momento della rottura, ritengo opportuno ampliare il discorso risolvendo così alcuni dei dubbi espressi dai nostri cortesi occasionali lettori.
Stavolta però non voglio analizzare le donne, delle quali si è discusso e certamente non mancherà occasione per screditarle ulteriormente, ma loro, questi gentili questuanti dirottati da zio Gugol. Provo a dividerli secondo alcune categorie esemplificative.

Curiosi e metodisti
La fetta più consistente sono proprio loro. Vogliono capire come sia possibile essere lasciati da una donna e superano lo stadio di iniziale sorpresa inabissandosi in quello dell'analisi delle cause. Bramano sapere perchè una donna lascia e soprattutto cosa bisogna dire e fare in queste occasioni. La mia personale soluzione sarebbe quella di mostrarsi vagamente sorpresi e dal giorno dopo festeggiare con quattro amici ed un puttan-tour (versione revisitata di "Notte prima degli esami"). Dopodichè cercarne un'altra e lasciarla prima voi. Suvvia, non siate fragili, ci sono milioni di ragazze in età da marito da incantare prima del matrimonio. Il loro, matrimonio.

Cinici e rassegnati
Anch'essa categoria piuttosto affollata, ma questi uomini sono disillusi, al più intristiti, che tuttavia conoscono il mondo: se una donna ti lascia è per sempre è un concetto che pare andare per la maggiore. Ad un tipo che entra cercando quando una donna lascia, lascia temo di non poter insegnare nulla. Al massimo gli offrò un caffè senza zucchero, o meglio un bel boccale di cicuta.

Sospettosi
Alcuni individui dotati di un'elevata autostima, non riuscendo ad accettare che una pulzella possa appiedarli senza un motivo, apparente o meno come abbiamo visto, cercano all'esterno della coppia il colpevole. C'è chi spocchiosamente ci svela la sua versione dall'alto di un piedistallo di indifferenza: quando una ragazza lascia senza senso ha un'altro, con grazioso apostrofo superfluo. Non sono troppo d'accordo, magari ti considera uno stronzo. Più dubitativo quest'altro visitatore: c'è sempre un altro quando una donna lascia? No, non sempre. Solo quando devi chinarti per passare dalle porte.

Speranzosi
Senz'altro la categoria più tenera, ingenua e forse per questo meno affollata. quando una donna ti lascia è per sempre? chiede con la voce rotta quest'anima in pena. Mettiamola così, se ti preoccupi di lei, come evidentemente si evince da queste tue affannose ricerche online, si, allora è per sempre. Ignorala, c'è la possibilità che torni. Al contrario, quando donna lascia e poi cerca non illudersi, significa solo che bisogna pagarle gli alimenti.

Genio Risolutore
Non credo di poter fare di meglio copincollando la chiave di ricerca:




18 ottobre 2009

Le dimensioni non contano

E' sorprendente soffermarsi a pensare alle enormi potenzialità del World Wide Web. L'aspetto più affascinante è che non solo si possono trovare informazioni, contatti, immagini e documenti su qualsiasi genere di corbelleria venga in mente di cercare, ma anche, e soprattutto, la realtà si presenta a noi illustrata in faccende non di nostro interesse o di cui avremmo altrimenti ignorato l'esistenza. Certo, senza internet non conoscerei la musica e sarei fortemente limitato nel mio seguire la politica e l'attualità, però credo che sarei vissuto benissimo pur senza aver mai visto video di animali che sanno suonare il piano o neonati che ridono in maniera forsennata, o senza saper giocare a WordChallenge. Resta il fatto che una prepotente offerta di roba non richiesta è ascrivibile alla pornografia, di facile accesso persino quando non la si va a cercare.
Ora, sarà che la mia prima e-mail fu creata su Libero, che probabilmente supera qualsiasi altro portale italiano in quanto a naked-gossip, anche se bisogna aggiungere che gran parte del materiale erotico che ho visto stava in prima pagina sulla barra laterale di Repubblica, e sarà anche vero che non disdegno visite a siti pornografici, se capita, però sono certo di non aver mai chiesto che tutte le mie caselle di posta elettronica fossero intasate da offerte di allungare il mio batacchio o acquistare stock da 200 confezioni di pillole blu. Inoltre non potrei permettermi nessuna delle due cose.
Capisco che ci siano tante aziende di questi prodotti e che la pubblicità sia l'anima del commercio e che nessun rivenditore di Viagra otterrebbe successo sul mercato mettendo dei volantini sotto i tergicristalli delle automobili o lasciandoli alle portiere dei condomini ed è vero che secondo statistiche recenti (tanto recenti che le ho appena inventate) l'80% degli uomini ha ammesso di visitare regolarmente siti erotici ed il 20% mente, però, cazzo, mi piacerebbe che quando ricevo delle mail ce ne sia almeno una di qualche persona vera, non necessariamente una bella donzella. Mi basta un amico, un professore o un passante che mi insulta dandomi del comunista. E non invece due al giorno di Sarah e Samantah che mi invitano ammiccando a vedere cosa accade se acquisto a prezzo di favore le loro pasticche blu.
Ma quello che mi lascia davvero perplesso sono le offerte di intervento chirurgico per l'allungamento del pene. Trovo che poche cose potrebbero essere inutili come sottoporsi a questo genere di operazione, a meno che non si disponga di una nerchia talmente miserrima che persino quel paio di centimetri guadagnati potrebbero rappresentare una scossa per la propria autostima. Ed intendiamoci, non vi farò il discorso da femminuccia moralista che finge di considerare le dimensioni un insignificante dettaglio. Provate a chiedere ad una ragazza (ubriaca ed in compagnia di almeno altre tre amiche in stato di eccitazione da alcool, altrimenti mentirà a sè stessa prima che a voi) qualsiasi e vi dirà che le dimensioni contano eccome, e non solo quelle favolette sull'"importante è il romanticismo". Però, aggiungono, "usato bene, questo romanticismo".
Semplicemente, se una donna è arrivata a conoscere le dimensioni del vostro viril membro vuol dire che non è più in tempo per tirarsi indietro. Non funziona come per noi, che prima dei giochi abbiamo un'idea piuttosto precisa del prodotto, per loro c'è una grossa (o meno grossa) componente casuale dato che ci pescano da una delle tre categorie, in ordine decrescente: "Ommioddio", "normale" e "Ommioddio". Ma ripeto, in ogni caso sarà troppo tardi ed una volta tolto il turbante tocca inchinarsi al cospetto del sultano. Certo, tutto questo potrebbe pregiudicare il buon esito della serata, ma non ho mai sentito di qualcuna che si sia tirata indietro con le deluse aspettative in saccoccia.

-Tadàn!
-Ommioddio! E quello cosa significa?
-Beh, non siamo qui per guardare la tv no?
-No, certo, è che mi immaginavo..
-Cosa?
-Niente, dai, facciamo in fretta che arrivano i miei.
-Ma siamo a casa mia!
-Non conosci mio padre, è un uomo pieno di risorse. Lui.

Qualcuno potrebbe obiettare che le voci girano e che forse la donzella potrà accontentarsi per una sera, ma poi ve la siete giocata per sempre. Ed in parte sarà vero, ma allo stesso modo non ho mai sentito di una ragazza che lascia il proprio fidanzato perchè il di lui augello non è all'altezza (e mai espressione fu più appropriata). O forse vivo in un mio mondo idealizzato. O magari ancora, più probabilmente, lo hanno fatto in tante ma raccontando invece di intesa che manca, di lui che è uno stronzo o che le trascura. Non è abbastanza romantico. E ci credono davvero.

8 ottobre 2009

Pensiero politicamente scorretto - 2

Berlusconi ed i suoi galoppini sono soliti sostenere che le donne più belle si collocano a destra e che in particolare si avvicinano spontaneamente al Pdl. Non essendo questa una distinzione fondata sull'opinione, ma semplicemente su fattori estetici, svincolati pertanto da faccende di bassa lega come quoziente intellettivo, formazione culturale ed, appunto, opinione politica, mi chiedo se questo profondo convincimento del popolo azzurro sia una semplice ammissione di ignoranza verso le più basilari leggi di statistica o se indirettamente invece voglia essere un pungolo a favore della tanto agognata meritocrazia, concetto evidentemente caro alle più belle e spigliate donne della nostra destra.

14 settembre 2009

Sull'unicità del pensiero

L'altro giorno, mentre masticavo avidamente la mia bistecca, ero intento ad ascoltare la voce di un commentatore sportivo che narrava l'ultima peripezia occorsa a Raikkonen, al quale sembra che manchi soltanto la scoperta di un nido di topi nel motore ed una banana nel tubo di scappamento, quando va bene, per completare al meglio le sue ultime stagioni espiando probabilmente le colpe non solo dei padri ma anche delle prossime sette generazioni. Bene, in questo contesto ho sentito un rumore esterno provenire dalla stanza, qualcosa di preventivabile ed accademico come un disturbo telefonico o un'imprecazione al Signore in un circolo ARCI. Mi volto verso la fonte del rumore e dopo svariati secondi realizzo che si tratta di mia madre e che il suono era la sua richiesta di un eventuale interesse per l'insalata che teneva in mano. Dopo ulteriori attimi di silenzio in cui il mio cervello si allontanava dalle macumbe finlandesi, annuisco vagamente stordito e prendo la scodella.
A quel punto scoppia la solita discussione sulle capacità maschili di svolgere più attività contemporaneamente, con le consuete frecciate sessiste e le mie risposte fredde e velenose:
-Sempre così voi uomini, non riuscite a fare due cose insieme!
-Mamma, ti faccio notare che sto mangiando ed ascoltando la televisione.
-Io riesco anche a parlare, com'è che tu no?
-Perchè io la televisione la ascolto davvero, non come te che la guardi con occhi vacui fino a farti rimbambire.
-Ancora con questa storia? Io capisco perfettamente tutto quello che dice (Pausa. Ivan Capelli spiega perchè i nuovi deviatori di flusso aiuteranno la Ferrari a gestire i vortici di fondo per aumentare la downforce con una terminologia che abbisogna di due lauree, di cui almeno una in ingegneria aerospaziale, per essere appieno compresa)
-Capisci così bene che finisci per votare Veltroni.
(segue rissa)

In realtà la faccenda non va presa sottogamba: è palese che vi sono delle differenze nelle sfere ricettive e nella comunicazione fra i sessi. Tuttavia, non facendo parte della categoria che può ottenere appagamento sessuale schioccando le dita in una piazza affollata, l'analisi ritengo mi prema non poco.
Una parte del problema si riconduce all'esempio precedente; l'uomo dedica una larga fetta della sua concentrazione ad eventi che per la donna sono di dubbio o nullo interesse. Pertanto, alla seconda o terza attività vitale richiesta (bisogno primario, nutrirsi, ascolto, deambulazione) l'uomo utilizza il multitasking rallentando notevolmente ed in maniera visibile. Il cambio di contesto spaesa l'individuo inducendolo a tagliare o posticipare le attività ritenute secondarie.

Esempio:
Ore 20:43, lui in sala davanti al televisore che trasmette le formazioni della finale di coppa, che vede la di lui squadra del cuore in campo. Lei in cucina, con un vago broncio perchè all'annuncio pomeridiano "Cara, stasera niente cena, c'è la Coppa dei Campioni" credeva che lui l'avrebbe portata in un ristorante giapponese o avesse comperato una coppa di gelato della Sammontana.
(dall'altra stanza) -Caro, che ti preparo per cena?
(suoni di telecronaca in sottofondo) -...
(camminando verso il salone. Lui ha la sciarpa della propria squadra arrotolata in testa a mò di bandana, le ciglia battono una volta al minuto e la bocca è semiaperta come quella di una suora in estasi) -Va bene una minestrina?
(senza distogliere gli occhi dallo schermo) -Certo amore.
-Sicuro? guarda che a te non piace.
(idem) -Si cara.
-Posso prendere la tua carta di credito? ho visto un così bel vestitino!
(idem, la sciarpa gli scivola dientro l'orecchio destro) -Sisi, fai fai..
(mentre suona la musichetta della Champion's) -Sono al terzo mese.
(idem, ma con sguardo sognante) -Bellissimo
Ore 3:27
(destandosi di colpo) -Cazzo hai detto?!?!

Notare come il caso di inceppamento da attività predominante sia quasi sempre dovuto a gare sportive, videogiochi, sfottò con gli amici ed in generale contesti che raramente obbligano ad una conversazione con la donna, sia essa madre, partner o quel che vi pare. Insomma, noi saremo pure dei rincoglioniti, ma voi siete delle grattuge per zebedei e dovreste lasciarci in pace.

Nella vita di tutti i giorni si presenta tuttavia un altro genere di discussione nella quale il maschio fa la figura del farlocco ma per ragioni totalmente diverse. Egli infatti non deve solo ascoltare e parlare, ma soprattutto sforzarsi di interpretare cosa la donna voglia veramente ed abbozzare una risposta adatta.

Esempio:
Coppia passeggia mano nella mano ed incrocia una ragazza fuori concorso, una di quelle che non se la può permettere neppure Tom Cruise o il presidente del consiglio pagandola con un ministero a scelta. Lui, allenato a spostare le pupille solo all'interno dell'iride per non dare segnale di alcun movimento, la scruta celermente senza chinare il capo nè accelerare il battito cardiaco. La coppia continua tranquillamente a passeggiare.
(5 minuti dopo) -L'hai guardata?
Panico! Dire la verità è un suicidio, mentire quindi, ma come? Esitare equivale ad un'ammissione di colpa. Così sgorga un temporeggiante:
-Ma chi?
-Non fare lo stupido, sai benissimo di cosa parlo!
-Non capisco.
-Quella ragazza che è passata prima, che tra l'altro era pure anoressica, con i denti storti ed un pessimo gusto nel vestire. L'hai guardata, vero? (mentre intanto lui alza le sopracciglia e spalanca la bocca pronto a liberare un "che cazzo dici?", subito sedato)
Lui pensa "Lei sa" e capisce che mentire è controproducente e peggiora la situazione. Continua a perdere tempo riflettendo. Chiude la bocca e poi digrigna un decoroso:
-Le ho dato un'occhiata si.
Errore clamoroso, lei adesso ha le prove della vostra colpevolezza. Ma del resto qualsiasi risposta avrebbe comportato la catastrofe:

Variante 1:
-Non l'ho nemmeno notata!
-Certo, le donne nemmeno le guardi, per questo sei così freddo a letto.

Variante 2:
-Le ho dato un'occhiata si.
-E com'era? Meglio di me? Perchè guardi altre donne?
-Ma no cara, nessuna è meglio di te. Ma era vestita in modo così stravagante... (alla fine la convince)
-Sai cosa mi dispiace? Non il fatto che tu l'abbia guardata, ma il fatto che tu mi abbia mentito.

Variante 3:
-Le ho dato un'occhiata si.
-E com'era? Meglio di me? Perchè guardi altre donne?
-Beh, è passata davanti, e così insomma.. ma scusa, forse tu non guardi gli uomini per strada?
-Da adesso, eccome se mi guarderò in giro.

Variante 4:
-Si, certo e l'ho guardata a fondo, lei ha due tette che tu te le sogni, ed io con te, ed un fisico mozzafiato. E se critichi ancora il suo modo di vestire ti brucio tutte le borse del mercato, compresa quella verde a pallini viola che ti piace tanto.

Lei potrebbe persino mettersi a dieta.

8 settembre 2009

Quando ti lascia una donna

Potrei metterci secoli per trovare una definizione, ma dato che non ho né tempo né soprattutto voglia (meglio concentrarsi su come spillare soldi alla SNAI, che è più remunerativo, oppure dedicarsi all'attività onanistica, che è più gratificante) ho deciso di copiare quella di Jack Nicholson in "Qualcosa è cambiato":
Pensa ad un uomo e togli razionalità ed affidabilità.

Certo, sento già i cori antimaschilisti che si levano, specie di uomini che devono tenersi buone le proprie donne (prima o poi mi passera quasta mania di immaginarmi declamante davanti ad un auditorio immenso) eppure credetemi, non aveva tutti i torti il caro Jack. Ad esempio, raccogliamo le risposte date ad un ragazzo quando proprio i suoi tentativi di corteggiamento non vanno a buon fine:
Ipotesi 1:
- Non ci può essere niente tra noi perchè non voglio rovinare il nostro rapporto. (classica e sempre di moda)
Ipotesi 2:
- Non riesco a vederci insieme (conosco un ottimo ottico)
Ipotesi 3:
- Provo qualcosa per te ma sento a pelle che non è il motore giusto (stessa frase pronunciata da Raikkonen prima del Gran Premio di Monza)
Ipotesi 4:
- Con te ho dei ricordi bellissimi, ma non possiamo stare insieme perchè se poi ci lasciamo li perderei tutti (notare l'apagogia! non posso andare a mare in costume il 15 luglio, perchè se dovesse piovere mi ammalerei. Quindi ombrello e cappotto)

E via con tutte le altre mega-panzane che vengono rifilate a maschi poco, ma anche molto, svegli. I ragazzi invece sono molto più chiari e semplici, per la serie: "sono brutale ma almeno capisci ciò che dico senza bisogno dello psicologo".
Ipotesi 1:
- Sei un cesso (a casa c’è mio fratello un po’ stitico, potresti essergli utile)
Ipotesi 2:
- Sei appiccicosa e oppressiva (mi voglio scopare tutta Hollywood prima di stare con una come te, o perlomeno baciare le chiappe ad una coniglietta di playboy. Sì, va bene anche la foto dell’ultimo porno di Briana Banks)
Ipotesi 3:
- Ho un’altra (e se così non fosse non ti cagherei di striscio ugualmente).

Ma il vero top le fanciulle lo raggiungono - no, non in camera da letto. Per certe cose c’è youporn.com, questo è un blog di denuncia - quando devono mollare un pover’uomo. Già, il maschio è stronzo, ma la donna è fantasiosa [n.d.r. troia]

La Razionalista
Lei: E quindi come noti non possiamo stare insieme.
Lui: Quindi cosa? Due minuti fa hai detto che mi ami?!
Lei: Vedi, non mi ascolti mai.
Lui: Certo che ti ascolto e prima di lasciarmi hai detto di amarmi.
Lei (alle corde): Ecco, hai visto. Vuoi sempre avere ragione, addio.
(5 secondi di silenzio)
Lei: Però se vuoi puoi comprarmi quel vestitino di Max&CO, un regalino di addio..

La Samaritana:
Lei: Tu meriti di meglio. (lacrime alla Maria de Filippi). È meglio se ci lasciamo.
Lui: Ma non ha senso! Che dici.. amore io voglio te!
Lei (piangendo): Davvero credimi, meriti di meglio.
Lui: Ma io voglio te.. per favore non dire così!
Lei (indispettita): E cazzo lo vuoi capire che me la faccio col tuo amico Luca?!

L’enigmatica:
Lei: Qualcosa non va tra noi.
Lui: Cosa?
Lei: Qualcosa.
Lui: Sì, ma cosa?
Lei: Non so, non pensavo me lo chiedessi. Fammici pensare.

La Riflessiva:
Lei: Ho bisogno di tempo per pensarci.
Lui: Eh?
Lei: Sì, pensarci (fra sè: "chissà se quel tizio al negozio mi ha notata")
Lui: Ma quindi non è finita?
Lei: Ma certo che no! ("Ma ovvio che sì, citrullo! Ecco perché ti ho mollato")
Lui: E quando ci sentiamo?
Lei: Mai pi…ehm..Magari domani… (con la faccia di Calderoli alla notizia della concessione voto agli immigrati)

La Pretestuosa:
Lei: Mi sento trascurata, non hai mai attenzioni per me..
Lui: Ma quando mai!? Fino a ieri hai avuto il visone!
Lei: Ah, e me lo rinfacci, non l’hai fatto col cuore vuol dire. Ora basta.
Lui: Ma basta cosa? Stai dicendo un sacco di scemenze..
Lei: E mi insulti pure?! Addio.

La Moralista:
Lei (appena scoperta a letto con un altro): Non è come pensi!
Lui: Basta non voglio più saperne!
Lei: Ma amore..
Lui: Che schifo!
Lei (imbronciata): Ah sì? È questo che pensi di me? Non avremo più niente a che fare!
Lui (stranito): Come scusa? Che ho fatto?
Lei: Mi rispondi male. A me, dopo 2 anni di rapporto. Come se fossi la prima sgualdrina di questo mondo.. (lacrimuccia finale)
Lui: Ma..ma io….veramente…
Lei: Questo è davvero troppo. È finita.