14 settembre 2009

Sull'unicità del pensiero

L'altro giorno, mentre masticavo avidamente la mia bistecca, ero intento ad ascoltare la voce di un commentatore sportivo che narrava l'ultima peripezia occorsa a Raikkonen, al quale sembra che manchi soltanto la scoperta di un nido di topi nel motore ed una banana nel tubo di scappamento, quando va bene, per completare al meglio le sue ultime stagioni espiando probabilmente le colpe non solo dei padri ma anche delle prossime sette generazioni. Bene, in questo contesto ho sentito un rumore esterno provenire dalla stanza, qualcosa di preventivabile ed accademico come un disturbo telefonico o un'imprecazione al Signore in un circolo ARCI. Mi volto verso la fonte del rumore e dopo svariati secondi realizzo che si tratta di mia madre e che il suono era la sua richiesta di un eventuale interesse per l'insalata che teneva in mano. Dopo ulteriori attimi di silenzio in cui il mio cervello si allontanava dalle macumbe finlandesi, annuisco vagamente stordito e prendo la scodella.
A quel punto scoppia la solita discussione sulle capacità maschili di svolgere più attività contemporaneamente, con le consuete frecciate sessiste e le mie risposte fredde e velenose:
-Sempre così voi uomini, non riuscite a fare due cose insieme!
-Mamma, ti faccio notare che sto mangiando ed ascoltando la televisione.
-Io riesco anche a parlare, com'è che tu no?
-Perchè io la televisione la ascolto davvero, non come te che la guardi con occhi vacui fino a farti rimbambire.
-Ancora con questa storia? Io capisco perfettamente tutto quello che dice (Pausa. Ivan Capelli spiega perchè i nuovi deviatori di flusso aiuteranno la Ferrari a gestire i vortici di fondo per aumentare la downforce con una terminologia che abbisogna di due lauree, di cui almeno una in ingegneria aerospaziale, per essere appieno compresa)
-Capisci così bene che finisci per votare Veltroni.
(segue rissa)

In realtà la faccenda non va presa sottogamba: è palese che vi sono delle differenze nelle sfere ricettive e nella comunicazione fra i sessi. Tuttavia, non facendo parte della categoria che può ottenere appagamento sessuale schioccando le dita in una piazza affollata, l'analisi ritengo mi prema non poco.
Una parte del problema si riconduce all'esempio precedente; l'uomo dedica una larga fetta della sua concentrazione ad eventi che per la donna sono di dubbio o nullo interesse. Pertanto, alla seconda o terza attività vitale richiesta (bisogno primario, nutrirsi, ascolto, deambulazione) l'uomo utilizza il multitasking rallentando notevolmente ed in maniera visibile. Il cambio di contesto spaesa l'individuo inducendolo a tagliare o posticipare le attività ritenute secondarie.

Esempio:
Ore 20:43, lui in sala davanti al televisore che trasmette le formazioni della finale di coppa, che vede la di lui squadra del cuore in campo. Lei in cucina, con un vago broncio perchè all'annuncio pomeridiano "Cara, stasera niente cena, c'è la Coppa dei Campioni" credeva che lui l'avrebbe portata in un ristorante giapponese o avesse comperato una coppa di gelato della Sammontana.
(dall'altra stanza) -Caro, che ti preparo per cena?
(suoni di telecronaca in sottofondo) -...
(camminando verso il salone. Lui ha la sciarpa della propria squadra arrotolata in testa a mò di bandana, le ciglia battono una volta al minuto e la bocca è semiaperta come quella di una suora in estasi) -Va bene una minestrina?
(senza distogliere gli occhi dallo schermo) -Certo amore.
-Sicuro? guarda che a te non piace.
(idem) -Si cara.
-Posso prendere la tua carta di credito? ho visto un così bel vestitino!
(idem, la sciarpa gli scivola dientro l'orecchio destro) -Sisi, fai fai..
(mentre suona la musichetta della Champion's) -Sono al terzo mese.
(idem, ma con sguardo sognante) -Bellissimo
Ore 3:27
(destandosi di colpo) -Cazzo hai detto?!?!

Notare come il caso di inceppamento da attività predominante sia quasi sempre dovuto a gare sportive, videogiochi, sfottò con gli amici ed in generale contesti che raramente obbligano ad una conversazione con la donna, sia essa madre, partner o quel che vi pare. Insomma, noi saremo pure dei rincoglioniti, ma voi siete delle grattuge per zebedei e dovreste lasciarci in pace.

Nella vita di tutti i giorni si presenta tuttavia un altro genere di discussione nella quale il maschio fa la figura del farlocco ma per ragioni totalmente diverse. Egli infatti non deve solo ascoltare e parlare, ma soprattutto sforzarsi di interpretare cosa la donna voglia veramente ed abbozzare una risposta adatta.

Esempio:
Coppia passeggia mano nella mano ed incrocia una ragazza fuori concorso, una di quelle che non se la può permettere neppure Tom Cruise o il presidente del consiglio pagandola con un ministero a scelta. Lui, allenato a spostare le pupille solo all'interno dell'iride per non dare segnale di alcun movimento, la scruta celermente senza chinare il capo nè accelerare il battito cardiaco. La coppia continua tranquillamente a passeggiare.
(5 minuti dopo) -L'hai guardata?
Panico! Dire la verità è un suicidio, mentire quindi, ma come? Esitare equivale ad un'ammissione di colpa. Così sgorga un temporeggiante:
-Ma chi?
-Non fare lo stupido, sai benissimo di cosa parlo!
-Non capisco.
-Quella ragazza che è passata prima, che tra l'altro era pure anoressica, con i denti storti ed un pessimo gusto nel vestire. L'hai guardata, vero? (mentre intanto lui alza le sopracciglia e spalanca la bocca pronto a liberare un "che cazzo dici?", subito sedato)
Lui pensa "Lei sa" e capisce che mentire è controproducente e peggiora la situazione. Continua a perdere tempo riflettendo. Chiude la bocca e poi digrigna un decoroso:
-Le ho dato un'occhiata si.
Errore clamoroso, lei adesso ha le prove della vostra colpevolezza. Ma del resto qualsiasi risposta avrebbe comportato la catastrofe:

Variante 1:
-Non l'ho nemmeno notata!
-Certo, le donne nemmeno le guardi, per questo sei così freddo a letto.

Variante 2:
-Le ho dato un'occhiata si.
-E com'era? Meglio di me? Perchè guardi altre donne?
-Ma no cara, nessuna è meglio di te. Ma era vestita in modo così stravagante... (alla fine la convince)
-Sai cosa mi dispiace? Non il fatto che tu l'abbia guardata, ma il fatto che tu mi abbia mentito.

Variante 3:
-Le ho dato un'occhiata si.
-E com'era? Meglio di me? Perchè guardi altre donne?
-Beh, è passata davanti, e così insomma.. ma scusa, forse tu non guardi gli uomini per strada?
-Da adesso, eccome se mi guarderò in giro.

Variante 4:
-Si, certo e l'ho guardata a fondo, lei ha due tette che tu te le sogni, ed io con te, ed un fisico mozzafiato. E se critichi ancora il suo modo di vestire ti brucio tutte le borse del mercato, compresa quella verde a pallini viola che ti piace tanto.

Lei potrebbe persino mettersi a dieta.

2 commenti:

Kosmos ha detto...

La variante 4 è a dir poco eroica. Se pronunciata con convinzione può dare anche dei risultati.

SCIUSCIA ha detto...

Vedo anche te, come me, sei affetto da due problemi enormi: l'ingegneria, e cosa cazzo dire quando lei si accorge che l'hai guardata.