Stamane sono entrato in ufficio con aria un po' mogia,
corrucciato dall'idea di aver innescato una bomba
all'interno del mio petto. Penso esploderà al
prossimo aperitivo tra colleghi, quando meno me lo aspetto,
tra la sedicesima e la diciassettesima oliva.
Un lieve scricchiolio della mandibola sarà l'unico,
tardivo ed osseo, segnale d'allarme.
" Le esperienze passate sono servite a comprendere cosa non voglio.
Sono molto esigente: analizzo e soppeso. Vuoi sapere come ho catalogato te?
Tu sei un omino basso, buffo e non bello. Insicuro, bisognoso,
incline alle dipendenze, emotivamente instabile: una checca isterica.
Per giunta possessivo, radicale, poco loquace e poco socievole.
Di te si salvano le mani, la voce e un bundle di cultura e abilità logiche.
Ammetto che la miscela di queste ultime cose fa abbastanza sesso,
ma il resto... Dio ce ne scampi e liberi. "
Bi pronuncerà tali parole, io ne loderò l'ammirevole, sacra sincerità
con impeccabile sorriso da truffatore professionista - c'è un giro
di scommesse molto attivo, in ufficio, è dura tener testa a Bi;
per non sfigurare e perdere è necessario "mostrarsi uomini"
(quando incontrerò il barbaro responsabile della creazione di tale locuzione,
giuro lo sevizierò con crudeltà inumana, inconcepibile),
ma mi mostrerò uomo una volta di troppo, per gli esigui margini garantiti
dal personale bonus vitale, e la bomba esploderà:
i miei polmoni marci andranno a decorare i cocktail dei partecipanti.
Dicevo: stamane sono entrato in ufficio.
F. mi ha salutato, carezzandomi la barba ispida,
e mi ha chiesto se mi fosse passata la sbornia.
Ma come poteva lei sapere che avevo trascorso
tutto il pomeriggio e la sera del giorno precedente
girovago (forse più "ondìvago") tra la cucina e il cesso,
in compagnia di diverse bottiglie di rhum?
Avevo staccato il citofono e spento il computer, il cellulare
e tutte le luci, tranne un faretto fioco, per strappare
alla totale oscurità giusto la strada dal frigo al bagno.
Nessuno poteva sapere dove fossi, cosa stessi facendo.
Liquefatto al punto di diventare trasparente? Improbabile.
Segni sotto gli occhi, sulle labbra, eccessivo pallore? Neppure.
L'ho allontanata maldestramente, bofonchiando:
"Nessuno strascico, per cui credo che rincarerò la dose, più tardi."
Ho preso a sfogliare distrattamente le solite carte,
in cerca di qualcosa da distruggere o da rinvigorire.
Ho pensato alle luci nell'autobus che mi aveva riportato
a casa, il pomeriggio prima. Di un blu elettrico, intensissimo,
che cozzando contro l'aria stanca dipingeva macchie inquietanti sui vetri,
e rendeva, di contrasto, ogni cosa all'esterno più rossa,
come in un primo speranzoso pomeriggio d'estate,
senza etichette da scrollarsi di dosso, nudo.
Alché, ho realizzato.
L'idea che qualcosa possa muoversi più veloce della luce
percorrendo per questo a ritroso il corso del tempo.
Non una particella, ma un frammento di empatia, di intuito,
che, nato oggi, possa recare nel passato un'immagine di
ciò che sarà - questa energia giunge a destinazione
quando viene colta, compresa. Nei casi in cui determini
un'effettiva svolta nel corso del tutto, da incentivo o deterrente,
un nuovo frammento inizia il suo percorso in senso inverso,
generando una biforcazione dell'intera linea temporale.
Ci siamo arrovellati per secoli circa l'esistenza
di civiltà extraterrestri, cullandoci con il pensiero
che queste fossero analoghe alla nostra, addirittura
geneticamente compatibili. Abbiamo indirizzato la nostra attenzione
verso la dimensione sbagliata! Sono venuto in possesso
di questo frammento del Grande Libro di Dio, ed ora mi è chiaro,
evidente, che ogni folgorazione, ogni eso-percezione,
è soltanto l'effetto della decodifica di un messaggio
proveniente da una zona inaccessibile: il futuro, appunto.
Dovrò trovare un modo di indagare sulla degradazione
dei segnali, per poter vivere più vite in una sola.
Vivere questo martirio, questo trambusto di ossa e pelle,
cambiare e stupire chiunque, per garantirmi umiliazione e dolore,
e, a millisecondi di distanza, salvezza e serenità.
Tener lontano il pensiero che esista una linea
entro la quale ogni impulso è del tutto impotente.
Questo farò.
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16 febbraio 2012
5 novembre 2009
Arrivederci!
Complimenti per il tuo post, Marco. L'attacco all'istituzione chiesa è ampiamente condivisibile, e te ne ho dato atto tante volte.
Ti dico subito che io non so se sia opportuno o meno che il crocifisso sia esposto negli edifici pubblici, anzi, probabilmente sono più per il toglierlo che per il lasciarlo. Il perché è lungo da spiegare, e se questa incazzatura mi passerà, forse te ne parlerò.
Ma veniamo al punto esseziale, che per me è un altro. Io non sono disposto a rimanere oltre in un blog nel quale si scrive: "Ma d'altronde, quando partendo dalla tesi "ci sono un profeta barbuto ed un mondo imperfetto" si arriva all'assunto "il tizio con la barba è nato da una donna vergine e suo padre ha creato ogni cosa ed è infinitamente potente e buono, ed il tizio barbuto e suo padre sono la stessa persona" mi rendo conto che si possa sostenere più o meno qualunque cosa."
Questa frase è un calcio in faccia ai cristiani. Tu in questo modo non esprimi il tuo essere ateo, tu così offendi, dando loro degli idioti, quelle centinaia di milioni di persone nel mondo che credono in un solo Dio, Padre Onniponte, in un solo Signore Gesù Cristo, nello Spirito Santo, che li rende Uno solo, e nell'immacolata concezione della Vergine Maria (il che non vuol dire farsi domande sull'integrità dell'imene della Madonna, ma questa è un'altra storia, che presumo a te non interessi, se vuoi poi te la spiego). Se non sai cos'è la Fede, non ne parlare. Il salto che fa il credente di fronte a una verità di fede non si risolve nell'incapacità di valutare se un ragionamento è valido o no. Non siamo tutti minchioni, cazzo! Per quello che tu liquidi come un sillogismo stonato Massimiliano Kolbe ha offerto la sua vita, e Madre Teresa lo stesso, e San Giovanni Bosco e migliaia di altre persone, spesso ignote, pure! La fede ha dato molto frutto, non ha solo prodotto la detestabile istituzione vaticana. Ma questo a voi non piace riconoscerlo. Di fatto, non lo fate mai.
Se uno la fede non ce l'ha, non sa cos'è! E se non sa cos'è, farebbe meglio a non parlarne. Io non parlo di rock o di economia, perché non ne so niente. E semmai un giorno mi sognassi di farlo, starei bene attento a non scrivere cose che possano offendere la sensibilità di chi mi legge. Ho mai scritto o detto niente che offende la tua venerazione per Jim Morrison o per qualsivoglia gruppo rock a te caro? Ti ho mai detto che ascoltare tutta quella musica rumorosa quando siamo in macchina a me dà più fastidio che altro? No, e non lo farò mai, perché ho rispetto per te e per i tuoi gusti, e perché in macchina tua io sono ospite. E' proprio così difficile rispettare i cristiani? E' proprio così difficile scindere l'aspetto fideistico da quello secolare? State attenti perché del vostro ateismo state facendo una moda. Offendere la chiesa non autorizza a offendere i credenti. Quando si tratta di combattere i mostruosi interessi temporali della chiesa, il suo accaparrarsi denaro e potere, la sua politica reazionaria, io sono sempre stato con voi, e non per simpatia, ma perché ci credo intimamente. Ma se devo sentirmi dire che sono un idiota perché credo che un profeta barbuto era veramente il Figlio di Dio no, non ci sto più. Ognuno per la sua strada.
Ti dico subito che io non so se sia opportuno o meno che il crocifisso sia esposto negli edifici pubblici, anzi, probabilmente sono più per il toglierlo che per il lasciarlo. Il perché è lungo da spiegare, e se questa incazzatura mi passerà, forse te ne parlerò.
Ma veniamo al punto esseziale, che per me è un altro. Io non sono disposto a rimanere oltre in un blog nel quale si scrive: "Ma d'altronde, quando partendo dalla tesi "ci sono un profeta barbuto ed un mondo imperfetto" si arriva all'assunto "il tizio con la barba è nato da una donna vergine e suo padre ha creato ogni cosa ed è infinitamente potente e buono, ed il tizio barbuto e suo padre sono la stessa persona" mi rendo conto che si possa sostenere più o meno qualunque cosa."
Questa frase è un calcio in faccia ai cristiani. Tu in questo modo non esprimi il tuo essere ateo, tu così offendi, dando loro degli idioti, quelle centinaia di milioni di persone nel mondo che credono in un solo Dio, Padre Onniponte, in un solo Signore Gesù Cristo, nello Spirito Santo, che li rende Uno solo, e nell'immacolata concezione della Vergine Maria (il che non vuol dire farsi domande sull'integrità dell'imene della Madonna, ma questa è un'altra storia, che presumo a te non interessi, se vuoi poi te la spiego). Se non sai cos'è la Fede, non ne parlare. Il salto che fa il credente di fronte a una verità di fede non si risolve nell'incapacità di valutare se un ragionamento è valido o no. Non siamo tutti minchioni, cazzo! Per quello che tu liquidi come un sillogismo stonato Massimiliano Kolbe ha offerto la sua vita, e Madre Teresa lo stesso, e San Giovanni Bosco e migliaia di altre persone, spesso ignote, pure! La fede ha dato molto frutto, non ha solo prodotto la detestabile istituzione vaticana. Ma questo a voi non piace riconoscerlo. Di fatto, non lo fate mai.
Se uno la fede non ce l'ha, non sa cos'è! E se non sa cos'è, farebbe meglio a non parlarne. Io non parlo di rock o di economia, perché non ne so niente. E semmai un giorno mi sognassi di farlo, starei bene attento a non scrivere cose che possano offendere la sensibilità di chi mi legge. Ho mai scritto o detto niente che offende la tua venerazione per Jim Morrison o per qualsivoglia gruppo rock a te caro? Ti ho mai detto che ascoltare tutta quella musica rumorosa quando siamo in macchina a me dà più fastidio che altro? No, e non lo farò mai, perché ho rispetto per te e per i tuoi gusti, e perché in macchina tua io sono ospite. E' proprio così difficile rispettare i cristiani? E' proprio così difficile scindere l'aspetto fideistico da quello secolare? State attenti perché del vostro ateismo state facendo una moda. Offendere la chiesa non autorizza a offendere i credenti. Quando si tratta di combattere i mostruosi interessi temporali della chiesa, il suo accaparrarsi denaro e potere, la sua politica reazionaria, io sono sempre stato con voi, e non per simpatia, ma perché ci credo intimamente. Ma se devo sentirmi dire che sono un idiota perché credo che un profeta barbuto era veramente il Figlio di Dio no, non ci sto più. Ognuno per la sua strada.
13 ottobre 2009
Dio la stramaledica!
In giorni come questi sento quanto mai bisogno di una perla di nonno Archirio fatta ad hoc per quel mostro che va sotto il nome di paolabinetti. Oggi ha votato no in parlamento, solidalmente col PdL di cui dovrebbe fare degnamente parte, e in contrasto col PD di cui è inspiegabilmente membro, a una proposta di legge contro l'omofobia, che prevedeva tra l'altro l'introduzione dell'aggravante dell'orientamento sessuale al reato di discriminazione e altri a questo connessi.
Paola Binetti, un soggetto ottuso e retrogrado, oscurantista e ancora vergine a 66 anni, che dorme col cilicio perchè preferisce il dolore fisico al dolore dell'animo che la pervaderebbe se realizzasse di non aver mai avuto un orgasmo non autoprovocato (e si vede dalla cera che ha, mi consenta!) Paola Binetti, numeraria dell'Opus Dei, l'espressione più deteriore del cattolicesimo settario, lontano anni-luce dal Vangelo dell'accoglienza e della salvezza in cui io credo nonostante l'organismo che se ne arroga la proprietà sia retto da prelati infami e omofobi (e finocchi). Paola Binetti, la dimostrazione che coniugare fede e ragione non è cosa da tutti. Paola Binetti, un essere razzista e nazista, gretto e infame. Una che risolve l'omosessualità nella pedofilia, e la sessualità nel peccato di fornicazione. Questi sono i parlamentari del PD, queste le persone che siedono sugli scranni di sinistra a Palazzo Madama. Certo, non tutti i membri del PD sono come Paola Binetti, è vero. C'è anche di peggio! Ci sono quelli che da un anno promettono di cacciarla e puntualmente non lo hanno ancora fatto.
Paola Binetti, un soggetto ottuso e retrogrado, oscurantista e ancora vergine a 66 anni, che dorme col cilicio perchè preferisce il dolore fisico al dolore dell'animo che la pervaderebbe se realizzasse di non aver mai avuto un orgasmo non autoprovocato (e si vede dalla cera che ha, mi consenta!) Paola Binetti, numeraria dell'Opus Dei, l'espressione più deteriore del cattolicesimo settario, lontano anni-luce dal Vangelo dell'accoglienza e della salvezza in cui io credo nonostante l'organismo che se ne arroga la proprietà sia retto da prelati infami e omofobi (e finocchi). Paola Binetti, la dimostrazione che coniugare fede e ragione non è cosa da tutti. Paola Binetti, un essere razzista e nazista, gretto e infame. Una che risolve l'omosessualità nella pedofilia, e la sessualità nel peccato di fornicazione. Questi sono i parlamentari del PD, queste le persone che siedono sugli scranni di sinistra a Palazzo Madama. Certo, non tutti i membri del PD sono come Paola Binetti, è vero. C'è anche di peggio! Ci sono quelli che da un anno promettono di cacciarla e puntualmente non lo hanno ancora fatto.
15 settembre 2009
7 settembre 2009
Ma Onan le seghe se le faceva davvero?
Nel mio post inaugurale ho dichiarato guerra agli stereotipi: dunque all'opera. La nostra testata si ispira a Onan, cui solitamente viene attribuita la paternità della masturbazione. Ebbene, è una stronzata! Onan, eroe biblico, fu ben lontano dall'immaginare quanto accattivante e caleido-scopico possa essere il favoloso mondo di... Federica (in culo ad Amelie Poulain e al suo osceno taglio di capelli). Tutto quello che inventò Onan, ammesso che ci volesse lui a inventarlo, è il venir fuori per non rimanere incinti. Lo dice la Genesi, in un brano che vi riporto:
Giuda prese una moglie per il suo primogenito Er, la quale si chiamava Tamar. Ma Er, primogenito di Giuda, si rese odioso al Signore e il Signore lo fece morire. Allora Giuda disse a Onan "Unisciti alla moglie del fratello, compi verso di lei il dovere di cognato e assicura così posterità per il fratello". Ma Onan sapeva che la prole non sarebbe stata considerata come sua; ogni volta che si univa alla moglie del fratello, disperdeva per terra, per non dare posterità al fratello. Ciò che egli faceva non fu gradito al Signore, il quale fece morire anche lui. » (Genesi 38,6-10)
Ora io ti chiedo, Onan: se proprio la topa non è il tuo piatto preferito, venirle in bocca ti faceva schifo? Sulla schiena, magari con schiaffo di incoraggiamento alla pecorina no eh? Che so, mirare alla porta della stanza da letto con la fava a 45° per massimizzare la gittata neanche? Giusto a terra dovevi sb...effeggiare il tuo povero fratello che sperava in te per farsi una progenie! Andiamo, sù, quanti al posto tuo avrebbero pagato per scoparsi la cognata? Io stesso ne conosco una decina. Non meravigliarti poi che il Padre Eterno ti abbia incenerito!
E noi chiamiamo ancora il vizio solitario "onanismo", termine che dovrebbe indicare solo il ben più squallido (e inaffidabile) coito interrotto. A proposito... mi è venuta un'idea! Spodestato Onan, la zaganella non ha più un eroico fondatore. Perché non farmi avanti? Perché non autoeleggermi io araldo dell'amica pippa?? E che diamine, ne avrò il diritto, con 8000 rasponi in 12 anni, alcuni consumati in ascensore e uno addirittura agli scavi di Pompei!
Per salutarvi? Un consiglio in musica: Sega, di Giginho. Se non lo conoscete? Vergognatevi! E cercatelo su YouTube.
Giuda prese una moglie per il suo primogenito Er, la quale si chiamava Tamar. Ma Er, primogenito di Giuda, si rese odioso al Signore e il Signore lo fece morire. Allora Giuda disse a Onan "Unisciti alla moglie del fratello, compi verso di lei il dovere di cognato e assicura così posterità per il fratello". Ma Onan sapeva che la prole non sarebbe stata considerata come sua; ogni volta che si univa alla moglie del fratello, disperdeva per terra, per non dare posterità al fratello. Ciò che egli faceva non fu gradito al Signore, il quale fece morire anche lui. » (Genesi 38,6-10)
Ora io ti chiedo, Onan: se proprio la topa non è il tuo piatto preferito, venirle in bocca ti faceva schifo? Sulla schiena, magari con schiaffo di incoraggiamento alla pecorina no eh? Che so, mirare alla porta della stanza da letto con la fava a 45° per massimizzare la gittata neanche? Giusto a terra dovevi sb...effeggiare il tuo povero fratello che sperava in te per farsi una progenie! Andiamo, sù, quanti al posto tuo avrebbero pagato per scoparsi la cognata? Io stesso ne conosco una decina. Non meravigliarti poi che il Padre Eterno ti abbia incenerito!
E noi chiamiamo ancora il vizio solitario "onanismo", termine che dovrebbe indicare solo il ben più squallido (e inaffidabile) coito interrotto. A proposito... mi è venuta un'idea! Spodestato Onan, la zaganella non ha più un eroico fondatore. Perché non farmi avanti? Perché non autoeleggermi io araldo dell'amica pippa?? E che diamine, ne avrò il diritto, con 8000 rasponi in 12 anni, alcuni consumati in ascensore e uno addirittura agli scavi di Pompei!
Per salutarvi? Un consiglio in musica: Sega, di Giginho. Se non lo conoscete? Vergognatevi! E cercatelo su YouTube.
6 settembre 2009
Ma vada là, è arrivato MaVadalà
Le sorti di questo blog sono irrimediabilmente compromesse: è arrivato MaVadalà, un uomo dalla mente splendida, dalla facondia facile, dall'ingegno mirabile e dal poliglottismo naturale. Razionale e imprevedibile, cordiale e misantropo, golosissimo e sempre a dieta, comunista e aristocratico, è un personaggio emergente in questa società fatta di stereotipi, di gente che pensa pensieri altrui, vive esperienze non proprie, si veste seguendo uno stile dettato da altri. Dimenticate tutto questo. E' arrivato MaVadalà. Non avete idea di quante cose potrò riversare su questo blog: il mio cervello non si riposa mai. Ed è una minaccia, chiaramente.
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