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13 aprile 2010

La notte (guest post by Cla)

Parto per la Sicilia, vi lascio con una cosa scritta dal mio solito amico e che resterà un'esclusiva di questo blog per qualche giorno, il tempo che ritorno. Poi dopo la mette su aphorism, di solito.

Un qualcosa di profondo si avvicina meticolosamente davanti a noi. L’Alba è appena giunta, e quel Sole laggiù mi sembra ancora troppo pigro. Il cielo accoglie tra le stelle spente una gigantesca palla infuocata, pronta ad illuminare un nuovo giorno. Le piante osservano imperiture il fiorire della luce, soddisfatte ed affamate di vita. Gli animali sciolgono quella dolce agonia chiamata sonno, aprendo gli occhiuzzi ancora troppo abituati al buio. Gli uomini e le donne ancora sonnecchiano, ma tra loro c’è chi ha visto tutto. Il paradiso sembra sorto dal nulla, prima della sua venuta chissà cosa c’era. La terra s’è svegliata, ma quella sfera avanza sempre più in alto, sempre più gialla, sempre più cara. Il cielo è limpido, le nuvole atterriscono, tutto diventa floreale. Mentre il popolo sfugge alla vita, il Sole s’innalza sempre più, scrutando tutto e tutti. La dolce brezza accarezza i volti degli uomini, la potente palla abbronza il bianco mondo, ancora tenebroso. I fiori omaggiano il bel tempo venutosi a creare, gli uccelli cantano lucenti e spiccanti, il ghiaccio si scioglie sotto le gelide zampe dei pinguini, gli alberi sudano con orgoglio, il mare è calmo, pronto ad accogliere i raggi solari. E pian piano tutta questa gaiezza nell’aria, ricomincia velocemente a dileguarsi nel nulla. Il Sole, giunto troppo in alto, decide di tornare a casa, abbassandosi lentamente, con calma. Il suo dono alla natura è ormai stato consegnato. Il cielo azzurro tende a scurirsi; piante, animali e uomini non s’accorgono dell’addio del Sole; la giornata sta per finire, l’aria si diversifica, l’atmosfera ritorna allo stato pre-paradisiaco.
È giunta la Notte. Oscurità dappertutto, vicoli e vie più strette e seducenti, strade in procinto di riempirsi e svuotarsi. La Notte non guarda in faccia a nessuno, giunge senza indugi, non ha paura di niente. Il Sole non lascia traccia della sua presenza, la Notte non ha voglia di perdere tempo, arriva, ed il popolo gode. Notti di scatenamento, notti di goduria, notti di spasso, notti di sesso, notti di musica, notti di Luna piena, notti di discoteche, notti di auto, notti di bravate, notti di pace, notti di relax, notti di caos. Tutto ciò che non è stato consentito, nella Notte si può. Perché essa ha un’aria diversa, strana, nuova, che autorizza a fare tutto. La Notte non è cupa, è eccellente. La Notte è fredda, non può essere pareggiata né evitata, è piena di luci, o piena di ombre. Per strada, di Notte, a volte non c’è nessuno. Ma solo beatitudine, quiete, assoluta pacatezza. Ci si può rilassare, senza che nessuno fiati, e sentire ancora una volta quel vento soffiare sul nostro viso riposato, e quel niente che ci attraversa per tutto il corpo e ci rende forti, e quei ricordi che ritornano prepotenti nella nostra mente per addolcirci il momento, e quel futuro, nelle nostre prospettive, perché nella Notte sembra più mielato e prossimo. Nella Notte non c’è lavoro, non c’è preoccupazione, non c’è timore né paura. Nella Notte puoi dimenticare tutto quello che c’è da dimenticare, puoi ascoltare tutto ciò che non hai ascoltato, puoi scopare tutti quelli che ti senti di toccare. La Notte è unica. Ineguagliabile. Non ha niente del giorno, del Sole, del cielo, dei fiori o della luce. Perché ha già tutto, tutto il necessario per vivere dieci, undici, dodici ore tra tenebre, passione e salubrità. La Notte riempie e completa la giornata, scappa, sapendo di tornare ad eccitare il mondo. La Notte è perfetta. Non ha bisogno di inutilità come il Sole. Vive senza. La Notte ha un’anima, che raggiunge ogni persona, trasformandola in lupi mannari, in vampiri, in deliziose sinfonie di eternità. Secondo dopo secondo la Notte si accende sempre di più, troppo affascinante e romantica, permissiva verso qualunque cosa volessimo fare. Quanto mi è cara quella Luna. Così argentea e scintillante, inebriante ed intrigante, osservatrice dello scuro circostante che fa da cornice a tanti baci e tante carezze. La Notte nasconde tanti segreti, se ne infischia di cosa fa il mondo. Lei c’è, ed invita la moltitudine a godersela. Assaporare la Notte per tutti i suoi favolosi benefici, è vivere, incorporarsi con la parola passione. Nella Notte è incantevole sentire quel mare agitarsi senza motivo, quel albero scuotersi continuamente, quel silenzio posto ovunque, quel suono delle discoteche assimilato nel proprio corpo, quell’amore verso il lui o la lei, giunto al culmine della sua onnipotenza per la presenza della Luna ammaliatrice. La Notte esisterà per sempre, continuamente pronta a soccorrerci dai fatti dell’esistenza. Quando sarà terminata, scorderemo tutto. Perché quelle sensazioni scompariranno insieme alla Luna, ma saranno già preparate per una nuova Notte. Dietro l’angolo, pronta a servirci ancora.

1 marzo 2010

La cosa (guest post by Cla)

Ho un amico che scrive cose. Scrive ogni tanto, ma lo fa bene. E' uno che conosce il fatto suo. Questa riflessione l'ha scritta lui, e m'ha chiesto se gliela pubblicavo. Beh, è bella, interessante, non potevo dir di no. Mi suggerisce anche di dirvi che si chiama Claudio Morgese, dice che magari diventa famoso. Non lo so, io ve l'ho detto come si chiama, il mio compito è finito. Leggetevi il post.

Esiste qualcosa che un giorno arriva, senza preavviso e senza indugi, arriva per chiunque. Puoi vivere in qualsiasi campagna, in qualsiasi ospedale, in qualsiasi metropoli o isola. Non c’è Dio o fortuna che impedisca la venuta di questo tornado, potente e indiscreto, capace di stravolgere tutto, ma proprio tutto; e qualsiasi mezzo tu disponga, non servirà a niente per ostacolare la sua furia. Dare un nome a questo tornado. Per capirlo, aggirarlo, indebolirlo, sottrarlo. Il nome eviterà che questo tornado agisca? O il suo estremo vigore, impavido e scortese, non ha pietà per nessuno? Chi non lo conosce, lo conoscerà presto. Chi l’ha affrontato, saprà come eluderlo, ma non abbastanza per sconfiggerlo. Chi l’ha sconfitto, avrà gloria ed onore, ma si renderà conto che le sue gesta non sono servite a niente. Il tornado arriva, per chiunque. È la passione, la smania, l’inquietudine, la frenesia. Di una “cosa”. Chiamiamola così.
C’è chi arde di bramosia per questa cosa. Il mondo e la vita quotidiana, diventano monotoni dopo un po’. Si cerca ad est, si cerca ad ovest. La cosa si nasconde, tra insicurezza e paura, non vuole essere trovata. Ma l’uomo cerca, cerca senza sosta, nonostante la vita continui a scorrere inesorabile e qualcuno, sembra, l’abbia già trovata. Chi prima, chi dopo. Quando il miraggio confonde la mente dell’uomo, quando l’illusione entra in scena, quando il sogno si avvicina prepotentemente alla realtà, sembra di essere riusciti a trovare la cosa. La brama e il desiderio aumentano sempre di più. Si pensa il modo con cui affrontare la cosa. Si fanno progetti, su come vivere la cosa. Si immagina la vita, con la cosa. L’uomo diventa pazzo, non conosce null’altro, meno che la cosa. Tutte le azioni del passato si sciolgono come zucchero nel latte, e tutti gli oggetti che ci sono sempre stati intorno, diventano come lacrime nella pioggia. Adesso c’è la cosa. Non conta più niente. Ma era solo illusione. In realtà non era nulla. E si ritorna a cercare, cercare e cercare. Cercare quel ti amo, da qualche parte, convinti che ci sia, e stia aspettando solo noi. In capo al mondo, nell’Inferno, dal personaggio più crudele di questa terra, dall’amico più fidato e mai abbandonato. Si cerca, come acqua nel deserto. Pieno di miraggi, di illusioni, di inganni e allucinazioni. La passione s’è impossessata di noi, nulla ha l’abilità di cancellarla e rispedirla da dove è venuta. La testa diventa sempre più malsana, l’obiettivo sempre più cinico, le forze sempre più scadenti. Eccola, l’abbiamo trovata. È lei, ne siamo sicuri. Si è nascosta per bene stavolta. Non ci scappa. Ma una volta afferrata, questa cosa di ghiaccio si sbroglia nel deserto, ancora arido e minaccioso. Ma niente, non ci arrendiamo. Da qualche parte deve trovarsi questa cosa. E quel ti amo, quell’abbraccio, quel bacio, quel sapore di impeto, quel gelido amore. Si cerca solo questo, null’altro. Non si ha bisogno di niente. La vita non ha sapidità e nemmeno senso, senza la cosa. Così l’uomo ha programmato la sua esistenza. Dal più mingherlino al più coraggioso. Nessuno sfugge alla cosa. Tutti la cercano, tutti la vogliano. Chi fa finta di niente, ma in realtà è peggio di un leone alla ricerca della sua gazzella. Chi avvampa, brucia, soffoca, insistentemente non sa più dove pescare. Ma trova una via, uno sbocco. Qualcuno ha voluto dare un ulteriore opportunità. Bene, si cerca di sfruttarla. Ma niente. Era un altro miraggio. La rassegnazione fa la sua parte. La cosa è troppa furba, a volte riusciamo anche a trovarla, ma non era lei. Bensì qualcosa che la somigliava. Un ti amo falso e corrotto, un abbraccio freddo e schivo, un bacio bugiardo ed insignificante, un amore che non è mai stato amore. Ci guardiamo alle spalle. E vediamo tutto quello che abbiamo fatto e pensato. Abbiamo cercato per mari e monti, facendo bei sacrifici, e qualche sciocchezza di troppo. Ma la cosa, anzi la Cosa, non siamo mai riusciti a trovarla. Difficilmente la troveremo. Lei ha timore di essere scorta, la fuga è la miglior soluzione. Ma noi siamo troppo lenti ed attaccati alla vita, ai fatti, alla quotidianità. Poco propensi a volare, lassù dove puoi vedere tutto, anche la Cosa. Ma lei è sempre nella nostra mente. Cerchiamo di sostituirla, magari di scansarla, ma sappiamo che ci facciamo del male. Non troveremo mai quella Cosa, oppure riusciremo ad afferrare, qualcosa che possa avvicinarsi ad essa. Qualcosa che comunque possa sostituirla in qualche modo, da qualche parte, in qualche tempo. E ci accontentiamo. Troppo deboli, troppo sognatori, troppo fiacchi. Ma ricorderemo tutte quelle illusioni, come momenti di massima potenza. Solo grazie ad esse siamo riusciti a sognare e stamparci un sorriso in faccia, convinti di essere riusciti a trovare la Cosa. E per quanto possano essere perfide ed ipocrite, ci hanno donato per un brevissimo attimo sensazioni che abbiamo sempre inseguito. Un brevissimo attimo che ci ha consentito di vivere come abbiamo sempre voluto, fluidificanti nell’aria, più leggeri di una foglia, più luccicanti di una stella. Ma sono state e saranno pur sempre illusioni. Illusioni le quali sostituiranno quel Ti Amo che non arriverà mai.

2 gennaio 2010

Una conversazione tripla con perno centrale

Le sinergie tra i laboratori di Che c'azzecca il mitocondrio e Le saghe di Onan hanno permesso di sviluppare questo esperimento: ecco cosa accade se due blogger comunicano via chat mentre uno è al cellulare.

Premesse sperimentali:
-Nomi, cognomi, sono stati sostituiti da pratici nickname di facile identificazione
-Non è stato possibile ricavare l'orario esatto delle comunicazioni telefoniche, a causa della mancanza di un apparecchio di registrazione Audio/Video.
-Le conversazioni telefoniche sono state ricostruite basandosi sulla memoria delle cavie. Non si tutela la totale corrispondenza ai discorsi originali. I concetti riportati sono tutti originali.

Legenda:
-Le conversazioni via Facebook sono colorate in nero.
-Le conversazioni via telefono sono colorate in violetto.
-Commenti, pensieri, azioni sono annotati in corsivo.

Si ringraziano le cavie, Facebook, Telecom Italia, Tim tribù per il sostegno.

23:12 Hugo88
che dice la fanciulla?
23:13 Gennarobat
ancora devo telefonarla
io son molto lento a fare le cose
vabbè in realtà m'ero scordato, ecco
23:13 Hugo88
non avevo dubbi
Fanciulla
Pronto Gennarobat, m'hai chiamato per una volta!
23:15 Gennarobat
uuh mi ha risposto subito
Gennarobat
Guarda, io ti chiamo e tu subito inizi a fare allusioni, avrei dovuto lasciarti soffrire, così mi chiamavi tu, e non c'era tutto 'sto casino.
Fanciulla
Sisi, ma tu di dire qualcosa in modo normale no, eh?
23:16Hugo88
se provo a farti ridere mentre parli con lei?
così le ridi in faccia al telefono?
non è cosa buona e giusta?
GennaroBat
Adesso m'offendi pure. Si vede che non mi vuoi proprio bene. Mi sento offeso.

Gennarobat si sente offeso, accetta inconsciamente la proposta di Hugo88

23:16 Gennarobat
cazzo! non dire 'ste cose
.. ok fallo!

Inaspettatamente la situazione viene capovolta.

Fanciulla
Tu subito te la prendi, sei proprio un bimbo
Gennarobat
però il tuo bimbo soltanto
Fanciulla
(Sorride) ti voglio bene
Gennarobat
Anch'io, lo sai che non riesco ad arrabbiarmi con te
23:17 Hugo88
fallo!
qual parola migliore di questa per iniziare una conversazione con la ridarella?
"perchè ridi?"
"sto parlando di falli con un siciliano, sta tranquilla"
mi vien sempre da ridere alle partite di calcio, ogni tanto c'è qualcuno che urla "era fallo da dietro, espulsione"
di solito è la cosa più bella che accade al bar mentre vedo le partite
anche perchè sono juventino (con amarezza)
Fanciulla
Ma se è la prima cosa che hai fatto quando hai telefonato?
Gennarobat
Nono, aspetta. Sei stata tu a iniziare, che non capisco da dove t'esca tutto 'sto sarcasmo. E' difficile lo sai.
Fanciulla
Cos'è che è difficile?
Gennarobat
E' difficile capire cosa stiano pensando gli altri, se quello che facciamo sia la cosa esatta o meno. Io... Io non so come comportarmi, cosa fare.
Fanciulla
Ma nessuno lo sa, che ti credi. Però con me dovresti sapere che fare, ecco.
Gennarobat
Nessuno è troppo grande come concetto, capiscimi. Si tratta di dire "tutti". E non è vero. E poi ci sta un motivo, se non ci riesco. E che sei troppo, troppo bella, quando penso a te, mi perdo.

(GennaroBat legge i messaggi di Hugo88, proprio mentre stava sviscerando tutta la sua vena romantica. Nasce una spontanea risata)

Fanciulla

Ma stai bene? Tu mi dici delle cose e poi ti metti a ridere. Io veramente non lo so cosa hai questa sera. Ma hai bevuto?
23:19 Gennarobat
cazzo non vale, mi ha preso x 'mbriaco
il fallo da dietro non dovevi!
ecco, ora dice che la sto sfottendo
aspe che mi apparo (N.d.T. aggiusto la situazione) e continuo
23:19 Hugo88
adesso potrei parlarti della nobile arte dell'ingoio
che come avrai sospettato non si riferisce all'abilità nel degludire andando a mensa con il Bronx, lì servono i muscoli nell'esofago
ma si tratta invece di una pratica vecchia come il mondo atta ad assurgere nutrimento proteico
Gennarobat
No, quando mai, credimi. E che sono con uno che fa il comico, e fa battute troppo potenti. Davvero, credimi!
Fanciulla
Ma se io non sento niente? A quest'ora poi?
Gennarobat
(mentendo spudoratamente) Si, è un club nuovo, poi ti ci porto, ieri c'era un complesso jazz, stasera sono tornato e c'era il comico, non è un granché eh. C(io)é, solo una battuta ha fatto buona, e quando non doveva.
Fanciulla
Si, ma io non ti sento, cosa stai a fare?
Gennarobat
(arrabbattando con disinvoltura) Sto al club, non senti un cazzo perché ho l'auricolare bluetooth.

Gennarobat non sa se l'auricolare bluetooth abbia il potere di eliminare il rumore di fondo, sta di fatto che riesce nell'opera di depistaggio. Legge i nuovi messaggi di Hugo88, non gli fanno alcun effetto.

23:21 Gennarobat
le sto raccontando che conosco un comico famosissimo che mi sta facendo ridere da tre ore
23:21 Hugo88
oh, a scuola mi conoscevano tutti :P
alla fine dell'ultimo anno il mio compagno di banco si è ricordato il mio nome!
certo, era perché gli avevo inculato la ragazza
inculato in senso lato, stavolta
però se l'è ricordato

Gennarobat legge i messaggi di Hugo88, inizia nuovamente a ridere.

Gennarobat
Hahaha. che cazzo. Hahaha
Fanciulla
Sisi, ma quale club? tu chissà che stai a fare. E come stai combinato poi. Che ti sei bevuto?
Gennarobat
Ma no, cosa dici... io...
Fanciulla
Vabbe' ja (N.d.T. dai), non è cosa. Cia' strunz.

La Fanciulla attacca il telefono, Gennarobat si dispera.

23:22 Gennarobat
ecco, mi ha attaccato il telefono in faccia
23:22 Hugo88
davvero?
23:22 Gennarobat
si, mi è uscito "cazzo", perché non riuscivo più a distinguere le mani dalla lingua,
mi ha detto che non stavo bene e mi ha chiuso
23:23 Hugo88
ti spiace se rido?