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21 marzo 2011

Sull'introduzione del Burqa

Quando si vive nella più nordica delle città africane si apprendono cose che un comune europeo non potrebbe mai capire, anche perché non potrebbe mai vederle. In realtà non c'è niente da capire, le cose avvengono e non è detto che abbiano sempre un senso.

Nella mia città, e a Sud di essa, l'uomo si è abbandonato ai suoi istinti più reconditi, vivendo un'esistenza fatta di voluttà e sopraffazione. Nella mia città c'è un graffito che cita Kant, per l'esattezza sta a Scampia, il problema è che nessuno sa leggere. Sempre a Scampia ci sono dei cartelloni che incitano alla speranza, attaccati da un'associazione culturale locale, solo che non sanno nemmeno scrivere, infatti presentano evidenti errori di sintassi. Il graffito di Kant invece è perfetto, perché l'ho fatto io. L'unico problema è che io non esisto. Rifletteteci, so leggere e scrivere, eppure nella mia città nessuno sa farlo. Dunque neanche il graffito di Kant esiste, non fosse che c'è, se uno cerca lo trova.

Non ponetevi troppe domande, ho un cugino che si chiama Gesù, e ciò per molti vale già una risposta, tuttavia questa sera non sto scrivendo cazzate per celare l'evidente mancanza d'ispirazione, per coprire un abisso di silenzio lungo due mesi, no, affatto. Sto scrivendo per esporvi, con la dovuta perizia, un problema che attanaglia il Sud Italia, o Nord Tunisia, e che necessita di una soluzione immediata, perché solo chi non ha a cuore la vita umana può lasciar scorrere ancora tutto questo sangue!

Esatto gente, sto parlando dei duelli coi coltelli, una delle attività preferite dai giovani membri delle tribù locali. Questa malsana tradizione è ben nota ma,  per amore della verità, mi permetterò di sintetizzare in poche righe la storia di questa pratica: il sabato, giovani rampolli delle famiglie locali si incontrano in luoghi dove si ballano ripetitivi ritmi ossessivi che, come ci insegna Franco Battiato, son la chiave dei riti tribali.

I giovani galli portano con sé le loro promesse spose, ragazze all'alba dell'adolescenza vestite di poche e sottili stoffe, quasi nude, al fine di mostrare la propria virilità e il proprio successo con l'altro sesso.

Potrà sembrare strano, ma è così, il gallo deve mostrare di avere una ragazza bella, e il miglior modo per farlo è mostrarla nuda. Non ho intenzione di star qui a discutere di mercificazione della donna o della parità dei sessi, ricordate che sto descrivendo una società rozza, arcaica, in cui non esiste altro che la legge del patriarcato, dunque lasciatemi continuare a discorrere. Dicevo, potrà sembrare strano che il gallo mostri la sua donna nuda, quando questa è vista come un oggetto d'uso e possesso esclusivo. Ed infatti tale pratica viene psicologicamente celata dal gallo, che anzi immagina la sua lolita cinta da un manto di castità, richiamando a sé l'idea della madonna, entità mistica che sicuramente conoscerete (se ve lo siete scordati, è la madre di mio cugino). Tuttavia tale velo è solo mentale, infatti il corpo scoperto della ragazza richiama puntualmente l'attenzione di altri galli, che così cercano di insidiarla, di sottrarre al giovane il suo trofeo. Ne segue il duello, scontro con armi bianche che si conclude puntualmente con il ferimento del tentatore, in alcuni casi con la sua morte.

Io trovo che qualsiasi civiltà debba mettere dinanzi a tutto il diritto alla vita tranquilla, lontana dai pericoli. E' per questo che nei secoli sono stati creati gli eserciti, le polizie, le ronde: per la sicurezza di voi cittadini (vi ricordo che io non esisto).

Ma cosa possono le forze dell'ordine di fronte a eventi così fortuiti, inaspettati e casuali, seppur così diffusi? La risposta è più facile e spiacevole di quanto vorremmo credere: nulla.

E' per questo che propongo di introdurre, per tutte le donne di età compresa tra i 14 e i 38 anni impegnate in relazioni sentimentali l'obbligo di indossare il burqa, indumento che copre le loro fattezze, le loro forme sinuose, in modo che la loro esposizione non causi più tutto il turbamento di cui sono fonte. Signore, non scambiate tale proposta per una norma illiberale, che cancella i vostri diritti e la vostra libertà d'espressione, valutate che parliamo pur sempre di una civiltà diversa, tale norma infatti dovrebbe venir prima sperimentata nel Meridione.

E successivamente estesa a tutta l'Italia.

Si, avete ben compreso. Non guardate forse la tv? Decine di stupri, di vite spezzate e traumatizzate. Esiste forse un modo per risolvere il problema? No, mi dispiace, eliminare la rigida educazione cattolica che reprime gli uomini e le loro passioni non è una giusta soluzione, sarebbe contraria ai valori e alle tradizioni che hanno ispirato la nostra storia. Uno stato non può andare contro il proprio passato. Tutte le donne italiane dovrebbero in verità indossare il burqa, per salvaguardare sé stesse, per salvaguardare la dignità dei propri uomini e l'onorabilità degli stupratori, solo bistrattate vittime dei facili costumi.

E, sempre per non perdere i bellissimi valori e la bellissima cultura che ci unisce sotto il tricolore, introdurrei anche la poligamia. I giovani galli devono in qualche modo continuare a farsi vanto della propria virilità, e come farebbero senza poter mostrare le qualità della propria donna? Ma è ovvio, mostrandone la quantità.

Con la speranza d'esser compreso, il vostro, amabile, opinionista.

12 novembre 2010

Bioparco!

Diciamocelo, la barzelletta di Berlusconi con la bestemmia è un vero e proprio scandalo.

Decisamente migliore la versione col ciclista livornese al santuario di Montenero. Almeno quelle sugli ebrei ed i malati di cancro facevano ridere.

Ovvio, non sarò certo io a scandalizzarmi se il premier bestemmia in visita ufficiale. O se suggerisce ai malati terminali di fare le sabbiature per abituarsi a stare sottoterra. Questa è una preoccupazione che dovrebbe affliggere i malati ed i cattolici. Dove i cattolici sono in realtà un sottoinsieme dell'enorme insieme dei malati psichiatrici. Ma non è questo il punto.

Voglio dire, mi aspettavo che qualcuno si offendesse ed invece è arrivato monsignor Fisichella, che io preferivo nei panni di pilota di Formula1, a spiegarci che la bestemmia va interpretata prima di essere, eventualmente, condannata. Nel dettaglio, ha praticamente sostenuto che in determinati contesti e condizioni d'animo può essere considerata come priva di alcun significato.

In soldoni, se sei tanto incazzato o superficiale da bestemmiare, significa che la tua bestemmia è del tutto irrilevante.

Il comma 22 applicato al moccolo ed all'improperio. Tutti assolti.

Questo suppongo farà schizzare le adesioni al mio corso di bestemmia creativa di prossima apertura.

Sto scherzando. Non mi aspettavo veramente che i cattolici si sentissero offesi solo perché il loro rappresentante offende la loro ragion d'essere. A loro fotte solo del diritto alla vita, che casualmente è un insieme di norme complementari con quelle dei basilari diritti civili. Che il loro premier salga su un palco violentando una vergine mentre lancia insinuazioni sul tariffario della Madonna non importa. Anche perchè fra l'altro pare ormai certo che abbia abbassato i prezzi per abbattere la concorrenza di Arcore.

Allora, memore delle belle filastrocche che ci facevano imparare quando eravamo troppo piccoli per capire che stavano cercando di obnubilare le nostre menti, mi sono premurato di elencare il decalogo del buon cattolico per capire quanto effettivamente questi cari milioni di elettori tengano alle loro posizioni al momento di andare alle urne:

1. Non avrai altro Dio all'infuori di me.
Già qui non sono proprio sicuro che Berlusconi ne sia convinto. A sua parziale discolpa possiamo dire che forse è meno egocentrico di Mourinho.

2. Non nominare il nome di Dio invano.
Usalo quando si sta per votare.

3. Ricordati di santificare le feste.
Tutte le domeniche c'è il Milan.

4. Onore il padre e la madre.
E, soprattutto, il fratello.

5. Non uccidere.
Non voglio querele.

6. Non commettere adulterio.
Se proprio devi, non usare il preservativo.

(sopra, Ruby che canta nel coro degli angeli di Arcore)

7. Non rubare.
Ponzi ponzi popopò.

8. Non dire falsa testimonianza.
Meglio, fallo solo se hai qualche figlio sulla cui testa spergiurare. Altrimenti giura su Dio, che fa audience.

9. Non desiderare la donna d'altri.
Comprala.

(Berlusconi al mercato degli schiavi mentre elogia la competenza di una mulatta)

10. Non desiderare la roba d'altri.
Monopolizza. Non ci sarà altro proprietario al di fuori di te.

Sì, la logica dei cattolici mi ha sempre affascinato.

3 novembre 2010

Mestieranti

Mi hanno fatto notare la mia tendenza a fare inopportune battute sessiste e razziste, come se fosse responsabilità mia se le donne non sanno parcheggiare all'americana. Scherzi a parte, non ho colpa, giuro che mi passerà non appena mi sarò scopato una negra.

Va bene, ho detto una cosa brutta, ma sarà sempre meglio che andare con un finocchio.

Dai, ne dico solo un'altra e poi mi candido come premier.

La verità è che non è semplice fare il blogger. Essenzialmente perchè non ti paga nessuno, scrivi senza obiettivi (a meno che non si abbia intenzione di pubblicizzare i propri libri o spammare con virulenza su tutti gli altri blog che capitano a tiro per aumentare i visitatori, cosa che forse comincerò a fare se mai dovessi scrivere un libro) e non è un'attività che viene vista di buon occhio dalla società:

-Papà, ma io amo lui!
-E' uno sfaccendato! Alla tua età sarebbe anche ora di metter su una famiglia, trovati un blogger e sistemati.

Non è credibile.

Però ha il grande pregio di fornire uno stimolo, almeno per chi come me non lo considera un lavoro ma un registro da aggiornare a proprio piacimento senza preoccuparsi dell'opinione altrui ("vaffanculo" sottinteso).

Ci sono invece occupazioni davvero problematiche, che non ti stimolano ed anzi ti espongono a situazioni di pericolo: prendete un minatore, ad esempio. Ecco, un minatore passa l'esistenza al buio in una cava ad estrarre roba cancerogena col rischio enorme che non solo tutto possa crollargli addosso, ma anche di dover passare 2 mesi al buio con altri 30 minatori cileni. Che non solo non si lavano da due mesi, ma, giovani e forti, provano anche forti impulsi sessuali. Pensateci, due mesi, al buio. Ma, come se non bastasse, costantemente monitorati.

Certo, preferirei passare una nottata di fuoco con un minatore sudamericano sudaticcio appena estratto da una miniera di carbone dopo 2 mesi piuttosto che con Rosy Bindi. Consideratelo un altro punto a mio favore per la prossima candidatura.

Notizie che spuntano fuori come funghi proprio quando l'immagine della maggioranza appare ogni giorno più lesa distogliendo l'opinione pubblica dalle vere notizie. Come l'aggressione a Capezzone. Che peraltro è l'anagramma di cazzopene. Insomma, ne è venuto fuori che un'infermiera romena, dopo aver cercato di uccidere Belpietro, ha colpito Capezzone con un pugno violento. Ma magari faccio confusione. Tuttavia mi piace immaginare l'effetto di un pugno su Capezzone, su quel suo corpo viscido e tremolante, dev'essere un po' come affondare un cucchiaio nella marmellata.

Fra l'altro anche Capezzone ha dichiarato di essere bisessuale. Nonchè vergine. Intravedo una soluzione per Rosy Bindi. Beh, dal modo in cui cambia opinione ogni quarto di luna non c'è da stupirsi che sia una checca.

Che poi insomma, ad onor del vero si parlava di donne, non di Rosy Bindi. Anzi, di ragazzette, no? Purtroppo non ho cugine in Puglia, ma dovendo scegliere fra Sarah Scazzi ed il sopracitato minatore cileno, farei quello che fareste tutti voi. A patto che la biondina sia ragionevolmente non troppo saponificata.

Secondo voi per quanto tempo una ragazza morta può ancora essere fecondata? Per me poteva avere figli. Pensate quanti consensi avrei guadagnato fra l'elettorato cattolico.

Niente riuscirà a convincermi che se la ragazza uccisa fosse stata un cesso di proporzioni bibliche questa storia non avrebbe avuto tanta pubblicità. Pensateci, il prodotto era ottimo, biondina chiara col viso angelico e genitori che venderebbero un'altra figlia ai tuareg pur di tornare a godere di un ulteriore quarto d'ora televisivo.

Ma non facciamo gli schizzinosi, tutti vorremmo andare a parlare in televisione, soprattutto senza avere un cazzo da dire. A Sanremo vogliono cantare "Bella ciao". Emblematico di come i valori partigiani siano nella merda, visto che sarà messa in bocca a Morandi.

PS: nessuna minorenne è stata ingravidata o prezzolata per la stesura di questo post che ha da intendersi come puro prodotto di fantasia.

7 luglio 2010

Campagna di sostegno delle Saghe di Onan a favore di Don Aniello Manganiello

Hugo non ha tutti i torti, continuare a parlare dei vizi privati dei politici non ha molto senso, soprattutto se non vi è la possibilità di cambiare le cose. Una volta, un magistrato dell’anti-mafia, Raffaele Cantone, mi disse che per uscire dallo stato d’indecenza in cui versa il paese fosse necessario partire dalle piccole cose, dal proprio centro sociale, perché ogni fenomeno nasce dalla società e va’ dunque estirpato prima che si integri in essa. Stare qui su internet a scrivere e lamentarsi, fidatevi, non serve a un cazzo.

Non ho alcuna intenzione di discutere su cosa sia giusto o sbagliato, su quale sia l’ideale da perseguire. Ho visto nazioni come la Gran Bretagna, fondate sull’incularsi, prosperare, e tizi che gridavano “libertà” in Francia uccidere i propri oppositori.

Non mi interessa minimamente l’ideale socialista di una società equa, la mano invisibile portatrice di progresso predicata dai liberali, né m’importa delle politiche medievali della chiesa o dell’imperialismo statunitense. Tutto ciò che mi interessa è ciò che faccio io per il mondo, e dovrebbe interessare anche voi, visto che amate così tanto leggere lo schifo altrui e sentirvi migliori. In realtà, l’unico modo per essere giusti è avere se stessi come metro di paragone, e migliorarsi.

Di solito, se partecipo a discussioni politiche, amo demolire le convinzioni degli altri partecipanti, sia che siano elettori di sinistra, sia che siano di destra, solo per diletto personale. Ma posso dirvi comunque, che, per la maggior parte, le vere chiaviche siano gli elettori di destra. A sinistra son quasi tutti sognatori, troppo inclini a riporre fiducia in esseri inesistenti.

Non domandate quale sia il mio ideale politico, in realtà non ammiro neanche la democrazia, se mi viene da pensare a chi è concesso il diritto di voto. Io sono per un tipo di società meritocratica, e non citatemi quella cazzata di Young, che vuole prendere per il culo Platone, io parlo di una meritocrazia fondata sui risultati, non sul potenziale intrinseco negli uomini.

Insomma, se volete leggere qualcosa che stimoli le vostre menti a seguire il bene, e a rifuggire il male, non credo sussistano problemi, ma sappiate che io non ho alcuna intenzione di commentare le nuove peripezie dei vostri nemici carissimi, preferisco esporvi idee nuove, cose concrete da poter fare, e storie da imitare o sostenere col denaro, altrimenti col sudore, che un commento o un mi piace su Facebook, il semplice dissociarsi da un comportamento immorale, non servono.

Tutto questo preambolo serviva a introdurvi la storia che sto per raccontare. Dovete sapere che io vivo a Napoli, in periferia, nel quartiere di Miano. E’ un quartiere povero, e il fatto che confini con Secondigliano e Scampia di certo non aiuta. Nel mio quartiere, che è dilaniato da tutti i problemi sociali esistenti da quando ho memoria, e che non ha mai vissuto un periodo florido, per cui si può dire che non abbia conosciuto neanche la crisi (in quanto stato perenne del luogo), anni fa giunse un giovane prete, guardato da molti con sospetto, visto che l’attività preferita del suo predecessore era mangiare prosciutti, e la madre chiesa non è mai piaciuta alle menti dei luminari. Ma della condotta e degli atti compiuti da Don Aniello non si può che parlar bene. Non frequento né l’oratorio né la chiesa, in quanto ateo, ma posso dire di conoscerlo davvero, visto che le 4 mura della cappella non costituiscono affatto un limite per lui, e di poterne tessere soltanto lodi, sotto un profilo squisitamente laico.

E’ un oratore eccelso, una mente lungimirante, un metodico utopista, ma soprattutto ha il coraggio di trasformare in fatti le idee. Molti preti reputano sufficiente, per guadagnarsi il paradiso, predicare il vangelo e dare ossequio ai sacramenti. Aniello ha sempre messo in secondo piano le litanie e le formalità, e si è dedicato, in tutti questi anni, anima e corpo, a cercare riscatto per una terra malata e inguaribile.

Nonostante la sua sia una lotta contro i mulini a vento, nel corso degli anni ha ottenuto risultati concreti, e seppure questo posto non cambierà mai, perché non cambierà, molte persone, molti giovani, saranno in grado di costruirsi un futuro diverso, lontano da logiche irresponsabili e dalla morsa della criminalità, che qui stringe in molti, e non li lascia più.

Raccontarvi di come abbia sputtanato usurai, spacciatori e di tutte le volte che l’hanno massacrato di botte, credo sia inutile. Raccontarvi del concreto aiuto fornito a famiglie dilaniate dalla povertà, del sostegno ai senzatetto, pure. Mi sento invece in dovere di riportare quanto ha fatto per i giovani. Quando ero un ragazzino, i miei, per farmi stare lontano da certe verità, il pomeriggio mi mandavano a fare sport o altre cose in posti lontani. Oggi credo d'essere una brava persona, ma i miei avevano possibilità economiche sconosciute a tanti. Molti miei amici dell'epoca, che al tempo giocavano a calcio tra i vicoli, attualmente spacciano, uno s'è fatto qualche mese per aggressione a pubblico ufficiale. Oggi i ragazzini hanno un campo sportivo vero, un servizio di studio assistito post-scolastico serio, e possono accedere a tutte queste opportunità gratuitamente, sognare un destino diverso e imparare davvero cosa sia giusto, e cosa sia sbagliato, tenendosi lontani da una strada fatta di ignoranza e illegalità, dove v’assicuro non si cresce bene, in nessuna circostanza. Immaginate una pubblicità dell’8‰, ecco, Aniello è tipo quello, anzi, meglio.

Ora, gli alti ranghi ecclesiastici intendono trasferirlo. E’ un personaggio scomodo, che non ha mai avuto peli sulla lingua, in barba alla politica, alla camorra e al Vaticano stesso, per cui conta più il potere che la carità. I camorristi devono tornare a prendere la comunione, in fondo, sono o no molto credenti, e ricchi?

Dunque, se volete davvero sentirvi migliori, sostenete anche voi questo prete, che fare del bene è più nobile che deprecare il male. Non è tollerabile che gli indagati facciano i vescovi e i santi vengano trasferiti.

Se volete sostenere la battaglia di quest’uomo, firmate la petizione:


Se avete intenzione di sostenere attivamente con noi di Onan questa petizione parlatene nei vostri blog, diffondete questa vergogna:

Il link al gruppo di facebook


Il bannerone da mostrare nel proprio sito, blog, firma sui forum.




Aiutatelo, e aiutate gli abitanti di Miano!

22 giugno 2010

Accorrete, o Maturandi!

Le Saghe di Onan è lieta di presentare in anteprima assoluta le tracce dell'esame di maturità del 2010 che stanno turbando in queste ore le notti di tanti giovani maturandi. Spazio ad autori e tematiche emergenti che soppiantano padri della lingua come Dante, Foscolo e Leopardi. Ma bando alle ciance e veniamo ai titoli:

Tipologia A (analisi di un testo di un autore della letteratura italiana):

A Walter Veltroni

Tenero padre
madre dei miei sogni
Anima ulcerata.
Figlio mio Ritrovato

Commenta la poesia di Sandro Bondi: l'Italia di oggi è divisa da una politica dai toni sempre più accessi, in questo clima di barricata il poeta ci ricorda con il suo breve componimento che è ancora possibile dichiararsi trasversalmente ricchioni. Cosa vuole comunicare l'immagine di madre e figlio? Il rapporto tra i due è più incestuoso o pederasta? Il ritrovamento finale allude ad un ricongiungimento tra i due, noti voltagabbana vicendevoli ai tempi del PCI, o piuttosto ad una sublimazione di una tanto attesa sveltina nel cesso della Camera?


Tipologia B (tematica socio-economica):

Fino a quale età si può considerare legittimo il desiderio di appellarsi ad amici immaginari? Come si concilia questa necessità spirituale con quella pragmatica di penetrare gli sfinteri di giovani fanciulli? Secondo te, è più gradita al Signore la pedofilia, la pletora di reati economici vaticani o, alla luce della Sua reiterata ostinazione nel sottrarsi ad interviste pubbliche, non siamo in grado di comprendere il Suo volere? Commentare se gli ammonimenti del pastore tedesco, assurto a guida e maestro inconfutabile di vita, ci abbiano o no bastevolmente rotto i coglioni.


Tipologia C (tema storico-etnico):

Il grugnito, una forma di comunicazione primitiva eppure sempre attuale. Dai nostri antenati nelle caverne, passando per i gladiatori ed i francesi, fino a sparire dal linguaggio comune in quasi tutt'Italia escluse la Val Trompia e l'Aspromonte, per poi tornare prepotentemente in voga come comunicazione verbale immediata e fuori dagli schemi. Si racconti la sua storia e la sua evoluzione, ricordando correnti culturali e politiche economiche dovute al grugnito. Si portino esempi relativi ai grandi esponenti del suo utilizzo (Bossi, Gattuso, il sindaco di Vergate sul Membro), ricordando le influenze vicendevoli da essi esercitate e l'importanza dei graffiti della Val Camonica nella loro evoluzione.


Tipologia D (tema di attualità inerente ad un dibattito culturale in corso):

La Nazionale di calcio fatica contro squadre provinciali di raccoglitori di banane e allevatori di koala: ma siamo davvero così scarsi? Discutine, eventualmente ponendo l'accento sull'opportunità di pensionamenti anticipati ed in ogni caso suggerendo delle soluzioni praticabili, quali l'espatrio, la nazionalizzazione di Chuck Norris o travestire Gilardino da guardalinee

1 aprile 2010

Pigs on the Wing

Oggi è l'1 aprile, e l'1 aprile non ho mai voglia di parlare di pesci, a meno di non volerli usare come eufemismo per discutere delle ultime elezioni.
Voglio parlarvi di altro genere di animali, quelli che votano e soprattutto quelli che vengono eletti. Perchè proprio il primo aprile di qualche anno fa, nel 1933, iniziava il boicottaggio verso le attività degli ebrei in Germania, grazie a leggi che garantivano l'impiego nel pubblico servizio ai soli ariani. Niente di stravolgente, come non è neppure rivoluzionario chiudere i kebabari e suggerire le assunzioni nell'istruzione in base al diritto di nascita, regionale, oltre che nazionale. E' solo un piccolo ulteriore passo verso il degrado morale della nostra nazione.
Ma tranquilli, l'Italia non arriverà mai a decimare un popolo; essenzialmente perchè è un paese secondo tradizione così poco decisionista che si limiterà a gonfiare partiti di trogloditi vivendo nel terrore degli stranieri, dei terroni, dei comunisti, causando solo morti passivi, affogati dai barconi e assiderati nei deserti del Senegal, e ghettizazzione de facto.
Guardatevi dal contagio, tenete la testa alta, perchè questi porci sono sopra di voi pronti a schiacciarvi.


If you didn't care what happened to me,

And I didn't care for you,

We would zig zag our way through the boredom and pain

Occasionally glancing up through the rain.

Wondering which of the buggars to blame

And watching for pigs on the wing.

Discografia consigliata:

album "Animals" - Pink Floyd

19 marzo 2010

Una croce sul futuro

Adesso che anche Sgarbi, un uomo sul quale mi riesce persino difficile pensare di poter fare battute più efficaci nel qualificarlo di una qualsiasi sua dichiarazione, si è messo a latrare sulla faccenda del caos Liste mi sento di poterla elevare da simpatica farsa ad assoluta pagliacciata.
In verità io sono del tutto convinto che il Pdl avrebbe dovuto avvalersi del diritto di presentare i propri candidati a Roma, in Lombardia e dovunque volesse. Sì, lo so che "le regole ci sono" e che "prevaricatori fascisti".. sono d'accordo. Ma analizzando la faccenda mi sono chiesto: perchè esistono queste regole per presentare una lista? Ha senso che un partito con 12 milioni di voti distribuiti più o meno uniformemente sul territorio nazionale debba perdere tempo a raccogliere qualche centinaio di firme quando l'evidente significato di queste regole è impedire a tutti i buontemponi perdigiorno di intasare le schede elettorali con scritte quali "ciao mamma" o "w la patata" (che peraltro riscuote grandissimo successo). Con tutto questo ho usato appositamente il condizionale passato: le regole ci sono e fanno schifo. Le avete volute voi, tenetevele senza rompere i coglioni e piazzate i vostri uomini alla RAI, in qualche giornale, rivista di gossip o fateli ausiliari del traffico. Per stavolta, niente poltrone. La legge dovrebbe essere fatta per l'uomo e non viceversa, ma come si fa a stabilire il confine di intervento legittimo (non preventivo, è ovvio, è quello che sto cercando di dire) per rimediare alle assurdità che la legge stessa ha provocato?
Per esempio, supponiamo che tutti i sondaggi diano il candidato di Berlusconi in netto vantaggio rispetto agli avversari e ammettiamo che a seguito di un'astensione-da-bella-giornata particolarmente elevata questo effettivamente non vinca. Le regole della competizione elettorale assegnano seggi e governatore a chi ha preso più voti, ma tutti sanno che effettivamente quell'uomo non ha nè maggioranza nè consenso. Ma è giusto che si insidi, anche se squallido. Il governo potrebbe invalidare l'elezione, appellandosi al diritto di soddisfare il volere dei cittadini. Siete davvero sicuri che una situazione del genere sia davvero così campata in aria, mentre intanto arrivano mail e telefonate in tutta Italia non autorizzate e Casini mi telefona a casa per raccattare il mio voto? Quanto ciò è più corretto che riammettere una lista che ha eluso i termini prescritti dal regolamento?
Insomma, il succo è che le regole fanno schifo come quelli che non si preoccupano di cambiarle. Il problema di fondo è che la democrazia in Italia non funziona, nel senso che il nostro paese è proprio inadatto ad assimilarla. Non so se sia una forma di gestione che non funziona in assoluto o se sia valida solo per posti meno popolosi, o abitati da gente già acculturata e abituata al concetto di "cosa pubblica". Ma di fatto, quando un insieme di elementi non è in possesso di capacità per eleggere i propri rappresentanti con cognizione di causa, questi tenderanno a godere del proprio ruolo disinteressandosi della persone che devono rappresentare. E' fisiologico, dai livelli più alti sino ai rappresentanti di classe o di condominio che si fanno eleggere per farsi belli con le ragazzine ed in più intascano i soldi dei condomini con cui portarle fuori a cena.
Mi piacerebbe che si potesse votare senza grosse, colorate e confusionarie schede elettorali. Vai al seggio con un piccolo foglio bianco e scrivi in stampatello il nome del partito che ti piace, per intero, con nome e cognome di un uomo di quel partito che vorresti eleggere e poi sotto del governatore che preferisci (sì, gli elettori della Lega sarebbero spacciati, l'ho pensato per questo). Niente liste di presentazione o raccolte di firme. Solo un'iscrizione online e l'elenco dei candidati distribuito coi giornali della domenica. Semplice e facile, per tutti quelli che potrebbero avere la voglia di interessarsi di politica almeno per un giorno, senza essere svalutati dai milioni che si ostinano a votare senza riuscire a leggere qualcosa oltre le X che piazzano sui merdosi simboli simili a slogan pubblicitari.

22 dicembre 2009

Silvio fai schifo ai maiali

Visto il momentaccio che sta attraversando anch'io ci tenevo a mandargli un messaggio di solidarietà.
Fare schifo ai maiali è una tipica espressione toscana (ma non solo, forse): sul fatto che questi simpatici animali siano poco schizzinosi credo che nessuno abbia dei dubbi, ma solo chi li ha visti di persona può realmente rendersi conto di quanto poco attenti al design siano i nostri succulenti amici.
Pensando però al nome del nostro blog, quello serio nella barra degli indirizzi (non "Le Saghe di Onan" di cui tutti noi andiamo molto orgogliosi), mi viene in mente un significato più profondo per la mia frase. Credo che pure i maiali di Orwell, non esattamente dei principi di moralità, di fronte a un tale personaggio se ne andrebbero disgustati, grufolando il proprio dissenso.

14 dicembre 2009

Il triangolo di Tartaglia

Latrice del fatto del giorno, in barba alle continue assoluzioni interne per guardie carcerarie e medici del caso Cucchi, ne deduco evidentemente morto in maniera non violenta, e ai rapporti sul vertice di Copenaghen, fu mia nonna, giunta nella mia camera al grido, rauco per l'età, di "c'è stato un attentato a Berlusconi". Lì il mio cervello ha reagito con sorprendente velocità: mentre aggiornavo le pagine online per cercare qualche notizia mi ero già immaginato a sgommare in macchina con il colbacco, spumante, maglietta d'ordinanza "Sirvio Puppa", CD degli Inti Illimani a palla e clacson strombazzante che nemmeno avessimo vinto i mondiali. Avevo già pregustato una nazione divisa fra una malcelata soddisfazione ed uno spaesamento alla ricerca del prossimo mandriano, le istituzioni inattive per qualche giorno, finalmente.
Nemmeno il tempo di illudermi di tutto questo e leggo di una statuetta del Duomo di Milano scagliata in faccia al suo illustre conterraneo. In sostanza, un paio di giorni di riposo, bisogna rifare il trucco e magari sostituire la valvola della camera d'aria e poi il capo torna in campo con un altro lustro in meno sul groppone. A questo punto, come parziale risarcimento per la cocente delusione, ho pensato al post che certamente Spinoza avrebbe dedicato all'evento.
Però ho provato un certo piacere nell'immaginare Berlusconi sanguinante, scalfito, confuso ed insicuro. Lui che si è costruito un muro pronto a parare ogni attacco, a raffreddare ogni critica, a contestare ogni fatto e sovvertire ogni realtà, sanguinante per colpa di uno squilibrato armato di una piccola statuetta. Un gesto che non avrei mai fatto nè organizzato, essenzialmente perchè potrebbe valere la pena di sacrificare la propria vita per un'ideale, magari, ma non per un gregge, e perchè fine a sè stesso come persino un attentato, uno vero, dico, con mezza tonnellata di tritolo a far saltare quella merda che distrugge il mio Paese, risulterebbe essere, dinanzi all'abulica indifferenza di troppa gente.
Il berlusconismo non può essere abbattuto in nessun modo, allo stato attuale delle cose, perchè manca una coscienza sociale in grado di abbatterlo. Quanto accaduto non è un gesto sintomo o conseguenza di qualcosa, o di un particolare clima. Molti si chiedono dove andremo a finire, con quest'aria che si respira. Io credo che ci siamo già arrivati da un pezzo.
Supponiamo che domani venti milioni di iraniani diano il via ad una rivoluzione armata contro la dittatura islamica, sanguinaria come non potrebbe essere altrimenti. Non mi sentirei di condannarne la violenza, gioirei se coloro che governano laggiù finissero lapidati a testa in giù nella pubblica piazza. Ma come si fa a stabilire un limite oltre il quale la violenza può essere tollerata o magari persino invocata? Con le dovute proporzioni, anche nel nostro paese siamo vittime di soprusi, di furti, di violenza verbale su milioni di persone, di ottundimento statalizzato, di instabilità sociale e persino di violenza fisica. La quasi totalità del paese, a prescindere dalle proprie preferenze politiche e dalla cultura o capacità espressiva, vive nel profondo convincimento che nessuno dei nostri politici agisca nel comune interesse. Una nazione che è disposta a dare per scontato che la classe politica agisca esclusivamente come una casta ha già perso in partenza. Qualcuno disse che la democrazia bisogna guadagnarsela, mentre la dittatura la si merita. Ma quanta violenza ha dovuto subire e continua a subire il mio popolo per adagiarsi, come un cane addestrato a bastonate, in un clima di totale sordità?
Ho perso la speranza di un mutamento politico e sociale in Italia, ma non posso che gioire quando l'emblema delle cause e delle conseguenze del più becero italiotismo viene colpito, seppur simbolicamente. Mi sembra che un pò della rabbia per l'uomo che sta distruggendo la mia patria si sfoghi con un gesto istintivo, mi compiaccio del male fisico che l'uomo ha provato, l'unico che possa affliggerlo nella sua torre d'avorio. Ma non provo nessuna pena guardando il suo sangue ed i suoi denti rotti:

"Sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime"


PS. ecco il mio personale suovenir pisano per il nostro amato premier.

22 ottobre 2009

Pensiero politicamente scorretto - 4

Ma come mai la gente di sinistra in Italia ha difficoltà ad andare a votare mentre quella di destra riesce così facilmente ad identificarsi in Berlusconi, oppure in qualche fascista della Lega o delLa Destra?
E' un problema di mediocrità di pensiero politico, nel senso che essere di destra prevede d'ufficio che tu sia uno sporco criminale, oppure un liberale che sia anche una persona per bene, come Montanelli o Travaglio, vota un partito di centrodestra che non sia emblema della devastazione della democrazia, ad esempio PD o IdV? E come si sente, in tutto questo?

19 ottobre 2009

Pensiero politicamente scorretto - 3

Non credo che i nostri governi siano mai scesi a patti con la mafia. Nessun governo ha mai cercato di ostacolare la mafia. Penso che l'unico modo per sconfiggere la mafia in Italia sia il genocidio.

(striscione esposto a Palermo, 2002)

8 ottobre 2009

Pensiero politicamente scorretto - 2

Berlusconi ed i suoi galoppini sono soliti sostenere che le donne più belle si collocano a destra e che in particolare si avvicinano spontaneamente al Pdl. Non essendo questa una distinzione fondata sull'opinione, ma semplicemente su fattori estetici, svincolati pertanto da faccende di bassa lega come quoziente intellettivo, formazione culturale ed, appunto, opinione politica, mi chiedo se questo profondo convincimento del popolo azzurro sia una semplice ammissione di ignoranza verso le più basilari leggi di statistica o se indirettamente invece voglia essere un pungolo a favore della tanto agognata meritocrazia, concetto evidentemente caro alle più belle e spigliate donne della nostra destra.

5 ottobre 2009

Pensiero politicamente scorretto - 1

Si, credo davvero che per votare Berlusconi ed i suoi compari si debba essere necessariamente dotati di abissale ignoranza o di sfrontata malafede. Di due, almeno una: incompetente o criminale. Un buon riassunto potrebbe essere "testa di minchia".