7 luglio 2010

Campagna di sostegno delle Saghe di Onan a favore di Don Aniello Manganiello

Hugo non ha tutti i torti, continuare a parlare dei vizi privati dei politici non ha molto senso, soprattutto se non vi è la possibilità di cambiare le cose. Una volta, un magistrato dell’anti-mafia, Raffaele Cantone, mi disse che per uscire dallo stato d’indecenza in cui versa il paese fosse necessario partire dalle piccole cose, dal proprio centro sociale, perché ogni fenomeno nasce dalla società e va’ dunque estirpato prima che si integri in essa. Stare qui su internet a scrivere e lamentarsi, fidatevi, non serve a un cazzo.

Non ho alcuna intenzione di discutere su cosa sia giusto o sbagliato, su quale sia l’ideale da perseguire. Ho visto nazioni come la Gran Bretagna, fondate sull’incularsi, prosperare, e tizi che gridavano “libertà” in Francia uccidere i propri oppositori.

Non mi interessa minimamente l’ideale socialista di una società equa, la mano invisibile portatrice di progresso predicata dai liberali, né m’importa delle politiche medievali della chiesa o dell’imperialismo statunitense. Tutto ciò che mi interessa è ciò che faccio io per il mondo, e dovrebbe interessare anche voi, visto che amate così tanto leggere lo schifo altrui e sentirvi migliori. In realtà, l’unico modo per essere giusti è avere se stessi come metro di paragone, e migliorarsi.

Di solito, se partecipo a discussioni politiche, amo demolire le convinzioni degli altri partecipanti, sia che siano elettori di sinistra, sia che siano di destra, solo per diletto personale. Ma posso dirvi comunque, che, per la maggior parte, le vere chiaviche siano gli elettori di destra. A sinistra son quasi tutti sognatori, troppo inclini a riporre fiducia in esseri inesistenti.

Non domandate quale sia il mio ideale politico, in realtà non ammiro neanche la democrazia, se mi viene da pensare a chi è concesso il diritto di voto. Io sono per un tipo di società meritocratica, e non citatemi quella cazzata di Young, che vuole prendere per il culo Platone, io parlo di una meritocrazia fondata sui risultati, non sul potenziale intrinseco negli uomini.

Insomma, se volete leggere qualcosa che stimoli le vostre menti a seguire il bene, e a rifuggire il male, non credo sussistano problemi, ma sappiate che io non ho alcuna intenzione di commentare le nuove peripezie dei vostri nemici carissimi, preferisco esporvi idee nuove, cose concrete da poter fare, e storie da imitare o sostenere col denaro, altrimenti col sudore, che un commento o un mi piace su Facebook, il semplice dissociarsi da un comportamento immorale, non servono.

Tutto questo preambolo serviva a introdurvi la storia che sto per raccontare. Dovete sapere che io vivo a Napoli, in periferia, nel quartiere di Miano. E’ un quartiere povero, e il fatto che confini con Secondigliano e Scampia di certo non aiuta. Nel mio quartiere, che è dilaniato da tutti i problemi sociali esistenti da quando ho memoria, e che non ha mai vissuto un periodo florido, per cui si può dire che non abbia conosciuto neanche la crisi (in quanto stato perenne del luogo), anni fa giunse un giovane prete, guardato da molti con sospetto, visto che l’attività preferita del suo predecessore era mangiare prosciutti, e la madre chiesa non è mai piaciuta alle menti dei luminari. Ma della condotta e degli atti compiuti da Don Aniello non si può che parlar bene. Non frequento né l’oratorio né la chiesa, in quanto ateo, ma posso dire di conoscerlo davvero, visto che le 4 mura della cappella non costituiscono affatto un limite per lui, e di poterne tessere soltanto lodi, sotto un profilo squisitamente laico.

E’ un oratore eccelso, una mente lungimirante, un metodico utopista, ma soprattutto ha il coraggio di trasformare in fatti le idee. Molti preti reputano sufficiente, per guadagnarsi il paradiso, predicare il vangelo e dare ossequio ai sacramenti. Aniello ha sempre messo in secondo piano le litanie e le formalità, e si è dedicato, in tutti questi anni, anima e corpo, a cercare riscatto per una terra malata e inguaribile.

Nonostante la sua sia una lotta contro i mulini a vento, nel corso degli anni ha ottenuto risultati concreti, e seppure questo posto non cambierà mai, perché non cambierà, molte persone, molti giovani, saranno in grado di costruirsi un futuro diverso, lontano da logiche irresponsabili e dalla morsa della criminalità, che qui stringe in molti, e non li lascia più.

Raccontarvi di come abbia sputtanato usurai, spacciatori e di tutte le volte che l’hanno massacrato di botte, credo sia inutile. Raccontarvi del concreto aiuto fornito a famiglie dilaniate dalla povertà, del sostegno ai senzatetto, pure. Mi sento invece in dovere di riportare quanto ha fatto per i giovani. Quando ero un ragazzino, i miei, per farmi stare lontano da certe verità, il pomeriggio mi mandavano a fare sport o altre cose in posti lontani. Oggi credo d'essere una brava persona, ma i miei avevano possibilità economiche sconosciute a tanti. Molti miei amici dell'epoca, che al tempo giocavano a calcio tra i vicoli, attualmente spacciano, uno s'è fatto qualche mese per aggressione a pubblico ufficiale. Oggi i ragazzini hanno un campo sportivo vero, un servizio di studio assistito post-scolastico serio, e possono accedere a tutte queste opportunità gratuitamente, sognare un destino diverso e imparare davvero cosa sia giusto, e cosa sia sbagliato, tenendosi lontani da una strada fatta di ignoranza e illegalità, dove v’assicuro non si cresce bene, in nessuna circostanza. Immaginate una pubblicità dell’8‰, ecco, Aniello è tipo quello, anzi, meglio.

Ora, gli alti ranghi ecclesiastici intendono trasferirlo. E’ un personaggio scomodo, che non ha mai avuto peli sulla lingua, in barba alla politica, alla camorra e al Vaticano stesso, per cui conta più il potere che la carità. I camorristi devono tornare a prendere la comunione, in fondo, sono o no molto credenti, e ricchi?

Dunque, se volete davvero sentirvi migliori, sostenete anche voi questo prete, che fare del bene è più nobile che deprecare il male. Non è tollerabile che gli indagati facciano i vescovi e i santi vengano trasferiti.

Se volete sostenere la battaglia di quest’uomo, firmate la petizione:


Se avete intenzione di sostenere attivamente con noi di Onan questa petizione parlatene nei vostri blog, diffondete questa vergogna:

Il link al gruppo di facebook


Il bannerone da mostrare nel proprio sito, blog, firma sui forum.




Aiutatelo, e aiutate gli abitanti di Miano!

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Per fortuna che esistono persone come lui, come don Gallo. Non se ne parla perchè sono scomodi. Fanno cose normali che in un paese come il nostro diventano anormali.

PS ti ho risposto nel mio blog

Hugo88 ha detto...

il mio commento precedente è evaporato.

oppure è stato tolto perchè avevo detto qualcosa di positivo su parte del clero.

beh, ormai..

Gen ha detto...

@inneres auge. Sei una persona o una canzone :)? Detto questo, siamo in una situazione anomala, ma il problema non sono tanto i politici, quanto il popolo. Questi mica si eleggono da soli? Dunque, l'unica soluzione, è lo sterminio. Magari il nostro, che uccidere gli altri non è un diritto. Poi, sulla risposta scritta sul tuo blog, se si tratta del post qualunquista, allora, non credo sia valida, almeno nei miei confronti. Non giudico stupide le persone che credono nell'ideologia comunista, semplicemente non la condivido. Sono vicino alle idee socialiste, a dire il vero, ma non riesco a comprendere la fiducia che molti ripongono nella sinistra italiana. Dopo lo sputtanamento Di Pietrista, ora va di moda Vendola, ma spiegami come si fa a riporre fiducia in uno che è alla guida di una regione "buia" come la puglia, lo scandalo sanità era davvero così imprevedibile? Se vogliamo prenderla così, allora bisogna credere anche nelle parole di Scajola, che non sapeva chi gli comprava la casa. In fondo, è lo stesso.
Ordunque, il mio non è qualunquismo, solo cinismo ragionato.

@Hugo. Ma tanto, l'importante è che ci siano le birre.

Hugo88 ha detto...

cmq aveva risposto a me sul suo blog :)

quanto mi piace questa confusione da duplicazione di account! :D

Gen ha detto...

Oh, che roba.