Qualcuno ha detto che il cinema imita la vita reale. Eppure i film, anche quelli più riusciti e geniali e con i risvolti e le battute più imprevedibili hanno una caratteristica che, per fortuna, li colloca in un contesto ben diverso da quello delle esistenze di noi mortali.
I film hanno, sempre ed invariabilmente, una trama. Magari sciatta e prevedibile, ma c'è. In un paio d'ore si condensano ragioni sociali, lezioni di vita, espedienti d'amore, esaltazione del coraggio o quant'altro il regista voglia, ma non esiste un film che non abbia niente da dire. Forse la società moderna non è pronta a pagare svariati euro per entrare al cinema e guardare le riprese di una telecamera da città, che osserva il passeggio delle formiche ed il traffico delle auto e immortala incessantemente il nulla, a meno di improbabili eccezioni.
Nei film romantici c'è sempre qualche grande storia, un insieme di battute indimenticabili, emozioni trasmesse, coincidenze svelate e l'esaltazione dell'amore. Sembra che i personaggi abbiano in mano il loro destino e lo stiano tracciando, accelerato, sotto gli occhi di noi spettatori, che ridiamo o sogniamo alle loro spalle.
Il problema è che nella realtà non capita mai nulla del genere. Dunque accade che la vita vera crede davvero che il cinema, popolato da attori fantastici che recitano storie perfette, sia una proiezione in qualche modo veritiera. E così il cinema imita la vita reale che imita il cinema. O, possibilmente, imita la tv che a sua volta imita il cinema che imita la vita reale. In sostanza, la vita reale si imita, passando per vari livelli di squallore.
Ho visto tanti film con partite di poker, ad esempio. Ineluttabilmente, il nostro (perchè in ogni film c'è un nostro) ha in tutte le mani decisive di tutti i film con una partita a poker delle carte che io, in una vita spesa dietro i vecchi dei circoli di mezza Italia, non mi sono mai neppure vagamente sognato.
Scale reali servite, poker che entrano con facilità inverosimile, full, assi e cuori ovunque.
Nella mia vita, ma mi azzarderei a supporre anche in quella di troppi altri, non ci sono scale reali servite. Ci sono due carte in mano, magari un bellissimo A di cuori, che spunta come prima carta, per invogliarti a metterti in gioco, e poi un lurido 2 di fiori che ti guarda con sdegno. Quel due di fiori è la vita vera, e nella vita vera ci sono solo 4 assi in un mazzo di 52 carte. E si gioca in 5, magari, e devi avere la meglio sugli altri, su tutti loro.
Poi per terra ci sono altre 5 carte coperte, che si scoprono lentamente e che hanno già scritto il tuo destino. Magari ci sono gli altri 3 assi, ma non funziona mai così. Bisogna lottare, intuire, capire quando ritirarsi e quando invece affondare il colpo. Bisogna forzare il destino altrui per rendere migliore il proprio. E per vincere bisogna giocare, anche se sono notoriamente un pokerista prudente.
Adesso in mano ho una insolita coppia. Questo fantastico asso di cuori che mi spinge a continuare a vedere, scoprire una, poi due carte. Poi tre, quattro. Andare sino alla fine e puntare un sacco di soldi per cercare qualche altro asso, una corrispondenza meravigliosa ed invincibile.
E quell'insignificante due di fiori che mi farà compagnia sino alla fine, inutile. Anche se uscisse un altro 2, non sarebbe una coppia buona nemmeno con la polenta. E sono sicuro che vedremo qualche bel 2, magari di picche, come sommo sfregio.
Oppure potrei ritirarmi, invece di continuare a spendere tutte le mie fishes in questo gioco al massacro, nella speranza di trovare degli assi che non escono e di vincere una mano impossibile. Una mano talmente impossibile che mi sistemerebbe per tutta la vita. Una mano, purtroppo, solo da film.
Discografia essenziale:
Rimmel - Francesco De Gregori
Hey, that's no way to say goodbye - Leonard Cohen
You can't always get what you want - The Rolling Stones
Get Lucky - Mark Knopfler
I film hanno, sempre ed invariabilmente, una trama. Magari sciatta e prevedibile, ma c'è. In un paio d'ore si condensano ragioni sociali, lezioni di vita, espedienti d'amore, esaltazione del coraggio o quant'altro il regista voglia, ma non esiste un film che non abbia niente da dire. Forse la società moderna non è pronta a pagare svariati euro per entrare al cinema e guardare le riprese di una telecamera da città, che osserva il passeggio delle formiche ed il traffico delle auto e immortala incessantemente il nulla, a meno di improbabili eccezioni.
Nei film romantici c'è sempre qualche grande storia, un insieme di battute indimenticabili, emozioni trasmesse, coincidenze svelate e l'esaltazione dell'amore. Sembra che i personaggi abbiano in mano il loro destino e lo stiano tracciando, accelerato, sotto gli occhi di noi spettatori, che ridiamo o sogniamo alle loro spalle.
Il problema è che nella realtà non capita mai nulla del genere. Dunque accade che la vita vera crede davvero che il cinema, popolato da attori fantastici che recitano storie perfette, sia una proiezione in qualche modo veritiera. E così il cinema imita la vita reale che imita il cinema. O, possibilmente, imita la tv che a sua volta imita il cinema che imita la vita reale. In sostanza, la vita reale si imita, passando per vari livelli di squallore.
Ho visto tanti film con partite di poker, ad esempio. Ineluttabilmente, il nostro (perchè in ogni film c'è un nostro) ha in tutte le mani decisive di tutti i film con una partita a poker delle carte che io, in una vita spesa dietro i vecchi dei circoli di mezza Italia, non mi sono mai neppure vagamente sognato.
Scale reali servite, poker che entrano con facilità inverosimile, full, assi e cuori ovunque.
Nella mia vita, ma mi azzarderei a supporre anche in quella di troppi altri, non ci sono scale reali servite. Ci sono due carte in mano, magari un bellissimo A di cuori, che spunta come prima carta, per invogliarti a metterti in gioco, e poi un lurido 2 di fiori che ti guarda con sdegno. Quel due di fiori è la vita vera, e nella vita vera ci sono solo 4 assi in un mazzo di 52 carte. E si gioca in 5, magari, e devi avere la meglio sugli altri, su tutti loro.
Poi per terra ci sono altre 5 carte coperte, che si scoprono lentamente e che hanno già scritto il tuo destino. Magari ci sono gli altri 3 assi, ma non funziona mai così. Bisogna lottare, intuire, capire quando ritirarsi e quando invece affondare il colpo. Bisogna forzare il destino altrui per rendere migliore il proprio. E per vincere bisogna giocare, anche se sono notoriamente un pokerista prudente.
Adesso in mano ho una insolita coppia. Questo fantastico asso di cuori che mi spinge a continuare a vedere, scoprire una, poi due carte. Poi tre, quattro. Andare sino alla fine e puntare un sacco di soldi per cercare qualche altro asso, una corrispondenza meravigliosa ed invincibile.
E quell'insignificante due di fiori che mi farà compagnia sino alla fine, inutile. Anche se uscisse un altro 2, non sarebbe una coppia buona nemmeno con la polenta. E sono sicuro che vedremo qualche bel 2, magari di picche, come sommo sfregio.
Oppure potrei ritirarmi, invece di continuare a spendere tutte le mie fishes in questo gioco al massacro, nella speranza di trovare degli assi che non escono e di vincere una mano impossibile. Una mano talmente impossibile che mi sistemerebbe per tutta la vita. Una mano, purtroppo, solo da film.
Discografia essenziale:
Rimmel - Francesco De Gregori
Hey, that's no way to say goodbye - Leonard Cohen
You can't always get what you want - The Rolling Stones
Get Lucky - Mark Knopfler
9 commenti:
Sai, a Las Vegas ho puntato un sacco di soldi su un numero. Non è uscito.
Comunque, dai, che schifo il Texas Hold'Em.
Bellissimo questo post-metafora! Bellobellobello!
E tra parentesi, io spero nel due di fiori piuttosto che in quello di picche...
@sciuscia: è vero, anche a me non piace. preferisco all'italiana, almeno sai che carte hai in mano.
@doc gero: due cuori e una capanna, due fiori ed una canna. come darti torto?
Bravo.
Ma in realtà la vita è come un film.
Solo che tu,della trama,non sai un cazzo.
E quelli che si sentono fighi giocando online? Vogliamo parlarne?
@kurdt: basta che non sia dei vanzina
@GennaroBat: siamo appena un gradino sopra il solitario. O il solitario online.
Si scrive Fiches, è francese, non inglese. Anche se sappiamo tutti che a te il pesce piace, tanto più quando puzza.
Fiche è italiano invece, e son quelle che tu non vedrai mai, losco brighella..
Forse è vero che la vita non è un film. Ma chi la vorrebbe una vita-film?
Ho visto molti film al cinema, ci sono andata un'infinità di volte, un numero che quasi impressiona.
Solo che quando penso a un film, mi viene sempre in mente qualcos’altro. Dov’ero con la testa mentre sullo schermo ne succedevano di tutti i colori? Ricordo per esempio che piangevo per esempio che gridavo davanti a film horror, che ho flirtato davanti al grande schermo, che ho pianto, che ho riso, che ho anche litigato con quelli dietro di me perchè parlavotroppoenonsisentenientedelfilmecheseivenutaafarequialcinemasechiacchierisempre.
Mi ricordo i popcorn lanciati alle file davanti, giusto per infastidire la gente. Mi ricordo la mia mano stretta in quella del mio ex.
Insomma, uno i film può amarli quanto vuole, ma quel che rimane sono le storie fuori dallo schermo.
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