Qualche tempo fa avevo un pesce rosso. Era rosso, ma così rosso, che al confronto Berlinguer sembrava bianco. Così, lo chiamammo Mayakovsky, tanto un pesce non lo chiama mai nessuno, però almeno aveva un nome figo.
Questo pesce rosso conduceva una normale esistenza da pesce rosso. Dove la conducesse mi è ignoto, dato che ha passato la sua esistenza in una boccia di vetro tonda e senza spigoli. Penso che dopo un po' ti annoi anche di migliorare l'intertempo, se non altro per il mal di testa.
L'unica attività concessa a Mayakovsky era di guardare da un angolo assai defilato la piccola televisione della cucina. Non sopportava però le scene di sangue, probabilmente perchè riteneva che quel liquido fosse spremuta di pesci rossi. Non so dargli torto. Così, per evitargli quelle immagini cruente, ruotavamo la boccia di 180° in modo che vedesse solo la parete.
Sì, lo so, non era sveglissimo, Mayakosvky.
Non è fantastica l'esistenza del pesce rosso. In parte per la noia, ma suppongo che rispetto alla padella questo diventi un problema superabile. Il vero fastidio è l'igiene: non credo sia invidiabile quando per tutta la vita la tua casa coincide con la tua lettiera.
E poi, pensateci: voi di notte da soli, vi rigirate, mollate un peto in dormiveglia, che sono i migliori, e continuate a dormire beatamente alleggeriti. Un pesce rosso si ritrova brutalmente spiaccicato contro la parete. Per non parlare di quando prese il raffreddore. Anche questi son problemi.
Col tempo Mayakosvky è invecchiato e ha perso gran parte del suo caratteristico colorito, diventando praticamente trasparente. Così lo abbiamo ribattezzato Walter e gli abbiamo regalato una cravatta rossa, l'unica traccia dell'antico splendore.
Alla fin fine è morto. Ce ne siamo accorti dopo una settimana perchè la cucina puzzava di pesce indipendentemente dal menù di mia madre. L'abbiamo trovato strangolato con la sua cravatta, ma l'autopsia successiva rivelò che era morto annegato.
Per Walter è stata predisposta la cerimonia funebre ufficiale riservata ai pesci rossi: è stato scaraventato nel cesso ed ha aspettato il primo sciacquone, che riservargliene uno solo per lui a quei tempi era un lusso che non ci si poteva concedere.
Se n'è dunque andato così come ha vissuto, fedele alla sua anima.
Questo pesce rosso conduceva una normale esistenza da pesce rosso. Dove la conducesse mi è ignoto, dato che ha passato la sua esistenza in una boccia di vetro tonda e senza spigoli. Penso che dopo un po' ti annoi anche di migliorare l'intertempo, se non altro per il mal di testa.
L'unica attività concessa a Mayakovsky era di guardare da un angolo assai defilato la piccola televisione della cucina. Non sopportava però le scene di sangue, probabilmente perchè riteneva che quel liquido fosse spremuta di pesci rossi. Non so dargli torto. Così, per evitargli quelle immagini cruente, ruotavamo la boccia di 180° in modo che vedesse solo la parete.
Sì, lo so, non era sveglissimo, Mayakosvky.
Non è fantastica l'esistenza del pesce rosso. In parte per la noia, ma suppongo che rispetto alla padella questo diventi un problema superabile. Il vero fastidio è l'igiene: non credo sia invidiabile quando per tutta la vita la tua casa coincide con la tua lettiera.
E poi, pensateci: voi di notte da soli, vi rigirate, mollate un peto in dormiveglia, che sono i migliori, e continuate a dormire beatamente alleggeriti. Un pesce rosso si ritrova brutalmente spiaccicato contro la parete. Per non parlare di quando prese il raffreddore. Anche questi son problemi.
Col tempo Mayakosvky è invecchiato e ha perso gran parte del suo caratteristico colorito, diventando praticamente trasparente. Così lo abbiamo ribattezzato Walter e gli abbiamo regalato una cravatta rossa, l'unica traccia dell'antico splendore.
Alla fin fine è morto. Ce ne siamo accorti dopo una settimana perchè la cucina puzzava di pesce indipendentemente dal menù di mia madre. L'abbiamo trovato strangolato con la sua cravatta, ma l'autopsia successiva rivelò che era morto annegato.
Per Walter è stata predisposta la cerimonia funebre ufficiale riservata ai pesci rossi: è stato scaraventato nel cesso ed ha aspettato il primo sciacquone, che riservargliene uno solo per lui a quei tempi era un lusso che non ci si poteva concedere.
Se n'è dunque andato così come ha vissuto, fedele alla sua anima.
4 commenti:
Rinominarlo Walter deve averlo alquanto depresso, comunque.
Le lacrime mi scendono sul viso...
@patèd'animo: era già in fin di vita.
@inneres auge: un'altra cosa di cui un pesce rosso è privato.
M'è di molto piasciuta.
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