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21 marzo 2011

Sull'introduzione del Burqa

Quando si vive nella più nordica delle città africane si apprendono cose che un comune europeo non potrebbe mai capire, anche perché non potrebbe mai vederle. In realtà non c'è niente da capire, le cose avvengono e non è detto che abbiano sempre un senso.

Nella mia città, e a Sud di essa, l'uomo si è abbandonato ai suoi istinti più reconditi, vivendo un'esistenza fatta di voluttà e sopraffazione. Nella mia città c'è un graffito che cita Kant, per l'esattezza sta a Scampia, il problema è che nessuno sa leggere. Sempre a Scampia ci sono dei cartelloni che incitano alla speranza, attaccati da un'associazione culturale locale, solo che non sanno nemmeno scrivere, infatti presentano evidenti errori di sintassi. Il graffito di Kant invece è perfetto, perché l'ho fatto io. L'unico problema è che io non esisto. Rifletteteci, so leggere e scrivere, eppure nella mia città nessuno sa farlo. Dunque neanche il graffito di Kant esiste, non fosse che c'è, se uno cerca lo trova.

Non ponetevi troppe domande, ho un cugino che si chiama Gesù, e ciò per molti vale già una risposta, tuttavia questa sera non sto scrivendo cazzate per celare l'evidente mancanza d'ispirazione, per coprire un abisso di silenzio lungo due mesi, no, affatto. Sto scrivendo per esporvi, con la dovuta perizia, un problema che attanaglia il Sud Italia, o Nord Tunisia, e che necessita di una soluzione immediata, perché solo chi non ha a cuore la vita umana può lasciar scorrere ancora tutto questo sangue!

Esatto gente, sto parlando dei duelli coi coltelli, una delle attività preferite dai giovani membri delle tribù locali. Questa malsana tradizione è ben nota ma,  per amore della verità, mi permetterò di sintetizzare in poche righe la storia di questa pratica: il sabato, giovani rampolli delle famiglie locali si incontrano in luoghi dove si ballano ripetitivi ritmi ossessivi che, come ci insegna Franco Battiato, son la chiave dei riti tribali.

I giovani galli portano con sé le loro promesse spose, ragazze all'alba dell'adolescenza vestite di poche e sottili stoffe, quasi nude, al fine di mostrare la propria virilità e il proprio successo con l'altro sesso.

Potrà sembrare strano, ma è così, il gallo deve mostrare di avere una ragazza bella, e il miglior modo per farlo è mostrarla nuda. Non ho intenzione di star qui a discutere di mercificazione della donna o della parità dei sessi, ricordate che sto descrivendo una società rozza, arcaica, in cui non esiste altro che la legge del patriarcato, dunque lasciatemi continuare a discorrere. Dicevo, potrà sembrare strano che il gallo mostri la sua donna nuda, quando questa è vista come un oggetto d'uso e possesso esclusivo. Ed infatti tale pratica viene psicologicamente celata dal gallo, che anzi immagina la sua lolita cinta da un manto di castità, richiamando a sé l'idea della madonna, entità mistica che sicuramente conoscerete (se ve lo siete scordati, è la madre di mio cugino). Tuttavia tale velo è solo mentale, infatti il corpo scoperto della ragazza richiama puntualmente l'attenzione di altri galli, che così cercano di insidiarla, di sottrarre al giovane il suo trofeo. Ne segue il duello, scontro con armi bianche che si conclude puntualmente con il ferimento del tentatore, in alcuni casi con la sua morte.

Io trovo che qualsiasi civiltà debba mettere dinanzi a tutto il diritto alla vita tranquilla, lontana dai pericoli. E' per questo che nei secoli sono stati creati gli eserciti, le polizie, le ronde: per la sicurezza di voi cittadini (vi ricordo che io non esisto).

Ma cosa possono le forze dell'ordine di fronte a eventi così fortuiti, inaspettati e casuali, seppur così diffusi? La risposta è più facile e spiacevole di quanto vorremmo credere: nulla.

E' per questo che propongo di introdurre, per tutte le donne di età compresa tra i 14 e i 38 anni impegnate in relazioni sentimentali l'obbligo di indossare il burqa, indumento che copre le loro fattezze, le loro forme sinuose, in modo che la loro esposizione non causi più tutto il turbamento di cui sono fonte. Signore, non scambiate tale proposta per una norma illiberale, che cancella i vostri diritti e la vostra libertà d'espressione, valutate che parliamo pur sempre di una civiltà diversa, tale norma infatti dovrebbe venir prima sperimentata nel Meridione.

E successivamente estesa a tutta l'Italia.

Si, avete ben compreso. Non guardate forse la tv? Decine di stupri, di vite spezzate e traumatizzate. Esiste forse un modo per risolvere il problema? No, mi dispiace, eliminare la rigida educazione cattolica che reprime gli uomini e le loro passioni non è una giusta soluzione, sarebbe contraria ai valori e alle tradizioni che hanno ispirato la nostra storia. Uno stato non può andare contro il proprio passato. Tutte le donne italiane dovrebbero in verità indossare il burqa, per salvaguardare sé stesse, per salvaguardare la dignità dei propri uomini e l'onorabilità degli stupratori, solo bistrattate vittime dei facili costumi.

E, sempre per non perdere i bellissimi valori e la bellissima cultura che ci unisce sotto il tricolore, introdurrei anche la poligamia. I giovani galli devono in qualche modo continuare a farsi vanto della propria virilità, e come farebbero senza poter mostrare le qualità della propria donna? Ma è ovvio, mostrandone la quantità.

Con la speranza d'esser compreso, il vostro, amabile, opinionista.

11 maggio 2010

Requisiti minimi

Ho un concetto di educazione immenso, sono in grado di dedurre ogni singola regola del vivere civile; avessi tanti soldi e una mentalità reazionaria sarei già diventato un maiale col cilindro, ma io son rispettoso anche di chi sta sotto.
Stamattina m'è successo di sedere di fianco a una persona con l'alito pesante, davvero cattivo. Puzzava così tanto che il tanfo si avvertiva dalla distanza, non ho neanche avuto il coraggio di rivolgergli la parola. Mi sono messo in disparte, ho perso una spiegazione intera (i libri bisogna SEMPRE metterli in cartella, mai risparmiare sul peso, la schiena diventa più forte), ma non riuscivo a resistere. Sarei dovuto uscire a comprare delle Vigorsol per ficcargli tutto il pacchetto in bocca, oppure avrei dovuto indossare una maschera anti-gas e fargli un discorso privato sull'importanza dell'igiene orale. Ma le persone stupide si offendono, non sono in grado di maturare sulle critiche, sbottano e rispondono male, dunque ho lasciato perdere e sono andato lontano, dove l'aria era fresca.
Ora, di discorsi sull'igiene orale credo se ne possan fare tanti: potremmo dire che strofinare i denti con uno spazzolino non è un processo funzionale se la sua durata è direttamente proporzionale al record mondiale di corsa sui 100 metri, categoria uomo; potremmo dire che dopo le 8 ore notturne di sonno, in cui i batteri sono aumentati almeno del 33%, sarebbe utile utilizzare il colluttorio, per ricondurre la fauna orale a livelli tollerabili.
Potremmo dire tante altre cose, ma alla fine, nessuna convince davvero quanto ciò che disse mio padre, quand'ero ancora fanciullo.
Non so dirvi che età avessi, però è una cosa che mi è rimasta nella mente, dell'infanzia ho pochi ricordi, questo è tra i più nitidi.
Eravamo io e papà, e ci stavamo lavando i denti. Io utilizzavo un dentifricio diverso da quello del babbo, era un mentadent con i personaggi disney disegnati sul tubetto, gusto menta delicata. Facevo storie perché la menta non mi piaceva, il dentifricio bruciava, era comunque troppo forte. E papà, che all'epoca era un tipo davvero figo, giovane e con la barba, mi disse che dovevo resistere, che era una fatica da fare, perché avere un alito che profumasse di menta era l'unico requisito, ossia l'unica condizione, per avere una vita sociale soddisfacente, ossia garantirmi tanti amici, amiche e fidanzatine. Mio padre diceva spesso ossia, chiariva ogni concetto e ogni parola difficile subito, cosi che durante tutto il mio iter scolastico passato, e forse dovrei aggiungere anche quello odierno, campai di rendita durante la maggior parte delle interrogazioni per l'utilizzo di un lessico colto e raffinato. Papà mi spiegò che non contava nulla quanto fossi bello, intelligente, o simpatico, bisognava solo avere un buon alito per essere parte del mondo.
Io i denti li lavo sempre.
Perché tu no?

2 gennaio 2010

Una conversazione tripla con perno centrale

Le sinergie tra i laboratori di Che c'azzecca il mitocondrio e Le saghe di Onan hanno permesso di sviluppare questo esperimento: ecco cosa accade se due blogger comunicano via chat mentre uno è al cellulare.

Premesse sperimentali:
-Nomi, cognomi, sono stati sostituiti da pratici nickname di facile identificazione
-Non è stato possibile ricavare l'orario esatto delle comunicazioni telefoniche, a causa della mancanza di un apparecchio di registrazione Audio/Video.
-Le conversazioni telefoniche sono state ricostruite basandosi sulla memoria delle cavie. Non si tutela la totale corrispondenza ai discorsi originali. I concetti riportati sono tutti originali.

Legenda:
-Le conversazioni via Facebook sono colorate in nero.
-Le conversazioni via telefono sono colorate in violetto.
-Commenti, pensieri, azioni sono annotati in corsivo.

Si ringraziano le cavie, Facebook, Telecom Italia, Tim tribù per il sostegno.

23:12 Hugo88
che dice la fanciulla?
23:13 Gennarobat
ancora devo telefonarla
io son molto lento a fare le cose
vabbè in realtà m'ero scordato, ecco
23:13 Hugo88
non avevo dubbi
Fanciulla
Pronto Gennarobat, m'hai chiamato per una volta!
23:15 Gennarobat
uuh mi ha risposto subito
Gennarobat
Guarda, io ti chiamo e tu subito inizi a fare allusioni, avrei dovuto lasciarti soffrire, così mi chiamavi tu, e non c'era tutto 'sto casino.
Fanciulla
Sisi, ma tu di dire qualcosa in modo normale no, eh?
23:16Hugo88
se provo a farti ridere mentre parli con lei?
così le ridi in faccia al telefono?
non è cosa buona e giusta?
GennaroBat
Adesso m'offendi pure. Si vede che non mi vuoi proprio bene. Mi sento offeso.

Gennarobat si sente offeso, accetta inconsciamente la proposta di Hugo88

23:16 Gennarobat
cazzo! non dire 'ste cose
.. ok fallo!

Inaspettatamente la situazione viene capovolta.

Fanciulla
Tu subito te la prendi, sei proprio un bimbo
Gennarobat
però il tuo bimbo soltanto
Fanciulla
(Sorride) ti voglio bene
Gennarobat
Anch'io, lo sai che non riesco ad arrabbiarmi con te
23:17 Hugo88
fallo!
qual parola migliore di questa per iniziare una conversazione con la ridarella?
"perchè ridi?"
"sto parlando di falli con un siciliano, sta tranquilla"
mi vien sempre da ridere alle partite di calcio, ogni tanto c'è qualcuno che urla "era fallo da dietro, espulsione"
di solito è la cosa più bella che accade al bar mentre vedo le partite
anche perchè sono juventino (con amarezza)
Fanciulla
Ma se è la prima cosa che hai fatto quando hai telefonato?
Gennarobat
Nono, aspetta. Sei stata tu a iniziare, che non capisco da dove t'esca tutto 'sto sarcasmo. E' difficile lo sai.
Fanciulla
Cos'è che è difficile?
Gennarobat
E' difficile capire cosa stiano pensando gli altri, se quello che facciamo sia la cosa esatta o meno. Io... Io non so come comportarmi, cosa fare.
Fanciulla
Ma nessuno lo sa, che ti credi. Però con me dovresti sapere che fare, ecco.
Gennarobat
Nessuno è troppo grande come concetto, capiscimi. Si tratta di dire "tutti". E non è vero. E poi ci sta un motivo, se non ci riesco. E che sei troppo, troppo bella, quando penso a te, mi perdo.

(GennaroBat legge i messaggi di Hugo88, proprio mentre stava sviscerando tutta la sua vena romantica. Nasce una spontanea risata)

Fanciulla

Ma stai bene? Tu mi dici delle cose e poi ti metti a ridere. Io veramente non lo so cosa hai questa sera. Ma hai bevuto?
23:19 Gennarobat
cazzo non vale, mi ha preso x 'mbriaco
il fallo da dietro non dovevi!
ecco, ora dice che la sto sfottendo
aspe che mi apparo (N.d.T. aggiusto la situazione) e continuo
23:19 Hugo88
adesso potrei parlarti della nobile arte dell'ingoio
che come avrai sospettato non si riferisce all'abilità nel degludire andando a mensa con il Bronx, lì servono i muscoli nell'esofago
ma si tratta invece di una pratica vecchia come il mondo atta ad assurgere nutrimento proteico
Gennarobat
No, quando mai, credimi. E che sono con uno che fa il comico, e fa battute troppo potenti. Davvero, credimi!
Fanciulla
Ma se io non sento niente? A quest'ora poi?
Gennarobat
(mentendo spudoratamente) Si, è un club nuovo, poi ti ci porto, ieri c'era un complesso jazz, stasera sono tornato e c'era il comico, non è un granché eh. C(io)é, solo una battuta ha fatto buona, e quando non doveva.
Fanciulla
Si, ma io non ti sento, cosa stai a fare?
Gennarobat
(arrabbattando con disinvoltura) Sto al club, non senti un cazzo perché ho l'auricolare bluetooth.

Gennarobat non sa se l'auricolare bluetooth abbia il potere di eliminare il rumore di fondo, sta di fatto che riesce nell'opera di depistaggio. Legge i nuovi messaggi di Hugo88, non gli fanno alcun effetto.

23:21 Gennarobat
le sto raccontando che conosco un comico famosissimo che mi sta facendo ridere da tre ore
23:21 Hugo88
oh, a scuola mi conoscevano tutti :P
alla fine dell'ultimo anno il mio compagno di banco si è ricordato il mio nome!
certo, era perché gli avevo inculato la ragazza
inculato in senso lato, stavolta
però se l'è ricordato

Gennarobat legge i messaggi di Hugo88, inizia nuovamente a ridere.

Gennarobat
Hahaha. che cazzo. Hahaha
Fanciulla
Sisi, ma quale club? tu chissà che stai a fare. E come stai combinato poi. Che ti sei bevuto?
Gennarobat
Ma no, cosa dici... io...
Fanciulla
Vabbe' ja (N.d.T. dai), non è cosa. Cia' strunz.

La Fanciulla attacca il telefono, Gennarobat si dispera.

23:22 Gennarobat
ecco, mi ha attaccato il telefono in faccia
23:22 Hugo88
davvero?
23:22 Gennarobat
si, mi è uscito "cazzo", perché non riuscivo più a distinguere le mani dalla lingua,
mi ha detto che non stavo bene e mi ha chiuso
23:23 Hugo88
ti spiace se rido?