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6 gennaio 2011

FantaCazzi

Certi giorni ti svegli e sai che sono giorni schifosi: perché ti alzi troppo presto o troppo tardi, perché hai scordato di comprare qualcosa di importante la sera prima, perché la caldaia è rotta e ti devi fare la doccia con l’acqua gelida. Quando una giornata inizia così, è evidente che è una giornata di merda, e che sarebbe meglio non fare niente di niente. Il problema è che tipicamente in una giornata così c’è il Fantacalcio.

A chi non è mai capitato di cercare su improbabili forum statistiche sulla relazione tra i goal di Quaresma e il tempo atmosferico? Chi non ha mai deciso all’ultimo minuto tra Del Piero e Totti, magari sperando in un attacco di diarrea di Vucinic? Purtroppo l’italica voglia di discutere di pallone - combinata al non avere un cazzo da fare – spinge anche i migliori a perdere tempo e denaro nell’orgoglioso tentativo di legnare gli amici con la propria competenza calcistica, costruendo supersquadre piene di campioni fuori ruolo, con attacchi stellari tipo Pato Ibra Cassano, ma con Sokratis in difesa. Perfino Inzaghi alle volte torna utile al progetto, perfino un nome del piffero come Pinilla diventa argomento di discorsi seri quando si deve decidere se affidare l’attacco a lui o a Floro Flores.

E’ così che oggi, chiaramente prima delle partite, ho deciso di schierare tre quarti della Juventus e la metà più inutile della Fiorentina, con un pizzico di scarti e aborti di altre squadre minori, tra cui l’Inter. Per la verità le avvisaglie si erano già avute un paio di giorni fa, a causa di uno dei miei acquisti più furbi, almeno secondo il mio parere. Ma quanto è fico Mutu sottocosto? Adesso, col senno di poi, posso dire che è fico come un tumore al rene, o se siete troppo impressionabili, come una mano nel culo fino al gomito. Non vorrei sembrare troppo incazzato per la quasi totale impossibilità di schierarlo a causa delle sue continue puttanate, ma credo che in questo momento il mio sogno sia che venga ceduto a qualche squadra africana affinché lo svenda a sua volta a degli schiavisti in Zimbabwe, al grido di “gombra gombra, uomo biango fa bei bombini!”.

Ma non vorrei porre troppo accento sul prepartita, perché è oggi a pranzo che mi sono incazzato sul serio. Andiamo, lo sapete tutti, col Fanta ci si incazza tantissimo. Alzi la mano chi ha fatto, come me, un acquisto ancora più sottocosto di Mutu, ovvero quello della stella di oggi, del capocomico, del Pippo Franco di questo 6 gennaio, del vero e proprio fenomeno di questa giornata di campionato. Come gli scemi come me avranno capito, sto parlando di Felipe Melo. Ci sentivamo furbi fino ad oggi. Ci siamo detti, in settembre, che avrebbe fatto un’annata stratosferica, e che valeva la pena di spendere quel poco che ci avrebbero chiesto. E fino a ieri ci era perfino sembrato di aver ragione: un campione ritrovato, ci sembrava. Meno male che oggi lo abbiamo ritrovato sul serio, sennò stavamo in pensiero. Me lo (melo?) vedo, quello che deve aver pensato. “Un calcio in bocca a questo pirla è quello che ci vuole per iniziare bene la giornata, specialmente dopo una colazione con vodka e abbracci”. E dopo una bella tacchettata sulla gengiva sinistra, finalmente un po’ di soddisfazione. “Va là come brucia eh? Sputi sangue come fosse acqua! E non te l’ho nemmeno data forte come Dio comanda, infedele!” Il tutto sorridendo con aria sorniona.

http://antoniovergara.files.wordpress.com/2009/12/bidone2009_felipe_melo21.jpg?w=407&h=307

Cosa può rovinare il pranzo a un appassionato di pallone, tifoso della Juve, con metà della Vecchia Signora schierato nel Fantacalcio? C’è qualcosa di peggio di Melo che si fa espellere per un atto di crudeltà immotivata, e probabilmente medita anche di mangiare il cartellino come segno di disappunto? Ebbene, c’è di peggio. C’è Quagliarella infortunato, per esempio, sostituibile comodamente da Bojinov, Iaquinta o Mutu, rispettivamente morto, morente e internato. C’è il tuo portiere di fiducia, Storari, che incassa gol come se fossero caramelle. C’è un gol annullato a Chiellini, se proprio vogliamo dirla tutta.

Risultato della domenica? Per quello bisogna aspettare domani, ma un paio di conti si possono già fare. Ovviamente il mio avversario, per aggiungere al danno la beffa suprema, non solo ha Giovinco, ma ha avuto le palle di pagare 1 milione perfino Palladino. A questo punto giunti - ad una prima analisi - sembrerebbe sia il momento di bestemmiare. E invece mi sono trattenuto fino al conto dei punti animato da una flebile speranza: secondo i miei calcoli oggi ho vinto! Certo, a patto che Sanchez riceva 33 come voto secco e che a Marchisio diano 8 alla memoria. Fino a domani posso incrociare le dita, no?

20 dicembre 2010

La cosa migliore delle idee

La cosa migliore delle idee è che, in un modo o nell’altro, se ne vale la pena, riesci sempre a portartele a letto, e perfino con quelle scadenti almeno una doccia ce la fai. Tutti sanno che la mattina, mentre si è sotto l’acqua, con la testa leggera e le palpebre ancora pesanti, il cervello inizia a oliare gli ingranaggi e spesso sfoga le prime energie del nuovo giorno correndo libero per praterie inesplorate, prima di chiudere i rubinetti e tornare costretto nel recinto della quotidianità, pressato insieme a tantissimi altri cervelli bisognosi di libertà, stretti come animali in un allevamento. Mugugnando ci infiliamo nei nostri accappatoi e lanciamo un’occhiata fuori dalla finestra per scegliere i vestiti più adatti a uscire, mentre l’idea che ci è piovuta dentro la testa insieme al getto d’acqua calda, ammaliante e attraente più che mai, si va a nascondere in qualche angolo della testa, aspettando un momento più opportuno. Rimane lì, la piccola seduttrice, aspettando un’altra occhiata per catturarti di nuovo lo sguardo. Tu lo sai, cerchi di non degnarla di attenzione mentre sei impegnato al lavoro, perché sai che anche solo uno sguardo fuori dal tuo recinto potrebbe esserti fatale: il sogno di libertà ti impedirebbe di concentrarti sul tuo ruolo per l’intera giornata. E purtroppo, la propria maschera bisogna saperla indossare, per cui non ci si possono permettere distrazioni.
Ultimamente, sono diventato solo maschera, niente distrazioni per me. Che stia imparando a indossarla fin troppo bene? Fatto sta che pesa troppo per i miei gusti. Non ci sono più piccole idee birichine, niente fatine magiche e seduttrici nella mia testa, solo il grigiore del recinto. Questo mi distrugge. E’ terribile tornare a casa, ed essere così solo dentro la tua testa. Non intendo “solo” in quanto senza compagnia, solo dentro, come posso spiegarlo? Nessuna con cui fare la doccia, nessuna con cui andare a letto. Un vuoto cosmico.
Forse la mia epoca d’oro è finita. Una volta dentro la mia testa c’era sempre una folla, ed era sempre un’orgia di idee. Che abbia sprecato troppe energie allora ed adesso sia rimasto prosciugato? Non credevo di durare così poco, tutto sommato. Evidentemente dovrò ricredermi, perché è troppo tempo che non scrivo niente di significativo, niente di niente, nemmeno una riga, nemmeno un’ombra o uno straccio di storia che valga la pena di esser raccontata. Aspetto ogni mattina quella sensazione di amorevole complicità con te stesso, quando ti dedichi al tuo lavoro “vero” - che poi è tutto un mondo di maschere, finto come cartapesta – ma intanto coccoli amorevolmente quella giovane principessa che, dentro il tuo cranio, aspetta di diventare regina sulla carta.
La chiamo “principessa” non tanto perché ne abbia un particolare rispetto, quanto perché so che le principesse vanno educate con molta attenzione, non bastano i nobili natali per aspirare alla corona. A una giovane idea, occorre impartire un’istruzione da monarca, insegnarle ad avere il giusto portamento e i giusti modi per conquistare la sudditanza del lettore. A chi piacerebbe farsi governare da una regina che si comporta come una sguattera?
Spesso queste giovani e speranzose fanciulle non durano che il tempo di un giorno, e spariscono all’aurora, travolte dalla responsabilità di dover guidare un regno da sole. A volte non gliene importa nulla, e basta loro di passare una notte insieme a te, per poi defilarsi all’alba come ogni amante occasionale, forse spaventate dal fatto che tu possa trovarle brutte non appena illuminate dalla luce del giorno, o forse pronte a presentarsi, da lì a pochi minuti, nella doccia di qualcun altro, sicure di sedurlo col loro sguardo complice e malizioso.
Ma quando arriva quella giusta, te ne accorgi immediatamente.
Al mattino, la passione non si è ancora spenta, né in te né in lei. La sera prima sembrava ancora timida e innocente, ma era solo una raffinata tattica femminile per incuriosirti e spingerti a invitarla a ballare. La musica la sceglie quasi sempre lei, ma poi tocca a te insegnarle i passi giusti, perché per quanto sfrontata è ancora inesperta. E così alcune volte ti ritrovi sulle note di un tango o di una danza ungherese, altre volte su note più moderne, ma in ogni caso è a quel punto che capisci se lei ci sta o no. Se si lascia guidare, se si muove con disinvoltura, se senti quel calore speciale mentre le stringi la mano, allora ti attende una notte magica, amico mio, e un po’ ti invidio. Ma certo, non sarà un regalo che ti farà, quella prima notte insieme, perché dopo la dovrai curare, amare e rispettare, e soprattutto insegnarle a navigare da sola senza paura. Avrà bisogno di tanto affetto e comprensione, di essere ascoltata e confortata, e ovviamente di imparare a sostenere il peso di quella corona che, ormai lo sai, l’attende. A questo punto, potresti essere tu a tirarti indietro. Ma bada, bisogna essere veramente senza cuore per metterla alla porta - dopo che ti si è perfino concessa - soltanto perché non hai il tempo di occuparti di lei. Se hai fatto la scelta giusta, allora da quel momento in poi te la porti dentro, ovunque tu vada. A quel punto non ci rinunceresti mai, ormai state insieme.
Purtroppo, non è tutto rose e fiori. E’ vero, le idee sono più facili delle donne, ma una donna si può avere per sempre, un’idea ha una scadenza. Anche se le vuoi tanto bene, sai già che non appena sulla tua tastiera sarà stata composta l’ultima parola, allora lei sarà irraggiungibile e perfetta come una regina, o una stella. Potrai talvolta correggere i piccoli errori e le sbavature, ma lei ormai sarà stata consegnata alla storia, o al firmamento, e ogni volta che oserai disturbarla ti guarderà con uno sguardo comprensivo e nostalgico, sapendo che non riesci proprio a scordarti di quanto siate stati felici insieme. Ma per lei sarà acqua passata, e ti accetterà non più come un amante focosamente desiderato, ma come un paggio, al massimo un sarto che le sistemi l’orlo del vestito. Ti permetterà, alle volte, di starle vicino e sospirare, ma solo per poco, e per riconoscenza più che per amore. Non saprei dirti da chi avrà imparato, ma lei a quel punto sarà in verità diventata più saggia di te, e tu dovrai capire cosa il suo atteggiamento stia a significare: ella saprà che là fuori ce ne sono tante altre come lei, che aspettano solo la gioia del tuo entusiasmo, l’intelligenza dei tuoi ammaestramenti, la passione del tuo cuore, e l’arte delle tue mani e delle tue parole, per dargli un viso e un corpo, un carattere e un’anima, per danzare sempre più su, di parola in parola, di pagina in pagina, per diventare stelle o regine.

22 giugno 2010

Accorrete, o Maturandi!

Le Saghe di Onan è lieta di presentare in anteprima assoluta le tracce dell'esame di maturità del 2010 che stanno turbando in queste ore le notti di tanti giovani maturandi. Spazio ad autori e tematiche emergenti che soppiantano padri della lingua come Dante, Foscolo e Leopardi. Ma bando alle ciance e veniamo ai titoli:

Tipologia A (analisi di un testo di un autore della letteratura italiana):

A Walter Veltroni

Tenero padre
madre dei miei sogni
Anima ulcerata.
Figlio mio Ritrovato

Commenta la poesia di Sandro Bondi: l'Italia di oggi è divisa da una politica dai toni sempre più accessi, in questo clima di barricata il poeta ci ricorda con il suo breve componimento che è ancora possibile dichiararsi trasversalmente ricchioni. Cosa vuole comunicare l'immagine di madre e figlio? Il rapporto tra i due è più incestuoso o pederasta? Il ritrovamento finale allude ad un ricongiungimento tra i due, noti voltagabbana vicendevoli ai tempi del PCI, o piuttosto ad una sublimazione di una tanto attesa sveltina nel cesso della Camera?


Tipologia B (tematica socio-economica):

Fino a quale età si può considerare legittimo il desiderio di appellarsi ad amici immaginari? Come si concilia questa necessità spirituale con quella pragmatica di penetrare gli sfinteri di giovani fanciulli? Secondo te, è più gradita al Signore la pedofilia, la pletora di reati economici vaticani o, alla luce della Sua reiterata ostinazione nel sottrarsi ad interviste pubbliche, non siamo in grado di comprendere il Suo volere? Commentare se gli ammonimenti del pastore tedesco, assurto a guida e maestro inconfutabile di vita, ci abbiano o no bastevolmente rotto i coglioni.


Tipologia C (tema storico-etnico):

Il grugnito, una forma di comunicazione primitiva eppure sempre attuale. Dai nostri antenati nelle caverne, passando per i gladiatori ed i francesi, fino a sparire dal linguaggio comune in quasi tutt'Italia escluse la Val Trompia e l'Aspromonte, per poi tornare prepotentemente in voga come comunicazione verbale immediata e fuori dagli schemi. Si racconti la sua storia e la sua evoluzione, ricordando correnti culturali e politiche economiche dovute al grugnito. Si portino esempi relativi ai grandi esponenti del suo utilizzo (Bossi, Gattuso, il sindaco di Vergate sul Membro), ricordando le influenze vicendevoli da essi esercitate e l'importanza dei graffiti della Val Camonica nella loro evoluzione.


Tipologia D (tema di attualità inerente ad un dibattito culturale in corso):

La Nazionale di calcio fatica contro squadre provinciali di raccoglitori di banane e allevatori di koala: ma siamo davvero così scarsi? Discutine, eventualmente ponendo l'accento sull'opportunità di pensionamenti anticipati ed in ogni caso suggerendo delle soluzioni praticabili, quali l'espatrio, la nazionalizzazione di Chuck Norris o travestire Gilardino da guardalinee

21 giugno 2010

Meglio soli che mal accompagnati

Di solito cerco di evitare attività autolesioniste e/o palesemente dannose, tipo fustigarmi, chiudermi le mani nel tostapane acceso, leggere Repubblica. Tuttavia, per quanto abbia cercato di limitare il più possibile la mia passione politica per evitare di incazzarmi furiosamente e passare le mie giornate come un tifoso dell'Inter fino a pochi anni fa, a volte ricado nel vecchio errore e mi ostino a curiosare i siti internet di qualche rivista scandalistica di medio-basso livello di quelle che in Italia scambiamo per organi di informazione (ma è un peccato tutto sommato veniale, visto che non abbiamo termini di paragone atti a discernere). Così mi ritrovo a leggere l'organo ufficioso dell'opposizione, e a parte la solita cronaca nera che il giornalista preferisce rendere in stile soap opera splatter-strappalacrime piuttosto che in forma di obsoleto articolo di giornale (“era una sera come tante, doveva solo tornare dai suoi poveri figli abbandonati dopo una giornata di lavoro, ancora non sapeva come sarebbe stata ESTRUSA IN STRISCIOLINE SOTTILI”), noto qualcosa che attira la mia attenzione più del solito.

A questo punto apro una piccola parentesi: niente su Repubblica attira mai la mia attenzione, niente di niente, a parte Michele Serra. E' scritto come un giornalino scolastico di quinta elementare, le firme prestigiose sono ormai rincoglionite, le iniziative antigovernative sono ridicole ed hanno il solo scopo di soddisfare il target degli anti-berlusconiani da salotto, l'impressione insomma è di un foglio di serie B che abbia cercato di saltare sul carro del vincitore sbagliato, dimostrando peraltro grande incapacità perché scambiare quelli del PD per dei vincitori è semplicemente impossibile.

Ribadito che per me leggere Repubblica piuttosto che ascoltare un discorso di un qualsiasi membro del governo è esattamente vedere da un angolo diverso il fondo dell'abiezione in cui è definitivamente precipitata (o sempre stata) la democrazia italiana, ritorno all'articolo che mi aveva colpito, che non linko solo perché non vorrei che qualcuno mi associasse ad un lettore di Repubblica, seppure occasionale.

“No alla parola compagni” la protesta dei giovani PD

Leggo allibito un articolo in cui un gruppo di giovani che probabilmente si sono diplomati a scuola come me (a culo) e che probabilmente non capiscono una mazza dell'esistenza protestano per l'uso della parola “compagni” come conclusione di un discorso ad un'assemblea del PD.

Cito testualmente:

Per noi "nativi del PD", cioè estranei alla tradizione comunista e a quella democristiana, "le parole compagni, festa dell'Unità, sono concetti che rispettiamo per la tradizione che hanno avuto ma che non rientrano nel nostro pensare politico e che facciamo fatica ad accettare... questo trapassato non ha noi come destinatari". Luca Candiano, uno dei firmatari (con Veronica Chirra, Matteo Cinalli, Sante Calefati e Marino Ceci, ventenni o poco più, giovani Democratici) sostiene che "è un'aria che si respira dall'inizio della segreteria Bersani" e che li fa sentire "fuoriposto", anche se non è una minaccia ad andarsene. Fanno eco Lucio D'Ubaldo, senatore, e Giorgio Merlo: per entrambi, ex PPI, "con i Gifuni (l'oratore incriminato, n.d.r.) di turno il PD si disegna un ruolo di eterna opposizione".

Non capisco perché in Italia si debba per forza essere ipocriti ed avere la faccia come il culo. Ma scusa, questi signori si possono decidere? Rispettano la tradizione, o gli da fastidio la parola “compagni”, che peraltro io uso anche per rivolgermi a occasionali compagnie di innocenti scampagnate senza nessuna allusione staliniana? Se la storia del loro partito non rientra nel loro pensare politico, allora perché dicono di non volersene andare? Chiedo a qualcuno del PD di spiegarmi se queste sono le discussioni con le quali invece si smetterà di avere un “ruolo di eterna opposizione”, e se lo sono gli chiedo anche di spiegarmi da che parte sta lui. Inoltre mi chiedo, se qualcuno ritiene questa cagata così importante da sprecarci tanto tempo e farla finire su un giornale, perché questo qualcuno non pensa di restituire la maledetta tessera? Glielo ha scritto il medico di tesserarsi?

La verità è che il PD non è nato per essere capace di avere un'idea precisa su qualcosa, è nato per inglobare tutto alla “Francia o Spagna purché se magna”. e i giovani son più inconcludenti dei vecchi, con tanti saluti al ricambio generazionale.

(Peraltro, un'idea precisa non permetterebbe di tenere un piede in mille scarpe, pratica secondo loro molto furba; inoltre, quante parole “impronunciabili” potrebbero esserci in un'idea vera? Dopo la crociata-compagni, rischieremo la crociata-salari, la crociata-tetto-fiscale, la crociata-scala-a-pioli, e chissà quante altre).

Sarebbe ora che il PD si sciogliesse e questa gente pensasse a trovarsi un lavoro vero, visto che la sua utilità è pari a zero e che tutti i soldi e i voti che ci buttiamo sono assolutamente sprecati.