07 febbraio 2013

Liebster Blog Award (che cos'è? È tedesco? Io non parlo tedesco)

E devo aggiungere che, ultimamente, faccio confusione persino con l'inglese.
Ieri, tra i miei appunti, trovavo un forgive scritto al posto di forget, sarà che sto diventando un mistico.
Nonostante, su queste pagine, non scriva niente di decente da mesi (o forse anni? in effetti trovo deprimente la mia produzione da un bel po' di tempo a questa parte) una splendida ragazza bionda, che risponde al nome di Diciassettenne, mi ha nominato (?) in una sorta di concorso pieno di persone, socialità e altre parole che mi spaventano, permettendomi così di capire che devo cambiare; anzitutto smettendola di provarci solo ed esclusivamente con le brune.
Dunque, ecco, adesso rispondo alle 11 domande che mi sono state poste, e elenco 11 cose su di me che potrebbero risultare interessanti.
Il resto delle richieste, lo premetto, non sono in grado di soddisfarle, anche perché non so più quanti lettori abbia il blog.
  1. Qual è l'aspetto migliore dell'avere un blog? Avere dei lettori. Ma non tanto per la gioia d'esser letti. Qualche anno fa la blogosfera era un posto bellissimo, c'erano tantissime persone, alcune scrivevano davvero bene, e con le mail ci si poteva fare persino amicizia. Alcuni dei miei migliori amici li ho conosciuti proprio attraverso il blog. Se devo essere onesto, penso sia l'unico strumento del web 2.0 che abbia migliorato sensibilmente il corso della mia esistenza. (assieme a YouPorn, ovvio)
  2. Qual è l'aspetto peggiore dell'avere un blog? Tenerlo in vita. In realtà penso che la vitalità del primo anno e mezzo sia irrecuperabile, tuttavia avere un posto dove scrivere qualcosa che voglio far leggere mi fa comodo, e per questo Onan non deve morire.
  3. Ti piace incontrare i tuoi lettori? La mia risposta alla domanda numero 1 rende banale dire che sì, mi piace. (ad ogni modo anch'io sarei un loro lettore, nel mondo dei blog non esiste quasi la disparità scrittore/lettore)
  4. I tuoi amici sanno del tuo blog? Più o meno, prima ne parlavo con tutti, adesso decisamente meno.
  5. Da chi vorresti ricevere un invito a cena (declinate invito a cena come più vi piace: regalo miliardario, botta e via, proposta di fidanzamento, incontro di boxe per corcarlo di botte)? Una botta e via con Eva Green o Penelope Cruz non sarebbe male.
  6. Qual è il discorso/argomento/discussione che ti fa addormentare? Boh, ho sentito i discorsi più assurdi del mondo nella mia vita, soprattutto nei treni, che infatti odio. Comunque non sopporto chi si mette a sindacare sul futuro, su cosa conviene o non convien fare per vivere bene, lo prenderei a cazzotti.
  7. Qual è la cosa peggiore che augureresti a qualcuno? di non trovare il suo posto, la sua isola. Mai.
  8. Reciteresti mai in un film? Si, sarebbe figo.
  9. Qual è la canzone più imbarazzante che hai imparato a memoria? Non so se siano più imbarazzanti i testi degli Squallor o degli Smiths.
  10.  Hai mai detto "io non farò mai" e poi lo hai fatto? Ovviamente devi dire cosa. Non so, sono una persona abbastanza aperta, e incline ad assecondarsi, dunque non ho bisogno di badare troppo alla mia coerenza.
  11. Se potessi decidere che giorno sarebbe domani, che giorno sceglieresti? Dopodomani.
E Ora, undici (11) cose su di me.

- Sono alto centosettantotto (178) centimetri
- Peso settanta virgola quattro chilogrammi (70,4)
- Tra due mesi faccio vent'anni (20)
- Ho scritto queste cose solo per farmi perdonare da una bionda
- Una volta ho visto un concerto di Nino d'Angelo. (si, in effetti questo fatto risponde alla domanda numero 10)
-  Il mio indirizzo di posta elettronica è gennarobat (at) gmail (dot) com
- Una volta ho vinto un concorso di poesia che aveva vinto anche Cutolo
- Quando l'ho saputo mi sono sentito a disagio.
- Secondo le statistiche di last.fm, Phantasmagoria in Two è la canzone che ho ascoltato più volte nella mia vita.
- Sono bellissimo.
- Mi sento una minchia.


24 dicembre 2012

Babbo Natale è morto

Babbo Natale è morto.

Ne danno il triste annuncio le renne e il primo ministro della Lapponia. Per l'occasione Coca Cola realizzerà delle lattine commemorative nere. La Befana ha dichiarato alla stampa: "Con Babbo Natale se ne va un amico, un amante, un collega". Le circostanze della morte sono ancora poco chiare, pare che il vecchio abbia deciso di togliersi la vita dopo aver letto la lettera furente di un bambino che sosteneva la sua non esistenza, anche se i genitori assicurano di aver sempre protetto il piccolo dal cinismo consumistico e non si spiegano il gesto eversivo.

Il barbone vestito di rosso avrebbe tentato prima di gettarsi dalla slitta in corsa cadendo su un pino che gli ha reciso l'arteria femorale. Sconvolto dal dolore avrebbe poi cambiato idea e cercato disperatamente di mettersi in salvo in un vicino rifugio. Lì avrebbe incontrato Elton John che cantava "Imagine" e si sarebbe nuovamente convinto, questa volta definitivamente, a lasciarsi morire dissanguato, cavandosi inoltre un occhio.

Il Papa ha commentato "La morte di Babbo Natale ci riempie di rammarico, ma abbiamo già mandato Gesù in palestra per sostituirlo l'anno prossimo e ci aspettiamo che questo migliori l'immagine della Chiesa nel mondo, specie presso i bambini vittime di preti pedofili. Inoltre Gesù ha già i buchi alle mani per attaccare le briglie delle renne". Voci di corridoio rivelano che gli animali non abbiano reagito positivamente alla notizia, temono infatti strumentalizzazioni ideologiche e sessuali. Tuttavia sembra che il sindacato delle renne sia disposto al dialogo con San Francesco, che con gli uccelli aveva già fatto un ottimo lavoro.

04 dicembre 2012

sogno di notte

Nuvole scure stampate su stoffe viola.
Cime aguzze di monti e ciminiere che frantumano gli orizzonti,
lacerano gli occhi.
Il bus che corre verso il buio di una galleria trafficata da fumi e lamiere in movimento,
l'azzurro di due iridi e il nero sparito in chissà quale orgasmo;
non pensare al male, sarà dopo,
non pensare al male, magari muori.

L'acqua comincia a cadere sulla pelle,
i vestiti bagnati e il suono delle gocce che allagano l'asfalto.
Extracomunitari che corrono, con sé buste celesti di plastica,
proteggono tesori fabbricati in serie;
vecchie signore farfugliano parole in dialetto,
antica e incomprensibile miseria;
una coppia si stringe sotto l'ombrello, troppo poco per il vento,
troppo per chi è solo.

Le vetrine, bianche, vengono allestite per ospitare manichini diafani.
Dentro, persone rosse come caldaie a vapore,
il calore sputato in faccia a chi è fuori,
musica per aeroporti invece che sirene,
ossequi prefabbricati che invitano a overdosi di nove virgola novanta,
buste vuote pronte a riempirsi di solitudini e illusioni.
Circe che aspetta, Circe che piange.

Incroci regolati da lampi intermittenti,
luci blu e canne di fucile scure come l'ebano:
gli ostaggi scavano in miniere di carta,
dentro il diritto di vivere.
I silenzi musicati dalla pioggia scrosciante,
gli pneumatici che rotolano, i motori roboanti e il tacere della vita,
intanto,
invitano a scegliere tra chi adora gli orologi o nothing but flowers.

E ancora altri milleduecento metri,
settanta scalini,
due scarpe da togliere,
un buonasera da pronunciare,
24 ore da bruciare sott'acqua,
deporre in un letto,
chiudere gli occhi
- scampati ancora alla vita -
per correre finalmente da te,
sogno di notte.

25 novembre 2012

25/11/2012

Svuotati di ogni speranza
tra progetti fatti sogni e poi illusioni
inseguendo un senso che è teatro
ci chiediamo ancora cosa tentare
dove attingere forze inestinguibili
per inseguire altri tre secoli la stella

Si tradisce il mondo ma non la fede
parola che usarono per celare
la logica dei bambini
ligi a quel precetto che vuole sia peccato
essere innocenti, leggeri, veri
confondendo così  il nome del desiderio
inconfessabile, stupido, criminale,
di essere nient'altro che felici

Se puoi, ti prego, stringimi
Tienimi con te, consolami, amami
L'universo fugge, s'allontana, diventa freddo
e io sento il bisogno d'aggrapparmi
Se puoi, ti prego, stringimi
e poi, se vuoi, non smettere

24 novembre 2012

Lettere di una nobildonna a Miguel de Cervantes

Amati lettori, le approfondite ricerche di Le saghe di Onan hanno portato a nuovi, entusiasmanti, ritrovamenti. Ecco, in esclusiva per voi, già tradotte, alcune lettere che una donna ebbe a inviare al romanziere spagnolo Miguel De Cervantes. Purtroppo non datate.

Uccidi il Don Chisciotte.

Dici d'aver vissuto, eppure sei stato felice solo quando ti sei illuso.

Per aver atteso il nulla.

C'erano una grande nave, una ragazza che t'amava e botti di vino alte fino al cielo, dall'altra parte dell'oceano le Indie ad aspettarti e sogni da scrivere su mille pagine bianche.
Hai lasciato che la barca salpasse, sparisse all'orizzonte a farsi bruciare dal sole che tramonta, mentre qualche altra stella ora s'appresta a incenerire te.

Per aver cercato il nulla.

I peschi erano in fiore e la brezza carezzava il primo grano, in cielo scie di rondini e sul terriccio, come copie, i percorsi delle formiche. Era un anno fertile e tutti brindavano, era un anno fertile, gli altri si stringevano al banchetto mentre tu andavi via, dicevi che saresti tornato quando sarebbe venuta la carestia, dicevi che saresti tornato con al tuo fianco la cornucopia, t'avrebbero sorriso tutti e così l'amore, la fortuna, la vita. Quando tornasti era l'inverno e degli occhi di chi amavi restavano solo orbite cave, quando tornasti era l'inverno e al candore delle tue promesse sostituisti il volto cupo di chi ha perso.

Uccidi il Don Chisciotte.

Perché vorrei che non pensassi al male, perché vorrei tu fossi felice, per ogni volta che non capisci, che senti ma non ascolti, che ridi ma non sorridi, che fuggi e poi ritorni, per tutto il tempo che passa e sei da solo, per tutto il tempo che passa. Perché vorrei che tu capissi quanto vali, perché vorrei che tu capissi cosa sei per me, perché vorrei imparare a capirti di più, perché vorrei che tu imparassi a capirmi, perché mi sento sola, e una volta lessi che esiste un Dio che, unendo molte solitudini, può fare un giorno d'allegria...