3 febbraio 2010

Panic!

Riconoscere la bellezza non è semplice: occorrono buon gusto e sensibilità, doti rare e spesso compresenti. Si può persino sostenere che il bello non è oggettivo: Clint Eastwood disse che le opinioni sono come le palle, ciascuno ha le sue. Io credo che il bello si possa trovare in buona parte per esclusione: insomma, d'accordo esprimere una preferenza, ma il brutto è palese, non solo esteriore, si dirama fino al midollo e all'anima: una sorta di Kalokagathia al contrario, se volete. E badate che non parlo di bellezza fisica. Mi riferisco dell'arte, sublime espressione della bellezza per l'uomo.
Per apprezzare l'arte occorre conoscerla. Il genio non è sempre pubblicizzato o a portata di mano; spesso anticipa il suo tempo e sopravvive ad esso, nascondendosi nella mediocrità della propria epoca, aspettando la glorificazione del posteri che lo eleveranno a creatura immortale. La sensibilità, l'unico strumento che permette all'arte di emozionarci, si sviluppa, si affina, si perfeziona.
Non pretendo che tutti gli uomini possano avvicinarsi all'arte, ma mi basterebbe sapere che non venga fatto scempio della bellezza, con la troppo comune esaltazione di opere di bassa lega, definite capolavori da stuoli di inesperti.
Eh si, perchè ignorare è prassi, ma millantare conserva un fascino irresistibile. L'arte viene così vissuta dalle folle belanti come isterismo collettivo, non emozione, ma piuttosto tratto distintivo.
E così troviamo una schiera infinita di persone che leggono Moccia, per dirne uno, e trova del tutto naturale che nella propria esistenza si possa sopravvivere con 2-3 libri di un autore che si è premurato di assemblare qualche centinaio di pagine copincollando sms di 14enni mestruate. Schiera che non soltanto disconosce personaggi come Wilde e Dostojevski, ma che ha la presunzione di definire "Ho voglia di te" il romanzo più bello. Qui torniamo precisamente al mio problema, l'esaltazione dell'ignoranza, il considerare attendibile una fonte che non ha i mezzi per esprimere un parere.
Badate che non è un dettaglio da nulla; molte arti si tutelano, non sono accessibili se non da un pubblico che volontariamente voglia avvicinarvisi. La letteratura è parzialmente salva da queste invasioni barbare, che suonano come stupri al buon senso. In fondo nessuno, neppure il suo più strenuo lettore, considera Moccia il miglior scrittore dei cinque continenti.
Ma c'è un'arte che viene assunta perlopiù passivamente: accompagna nei viaggi in macchina, detta i tempi ai programmi televisivi, nobilita i cellulari. La musica diventa pericolosamente una moda. Ed ecco che lo stuolo di pecore cui accennavo prima, quello che non è capace di distinguere un apostrofo da una lacrima, si esalta! Oh si, quasi tutti dicono di ascoltare musica e che, oh!, vivono per questo o quel cantante e cazzo, stasera in disco voglio proprio uscirmene di testa, l'hai visto quello quant'è bello, troppo stile, troppo togo.. ma a quanti viene il dubbio che la propria prediletta sia musica di bassa lega?
Ti fanno sentire un diverso se non sei come loro, perchè tu no, tu non sei alla moda. E nascondono tutto dietro il generico "questione di gusti" per giustificare le proprie scelte, renderle valide, non sottoporle a discussione. Ma cazzo, non sono gusti, semplicemente io ho ragione e tu torto, che parte non è chiara?
Intendiamoci, non mi riferisco ai generi: sono quelle le famose palle di Clint Eastwood! Io, giusto per fare degli esempi, posso eccitarmi sessualmente con un assolo di chitarra o certi spaccati di musica classica, mentre il melodico mi annoia a morte e considero la lirica nulla più che i tentativi di un tenore di scoparsi il soprano, in barba al baritono (questa non mi ricordo chi l'abbia detta). Ma questo è un mio limite che non mi impedisce di riconoscerne la bellezza, di abbracciare l'emozione che sa causare. Perchè conosco la storia di quest'arte, che venero più di qualsiasi altra, e vedo la grandezza di generi anche a me non congeniali. Un Dj che fa ruotare un disco per scagliare compulsivamente tre suoni che non sono nemmeno note ad intervalli di due secondi per trecento volte, non è arte, non è storia. Non dà emozione, dà isteria.
E si finisce per osannare personaggi televisivi più che artisti, con stuoli di ragazzine che impazziscono per dei bellocci, o per Morgan, uno che stupra la storia della musica ad intervalli regolari, spacciandosi per grande pensatore perchè conosce Battiato (non è il solo, ad essere sinceri, sembra quasi che coi CD del buon Franco alleghino una laurea in Filosofia in bianco a giudicare dalla spocchia di troppi suoi estimatori). O per riconsiderare la musica classica grazie ad Allevi, niente più che un grazioso ridisegnatore di accordi.
Credo che questa intolleranza sia solo un'altra forma di misantropia. Per stavolta però la chiudo qui, lasciandovi a chi, almeno un pò, deve pensarla come me.



Burn down the Disco
Hang the blessed Dj
Because the music they constantly play
It says nothing to me about my life.

8 commenti:

Injo ha detto...

Era un po' di tempo che avevo in mente di scrivere qualcosa del genere ma non ho mai trvato l'impostazione giusta. Mi piace.

Arguzia ha detto...

Ma si usa ancora "togo"?
Odio Morgan. E pure Battiato, con la sua aria da santone-del-cazzo mi ha veramente rotto i coglioni.
Comunque ora Moccia scrive i biglietti dei baci perugina.

Anonimo ha detto...

Hai perfettamente ragioni. Siamo circondati da pecoroni ai quali va bene tutto ciò che propone la tv o le radio (che per me fanno tutte cagare musicalmente). Ascoltano senza sapere cosa dicono nei testi, ascoltano solo perchè quell'altro ascolta la stessa cosa. Un giorno una ragazza si è messa una cuffia del mio lettore mentre ascoltavo 'Breaking the law' e ha fatto una faccia tipo Scary Movie, dicendomi 'Ma che ascolti?' Io le ho risposto 'QUESTO è... METAL!' E lei 'una volta ascoltavi musica più 'caruccia'...
che cacchio vuol dire? Non hanno manco rispetto per i gusti altrui

Doc Gero (o giù di lì) ha detto...

Oddio, troppe cose...
Allora, Battiato non lo conosco. In compenso mi sono dato a Gaber che è un cantautore e un poeta come pochi, che poi può piacere o no. Dio, la musica ognuno la vive a suo modo ma è vero che ultimamente schiere di ragazzine ascoltano tutte le stesse tre cavolate modaiole senza nemmeno interessarsi all'infinito mondo musicale. Non sono d'accordo sull'house però. Lo ribadisco, sono un musicista, a tempo perso, suono poco causa studi...ma sono un musicista. Anche nell'ambito dei dj si sfornano canzoni (o riff, se non le volete definire vere e proprie canzoni) davvero geniali. La minimal per esempio. Anche lì però restano cose di nicchia, ascoltate solo dai pochi che hanno voglia di interessarsi.
Basta, sulla musica divento sempre prolisso e potrei andare avanti altre 10 pagine.
Cheers

Anonimo ha detto...

Possibile che in un post del genere nessuno parli male di Jesse McCartney?! :)
Comunque gli Smiths sono sempre notevoli!

SCIUSCIA ha detto...

Mi è di molto piaciuto.

Giovanni Mirabile ha detto...

Ciao, Marco,
questo è il mio primo commento sul tuo blog.
ti stimo tantissimo,e mi ritrovo molto nel tuo modo di vedere le cose.

Riguardo ad Allevi...

All'inizio, trovavo gradevoli le sue composizioni, anche senza dar loro dignità di "grande musica"

Ho idee molto radicali sulla concezione di "arte" in musica, figurati se potevo pensare che effettivamente fosse la "nuova musica classica", quella sua!
(io stravedo per Mahler e Wagner... )

Ma il peggio è arrivato con il cd orchestrale, regalatomi a scuola da un allievo...

Un obbrobio...
Pessimi arrangiamenti
e lui è un pessimo direttore.

...e già mi sono scontrato su youtube con dei facinorosi che amano le emozioni a basso costo.

Non parliamo poi delle recenti sue uscite, in cui si paragona a grandi del passato di cui ahime, lui non ha il genio.

Se prima mi stava simpatico, adesso credo sia solo lo specchio di una mediocrità in cui io non mi voglio riconoscere.

E' un pò quello che diceva Eco di Mike-nazionale.

Giovanni M.

Hugo88 ha detto...

l'approvazione di un maestro fa sempre piacere :)