14 novembre 2009

Love me do

Conservo molti ricordi, alcuni parecchio confusi, del mio primo bacio. Certamente ero alla fine della quinta elementare con i miei 10 anni già in tasca e con l'aria appagata, come se raggiunta la doppia cifra il mondo avesse ancora ben poco da insegnarmi. E magari era vero, intendiamoci. Seduto su un pullman al rientro da una gita di un giorno, non ricordo da dove, ma sapere che il mio primo bacio non ha una precisa collocazione spaziale mi inorgoglisce un pò. Calda serata, in verità non ricordo il clima, tuttavia ero in maglietta e per quanto potessi essere un matto, se mia madre avesse ritenuto opportuno che io indossassi qualcos'altro, magari una tuta, che tanto ai bambini l'estetica del vestiario interessa ben poco, certamente sarei uscito imbottito come un materasso di piume.
Ovviamente mi ricordo di lei, in quei meravigliosi tempi in cui si crede nell'amore idealizzato e non solo ti piace una bambina per volta, ma ritieni impossibile che qualcun'altra ti potrà mai attirare per tutto il resto della tua vita e che tutte le altre possano avere qualcosa di anche solo vagamente interessante. Sono arrivato alle scuole medie per capire che una ragazza non è per sempre e che ce ne sono molte abbastanza carine in verità, e poi "guarda quella come mi sorride", alle superiori per rendermi conto che ci sono altre fanciulle oltre le proprie compagne di classe e all'università per preferire le sconosciute. E sono fortunato, molti miei coetanei sono fermi al primo passaggio.
Però in quinta elementare c'è una sola ragazzina, che piace a tutta la classe. Non ricordo bene perchè fossimo così interessati, dato che riguardando le foto di allora faccio fatica persino a distinguere i maschietti dalle femminucce, come si diceva: in fondo nessuno pensava che con una ragazzina si potesse scambiare qualcosa più di qualche bacio sulle labbra, a parte forse le figurine di Volpi e Poggi, ma questa è un'altra storia; non esistevano i concetti di coccole, lingua, seno (quest'ultimo a prescindere dal concetto, tutte le compagne erano ovviamente piatte come sogliole), carezze, Volpi e Poggi. A posteriori, credo fosse semplicemente una moda, e cercare di attirarsi le sue attenzioni significava far bella figura di fronte a tutti, crescere e ritenersi un gradino più in alto degli altri.
Aveva dei fantastici capelli castani, tanto lunghi che le arrivavano alla cinta, due occhi vispi ed intelligenti e tirava calci negli stinchi giocando a pallone nel cortile della scuola come nessun altro. Cosciente che serenate ne han già scritte tante, in tanti, con sentimenti e intenti differenti, ancora oggi, quando ascolto il Red Album dei Beatles, che è stato il mio unico rifugio musicale sino all'avvento dell'Adsl (se vogliamo escludere i Lunapop, ed io voglio farlo), ripenso a quei giorni, al ritorno a casa dopo la gita e alla notte successiva, piena di sogni e di confusione.
Ricordo che eravamo seduti dietro alle maestre, ma non so dire perchè scattò quella scintilla. Lei non era mai stata interessata a me, escludendo magari qualche esercizio di matematica. Forse girava LSD su quel pullman. Ma che la baciai, questo sì, lo ricordo, col cuore ormai sulle labbra, e fu un fugace momento di gioia e realizzazione, ci staccammo e ci guardammo negli occhi a lungo. Assaporai quel suo sapore deciso ed agrodolce, come se baciandola avessi morso una fragola; ricordo ancora perfettamente quel sapore e non l'ho più trovato da nessun'altra parte. Poi lei disse: "Mmh, discreto".
Il giorno dopo entrò in classe per mano con il suo primo fidanzatino. Ovviamente non ero io.


Discografia essenziale:
Love me do - The Beatles

Maria maria - Articolo31

Un malato di cuore - Fabrizio De Andrè

All my loving - The Beatles

4 commenti:

Gen ha detto...

L'antologia di spoon river la sto leggendo in questo periodo. Mi piace. E mi piace pure il post.

SCIUSCIA ha detto...

L'antologia di Spoon River. Ricordo ancora quando prestai la mia alla ragazza più bella del mondo la prima sera che uscimmo assieme.

Rimase l'unica uscita, quella, ed anche l'ultima volta che vidi il mio libro.

Che troia.

Ma mai troia come la tua compagna.

Hugo88 ha detto...

mi fa piacere che entrambi abbiate trovato un riferimento ad una cosa di cui non avevo mai sentito parlare. cercherò quella raccolta e mi metterò in pari ;)

@sciu: almeno io non ci ho rimesso niente di materiale. e poi in fondo non era troia, era solo indecisa (leggi "solo donna", ma non lo dico perchè ho troppa stima della zia coautrice).

El Samorante ha detto...

@Hugo: La zia ringrazia, anche se non mi ritengo una donna qualunque ;)