Avevo intenzione di introdurre questo post con una frase zeppa di retorica che più retorica non si può, ovvero: Avevo intenzione di introdurre la mia carriera di blogger de "Le Saghe di Onan" partendo da qualche stupidata, tipo una serie di racconti brevi. Poi, dato gli ultimi avvenimenti di questi giorni, come la sospensione di Nonciclopedia prima, e Wikipedia poi, decorata con il trapasso di Steve Jobs, mi hanno fatto cambiare idea.
Ecco. Volevo iniziare così. Però, sapete, queste riflessioni da ciabattaro nerd che sente l'onnipotenza tastando come una scimmia i caratteri di una tastiera del computer sperando che ne esca un discorso serio e logico(cit.) mi stanno leggermente stufando. I tempi stanno cambiando e le modalità di scontro in una discussione sono rimasti sempre gli stessi: le strategie di combattimento sono immutate da secoli, cambiano solo i mezzi. Così ti capita, in un giorno di fine scuola media, sentirti dire da una professoressa di italiano "Le guerre oramai non sono più scontro corpo a corpo, che magari prima erano più meritevoli: ora basta premere un bottone per fare una quantità di danni che nel Medioevo impiegavano forse decenni". La questione non è questa, benché io preferisca il napalm all'ascia vichinga, basta saper usare entrambi con intelligenza; il problema fondamentale è la totale mancanza di voglia nel mettere in discussione le proprie opinioni e avvalorarle con idee di fondo e riferimenti al mondo esterno: aria fritta, insomma.
Ti ritrovi così a dover leggere vagonate di insulti sulla bacheca della pagina di Vasco Rossi privi di senso (sia chiaro, ho scritto anche io sulla bacheca di Vasco Rossi tre giorni fa, ma il mio commento era più un resoconto nostalgico e rassegnato per un artista che poteva dare tanto è ha preferito tornare in auge con minchiatine come bloccare Nonciclopedia o tirare fuori neologismi a caso presi in prestito da un inglese fatto di tre parole di quattro caratteri ciascuna come web-rocker) e constatare che la pagina Salviamo Nonciclopedia è stata aperta da un'agenzia di studio sulle nuove forme di comunicazione: in pratica ci studiano come fossimo macachi in cerca di un culo da pulire. La cosa inizia a puzzare subito dopo aver preso considerazione che il blocco non era proprio un blocco, ma una sospensione per protesta in risposta a una querela partita già un anno prima; inizia a puzzare quando la querela viene ritirata dopo due giorni di tafferugli su Internet che nemmeno le manifestazioni di destra a Reggio Calabria han saputo fare di meglio; inizia a puzzare talmente tanto da sentire il cadavere nascosto sotto il parquet quando, alla riapertura di Nonciclopedia, sussegue la sospensione a tempo indeterminato di Wikipedia per protesta sulla legge bavaglio che si, fa schifo al cazzo, ma il senso di questi eventi mi riporta al punto precedente: ci studiano come fossimo scimmie in cerca di un culo da pulire.
E in effetti un po' scimmie lo siamo. La comunità di Internet, che vorrebbero premiare col Nobel per la Pace, quella comunità multietnica e tollerante altro non è che la solita accozzaglia di bombardamenti informativi casuali e ingestibili, che spesso sfociano nella locura e nel turpiloquio. In Italia siamo zeppi di questi esempi, basti ricordare il video dove venivano raccolti i commenti presenti nella bacheca del gruppo "Lasciate lo zio di Sarah alla folla", una delle cose più atroci che ho visto negli ultimi anni. Non solo per la qualità dei commenti, ma anche per il geniale accostamento delle facce sorridenti degli autori di commenti come "Fiaccole e forconi. AL ROGOOO!"" oppure "Torturato ma sempre tenuto in vita, altrimenti gli farebbero solo un favore!".
Decantiamo tanto la nostra capacità di distinguerci dagli animali che saremmo capaci di scannare chiunque dica il contrario. Da questo punto di vista, anche Internet ha fallito: lo strumento che azzera le distanze e permette un bombardamento di informazione mai visto in precedenza nella storia dell'umanità, è ora ridotto a semplice bagarre e accozzaglia di inutili commenti dove gli autori non fanno altro che rimarcare le proprie opinioni senza nessuna voglia di sostenerle con basi accettabili e, magari, convincenti.
Ora sono veramente stufo di battere a caso, il mio discorso logico, da brava scimmia quale sono, l'ho fatto. Ora è tempo di tornare sull'albero a mangiare qualche pidocchio.
Perché una parola d'ordine così "innocua" e "naturale" come quella della "libertà di critica" è per noi un vero grido di guerra? - Vladimir Il'ič Lenin - Che Fare?
Mai frase, e titolo di un'opera, furono più azzeccati.
P.S.: E' morto Steve Jobs, evidentemente le reti anti-suicidio con lui non hanno funzionato alla grande.
7 commenti:
benvenuto, serj. ottimo esordio. :)
Non ne potevo più delle solite menate su Jobs. Bel pezzo.
Grazie ragazzi.
Nai capito un minkian di noniclopedia.
prego zelda!
prima Nonciclopedia, poi Wikipedia, ora Jobs.... toccherà anche al Gabibbo prima o poi?
Flame. The internet is for it.
Posta un commento