Scritto di getto, come insegna Kerouac...
Mentre la stavo ascoltando, sì: ascoltavo la sconfinata beatitudine della sinfonia, dell’aria, di effluvi, d’olezzi provenienti dalle praterie a me adiacenti: oh sì, proprio così, adiacenti a me che navigavo in quel momento nella più arcaica Cadillac, chissà a quanti chilometri di velocità, chissà da quante pianure oltrepassate, soppiantate e declassate ormai dietro di me, come segni del passato, un passato ugualmente sublime perché di tutto un quadro di luci, barlumi, soli rossastri e praterie irruvidite dal grano secco, che comprendeva quello stesso passato d’asfalto grigio, quello stesso presente d’aria infocata sul mio viso, quello stesso futuro che, chissà, sarebbe stato ancora meglio: anzi, lo era, perché poi diveniva presente, ed il presente, come detto, non poteva che essere Eterno. Scott allungò la vocale “a” di San Francisco, nel ritornello, ed io correvo sempre di più, non v’era sosta, né ostacoli, solo strada, liscia, pura, elementare, enorme, luccicante strada. Ed eccolo, al secondo minuto, che strepitava, sì che strepitava: “be sure to were”, ma solo se “vado a San Francisco” incitava, dopo che avevo attraversato orizzonti sbiaditi dal calore… e continuava, continuava a cantare, ed io ero sempre lì come perpetuamente immobile ma in costante movimento verso altri orizzonti, sempre più vividi, sempre più vicini, sempre più miei, sempre più Vita.
Finalmente mi sentivo vivo. Non ero strafatto e neanche ubriaco: ero semplicemente da solo, mentre ascoltavo quella canzone, che al quarantacinquesimo secondo sembrava raggiungere le vette dell’Himalaya e portarmi insieme ad essa, naturalmente: ma successivamente non terminava, perché riascoltandola poi si evinceva la chitarra psichedelica che istigava, anzi invogliava a Stare, ad emigrare dalla vita per rientrare in un’altra cosa che andava, sì, aldilà della vita stessa: era sulla strada, sulla strada c’era la pozione che più di ogni altra cosa svelava l’Essenza per regalartela, per sempre, nella mente e nel cuore, nelle vene dove quindi sgorgava impavida fino a Renderti.
Nessun commento:
Posta un commento