12 ottobre 2009

No Surprises

Avrei voluto dedicare alla città che per tanti anni mi ha ospitato delle parole più precise e meno intrise di delusione e rammarico rispetto a quelle raccolte nel post precedente, ed avrei potuto farlo prima. Tuttavia stavolta ho preferito aspettare i funerali delle vittime del fango, non tanto perchè i morti di Messina siano per me più sentiti rispetto a quelli di Viareggio o dell'Abruzzo e certamente non per contribuire al silenzio di dolorosa partecipazione che tanta gente sbandiera come una nota di merito, ma che a mio parere troppo coincide con una abulica indifferenza. Oltretutto odio questi funerali massicci, con decine di bare disposte una accanto all'altra, col legno lucidato ricoperte dalla bandiera italiana che andrebbe riservata piuttosto ai veri eroi, e stavolta davvero Simone Neri avrebbe meritato non solo questa definizione, ma anche il ricordo sentito da parte di tutti. Mi infastidiscono la curiosità della partecipazione popolare in un momento che dovrebbe essere invece di esclusiva presenza degli intimi, le sfilate dei porporati, schierati come sciacalli a svolgere il loro inutile ruolo e pronunciare parole vuote ed inflazionate e soprattutto il presenziare annoiato delle istituzioni, che qualcun altro oltre i soliti accaniti anarchici o qualunquisti avventori da bar giudicava più che responsabili di quelle stesse esequie. Aborro il crescente impiego dell'applauso, tipico di un popolo dipendente dal piccolo schermo e pronto a spellarsi le mani ad ogni minima frase ad effetto per palesare il proprio godimento, come le scimmie ed i babbuini.
Diciamo che con questo studiato ritardo offro a Messina, nel mio piccolo, l'occasione di balzare all'occhio della cronaca ancora per qualche istante, dato che come avevo correttamente supposto la notizia è da tempo tutt'altro che prioritaria sui giornali nazionali, sovrastata da Lodi e premi Nobel. Non solo, ma metto in risalto l'abulìa di cui parlavo precedentemente: l'incapacità di una città di indignarsi davvero e di cercare delle cause e dei responsabili. Questo è davvero offendere i morti, limitarsi ad assistere al loro trapasso senza soffermarsi ad indagare sulle cause, perchè non può concepirsi la morte per della pioggia. E nemmeno, eventualmente, per molta pioggia. Esiste solo l'incuria dettata dall'indifferenza, la stessa che mantiene la Sicilia inalterata da decenni.
Ed ovviamente esistono anche delle responsabilità, e prima che perda tempo la magistratura in processi che, come sempre nel nostro paese, non avranno alcun seguito, cito degli esempi: si è parlato a lungo dell'abusivismo edilizio, storicamente fomentato dall'assoluta certezza che i governi locali e nazionali si affrettano, per guadagnare consensi o piuttosto per ripagare debiti alla criminalità organizzata, a riproporre con grande costanza condoni edilizi e per gli abusi. Il primo governo Berlusconi, nel 1994, approvava un condono per tutti gli abusi commessi nel decennio precedente. Il secondo governo Berlusconi, nel 2003, proponeva un'altra sanatoria, di semplicissimo impiego e larga applicazione. E sempre nel 2003, il governo regionale di Cuffaro ampliava il condono del 1994 garantendo l'immunità penale per abusivismo.
La storia recente, datata solo dicembre 2008, si riconduce all'attuale amministrazione Buzzanca, che con questa delibera rende effettivi i condoni proposti dal governo nazionale per snellire le pratiche. Potrei inoltre aggiungere che la finanziaria 2008 vanifica lo sforzo compiuto dal governo Prodi che aveva stanziato 730 milioni di euro in due anni per un programma di mitigazione dei rischi idrogeologici ed inoltre taglia i 510 milioni di euro destinati alla protezione del territorio dell'82%, portandoli a 93,2 per il 2011. Nonostante questo, alle elezioni provinciali messinesi del 2008 le liste collegate al candidato del Pdl hanno ottenuto il 78,03% e la Sicilia verrà sempre ricordata come una roccaforte dapprima democristiana ed ora berlusconiana.
Eppure adesso la gente si lamenta, come se nulla fosse possibile fare. E piange non per l'indignazione o per i propri defunti, ma perchè non si sente italiana. Questo dopo aver votato a larga maggioranza un uomo arrestato per tangenti, mafia e limpido come il fango che ha travolto le case e 35 vite, fondatore del Movimento per l'Autonomia ed alleato della Lega Nord, quel partito che alle sue riunioni vende magliette con scritto "la Sicilia non è Italia".
E sebbene tutte queste cifre sembrino nette e precise, a Messina nessuno ci pensa. Si giustificano addirittura le amministrazioni locali e nazionali, investite dalla crisi e che non avrebbero potuto finanziare la prevenzione dei disastri per mancanza di fondi. Che francamente mi fa un pò ridere, detto nella regione simbolo dell'evasione e che sostiene con il suo voto il federalismo fiscale e nella città che sceglie per la seconda volta un sindaco già decaduto per peculato d'uso.
In ultima analisi, vi chiedo se a voi verrebbe mai in mente di costruire in un posto come questo.

(foto tratta da Repubblica.it)

Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
(Antonio Gramsci, "Indifferenti")

5 commenti:

Briz ha detto...

Assurdo come l'ignoranza di certe persone porti poi a certi risultati, cazzo il 78% di voti presi dal candidato del pdl nonostante i danni procurati da questo partito in questi ultimi anni, che cazzo hanno i prosciutti davanti gli occhi? Come si fa a votare per dei mafiosi? Cioè abbiamo un presidente della Regione che è stato indagato un bordello di volte insieme a quell'altra faccia di minchia di Cuffaro, che addirittura si è alleato alla lega che ci odia peggio degli africani e nonostante ciò alle ultime elezioni ha stravinto.Io vorrei capire ma son scemi o ci fanno? Godono a soffrire in questo modo? A farsi fottere giorno dopo giorno? Ma io davvero mi chiedo come si possa vivere bene in queste situazoni, ammesso che lo facciano, perchè se davvero fosse così dovrei cominciare a pensare che oltre che oltre ad essere un popolo pro berlusconi sia anche un popolo masochista quello siciliano! Ma dove si andrà a finire così? Son portato a credere che purtroppo, con mio profondo rammarico, la Sicilia non cambierà mai. Per fortuna sono andato via anche io da lì!

Anonimo ha detto...

Carissimo vecchio amico, il buon Goethe diceva che la Sicilia è ancor più Italia del resto d'Italia, nel bene e nel male. Se l'italiano ha la Signoria nel sangue, il Siciliano a maggior ragione. Dopo tanti secoli di sovrani stranieri prima e di Borboni poi (anche loro signori che governavano "dal continente", da Napoli), il cittadino isolano non riesce a concepire l'esercizio del potere come una parte della sua vita, il Presidente moderno per il Siciliano è ancora il Re di ieri. E ci sono due modi di comportarsi con un Re quando lo si incontra: festeggiare e inchinarsi quando lo si vede in pubblico, supplicare favori non dovuti al sire che tutto fa e tutto può quando lo si riesce ad incontrare in privato.

E poi c'è una terza che si fa per tutto il resto del tempo, ovvero quando il padrone non è presente: inveire contro di lui, monarca straniero insensibile ed incapace di capire il popolo su cui comanda, indipendentemente dalla sua nazionalità, che sia Arabo, Normanno, Francese, Spagnolo (Italiano?). E quando succedono le disgrazie, quello cui fino a ieri si erano chiesti favori e regalie diventa il peggiore degli orchi, un essere sordo e crudele che ha pensato solo ai fatti suoi anziché alle necessità dei suoi sudditi sempre ossequiosi e fedeli. Ma quando il potente Signore riappare, allora si torna al solito squallido rapporto che si ha sempre avuto con lui: tutti a inginocchiarsi ed a riverirlo, tutti in prima fila nelle celebrazioni, seppur bofonchiando minacce e improperi sottovoce... Ma al Re non serve sapere che il suo popolo lo ami, gli basta che, quando gli è dovuto, nel silenzio dell'urna o nell'applauso televisivo di un funerale, si inginocchi.

Anonimo ha detto...

A parte l'italiano a tratti preoccupante e le parole dimenticate qua e là, per cui vorrei scusarmi, mi son scordato alla fin fine anche di esplicitare l'idea dalla quale ero partito per scrivere ciò: noi Siciliani, come tutti i popoli mediorientali che si rispettino, siamo ancora inadatti alla democrazia.

Anonimo ha detto...

Temo avesse ragione Tomasi di Lampedusa, in Sicilia tutto cambia per restare com'è.

Anonimo ha detto...

Nessuna persona normale ci costruirebbe, così come a Pettino nessuno avrebbe costruito (visto che è su una faglia) ma ci sono interessi più grandi per i quali alcuni esseri DISUMANI ergo senza scrupoli costruirebbero anche in mezzo al mare.