1 febbraio 2012

Neve Mind (the Bollocks)

Piace a tutti l'immagine della neve che si ferma silenziosa sui tetti e sulle strade, come se invece che un addensato casuale di frattali ghiacciati fosse una calda coperta per l'anima.

Stronzate, Lucio.

Quando cade, la neve, fa un sacco di rumore, invece: si accumula fra folate di vento, cigolii, tonfi. Come la tristezza, che trova nel freddo circostante il terreno più fertile sul quale depositarsi e quindi si condensa in dolorose scaglie.

E' un fastidio, è il disagio dei fiocchi che si infilano nelle maniche, nelle orecchie, negli occhi e nel naso: è la strada ormai inspessita da una lastra di ghiaccio scivoloso, è il guanto inzuppato con cui hai pulito il parabrezza, è l'impossibilità di muoversi.

E' la folla che condivide pessime foto sfocate di strade di suburbana miseria nelle quali ci riduciamo a vivere, trattando la normalità come una festa, pascendoci di quotidianità priva di slanci, idee e novità.
E' la moltitudine di stati su facebook che esulta per la neve, quella che si lamenta di quelli che esultano per la neve, quella che invoca il caldo e fra 6 mesi aspetterà di nuovo l'inverno, in un costante modaiolo desiderio di inadattamento e pervicace inflazionata autocommiserazione.

Sono io che su facebook stanotte ho ritrovato me stesso, e mi sono rifiutato l'amicizia.

2 commenti:

Davide Nudo ha detto...

Io ho sempre odiato l'estate, preferito sin da piccolo l'inverno. Vuoi per le mie origini africane e per l'"esotico" candore della neve, vuoi per un comportamento che da alcune persone (in scala maggiore, di sesso femminile: quello che si elegge a genere più romantico mentre alla fine son solamente pruriti della vulva) è stato definito da "orso". Il problema è che d'estate sudo. E puzzo. Anche d'inverno, ma ho più tempo per rimanere a casa e non farlo notare a nessuno.

Anonimo ha detto...

Hai dimenticato "è il simpaticone che ti fa esplodere una palla di neve sulla nuca, bagnandoti per giunta la sigaretta".

Che però in genere non è così male come cosa, specie perché il simpaticone di solito sono io.