21 febbraio 2012

Jammece a durmì

Alcuni giorni fa giravo con un compagno di liceo in Fiat Uno, cercando un posto dove andare a perdere qualche ora del pomeriggio. Perché ci sono pomeriggi nati per passare, e giacché nessuno esiste per fare quello per cui è nato, non passano mai.

La Fiat Uno appartiene a mio nonno, è una bella macchina nonostante i 20 anni, molto spaziosa. Il motore, sebbene sia un 1.2, tira parecchio, perché l’auto è leggera. Questo significa anche che, a saper usare il cambio, consuma davvero poco, e si può stare con la spia della riserva accesa per chilometri e chilometri. Tra l'altro la mia ha anche il tettuccio in vetro (un optional che fa la differenza), gli alzavetri elettrici e il lettore CD.

I pomeriggi di noia sono la peggior cosa che possa capitare, a chi non è un soggetto adatto alla domanda. Rendersi conto della vacuità della vita e delle proprie azioni, cercare spasmodicamente un’idea che possa portare subito alla salvezza, o che almeno lo faccia entro i prossimi 3 anni, cosicché uno ci possa pensare su tutto il tempo, e nel pensiero trovare le ragioni per cui esiste e per cui, nel seguirle, sarà stato degno d’esistere. Perché l’esistenza deve essere anche degna, non siamo certo animali, siamo uomini!

Spiegavo più o meno questo al mio compagno di liceo, mentre eravamo nella Uno, quando lui mi rispose: 

No, secondo me, quand’uno non sa che fa’, è meglio che se ne va' a dormi'.


Mi spiazzò, la mia idea crollava miseramente sotto quel colpo di genio, una perla di terribile innocenza oscurava la lucentezza di tutte le mie parole, ogni mio intendimento idealistico sprofondava in un gorgo di nichilismo e praticità. Ma tenace e arguto come al solito, fui presto pronto a ribattere:

E quando si sveglia che cambia poi, scusa?

Eh, dipende da che deve fare, se non deve fare niente, meglio che va' a dormi' di nuovo.

Ahimé, la mia osservazione non costituiva certo un problema, la sua teoria assorbiva tutto, ogni asperità era stata già studiata e levigata, non potevo far altro che alzare bandiera bianca.

Ah, giusto, altrimenti si sprecherebbero  preziose energie.

Esatto, hai capito l'essenza.


Ossia: noi non siamo certo uomini, noi siamo batterie! (e neppure al litio) La domanda corretta, al massimo, potrebbe essere: cosa alimenteremmo mai?


6 commenti:

Davide Nudo ha detto...

Smettila di scrivere post della madonna! :D

Paolo ha detto...

Volevo linkarti proprio quel video ;)

Gen ha detto...

@Shèla. Smetto subito e vado a dormire :D

@Luca. E' un piacere rileggere un tuo commento sul blog! Grazie!

Hugo88 ha detto...

Questo post mi sembra volto eslcusivamente ad aumentare il disagio.

Gen ha detto...

Esatto! Infatti, la risposta corretta alla domanda corretta è: alimentiamo il disagio.

Cervello ha detto...

Ricordati che per sconfiggere la noia, si può sempre abbandonare il posto fisso. E poi andare a dormire.