Quando la mia età era compresa tra i 16 e i 17 anni, nell’assenza di miti generazionali che uno che s’esaltava a leggere Kant potesse venerare, feci dell’impavido Marco Travaglio - o era Roberto Saviano? - il mio idolo, e mi decisi a intraprendere la carriera di giornalista.
E’ facile intraprendere la carriera giornalistica: cominciate a tampinare un giornalista qualsiasi - se non avete alcun contatto fisico col mondo non vi amareggiate, ne trovate a pacchi anche su facebook - e prima o poi egli vi darà qualcosa da fare. Poi pubblicherà il vostro articolo col suo nome, voi non guadagnerete né la gloria né una lira, ma intanto avrete compiuto il primo passo verso un futuro di merda.
Un dì il mio vate mi chiese d’andare a fare un giro a Castelvolturno, per scriverci su una storia, e così il giorno dopo partii per la provincia sud di Caserta. Non è necessario che vi spieghi quanto faccia schifo il luogo, ci pensa già la fazione rossa dei giornalisti Rai; in loop più o meno tutti i martedì, i giovedì e le domeniche sera. Una cosa che mi preme raccontarvi, però, perché nessuno la dice ed è vergognoso, è che all’entrata del famigerato Villaggio Coppola si trova un decadente e inquietante cartello arrugginito, stile Silent Hill, che vi dà il benvenuto a Fontana Bleu: la città con 300 giorni di sole all’anno. Una vera chicca per tutti gli hipster con una reflex; se appartenete alla categoria andateci, mi raccomando! (spero che una tribù di nordafricani locali vi stupri mentre vi accingete a fingere di far dell’arte).
Ai giovani: sono molti i motivi per cui vi sconsiglio anche solo di tentare di fare i giornalisti, troppi perché possa risultarmi piacevole elencarli, vi basti dunque sapere soltanto che il sito de Il Fatto Quotidiano, che mi pare sia l’unico a non esser controllato da qualche potente lobby, dunque l’unico dove potreste, forse, scrivere quello che cazzo vi pare, sempre che vogliate fare del giornalismo per qualche nobile ideale e non perché siete degli inetti in qualsiasi espressione dell'intelletto umano che trascenda la capacità di scrivere - in quel caso andate a zappare, vi donerà ispirazione per deliziosi componimenti bucolici - titola le varie sezioni con esilaranti tag quali Politica e Palazzo, Giustizia e Impunità, Media e Regime e così via. Io, purtroppo, come dice *, sono ironico-leso, e dunque invece di compiacermi, a leggerli, mi faccio triste e penso: “che populismo”.
L'altro giorno, * mi ha detto che dobbiamo assolutamente andare in Spagna, “perché sulla costa del sol ci sono 300 giorni di sole all’anno!” Le ho proposto di andare a Castelvolturno; mi ha guardato in tralice. Se n’è andata via indispettita, non lo trovava divertente.
2 commenti:
è sempre bello vedere che scriviamo sullo stesso blog :)
Secondo me Fontana Bleu è senz'altro l'adattamento camorristico del Titty Twister, celeberrima mescita de "Dal tramonto all'alba".
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