19 gennaio 2010

Prefe libero!

(immagine tratta dal sito di Prefe)

Che l'informazione sia su internet non è oggetto di discussione. Sul web si può trovare qualsiasi dato l'umanità abbia partorito, per cui quando sostengo che, pur non acquistando quotidiani o accendendo la televisione, so perfettamente cosa accade ritengo di non essere in errore. Ed i blog, a loro volta, consentono talora di analizzare le notizie, conoscerne le sfumature ed, ovviamente, analizzarle e discuterne. Fra i molti di questi strumenti magari banali, ma certamente stimolanti, seguo abitualmente Blog Log III. Il suo autore, Prefe, è un ragazzo in gamba che scrive molto, condendo i suoi post con l'ironia e l'arguzia tipica dei bravi blogger. Fra le sue pagine sono venuto a conoscenza di tale Nicholas Farrell, giornalista inglese che periodicamente ci rallegra con perle di mediocrità pubblicate su Libero, che Prefe analizza per i suoi lettori con minuziosa attenzione e grande allegria. Tuttavia, dopo oltre un anno di questo divertimento, Farrell, accortosi della pubblicità fatta ai suoi pezzi, ha ritenuto di dover parlare della vicenda sul suo giornale, con un articolo che parte dalla prima pagina, nel quale vuole passare per martire demonizzato dai comunisti. Ma Prefe è un blogger come ce ne sono, o potrebbero essere, centinaia e migliaia di altri, ciò detto non per sminuire le sue doti, ma per ricordare che non è un giornalista con un'ampia visibilità. E che per lui deve essere stato curioso trovare il proprio blog citato su Libero come esempio di depravazione della sinistra italiana e della rete.
Farrell incarna perfettamente il prototipo dell'uomo di destra privo di qualsiasi spunto culturale, ma sostanzialmente non cattivo. Sembra credere profondamente a quello che dice e non pare viziato dalla malafede che invece traspare con evidenza dalle parole di gente come Feltri e Facci, per citarne un paio. Al contrario Farrell, persino nei limiti del proprio italiano palesemente sgrammaticato, parzialmente giustificabile data la sua nazionalità, esprime concetti molto chiari nella loro semplicità: sembra di assistere ad una discussione dal barbiere, col tassista o in qualche bar di periferia, in circostanze in cui i problemi si liquidano con massime e frasi fatte, sordità e manifestazioni di assoluta ignoranza.
Farrell trasferisce appunto la politica da bar, farcita di "i neri puzzano e stuprano", "i terroni rubano il lavoro", "le donne non devono lavorare", "la colpa è del comunismo", nel quotidiano con più contributi politici d'Italia e da oltre 100mila copie vendute al giorno, un pò come Biscardi trasferisce in televisione le discussioni da bar sul calcio: c'è chi si esalta guardandolo, immedesimandosi nei suoi interventi tanto inutili quanto sobillatori e nella cagnara di sottofondo, chi lo osserva divertito come si fa coi pagliacci e chi invece, nauseato, si limita a considerarlo un danno per lo sport. E come lui Farrell colleziona, piuttosto che degli ammiratori sinceri, dei fans delle sue grottesche abitudini; diventa, in sostanza, un personaggio popolare di una commedia plautina, goffo, prevedibile e ridicolo.
E difatti, il nostro inglese, non si rende conto che attaccando un blogger qualunque dalla prima pagina del suo giornale e facendolo peraltro con un articolo ulteriormente mediocre ed invitando i suoi lettori a difenderlo dai comunisti, contribuisce a rafforzare l'immagine di sè come di un clown che scrive, probabilmente coadiuvato dal Sangiovese a lui tanto caro, sull'impeto di emozioni non ragionate, senza riflettere inoltre sul rapporto di forze in campo, che lo ridicolizza ulteriormente. E, ne sono certo, continuerà a scrivere altri fantastici articoli senza nessun dubbio sulla bontà delle proprie opinioni.

2 commenti:

SCIUSCIA ha detto...

Ma dai, spettacolare!

Anonimo ha detto...

Avessi avuto un po' di tempo avrei creato un profilo di nome Antonio e ti avrei deto del comunista mangiabambini buono solo ad uccidere polli!!