7 gennaio 2010

And so this is a new year!

Ora che le varie ricorrenze, come da vecchio proverbio, si possono considerare concluse, posso esprimere la mia opinione senza passare per guastafeste: trovo che il capodanno sia una grandissima presa per il culo.
Non che io disdegni le occasioni di mangiare e bere in quantità e perdere tempo con gli amici, s'intenda. Tuttavia il capodanno, più ancora che il Natale, che considero una festa pagana e consumistica tutto sommato piuttosto innocua se trascorsa per i fatti miei, senza zampognari, preti e carole, incarna perfettamente gran parte delle caratteristiche umane che più mi infastidiscono.
Innanzitutto è il momento nel quale si concentrano buona parte delle promesse disattese, come se entrare in un nuovo anno dilatasse il tempo e rendesse possibile spenderlo per attività encomiabili. Adesso inizio la dieta, comincio a studiare, chiamare vecchi amici, lavorare, smetto di tradire mia moglie.
Mi da fastidio l'affannarsi delle folle a comprare regali, le telefonate di gente che non ha la grazia di farsi sentire negli altri giorni. Non so, il 3 settembre non è un bel giorno per farsi vivi? Peggio ancora quelle di sconosciuti parenti, di cui ti sforzi di ricordare il nome e qualche legame, per poter fare un paio di domande di rito, rispedire gli auguri e fingere di avere l'arrosto nel forno. Mi danno fastidio i tags nelle foto di Facebook, tutta questa gente che si affanna a fare auguri a 500 passanti e poi non ha il tempo di andare a prendersi un caffè quando glielo chiedo. E, a questo proposito, dovrebbe lo stesso FacciaLibro limitare la sua invadenza nel cercare di farmi relazionare con il prossimo: lo so che quel cazzo di tizio ha 98 amici in comune con me, era mio compagno di classe, ma non lo voglio aggiungere fra i miei amici, grazie, per quanto mi riguarda può bollire in una pentola di sperma mentre cinquanta Watussi intorno a lui rinnovano periodicamente quello che evapora in una sorta di enorme bukkake (se siete donne e conoscete questa pratica, la mia mail è in alto a destra).
Non mi piace la consuetudine del messaggio del capo dello Stato, che sembra il tema delle elementari di un bambino svogliato e non mi piaceva prima ancora che lo ascoltassi, è il concetto che mi infastidisce; voglio dire, sei un vecchio rimbambito, non per cattiveria, ma mia nonna ha la tua età e non si ricorda cosa ha pranzato prima ancora di finire di sparecchiare, che passa le sue giornate a firmare fogli, recitare "mi spiace, era una brava persona" quando muore qualcuno e tenere buoni quei pagliacci che si dice siano, ed io non ho dubbi, nostri fedeli rappresentanti, il tutto garbatamente con frasi di circostanza, e non sei in grado di raccontare qualcosa di diverso dalla crisi e dalla necessità di valorizzare i giovani, mentre metà dei miei coetanei pensa di cambiare paese, non potendosi permettere un mutuo nemmeno per pagarsi le mutande con cui bisogna girare per strada?
E cos'è questa assurda mania del concerto di Capodanno? Simbolo perfetto di un popolo privo di amore per la propria patria e soprattutto di memoria storica, applaudire gioiosamente in onore del più grande sterminatore di eroi italiani della storia. Vi immaginate le televisioni israeliane che trasmettono in diretta dalla Germania una lettura del MeinKampf? Ogni anno!
L'unica cosa che io riesco a fare è guardare indietro e accorgermi che gli anni passano sempre più in fretta e che non c'è davvero proprio nulla da festeggiare. E che un mese vale l'altro e un anno vale l'altro e che mi rende perplesso che il tempo si debba misurare in maniera così rigida, senza la sufficienza di chi cerca di assaporare la vita, o magari stravolgerla prima che ci inquadri lei.

6 commenti:

SCIUSCIA ha detto...

I posso solo dire che il nuovo anno è cominciato con i feed del blog che non funzionavano. Forse qualcuno vuole dirmi qualcosa.

Anonimo ha detto...

Anche io non sopporto il modo che abbiamo di vivere queste feste (e pure la Pasqua).

Anonimo ha detto...

Tutta la coreografia della pentola e del vecchio compagno di scuola è di mirabile fattura.

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Come scrissi in un mio post, per me l'anno inizia a settembre, dopo la consueta pausa vacanziera: è quello il momento in cui, a causa della più lunga pausa dell'anno dalle attibità consuete, ci si trova, anche senza volerlo, a riconsiderare la propria vita. Poi, naturalmente, le riflessioni uno se le fa quando più gli aggrada, ma il rientro dalle vacanze obiettivamente aiuta.

Arguzia ha detto...

(Comunque la colazione di Pasqua è una gran cosa.)

Anonimo ha detto...

Che sagoma quel direttore d'orchestra! Nessuno riuscirà mai a convincermi che quei gesti sconclusionati e quelle smorfie servano a qualcosa...