Di solito cerco di evitare attività autolesioniste e/o palesemente dannose, tipo fustigarmi, chiudermi le mani nel tostapane acceso, leggere Repubblica. Tuttavia, per quanto abbia cercato di limitare il più possibile la mia passione politica per evitare di incazzarmi furiosamente e passare le mie giornate come un tifoso dell'Inter fino a pochi anni fa, a volte ricado nel vecchio errore e mi ostino a curiosare i siti internet di qualche rivista scandalistica di medio-basso livello di quelle che in Italia scambiamo per organi di informazione (ma è un peccato tutto sommato veniale, visto che non abbiamo termini di paragone atti a discernere). Così mi ritrovo a leggere l'organo ufficioso dell'opposizione, e a parte la solita cronaca nera che il giornalista preferisce rendere in stile soap opera splatter-strappalacrime piuttosto che in forma di obsoleto articolo di giornale (“era una sera come tante, doveva solo tornare dai suoi poveri figli abbandonati dopo una giornata di lavoro, ancora non sapeva come sarebbe stata ESTRUSA IN STRISCIOLINE SOTTILI”), noto qualcosa che attira la mia attenzione più del solito.
A questo punto apro una piccola parentesi: niente su Repubblica attira mai la mia attenzione, niente di niente, a parte Michele Serra. E' scritto come un giornalino scolastico di quinta elementare, le firme prestigiose sono ormai rincoglionite, le iniziative antigovernative sono ridicole ed hanno il solo scopo di soddisfare il target degli anti-berlusconiani da salotto, l'impressione insomma è di un foglio di serie B che abbia cercato di saltare sul carro del vincitore sbagliato, dimostrando peraltro grande incapacità perché scambiare quelli del PD per dei vincitori è semplicemente impossibile.
Ribadito che per me leggere Repubblica piuttosto che ascoltare un discorso di un qualsiasi membro del governo è esattamente vedere da un angolo diverso il fondo dell'abiezione in cui è definitivamente precipitata (o sempre stata) la democrazia italiana, ritorno all'articolo che mi aveva colpito, che non linko solo perché non vorrei che qualcuno mi associasse ad un lettore di Repubblica, seppure occasionale.
“No alla parola compagni” la protesta dei giovani PD
Leggo allibito un articolo in cui un gruppo di giovani che probabilmente si sono diplomati a scuola come me (a culo) e che probabilmente non capiscono una mazza dell'esistenza protestano per l'uso della parola “compagni” come conclusione di un discorso ad un'assemblea del PD.
Cito testualmente:
Per noi "nativi del PD", cioè estranei alla tradizione comunista e a quella democristiana, "le parole compagni, festa dell'Unità, sono concetti che rispettiamo per la tradizione che hanno avuto ma che non rientrano nel nostro pensare politico e che facciamo fatica ad accettare... questo trapassato non ha noi come destinatari". Luca Candiano, uno dei firmatari (con Veronica Chirra, Matteo Cinalli, Sante Calefati e Marino Ceci, ventenni o poco più, giovani Democratici) sostiene che "è un'aria che si respira dall'inizio della segreteria Bersani" e che li fa sentire "fuoriposto", anche se non è una minaccia ad andarsene. Fanno eco Lucio D'Ubaldo, senatore, e Giorgio Merlo: per entrambi, ex PPI, "con i Gifuni (l'oratore incriminato, n.d.r.) di turno il PD si disegna un ruolo di eterna opposizione".
Non capisco perché in Italia si debba per forza essere ipocriti ed avere la faccia come il culo. Ma scusa, questi signori si possono decidere? Rispettano la tradizione, o gli da fastidio la parola “compagni”, che peraltro io uso anche per rivolgermi a occasionali compagnie di innocenti scampagnate senza nessuna allusione staliniana? Se la storia del loro partito non rientra nel loro pensare politico, allora perché dicono di non volersene andare? Chiedo a qualcuno del PD di spiegarmi se queste sono le discussioni con le quali invece si smetterà di avere un “ruolo di eterna opposizione”, e se lo sono gli chiedo anche di spiegarmi da che parte sta lui. Inoltre mi chiedo, se qualcuno ritiene questa cagata così importante da sprecarci tanto tempo e farla finire su un giornale, perché questo qualcuno non pensa di restituire la maledetta tessera? Glielo ha scritto il medico di tesserarsi?
La verità è che il PD non è nato per essere capace di avere un'idea precisa su qualcosa, è nato per inglobare tutto alla “Francia o Spagna purché se magna”. e i giovani son più inconcludenti dei vecchi, con tanti saluti al ricambio generazionale.
(Peraltro, un'idea precisa non permetterebbe di tenere un piede in mille scarpe, pratica secondo loro molto furba; inoltre, quante parole “impronunciabili” potrebbero esserci in un'idea vera? Dopo la crociata-compagni, rischieremo la crociata-salari, la crociata-tetto-fiscale, la crociata-scala-a-pioli, e chissà quante altre).
Sarebbe ora che il PD si sciogliesse e questa gente pensasse a trovarsi un lavoro vero, visto che la sua utilità è pari a zero e che tutti i soldi e i voti che ci buttiamo sono assolutamente sprecati.
A questo punto apro una piccola parentesi: niente su Repubblica attira mai la mia attenzione, niente di niente, a parte Michele Serra. E' scritto come un giornalino scolastico di quinta elementare, le firme prestigiose sono ormai rincoglionite, le iniziative antigovernative sono ridicole ed hanno il solo scopo di soddisfare il target degli anti-berlusconiani da salotto, l'impressione insomma è di un foglio di serie B che abbia cercato di saltare sul carro del vincitore sbagliato, dimostrando peraltro grande incapacità perché scambiare quelli del PD per dei vincitori è semplicemente impossibile.
Ribadito che per me leggere Repubblica piuttosto che ascoltare un discorso di un qualsiasi membro del governo è esattamente vedere da un angolo diverso il fondo dell'abiezione in cui è definitivamente precipitata (o sempre stata) la democrazia italiana, ritorno all'articolo che mi aveva colpito, che non linko solo perché non vorrei che qualcuno mi associasse ad un lettore di Repubblica, seppure occasionale.
“No alla parola compagni” la protesta dei giovani PD
Leggo allibito un articolo in cui un gruppo di giovani che probabilmente si sono diplomati a scuola come me (a culo) e che probabilmente non capiscono una mazza dell'esistenza protestano per l'uso della parola “compagni” come conclusione di un discorso ad un'assemblea del PD.
Cito testualmente:
Per noi "nativi del PD", cioè estranei alla tradizione comunista e a quella democristiana, "le parole compagni, festa dell'Unità, sono concetti che rispettiamo per la tradizione che hanno avuto ma che non rientrano nel nostro pensare politico e che facciamo fatica ad accettare... questo trapassato non ha noi come destinatari". Luca Candiano, uno dei firmatari (con Veronica Chirra, Matteo Cinalli, Sante Calefati e Marino Ceci, ventenni o poco più, giovani Democratici) sostiene che "è un'aria che si respira dall'inizio della segreteria Bersani" e che li fa sentire "fuoriposto", anche se non è una minaccia ad andarsene. Fanno eco Lucio D'Ubaldo, senatore, e Giorgio Merlo: per entrambi, ex PPI, "con i Gifuni (l'oratore incriminato, n.d.r.) di turno il PD si disegna un ruolo di eterna opposizione".
Non capisco perché in Italia si debba per forza essere ipocriti ed avere la faccia come il culo. Ma scusa, questi signori si possono decidere? Rispettano la tradizione, o gli da fastidio la parola “compagni”, che peraltro io uso anche per rivolgermi a occasionali compagnie di innocenti scampagnate senza nessuna allusione staliniana? Se la storia del loro partito non rientra nel loro pensare politico, allora perché dicono di non volersene andare? Chiedo a qualcuno del PD di spiegarmi se queste sono le discussioni con le quali invece si smetterà di avere un “ruolo di eterna opposizione”, e se lo sono gli chiedo anche di spiegarmi da che parte sta lui. Inoltre mi chiedo, se qualcuno ritiene questa cagata così importante da sprecarci tanto tempo e farla finire su un giornale, perché questo qualcuno non pensa di restituire la maledetta tessera? Glielo ha scritto il medico di tesserarsi?
La verità è che il PD non è nato per essere capace di avere un'idea precisa su qualcosa, è nato per inglobare tutto alla “Francia o Spagna purché se magna”. e i giovani son più inconcludenti dei vecchi, con tanti saluti al ricambio generazionale.
(Peraltro, un'idea precisa non permetterebbe di tenere un piede in mille scarpe, pratica secondo loro molto furba; inoltre, quante parole “impronunciabili” potrebbero esserci in un'idea vera? Dopo la crociata-compagni, rischieremo la crociata-salari, la crociata-tetto-fiscale, la crociata-scala-a-pioli, e chissà quante altre).
Sarebbe ora che il PD si sciogliesse e questa gente pensasse a trovarsi un lavoro vero, visto che la sua utilità è pari a zero e che tutti i soldi e i voti che ci buttiamo sono assolutamente sprecati.
4 commenti:
Chiedo perdono, ma il "sesso degli angeli" che c'entra ?
è un intercalare ?
Non penso che sia un problema chiamare qualcuno 'compagno', lo fanno anche quelli di destra. Certo che il PD soprattutto in queste settimane, pare un ectoplasma ed hai proprio ragione: i giovani sono inconcludenti (eccezion fatta per qualcuno) come i vecchi
perchè discutiamo di roba che non esiste, per questo sesso degli angeli :D
a me il pd pare peggio del pdl, e lo dico da anni.
se dovessi scegliere fra i due cambierei paese.
Più che altro, sono loro che discutono di cose totalmente inutili. E i giovani del PD secondo me sono inconcludenti perché sono allievi dei vecchi del PD, serve un ricambio ideale prima che generazionale, io da giovane (categoria misteriosa e variegata come i batteri che causano malattie intestinali) vorrei un po' di idee e sopratutto di ideali; da quando mi interesso di politica, cioè da quando sono vivo, tutti parlano di migliorare le nostre condizioni, nessuno di cambiarle. Sembra una sottigliezza, ma c'è una differenza ciclopica tra mettere una pezza e proporre un quadro generale diverso. A tal proposito mi viene in mente un discorso di un certo Olof Palme (spesso citato da Veltroni, ma comunque mai a proposito) che magari un giorno posterò.
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