30 giugno 2010

C'è più gusto ad essere italiani

Il vero dramma dell'eliminazione italiana dalla coppa del mondo non è tanto l'insoddisfazione per una mancata vittoria quanto l'odiosa presunzione degli allenatori che spuntano come funghi a fornire la loro, non richiesta, opinione.

Capisco i commentatori sportivi, che del resto han scelto di recitare per mestiere il ruolo di divoratori di carcasse, ma ci sono 60 milioni di persone che invece ripetono meccanicamente copioni che non capiscono.

Voglio dire, il bersaglio preferito del post-eliminazione, soprattutto nei mondiali, è il commissario tecnico. E fin qui posso anche essere d'accordo, anche se personalmente l'errore più vistoso che mi sento di imputare a Lippi è la mancata stretta di mano all'allenatore avversario dopo l'eliminazione (cui peraltro, a mio parere, dovremmo essere grati per averci evitato di guardare orripilati per 90' Robben irridere Criscito e Cannavano).

Senz'altro Lippi avrebbe potuto fare meglio convocando (l'avrei fatto, intendiamoci) quello che è tanto intelligente da far sfigurare Renzo Bossi, non gioca nella sua squadra ed oltre metà degli italiani non considera connazionale se non nel momento in cui le sue gambe negre potrebbero mettersi al servizio della nostra patria. Nulla di nuovo. O magari avvalendosi dei lampi di genio di Mr.-non-ho-MAI-fatto-un-gol-decisivo-nella-mia-carriera-ma-posso-conquistarti-con-la-mia-efferata-acne (questo non l'avrei fatto). Avrebbe potuto far giocare diversamente e meglio.

Il fatto è che criticare le scelte di un allenatore che ha vinto la coppa dei campioni con la Juve di Torricelli e Padovano ed ha già alzato la coppa del mondo mi sembra quantomeno una sparata fuori misura, dal momento che abbiamo perso contro Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda; che non sono proprio come il Brasile, che vince le partite giocando 10 minuti su novanta nei quali 6 giocatori scambiano la palla tanto da andarla a parcheggiare nella porta avversaria e gli altri 5 ballano la samba.

Se una squadra nettamente più forte perde tre volte contro compagini più deboli, il problema non sta nella formazione e nelle convocazioni. State parlando del sesso degli angeli. E' tutto psicologico, ambientale. E soprattutto sociale.

Avevo già detto che le nazionali sono lo specchio del paese che rappresentano. E la nostra Italia, storicamente dal potenziale altissimo in molti campi, gioca oggi più che mai con la palla al piede del menefreghismo dei suoi cittadini, che millantano un orgoglio nazionale da manifestare ogni 4 anni per i Mondiali, ma mai ogni 5 per le elezioni. Siamo noi i vecchi, i conservatori, quelli senza speranze. Ridotti a brandelli da istituzioni scelte da noi che cancellano il futuro e scoraggiano i giovani. Che rifiutano quel 10% di italiani non d'origine, quasi tutti ragazzi.

Così, mentre il nostro giocatore più forte marcisce in panchina e potrebbe finire per trasferirsi all'estero in squadre che magari non vincono nulla, ma sicuramente eccellono in ciò che nessun club o nazionale italiano riesce a fare, cioè giocare a pallone senza far venire il latte alle ginocchia, i vecchi leader, quelli che giocano e quelli che comandano, stanchi, appagati e con le poltrone intonse, mangiano e prosperano fin quando tirano, in senso sportivo, le cuoia. E sono talmente demotivati che si contentano di perdere anche la faccia invece di aggredire le occasioni con fame di vita e di vittoria.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Travaglio ha sritto che Lippi convoca quelli che stanno ai suoi ordini, zitti e filano dritti. Lasciando a casa quelli con più fantasia perchè possono disubbidirgli e non rispondono a comando. Ed ha paragonato questo al modo di fare politica del nano di Arcore. Direi che ci ha preso

Aitor ha detto...

Caro Hugo mi sa che ci hai preso. Premesso che sono contento che siamo stati eliminati, non perchè tifavo contro, ma perchè non volevo veder di nuovo quel DROGATO di Cannavaro ( il farmaco che si iniettava nel famoso video era doping, checchè ne dicano) essere osannato.

Sentire i vari CUCCI, BARTOLETTI, ORDINE dare addosso a Lippi e chiedere la testa di questo o quel dirigente mi fa ridere, in quanto se fossero coerenti dovrebbero in primis loro dare le dimissioni da giornalisti per aver pronosticato squadre come l'INGHILTERRA di CAPELLO sicura finalista, che invece è tornata a casa con le ossa spaccate esattamente come l'Italia : ASINI.

Senza entrare in polemica con nessuno, sottolineo solo che LIPPI ha allenato un certo EDGAR DAVIDS e un certo DIDIER DESCHAMPS e un tal PAOLO MONTERO voglio dire personcine che non hanno proprio dei caratteri mansueti, pronti a obbedire ad ordini e stare zitti.
Ecco forse Travaglio è meglio che si occupi di politica...

Hugo88 ha detto...

travaglio mi piace quando racconta fatti, meno quando esprime opinioni.

lippi ha tanti torti, ma nell'intervista ha detto "è tutta colpa mia" ripetuto a nastro.

silvio non ce lo vedo a dire una roba del genere.