Ogni tanto i critici d'arte fanno come i filosofi: s'incontrano e si mettono a discutere.
"Se prendiamo qualcuno a caso e lo spacciamo per grande artista, tutti tranne noi diranno: non abbiamo capito un cazzo di arte! Scegliamo un cialtrone e decidiamo che è sublime così la gente penserà che nell'arte c'è qualcosa che solo noi critici possiamo capire. Così avremo ancora un lavoro anziché andare a vendere fazzoletti agli incroci come dovrebbe fare chiunque non sia in grado di produrre arte ma sostenga di lavorare in campo artistico come noi parassiti!"
Pollock è l'emblema del frutto di un accordo acritico tra critici.
Rappresenta l'ultimo stadio della pittura: nel corso dei secoli siamo passati dal dipingere la realtà come dei bambini ritardati, che vivono in R^2, poi come delle persone brave col pennello. Poi ad esternizzare stati d'animo sulla tela, dopo ancora a tentare di dar vita alle idee. Pollock non dipinge nulla di tutto questo: il significato più profondo delle sue tele è che da qualche parte c'è un BRICO il cui reparto vernici ha fatto un sacco di soldi.
In realtà sono forse un po' troppo crudo: perlomeno gli va riconosciuto il grande merito di aver sdoganato la sborra come materiale artistico. Ecco infatti la sua celeberrima opera "Giovine donna dopo un bukkake":
"Se prendiamo qualcuno a caso e lo spacciamo per grande artista, tutti tranne noi diranno: non abbiamo capito un cazzo di arte! Scegliamo un cialtrone e decidiamo che è sublime così la gente penserà che nell'arte c'è qualcosa che solo noi critici possiamo capire. Così avremo ancora un lavoro anziché andare a vendere fazzoletti agli incroci come dovrebbe fare chiunque non sia in grado di produrre arte ma sostenga di lavorare in campo artistico come noi parassiti!"
Pollock è l'emblema del frutto di un accordo acritico tra critici.
Rappresenta l'ultimo stadio della pittura: nel corso dei secoli siamo passati dal dipingere la realtà come dei bambini ritardati, che vivono in R^2, poi come delle persone brave col pennello. Poi ad esternizzare stati d'animo sulla tela, dopo ancora a tentare di dar vita alle idee. Pollock non dipinge nulla di tutto questo: il significato più profondo delle sue tele è che da qualche parte c'è un BRICO il cui reparto vernici ha fatto un sacco di soldi.
In realtà sono forse un po' troppo crudo: perlomeno gli va riconosciuto il grande merito di aver sdoganato la sborra come materiale artistico. Ecco infatti la sua celeberrima opera "Giovine donna dopo un bukkake":
Il suo stile è inconfondibile e si divide in due fasi: nella prima si
dispiega con accortezza la tela sul pavimento. Nella seconda, la si
cosparge di qualsiasi sostanza organica fino ad ottenerne
un'equidistribuzione.
Il problema del consacrare con la critica gente del genere è che poi la faccenda degenera, la gente non capisce più nulla e non è in grado di riconoscere la vera arte.
Prendete ad esempio questo blog, era un posto rispettabile prima che tutti questi terroni molesti la trattassero come una tela di Pollock; l'hanno stesa per terra e poi cagato sopra, seppellendo i miei vecchi post!
Non è vero, ma mi serviva un paragone calzante. Tutto sommato il ciarpame che c'è qui sopra è arte vera, rispetto ad un'eiaculazione di Pollock: pensateci, se tutte le sue opere fossero date alle fiamme l'umanità non perderebbe in termini di arte, ma di sputacchiere.
In compenso è semplice poter organizzare mostre con le sue opere, basta un capannone, rigorosamente privo di servizi igienici. E' il concetto di arte che si evolve o, se preferite, di interazione con il pubblico.
La speranza è che Pollock fosse nient'altro che un gran burlone. Uno che passava il tempo a cagare sulle tele e poi, quando la critica lo trattava come un maestro della pittura, ridere segretamente. Il problema è che, stando alle sue dichiarazioni, era un idiota fiero, se davvero riteneva che i suoi quadri fossero prodotto del suo inconscio. A meno che "inconscio" in inglese non significhi "intestino".
Il problema del consacrare con la critica gente del genere è che poi la faccenda degenera, la gente non capisce più nulla e non è in grado di riconoscere la vera arte.
Prendete ad esempio questo blog, era un posto rispettabile prima che tutti questi terroni molesti la trattassero come una tela di Pollock; l'hanno stesa per terra e poi cagato sopra, seppellendo i miei vecchi post!
Non è vero, ma mi serviva un paragone calzante. Tutto sommato il ciarpame che c'è qui sopra è arte vera, rispetto ad un'eiaculazione di Pollock: pensateci, se tutte le sue opere fossero date alle fiamme l'umanità non perderebbe in termini di arte, ma di sputacchiere.
In compenso è semplice poter organizzare mostre con le sue opere, basta un capannone, rigorosamente privo di servizi igienici. E' il concetto di arte che si evolve o, se preferite, di interazione con il pubblico.
La speranza è che Pollock fosse nient'altro che un gran burlone. Uno che passava il tempo a cagare sulle tele e poi, quando la critica lo trattava come un maestro della pittura, ridere segretamente. Il problema è che, stando alle sue dichiarazioni, era un idiota fiero, se davvero riteneva che i suoi quadri fossero prodotto del suo inconscio. A meno che "inconscio" in inglese non significhi "intestino".
Quello che accomuna Pollock ai grandi è una violenta morte precoce, in
circostanze mai troppo gradite: si schiantò con la sua auto. Fu quella
la sua ultima opera d'arte:


7 commenti:
"Non è vero, ma mi serviva un paragone calzante."
Posso almeno sorridere per la chiara falsità di queste parole ?
Pollock mi ha sempre dato l'idea di essere il fratello scemo di Kandinsky: astrazione fine a se stessa. Dopo qualche quadro non vedi più nemmeno l'astrazione. Solo un mare di merda.
P.S.: Mi riferisco sempre a Pollock
P.P.S.: Sti terroni su Le Saghe di Onan hanno rotto il cazzo!
Maledetti terroni.
Hanno rovinato la Terronia.
Per non parlare del fatto che se tu hai due Pollock (pur odiandolo) e io non ne ho manco uno (pur non odiandolo), risulta che in media abbiamo un Pollock a testa, quando la cosa è palesemente falsa, non rispecchiando la condizione reale del mio (e del tuo) portafoglio.
http://jacksonpollock.org/
C'è un po' di Pollock in ognuno di noi!
Non credo che si ci possa beare della propria idiozia, visto che l'idiozia non conduce alla beatitudine. O sì?
Poi, suvvia, è cromaticamente gradevole. Un artista da sfondo del desktop.
I difetti saranno dovuti all'influsso di una qualche barbara subumanità meridionale.
Non è un po' deprimente pensare che il mondo intero si faccia "abbindolare" da 3-4 individui che definiscono un artista "grande", senza che ci sia un minimo di verità?
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