11 giugno 2011

Fifteen Cent

Lattina di birra da 15 centesimi, non fa nemmeno così schifo. Poi ti ci abitui, al piscio frizzante, cominci a sorprenderti quando senti il sapore del malto, del nettare che scende come miele giù per la gola. Fin quando ritieni uno sforzo eccessivo spendere quei pochi pesantissimi euro per regalarti l'attimo di godimento, il bere puramente edonista, l'antitesi della bottiglia in mano per mera abitudine. A questo stadio non si distinguono neppure i sapori, non ci sono birre che non si è disposti a bere, e poi ci sono quelle genericamente buone.

Sperare che la gente vada a votare perchè tutto resti esattamente com'è, mentre a Palermo la gestione del servizio idrico è in mano ad un'azienda privata con contratto trentennale dopo una gara d'appalto con la partecipazione della sola ditta vincitrice. Gioire per il meno peggio mentre dentro qualcosa muore.

Pensare che vorrei sul serio le centrali nucleari, poi che mi farebbero una paura fottuta perchè tanto lo sappiamo tutti come funziona qui e poi che è proprio per questo che le vorrei davvero, e che esplodano mentre qualche città abusiva del cazzo viene rasata al suolo da un terremoto, per far vedere alla gente quale scempio provoca l'indifferenza, la supinità, l'ostentato disinteresse. Pensare ad uno storpio sardo che diceva esattamente queste cose mentre moriva, ma non dentro, perchè un cervello può non smettere di funzionare.

Pulsare attraverso le frequenze di una piazza che festeggia per il rinnovamento sotto la madonnina di Milano e dover riporre la speranza nel nuovo nell'assessorato di un vecchio democristiano filoberlusconiano. Concludere che in fondo non me ne frega un beneamato.

Sentirsi a disagio nel camminare sulla pubblica piazza, senza nessun altro motivo, perchè gli unici reati che ho eventualmente commesso li ho divisi dietro gli striscioni con migliaia di persone e non avevo il volto nascosto. Perchè ci sono sbirri, ma non solo quelli col cazzo apparentemente duro, quelli sfigati della municipale, che ora si chiama polizia, ma i collaboratori scolastici a casa mia si chiamano ancora bidelli, i minus habens menomati e loro sono sempre i vigili. Riflettere che bere birra da 15 centesimi seduto sulle scale, eventualmente intonando qualche canzone al ritmo di un mi minore, deve essere ritenuto turpe dalla comunità.

Spiegare le vele al vento, ma vedere che il vento non capisce un cazzo.

Inseguire l'iperuranio con la speranza che le idee non divengano ombre proiettate, ma si mantengano vive, pure, splendenti e luminose. Il prezzo è la solitudine totale in quella quintessenza del vuoto e del pensiero puro; ma è lo stesso isolamento di passiva emarginazione del barbone che si abbandona fra i cunicoli delle metropolitane, pur in mezzo alla gente, pur sferzato dalle correnti d'aria, ma del tutto inerte e solitario. Ma possibilmente con in mano una lattina di birra da 15 centesimi.

3 commenti:

Gen ha detto...

birra prinz? *_*

Anonimo ha detto...

In effetti nominare assessore Tabacci è come dire di non volere più la chirurgia estetica e sposare Alba Parietti.

IO non ho festeggiato e ne vado fiero. Però i referendum forse ci daranno una mano quando tenteranno di aprirci ancora il deretano

Anonimo ha detto...

Giusto per cacare il cazzo, il titolo dovrebbe essere "fifteen centS"