13 aprile 2010

Non sei mai solo con la schizofrenia

L'altra sera, noi due stavamo discutendo proprio della schizofrenia davanti ad un corroborante bicchiere di vodka liscia ghiacciata. Ed intendo proprio un solo bicchiere. Vedete, il principale vantaggio degli amici immaginari è che non scroccano da bere e non mi fanno sentire mai in colpa quando non gli offro nulla; poi sono particolarmente abili nel perdere alla play station, recando così grande compiacimento al mio ego (che vive di cose molto piccole, in fondo) e non si fanno le ragazze che piacciono a me, anche se spesso si lasciano andare ad apprezzamenti e considerazioni che io non avrei mai il coraggio di fare, vincolato dalla mia storica pudicizia.

Un tempo avevo un sacco di amici immaginari: ma non avevano mai alzate d'ingegno nè proposte interessanti da fare. Facevano le spalle del boss, che nel caso specifico ero io, sempre per quel solito discorso per il quale adoro sentirmi importante, specie senza motivo.
Poi ci ho litigato in modo molto veemente: mi rimproveravano di non farmi mai sentire, e che dovevano sempre sbucare loro a sorpresa per riuscire a trovarmi. Dal canto mio, non sopportavo la loro gelosia nei confronti degli amici veri; non sono riuscito a spiegare loro che preferisco giocare a carte senza dover impersonare tutti i contendenti. Era proprio un problema di comunicazione, l'ho fatta finita e non li ho più visti.

Adesso convivo con una mia proiezione e, badate, è una scelta molto impegnativa. Sa sempre cosa mi passa per la testa, non riesco mai a sorprenderlo. Ma il lato positivo è che noi due insieme stiamo benissimo, ci compensiamo. E soprattutto, teniamo il nostro rapporto segreto, così non c'è il rischio che qualcuno possa considerarmi malato, dato che c'è questa assurda concezione della schizofrenia come un problema, piuttosto che una soluzione. Voglio dire, c'è qualcosa di meglio che potersi creare i propri compagni di avventure? Intendiamoci, io non me ne vergogno affatto di questa mia caratteristica. Fra l'altro, ho scoperto essere piuttosto diffusa: pare che 3 persone su 2 nel nostro paese siano schizofreniche.

Il mio alter ego è molto più bello di me. Dorme di più e non ha occhiaie. Non ha nemmeno bisogno degli occhiali e quelli da sole gli conferiscono un aspetto serio ma affascinante. Ha sempre i capelli tagliati al punto giusto e la barba in sintonia con la capigliatura del giorno, dato che può cambiarla a suo piacimento in funzione del suo umore. E soprattutto, è sempre allegro ed ottimista e riesce a vedere il lato positivo in ogni cosa: quando il pensier mio s'annega nell'immensità, io vedo il naufragio e lui una barca con a bordo 12 ballerine di cancan in bikini.

Cerco di non dargli troppo conto quando si lascia andare a progetti inverosimili, quando parla di amore, di eterno, di speranza: la speranza è pericolosa, la speranza è l'arma degli sciocchi che si vogliono appellare al fato senza controllare le proprie azioni. Ma lui lo sa che in fondo ho un disperato bisogno di credergli; anche se muore, la speranza muore per ultima.
Stasera si è addormentato presto, dopo avermi deriso con un sorrisetto che lasciava intendere che sapeva perfettamente quanto mi sarei appellato alle sue parole. Adesso lo guardo, appoggiato sulla mano destra con noncuranza, col gomito sul bracciolo: persino quando dorme conserva l'eleganza di un dandy.
Non so se il suo continuo illudermi sia positivo. Essenzialmente, non so se abbia ragione a pensare ciò che mi dice, ma sembra godersela un mondo.
Vedremo se da domani sarà ancora qui, a recitare la faccia della medaglia che io mi ostino a voler ignorare.

6 commenti:

SCIUSCIA ha detto...

Il titolo è più bello del post.

Gen ha detto...

A mio avviso è tutto molto bello

Lipesquisquit ha detto...

Ti capisco sinceramente, davvero.
Perciò ti linko.

essere disgustoso* ha detto...

"io non sono schizofrenico!"
disse l'altro me della mia immagine riflessa allo specchio.

Anonimo ha detto...

"Prima ero schizofrenico, adesso siamo guariti"

Hugo88 ha detto...

che bello!
mi piace quando mi date corda!