4 aprile 2010

La domenica delle palle

-Siamo riusciti a piazzare i nostri uomini allora?
-Si, adesso dovrebbero bloccare un po' di leggi che agiscono contro di noi.
-Perfetto, l'importante è anche avere questi numeri.
-Mi scusi, ma è poi così necessario entrare nel palazzo?
-Mi sembra chiaro. Ma non tanto per le leggi, tanto poi le leggi le facciamo noi, capisci quel che intendo dire?
-Certo. Perchè allora?
-E' fondamentale dare la percezione del controllo dello Stato. Noi siamo perchè lo Stato non è, pertanto dobbiamo esserci dentro per corroderlo. Poi lavoriamo sul territorio. La gente ha paura di noi, ma ha anche fiducia in noi. Siamo gli unici che riescono ad aiutarli ed ammaliarli, dobbiamo essere dappertutto. Se poi si riesce a mantenere questo potere senza usare la minaccia o la violenza è tanto di riguadagnato.
-E poi togliamo quelle zecche rosse no? Immagino che anche questo sia stato preventivato.
-Lo sai, adesso sono loro più di altri il problema. Non perdono mai occasione per parlare di connivenza dell'altra parte con noi. "Connivenza", che brutta parola. Io direi che abbiamo una visione comune, lasciare le cose come sono è molto più semplice.
-Poi magari passa la mania quell'altro frocio con l'orecchino che si intende il salvatore della patria.
-Stai tranquillo, tanto a noi qui non ci tocca. Però è vero, gay e femmine devono restare in silenzio.
-Anche le donne?
-Soprattutto loro! Hai mai visto una femmina ad una nostra riunione? No, e non ce ne troverai mai. Ci sono delle cose che solo gli uomini sanno fare, capisci cosa intendo? Lasciale nella convinzione di non avere diritti e non avrai mai problemi con loro! Quelle parlano troppo, sono emotive; sarà perchè fanno i figli.
-Senta, a proposito.. io, ecco, non vorrei mettere in discussione il suo modo di operare, ma insomma, con loro, i figli.. non si può proprio evitare di metterli in mezzo?
-Ascolta, se fosse per me li lascerei fuori da tutto. Ma se devo scegliere fra uno di loro ed il mantenimento della nostra forza, scelgo la seconda. Anche per dieci di loro, o cento.
-Addirittura? ma io credevo che si trattasse di pochissimi..
-Tu conosci solo i pochi casi che conoscono tutti, i figli delle persone importanti o quelli che si fanno sgamare. Sono anche molti di più di cento, non hai idea quanti. Sono il principale strumento per ricattare. E noi non possiamo metterci nelle condizioni di essere ricattati, ma in quelle di non farci abbattere per delle minchiate.
-Ma i bambini non sono minchiate!
-Certo che lo sono, sono dettagli in confronto alla nostra grandezza. Come sono dettagli dei cadaveri che non devono essere ritrovati. Basta nasconderli per un po', farli sparire, e nessuno farà domande scomode.
-Ma questo non causerà rabbia contro di noi?
-La nostra immagine è già odiata da quasi tutti, non farà differenza. Poi però alle vie di fatto ci vengono dietro in molti, e anche tanti che parlano poi fanno finta di niente. La rabbia passa in fretta, la gente si abitua a tutto e crede a tutto. Basta raccontare loro la favola giusta.
-A proposito, non si sta facendo tardi?
-Hai ragione! Passami la mitria, mi staranno aspettando.

8 commenti:

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Azz...pensavo che chiedesse di passargli la sua camicia verde :-D

Anonimo ha detto...

un'intercettazione riguardante leghisti?
Auguri

Anonimo ha detto...

conoscendoti avresto potuto scriverla sia in lombardo che in siciliano. in effetti mi immaginavo la coppola, come copricapo finale.

L.

Gen ha detto...

e la piazza, ogni Domenica, è sempre piena. Che popolo di merda.

SCIUSCIA ha detto...

Ti dico solo che pensavo si trattasse di dirigenti del PD. Sono serio.

Anonimo ha detto...

Ma guarda, per me poteva anche parlare di Moratti e di tutta la sua stirpe...

Hugo88 ha detto...

avevo un'idea di partenza in effetti, poi mi sono mantenuto sul vago, in modo che ciascuno ci vedesse un po' quello che vuole..

è bello fare un post con la gente che discute su cosa volevi dire, fa molto sviluppina..

L. chi sei, maldido? :D

Arguzia ha detto...

Come Sciuscia per un attimo mi sono aspettata un D'Alema-Veltroni.