Adesso che anche Sgarbi, un uomo sul quale mi riesce persino difficile pensare di poter fare battute più efficaci nel qualificarlo di una qualsiasi sua dichiarazione, si è messo a latrare sulla faccenda del caos Liste mi sento di poterla elevare da simpatica farsa ad assoluta pagliacciata.
In verità io sono del tutto convinto che il Pdl avrebbe dovuto avvalersi del diritto di presentare i propri candidati a Roma, in Lombardia e dovunque volesse. Sì, lo so che "le regole ci sono" e che "prevaricatori fascisti".. sono d'accordo. Ma analizzando la faccenda mi sono chiesto: perchè esistono queste regole per presentare una lista? Ha senso che un partito con 12 milioni di voti distribuiti più o meno uniformemente sul territorio nazionale debba perdere tempo a raccogliere qualche centinaio di firme quando l'evidente significato di queste regole è impedire a tutti i buontemponi perdigiorno di intasare le schede elettorali con scritte quali "ciao mamma" o "w la patata" (che peraltro riscuote grandissimo successo). Con tutto questo ho usato appositamente il condizionale passato: le regole ci sono e fanno schifo. Le avete volute voi, tenetevele senza rompere i coglioni e piazzate i vostri uomini alla RAI, in qualche giornale, rivista di gossip o fateli ausiliari del traffico. Per stavolta, niente poltrone. La legge dovrebbe essere fatta per l'uomo e non viceversa, ma come si fa a stabilire il confine di intervento legittimo (non preventivo, è ovvio, è quello che sto cercando di dire) per rimediare alle assurdità che la legge stessa ha provocato?
Per esempio, supponiamo che tutti i sondaggi diano il candidato di Berlusconi in netto vantaggio rispetto agli avversari e ammettiamo che a seguito di un'astensione-da-bella-giornata particolarmente elevata questo effettivamente non vinca. Le regole della competizione elettorale assegnano seggi e governatore a chi ha preso più voti, ma tutti sanno che effettivamente quell'uomo non ha nè maggioranza nè consenso. Ma è giusto che si insidi, anche se squallido. Il governo potrebbe invalidare l'elezione, appellandosi al diritto di soddisfare il volere dei cittadini. Siete davvero sicuri che una situazione del genere sia davvero così campata in aria, mentre intanto arrivano mail e telefonate in tutta Italia non autorizzate e Casini mi telefona a casa per raccattare il mio voto? Quanto ciò è più corretto che riammettere una lista che ha eluso i termini prescritti dal regolamento?
Insomma, il succo è che le regole fanno schifo come quelli che non si preoccupano di cambiarle. Il problema di fondo è che la democrazia in Italia non funziona, nel senso che il nostro paese è proprio inadatto ad assimilarla. Non so se sia una forma di gestione che non funziona in assoluto o se sia valida solo per posti meno popolosi, o abitati da gente già acculturata e abituata al concetto di "cosa pubblica". Ma di fatto, quando un insieme di elementi non è in possesso di capacità per eleggere i propri rappresentanti con cognizione di causa, questi tenderanno a godere del proprio ruolo disinteressandosi della persone che devono rappresentare. E' fisiologico, dai livelli più alti sino ai rappresentanti di classe o di condominio che si fanno eleggere per farsi belli con le ragazzine ed in più intascano i soldi dei condomini con cui portarle fuori a cena.
Mi piacerebbe che si potesse votare senza grosse, colorate e confusionarie schede elettorali. Vai al seggio con un piccolo foglio bianco e scrivi in stampatello il nome del partito che ti piace, per intero, con nome e cognome di un uomo di quel partito che vorresti eleggere e poi sotto del governatore che preferisci (sì, gli elettori della Lega sarebbero spacciati, l'ho pensato per questo). Niente liste di presentazione o raccolte di firme. Solo un'iscrizione online e l'elenco dei candidati distribuito coi giornali della domenica. Semplice e facile, per tutti quelli che potrebbero avere la voglia di interessarsi di politica almeno per un giorno, senza essere svalutati dai milioni che si ostinano a votare senza riuscire a leggere qualcosa oltre le X che piazzano sui merdosi simboli simili a slogan pubblicitari.
In verità io sono del tutto convinto che il Pdl avrebbe dovuto avvalersi del diritto di presentare i propri candidati a Roma, in Lombardia e dovunque volesse. Sì, lo so che "le regole ci sono" e che "prevaricatori fascisti".. sono d'accordo. Ma analizzando la faccenda mi sono chiesto: perchè esistono queste regole per presentare una lista? Ha senso che un partito con 12 milioni di voti distribuiti più o meno uniformemente sul territorio nazionale debba perdere tempo a raccogliere qualche centinaio di firme quando l'evidente significato di queste regole è impedire a tutti i buontemponi perdigiorno di intasare le schede elettorali con scritte quali "ciao mamma" o "w la patata" (che peraltro riscuote grandissimo successo). Con tutto questo ho usato appositamente il condizionale passato: le regole ci sono e fanno schifo. Le avete volute voi, tenetevele senza rompere i coglioni e piazzate i vostri uomini alla RAI, in qualche giornale, rivista di gossip o fateli ausiliari del traffico. Per stavolta, niente poltrone. La legge dovrebbe essere fatta per l'uomo e non viceversa, ma come si fa a stabilire il confine di intervento legittimo (non preventivo, è ovvio, è quello che sto cercando di dire) per rimediare alle assurdità che la legge stessa ha provocato?
Per esempio, supponiamo che tutti i sondaggi diano il candidato di Berlusconi in netto vantaggio rispetto agli avversari e ammettiamo che a seguito di un'astensione-da-bella-giornata particolarmente elevata questo effettivamente non vinca. Le regole della competizione elettorale assegnano seggi e governatore a chi ha preso più voti, ma tutti sanno che effettivamente quell'uomo non ha nè maggioranza nè consenso. Ma è giusto che si insidi, anche se squallido. Il governo potrebbe invalidare l'elezione, appellandosi al diritto di soddisfare il volere dei cittadini. Siete davvero sicuri che una situazione del genere sia davvero così campata in aria, mentre intanto arrivano mail e telefonate in tutta Italia non autorizzate e Casini mi telefona a casa per raccattare il mio voto? Quanto ciò è più corretto che riammettere una lista che ha eluso i termini prescritti dal regolamento?
Insomma, il succo è che le regole fanno schifo come quelli che non si preoccupano di cambiarle. Il problema di fondo è che la democrazia in Italia non funziona, nel senso che il nostro paese è proprio inadatto ad assimilarla. Non so se sia una forma di gestione che non funziona in assoluto o se sia valida solo per posti meno popolosi, o abitati da gente già acculturata e abituata al concetto di "cosa pubblica". Ma di fatto, quando un insieme di elementi non è in possesso di capacità per eleggere i propri rappresentanti con cognizione di causa, questi tenderanno a godere del proprio ruolo disinteressandosi della persone che devono rappresentare. E' fisiologico, dai livelli più alti sino ai rappresentanti di classe o di condominio che si fanno eleggere per farsi belli con le ragazzine ed in più intascano i soldi dei condomini con cui portarle fuori a cena.
Mi piacerebbe che si potesse votare senza grosse, colorate e confusionarie schede elettorali. Vai al seggio con un piccolo foglio bianco e scrivi in stampatello il nome del partito che ti piace, per intero, con nome e cognome di un uomo di quel partito che vorresti eleggere e poi sotto del governatore che preferisci (sì, gli elettori della Lega sarebbero spacciati, l'ho pensato per questo). Niente liste di presentazione o raccolte di firme. Solo un'iscrizione online e l'elenco dei candidati distribuito coi giornali della domenica. Semplice e facile, per tutti quelli che potrebbero avere la voglia di interessarsi di politica almeno per un giorno, senza essere svalutati dai milioni che si ostinano a votare senza riuscire a leggere qualcosa oltre le X che piazzano sui merdosi simboli simili a slogan pubblicitari.
4 commenti:
Io, quand'ero rappresentante di classe, ho avuto solo rogne. Ma io ero onesto, ecco tutto.
Interessante disamina. In effetti a vedere certi simboli e slogan, viene il vomito.
Una segnalazione tecnica. Il tuo blog apre pop-up lottomatica. Fossi in te controllerei un po'.
Che gli italiani non siano adatti alla democrazia non ci sono dubbi, lo dimostra il grande successo che hanno riscosso e riscuotono tutt'ora persone che sparano cazzate inversamente proporzionali alla propria statura, affacciandosi da un balcone o dal predellino di una automobile...
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