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L'uomo tentava di risalire sulla barca, animato dall'impeto dell'istinto, dal desiderio di sopravvivere. Movimenti improvvisati e forti tentavano di rovesciare il vascello, mentre Carbutto s'allontanava dal naufrago. Ombre sconosciute, eccitate dal richiamo del suono, intanto s'avvicinavano fluttuando nel buio del profondo, emettendo echi minacciosi. La fine era ormai imminente. Uno dei misteriosi esseri era giunto, la sua forma non era più celata. Un grosso serpente, questa era la sua natura, s'apprestava ad avvolgere sinuoso il corpo dello stolto, in un abbraccio di morte e sofferente sollievo. Virgo s'arrendette a quella stretta, si lascio trasportare giù in fondo, respirando l'acqua per risparmiarsi il dolore. E fu la scelta giusta, il buon senso giunge ai folli solo prima della morte. Le ossa si spezzavano e si frantumavano all'aumentare della pressione, al morire dell'uomo. Poco dopo il serpente iniziò a mordergli la testa, strappando i capelli, e poi i tessuti dal cranio, colorando il mare di rosso e profumandolo di sangue. Altre creature sopraggiunte divorarono il resto. Le membra si staccavano e s'estendevano tirate da piccoli pesci pronti a contendersi le sottili carni. Animali di maggior taglia sbranavano con rapidi e veementi morsi il fegato, la milza e gli intestini.
Bolle rosse salivano su a galla, poi esplodevano a salutare il sole. La fine di quell'uomo era scritta.
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2 commenti:
se posso suggerire un titolo alternativo per questa parte, che ne dici di "la fine politica di walter veltroni"?
in queste righe vi ho letto i suoi ultimi mesi come segretario del pd.
@Ed. hahaha, geniale. In effetti i protagonisti di questa storia, sotto il profilo psicologico, sono ancora in uno stato embroniale, son molto lineari nel pensiero. Magari, fosse vissuto di più, si sarebbe fatto chiamare Walter. Anche perché, come molti uomini del PD, sussisteva una buona base per un'attività sessuale promiscua e immorale.
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