10 marzo 2010

Il principe azzurro


Trovo profondamente inappropriata la valenza cui assurge la figura del principe azzurro. In primis, per le aspettative che le donne possono nutrire verso il genere maschile o piuttosto per lo stereotipo dell'uomo perfetto che si forgia: in realtà poi, in tutte le storie Disney in cui questo principe-deusexmachina fa la sua apparizione egli si limita a rivelarsi un pirla, certo, anche un principe, ma pur sempre un pirla. Come altro classifichereste un tizio che gira casa per casa peggio dei testimoni di Geova facendo provare scarpe di materiali improbabili a tutte le donzelle del reame? E soprattutto, dove aveva guardato il principe per tutto il ballo se questo è il modo che ha giudicato più opportuno per riconoscere la sua fanciulla?
E non ascrivereste forse alla categoria dei necrofili il principe azzurro della bella addormentata, che non trova di meglio che limonare con la sua amata mentre questa è stesa su una lastra di pietra? Per non parlare poi del principe di Biancaneve, la cui apparizione nel cartone animato è circoscritta agli ultimi 28 secondi, in cui passava di lì e si prende la ragazza. Magari è uno stronzo, ma non importa, è il principe azzurro.
E mi da fastidio il classismo di fondo: un cacciatore mette a repentaglio la propria vita, nonchè la propria carriera (e di questi tempi un posto da cacciatore non è per nulla semplice da trovare), sgozzando un cinghiale al posto della ragazza, ma alla fine della storia passa un principe a casaccio e se la porta nel suo castello. E se fosse stato un operaio rosso, invece? (d'accordo, pessimo esempio, gli operai rossi sono estinti) Allora, diciamo, un avvocato giallo? Un falegname nero? Per non parlare di quell'altro termine in -ismo che conierei per l'occasione che indica la discriminazione fra i colori. Se in Cenerentola il principe fosse stato vestito di verde l'avrebbero trattato peggio del giullare di corte, altro che matrimonio.
E ce l'abbiamo anche noi il nostro principe azzurro, qui in Italia: e non parlo di quel rampollo che si mette in ridicolo a mesi alterni ballando, cantando e pubblicizzando l'unico ortaggio che non gli farei assumere per via rettale. Parlo di quell'altro, il re che preferisce non farsi appellare "monarca", perchè lui è uno del popolo, giovane e avvenente. Non fa pesare differenze di altezza, capigliatura, potere e neppure reddito. Non ne ha bisogno lui, perchè il suo affetto è sincero, lui ama le donne, tutte; sincero come quello delle sue ammiratrici, perchè le donne non sono stupide, non si sposano per denaro. Si innamorano davvero dei principi milionari, prima di concedersi ad essi. E' anche azzurro, il nostro principe, così azzurro che quando si pensa a quel colore lo identifichiamo automaticamente con lui; prima che Celentano ci immaginiamo il principe che sorride su un cartellone largo 12 metri.
Ma vi ricordo che sono diffidente verso i principi azzurri, donne: e allora vi prego, smettete di festeggiare la data simbolo delle vostre sconfitte storiche; è ridicolo, o peggio masochista. Gli interisti il 5 maggio non si riuniscono per cantare l'inno della repubblica slovacca. Oppure avete mai visto un ebreo il 27 gennaio ballare fino all'alba in un locale a luci rosse pagando per lo streap di avvenenti signorine bionde vestite da generali SS? (anche se Max Mosley ha cercato di proporre questa soluzione innovativa, con scarsi risultati)
Cercate invece di non sostenere questi principi, perchè i princìpi dei prìncipi sono deleteri; i personaggi come loro sono la causa di ogni discriminazione e se nel XXI secolo siamo qui a discutere del fatto che il 50% della popolazione è letteralmente seduto sulla propria fortuna e quella fortuna, per crogiolarmi nell'eufemismo, diventa l'unico tratto che distingue un esemplare da un altro, forse potrebbe essere colpa vostra, oltre che della Disney. Almeno per un giorno.

6 commenti:

Cinna ha detto...

Una volta tanto mi trovo completamente daccordo con te. La festa dell'8 marzo sarebbe da abolire perchè ricorrenza stupida e consumistica come la festa del papà,in primis :) , della mamma ( sigh!!), dei nonni, di s. valentino etc etc.

Hugo88 ha detto...

tu sei sempre d'accordo con me, madre.

maurizionaso ha detto...

Una volta ancora mi trovo daccordo con te... Comunque per sicurezza ora vado a leggere l'articolo :-)
lo zio

SCIUSCIA ha detto...

Praticamente magistrale il paragone con il 27 Gennaio.

Anonimo ha detto...

Direi molto scarsi i risultati di Mosley. Il principe azzurro è uno stereotipo come del resto 'l'anima gemella', se vogliamo metterla su questo piano. Concordo con voi: la festa della donna, come tutte le giornate di ecc, è solo una scusa per il consumismo sfrenato del mondo moderno.

Ari ha detto...

Concordo anche io..
E bell'articolo ;)