C'era una volta la classica coppia da romanzo Harmony.
Nel Capitolo Uno si conoscono per la prima volta e lui, che non era un tipo capace di conquistare il cuore di una donna, con uno stratagemma arrivò dritto dritto al Capitolo Sette, in cui per la prima volta fecero l'amore. Tuttavia l'uomo non considerò quello che successe nei capitoli precedenti, scatenando così l'ira del narratore che decise di far morire la sua amata al Capitolo Dieci in un incidente stradale. Non succederà nulla di particolare per altri dodici capitoli, fino a quando, al Capitolo Ventidue, composto da pochissime parole, l'uomo pronunciò le parole più belle che il narratore potesse sentire:
[per motivi di copyright non possono essere riportate]
Detto ciò, l'uomo si tolse la vita, lasciando da solo il narratore.
La morale: qualunque cosa possa essere scritta e qualunque sia il modo in cui possa finire, quello a rimetterci è sempre lo scrittore. L'unico che rimane in vita nelle sue fantasie.
3 commenti:
mia sorella leggeva quei cosiddetti romanzi, da molti considerati come apripista di Moccia. Ho detto tutto
L'unico ricordo, che mi ha spinto a scrivere questo post, era mia nonna che leggeva questi romanzi. Un giorno mia madre le portò in ospedale la mia vecchia Bibbia illustrata per ragazzi: "Così leggi qualcosa di diverso" disse mia madre. E' ritornata a leggere Harmony dopo due giorni.
AUHSAUHSUAHSU!!! Spettacolare post!!! :)
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