6 aprile 2012

Caduto Nel Silenzio Del Cosmo Perduto


Voglio i toni, lo sguardo, la faccia. Ché tra i solchi di un cranio si intendono le parole.
Scorrono lentamente questi maledetti giorni,
io che ho viaggiato nei secoli come da una stanza a un’altra
io che ho avuto pieno controllo sul tempo e i suoi rami
potevo tagliarne il fusto, spezzarne le radici
ora non sono che una piccola parte
di un cumulo di polvere
fra miliardi di stelle.
Suona solo un violino:
fra questi colori stagliati nel cielo
è lui che allietava i miei tormenti
nutrendo le mie ambizioni;
tra le mute lacrime
e seduto fra questa erba selvaggia
mi chiedo per chi suonerai ancora
se il tuo nome è ancora una pietra miliare
o caduto nel silenzio del cosmo perduto.

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