14 settembre 2011
Stupidi Romantici /2
Quella dello scrittore, che categoria insulsa. Gente che si crede chissà cosa. Talmente unica da trovare le proprie emozioni scritte sul dizionario, talmente speciale da riconoscersi in roba scritta da trecento altri diversi. Eppure, convinta d'essere il centro di tutto. Cosa differenzia, in fondo, uno scrittore da una persona comune? Cosa differenzia uno scrittore da uno che invece nella vita fa il pompiere, il medico, l'ingegnere? Che crede più nei suoi sogni che in quello che già ha, che vive e morirebbe per i suoi domani, che si lascerebbe senza troppo fastidio rubare tutto ciò che possiede, e lotterebbe invece fino allo stremo per un'idea valida, forse, solo in testa sua. Perché una prospettiva lucente, pura, come un diamante, vale più di qualsiasi passato invadente, vale più di qualsiasi presente sicuro, si, come un porto, ma meno intrigante, appena soddisfacente, addirittura decadente nelle premesse, confrontato a tutte le promesse e le scommesse di una convinzione felicemente annunciata e dagli altri mai creduta, capita, compresa. Perché lo scrittore è solo una prospettiva di sé stesso, perché vive dei propri sogni, della propria immaginazione, del proprio genio, e a questi giura fedeltà eterna, dovesse soffrire per un' esistenza intera, trovare soddisfazione solo tra le righe bianche di un foglio ancora da riempire. Perché uno scrittore non tradisce mai la propria parola, perché uno scrittore è la sua parola, perché lo scrittore è uno che non s'accontenta, un perfezionista, e così fa d'ogni sua azione una ragione, e d'ogni sua scelta una prigione. Perché pompieri, medici, ingegneri, vivono di quello che gli è dato, e aspettano solo un treno migliore per essere meno ac e più contentati. Perché uno scrittore non accetta compromessi, passaggi di ripiego, biglietti rimborsati pur di non star soli, e resta sempre là, fermo alla stazione, a fingere che il suo treno alla fine stia per passare, consapevole che per gli altri, sempre pronti a ogni occasione: pompieri, medici, ingegneri, lui è solo un gran coglione. Lo scrittore, sebbene sia suadente, fine, impertinente, giocoso (e, non neghiamolo, anche un po' noioso), insomma un vero dandy! sta sempre fisso a disperarsi, perché cerca, inutilmente, di convincere qualcuno, ancora un po' borghese, che per lui vale più d'ogni altra cosa un niente, se quel niente è il suo vero sogno.
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7 commenti:
LO scrittore è disposto a morire per le idee altrui
Quelli so' i liberali. Categoria ancor più strana.
Una sintesi perfetta della nostra conversazione..
Non c'è nessuna differenza fra uno scrittore ed un pompiere, lo scrittore "puro" generalmente non vale un cazzo, è noioso e parla solo di stronzate.
Un Pompiere scrittore invece è interessante, può raccontarmi qualcosa.
@kurdt. Non ti saprei dire, io studio economia, non letteratura.
Vale anche per i blogger chiaramente!?!
@magneTICo: chiaramente!
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