La cosa migliore delle idee è che, in un modo o nell’altro, se ne vale la pena, riesci sempre a portartele a letto, e perfino con quelle scadenti almeno una doccia ce la fai. Tutti sanno che la mattina, mentre si è sotto l’acqua, con la testa leggera e le palpebre ancora pesanti, il cervello inizia a oliare gli ingranaggi e spesso sfoga le prime energie del nuovo giorno correndo libero per praterie inesplorate, prima di chiudere i rubinetti e tornare costretto nel recinto della quotidianità, pressato insieme a tantissimi altri cervelli bisognosi di libertà, stretti come animali in un allevamento. Mugugnando ci infiliamo nei nostri accappatoi e lanciamo un’occhiata fuori dalla finestra per scegliere i vestiti più adatti a uscire, mentre l’idea che ci è piovuta dentro la testa insieme al getto d’acqua calda, ammaliante e attraente più che mai, si va a nascondere in qualche angolo della testa, aspettando un momento più opportuno. Rimane lì, la piccola seduttrice, aspettando un’altra occhiata per catturarti di nuovo lo sguardo. Tu lo sai, cerchi di non degnarla di attenzione mentre sei impegnato al lavoro, perché sai che anche solo uno sguardo fuori dal tuo recinto potrebbe esserti fatale: il sogno di libertà ti impedirebbe di concentrarti sul tuo ruolo per l’intera giornata. E purtroppo, la propria maschera bisogna saperla indossare, per cui non ci si possono permettere distrazioni.
Ultimamente, sono diventato solo maschera, niente distrazioni per me. Che stia imparando a indossarla fin troppo bene? Fatto sta che pesa troppo per i miei gusti. Non ci sono più piccole idee birichine, niente fatine magiche e seduttrici nella mia testa, solo il grigiore del recinto. Questo mi distrugge. E’ terribile tornare a casa, ed essere così solo dentro la tua testa. Non intendo “solo” in quanto senza compagnia, solo dentro, come posso spiegarlo? Nessuna con cui fare la doccia, nessuna con cui andare a letto. Un vuoto cosmico.
Forse la mia epoca d’oro è finita. Una volta dentro la mia testa c’era sempre una folla, ed era sempre un’orgia di idee. Che abbia sprecato troppe energie allora ed adesso sia rimasto prosciugato? Non credevo di durare così poco, tutto sommato. Evidentemente dovrò ricredermi, perché è troppo tempo che non scrivo niente di significativo, niente di niente, nemmeno una riga, nemmeno un’ombra o uno straccio di storia che valga la pena di esser raccontata. Aspetto ogni mattina quella sensazione di amorevole complicità con te stesso, quando ti dedichi al tuo lavoro “vero” - che poi è tutto un mondo di maschere, finto come cartapesta – ma intanto coccoli amorevolmente quella giovane principessa che, dentro il tuo cranio, aspetta di diventare regina sulla carta.
La chiamo “principessa” non tanto perché ne abbia un particolare rispetto, quanto perché so che le principesse vanno educate con molta attenzione, non bastano i nobili natali per aspirare alla corona. A una giovane idea, occorre impartire un’istruzione da monarca, insegnarle ad avere il giusto portamento e i giusti modi per conquistare la sudditanza del lettore. A chi piacerebbe farsi governare da una regina che si comporta come una sguattera?
Spesso queste giovani e speranzose fanciulle non durano che il tempo di un giorno, e spariscono all’aurora, travolte dalla responsabilità di dover guidare un regno da sole. A volte non gliene importa nulla, e basta loro di passare una notte insieme a te, per poi defilarsi all’alba come ogni amante occasionale, forse spaventate dal fatto che tu possa trovarle brutte non appena illuminate dalla luce del giorno, o forse pronte a presentarsi, da lì a pochi minuti, nella doccia di qualcun altro, sicure di sedurlo col loro sguardo complice e malizioso.
Ma quando arriva quella giusta, te ne accorgi immediatamente.
Al mattino, la passione non si è ancora spenta, né in te né in lei. La sera prima sembrava ancora timida e innocente, ma era solo una raffinata tattica femminile per incuriosirti e spingerti a invitarla a ballare. La musica la sceglie quasi sempre lei, ma poi tocca a te insegnarle i passi giusti, perché per quanto sfrontata è ancora inesperta. E così alcune volte ti ritrovi sulle note di un tango o di una danza ungherese, altre volte su note più moderne, ma in ogni caso è a quel punto che capisci se lei ci sta o no. Se si lascia guidare, se si muove con disinvoltura, se senti quel calore speciale mentre le stringi la mano, allora ti attende una notte magica, amico mio, e un po’ ti invidio. Ma certo, non sarà un regalo che ti farà, quella prima notte insieme, perché dopo la dovrai curare, amare e rispettare, e soprattutto insegnarle a navigare da sola senza paura. Avrà bisogno di tanto affetto e comprensione, di essere ascoltata e confortata, e ovviamente di imparare a sostenere il peso di quella corona che, ormai lo sai, l’attende. A questo punto, potresti essere tu a tirarti indietro. Ma bada, bisogna essere veramente senza cuore per metterla alla porta - dopo che ti si è perfino concessa - soltanto perché non hai il tempo di occuparti di lei. Se hai fatto la scelta giusta, allora da quel momento in poi te la porti dentro, ovunque tu vada. A quel punto non ci rinunceresti mai, ormai state insieme.
Purtroppo, non è tutto rose e fiori. E’ vero, le idee sono più facili delle donne, ma una donna si può avere per sempre, un’idea ha una scadenza. Anche se le vuoi tanto bene, sai già che non appena sulla tua tastiera sarà stata composta l’ultima parola, allora lei sarà irraggiungibile e perfetta come una regina, o una stella. Potrai talvolta correggere i piccoli errori e le sbavature, ma lei ormai sarà stata consegnata alla storia, o al firmamento, e ogni volta che oserai disturbarla ti guarderà con uno sguardo comprensivo e nostalgico, sapendo che non riesci proprio a scordarti di quanto siate stati felici insieme. Ma per lei sarà acqua passata, e ti accetterà non più come un amante focosamente desiderato, ma come un paggio, al massimo un sarto che le sistemi l’orlo del vestito. Ti permetterà, alle volte, di starle vicino e sospirare, ma solo per poco, e per riconoscenza più che per amore. Non saprei dirti da chi avrà imparato, ma lei a quel punto sarà in verità diventata più saggia di te, e tu dovrai capire cosa il suo atteggiamento stia a significare: ella saprà che là fuori ce ne sono tante altre come lei, che aspettano solo la gioia del tuo entusiasmo, l’intelligenza dei tuoi ammaestramenti, la passione del tuo cuore, e l’arte delle tue mani e delle tue parole, per dargli un viso e un corpo, un carattere e un’anima, per danzare sempre più su, di parola in parola, di pagina in pagina, per diventare stelle o regine.
Ultimamente, sono diventato solo maschera, niente distrazioni per me. Che stia imparando a indossarla fin troppo bene? Fatto sta che pesa troppo per i miei gusti. Non ci sono più piccole idee birichine, niente fatine magiche e seduttrici nella mia testa, solo il grigiore del recinto. Questo mi distrugge. E’ terribile tornare a casa, ed essere così solo dentro la tua testa. Non intendo “solo” in quanto senza compagnia, solo dentro, come posso spiegarlo? Nessuna con cui fare la doccia, nessuna con cui andare a letto. Un vuoto cosmico.
Forse la mia epoca d’oro è finita. Una volta dentro la mia testa c’era sempre una folla, ed era sempre un’orgia di idee. Che abbia sprecato troppe energie allora ed adesso sia rimasto prosciugato? Non credevo di durare così poco, tutto sommato. Evidentemente dovrò ricredermi, perché è troppo tempo che non scrivo niente di significativo, niente di niente, nemmeno una riga, nemmeno un’ombra o uno straccio di storia che valga la pena di esser raccontata. Aspetto ogni mattina quella sensazione di amorevole complicità con te stesso, quando ti dedichi al tuo lavoro “vero” - che poi è tutto un mondo di maschere, finto come cartapesta – ma intanto coccoli amorevolmente quella giovane principessa che, dentro il tuo cranio, aspetta di diventare regina sulla carta.
La chiamo “principessa” non tanto perché ne abbia un particolare rispetto, quanto perché so che le principesse vanno educate con molta attenzione, non bastano i nobili natali per aspirare alla corona. A una giovane idea, occorre impartire un’istruzione da monarca, insegnarle ad avere il giusto portamento e i giusti modi per conquistare la sudditanza del lettore. A chi piacerebbe farsi governare da una regina che si comporta come una sguattera?
Spesso queste giovani e speranzose fanciulle non durano che il tempo di un giorno, e spariscono all’aurora, travolte dalla responsabilità di dover guidare un regno da sole. A volte non gliene importa nulla, e basta loro di passare una notte insieme a te, per poi defilarsi all’alba come ogni amante occasionale, forse spaventate dal fatto che tu possa trovarle brutte non appena illuminate dalla luce del giorno, o forse pronte a presentarsi, da lì a pochi minuti, nella doccia di qualcun altro, sicure di sedurlo col loro sguardo complice e malizioso.
Ma quando arriva quella giusta, te ne accorgi immediatamente.
Al mattino, la passione non si è ancora spenta, né in te né in lei. La sera prima sembrava ancora timida e innocente, ma era solo una raffinata tattica femminile per incuriosirti e spingerti a invitarla a ballare. La musica la sceglie quasi sempre lei, ma poi tocca a te insegnarle i passi giusti, perché per quanto sfrontata è ancora inesperta. E così alcune volte ti ritrovi sulle note di un tango o di una danza ungherese, altre volte su note più moderne, ma in ogni caso è a quel punto che capisci se lei ci sta o no. Se si lascia guidare, se si muove con disinvoltura, se senti quel calore speciale mentre le stringi la mano, allora ti attende una notte magica, amico mio, e un po’ ti invidio. Ma certo, non sarà un regalo che ti farà, quella prima notte insieme, perché dopo la dovrai curare, amare e rispettare, e soprattutto insegnarle a navigare da sola senza paura. Avrà bisogno di tanto affetto e comprensione, di essere ascoltata e confortata, e ovviamente di imparare a sostenere il peso di quella corona che, ormai lo sai, l’attende. A questo punto, potresti essere tu a tirarti indietro. Ma bada, bisogna essere veramente senza cuore per metterla alla porta - dopo che ti si è perfino concessa - soltanto perché non hai il tempo di occuparti di lei. Se hai fatto la scelta giusta, allora da quel momento in poi te la porti dentro, ovunque tu vada. A quel punto non ci rinunceresti mai, ormai state insieme.
Purtroppo, non è tutto rose e fiori. E’ vero, le idee sono più facili delle donne, ma una donna si può avere per sempre, un’idea ha una scadenza. Anche se le vuoi tanto bene, sai già che non appena sulla tua tastiera sarà stata composta l’ultima parola, allora lei sarà irraggiungibile e perfetta come una regina, o una stella. Potrai talvolta correggere i piccoli errori e le sbavature, ma lei ormai sarà stata consegnata alla storia, o al firmamento, e ogni volta che oserai disturbarla ti guarderà con uno sguardo comprensivo e nostalgico, sapendo che non riesci proprio a scordarti di quanto siate stati felici insieme. Ma per lei sarà acqua passata, e ti accetterà non più come un amante focosamente desiderato, ma come un paggio, al massimo un sarto che le sistemi l’orlo del vestito. Ti permetterà, alle volte, di starle vicino e sospirare, ma solo per poco, e per riconoscenza più che per amore. Non saprei dirti da chi avrà imparato, ma lei a quel punto sarà in verità diventata più saggia di te, e tu dovrai capire cosa il suo atteggiamento stia a significare: ella saprà che là fuori ce ne sono tante altre come lei, che aspettano solo la gioia del tuo entusiasmo, l’intelligenza dei tuoi ammaestramenti, la passione del tuo cuore, e l’arte delle tue mani e delle tue parole, per dargli un viso e un corpo, un carattere e un’anima, per danzare sempre più su, di parola in parola, di pagina in pagina, per diventare stelle o regine.

