Se siete soliti utilizzare Facebook vi sarete accorti della moda di recente sostenuta da molte donzelle di scrivere nel proprio stato il posto dove sono solite mettere la borsa rientrando a casa, o almeno questo è ciò che sostiene un articolo del Corriere, a quanto pare con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica in occasione del mese di prevenzione contro il cancro alla bitumata con scappellamento a destra.
Un articolo così interessante che già mi sono scordato di quale fosse l'obiettivo della campagna, avrete notato, e sono certo che molti di quelli che fra voi sanno di cosa parlo hanno saltato a piè pari la mia altrettanto noiosa introduzione (a ripensarci, non sono così sicuro che nell'articolo del Corriere non ci fossero supercazzole).
Non sono poi così convinto che queste manifestazioni pubbliche servano davvero a qualcosa; oltre naturalmente a crearmi fastidio sulla bacheca di Facebook e farmi passare per insensibile alla causa, come se scrivere che rientrando a casa adoro appoggiare la borsetta sulla tavoletta del cesso renda i fondi per la ricerca contro il cancro magicamente infiniti, per quanto tutto questo serva a farsi un'idea ulteriore sulla banalità delle proprie amicizie. E rendere pubblico che uso quotidianamente una borsetta tigrata che appoggio sulla tavoletta del cesso appena rientrato a casa. E dare una visione chiara dei miei problemi di metabolismo, oltre che di identità sessuale.
Insomma, mi sembra significativo che molte nostre donne trovino la voglia di aderire a sciocche manifestazioni solo apparentemente di parte (come se il problema della mancanza di fondi alla ricerca fosse limitato alle patologie femminili, ma potrei fare lo stesso discorso coi diritti della donna, ovviamente) lasciando correre sui ben più fastidiosi limiti loro imposti dalla visione prettamente utilitarista che larga parte della società, donne comprese, ha del corpo femminile. E, difatti, vedete, parlo di corpo e non di donna nella sua interezza, questo mi sembra già esemplificativo come esempio.
Soprattutto, mi fa ridere che si scelga come punto d'incontro della femminilità la borsa, come se quella fossa la caratteristica ontologica per eccellenza. E forse è davvero così.
Ma per mostrare la mia solidarietà all'universo femminile, che grazie al cielo è composto anche da donne che per loro disgrazia sono vittime non solo della stronzaggine e dell'indifferenza degli uomini, ma anche dell'idiozia delle donne stesse, voglio creare un'iniziativa analoga per noi uomini, in modo tale da svilire anche la nostra parte con orrende iniziative stereotipate. E cosa è caratteristica ontologica per eccellenza di tutti gli uomini, più ancora del calcio o della capacità di parcheggiare all'americana? Esatto, ci siete arrivati da soli.
Siete arguti.
Avevo pensato in un primo momento di invitare i miei 4 lettori abituali (compresa mia madre e mia sorella) a scrivere solo un numero che indicasse segretamente le dimensioni (eventualmente anelate) del proprio membro, ma converrete con me che questo avrebbe in breve tempo scatenato un'asta (letteralmente) al rialzo priva di qualsiasi credibilità.
Così, per sensibilizzare l'opinione pubblica all'annoso e mai risolto problema dell'astinenza maschile, causa abituale di nervosismi repressi, calli da masturbazione eccessiva e assassini di familiari, suggerisco di cambiare il proprio stato su Facebook con un "Mi piace + posto dove vorreste fare sesso violento proprio in questo istante".

Il che, oltre a fungere da valvola antistress e da richiamo per tutte le donne fra i vostri contatti, può servire a spiegare anche il titolo del post.
Non sono poi così convinto che queste manifestazioni pubbliche servano davvero a qualcosa; oltre naturalmente a crearmi fastidio sulla bacheca di Facebook e farmi passare per insensibile alla causa, come se scrivere che rientrando a casa adoro appoggiare la borsetta sulla tavoletta del cesso renda i fondi per la ricerca contro il cancro magicamente infiniti, per quanto tutto questo serva a farsi un'idea ulteriore sulla banalità delle proprie amicizie. E rendere pubblico che uso quotidianamente una borsetta tigrata che appoggio sulla tavoletta del cesso appena rientrato a casa. E dare una visione chiara dei miei problemi di metabolismo, oltre che di identità sessuale.
Insomma, mi sembra significativo che molte nostre donne trovino la voglia di aderire a sciocche manifestazioni solo apparentemente di parte (come se il problema della mancanza di fondi alla ricerca fosse limitato alle patologie femminili, ma potrei fare lo stesso discorso coi diritti della donna, ovviamente) lasciando correre sui ben più fastidiosi limiti loro imposti dalla visione prettamente utilitarista che larga parte della società, donne comprese, ha del corpo femminile. E, difatti, vedete, parlo di corpo e non di donna nella sua interezza, questo mi sembra già esemplificativo come esempio.
Soprattutto, mi fa ridere che si scelga come punto d'incontro della femminilità la borsa, come se quella fossa la caratteristica ontologica per eccellenza. E forse è davvero così.
Ma per mostrare la mia solidarietà all'universo femminile, che grazie al cielo è composto anche da donne che per loro disgrazia sono vittime non solo della stronzaggine e dell'indifferenza degli uomini, ma anche dell'idiozia delle donne stesse, voglio creare un'iniziativa analoga per noi uomini, in modo tale da svilire anche la nostra parte con orrende iniziative stereotipate. E cosa è caratteristica ontologica per eccellenza di tutti gli uomini, più ancora del calcio o della capacità di parcheggiare all'americana? Esatto, ci siete arrivati da soli.
Siete arguti.
Avevo pensato in un primo momento di invitare i miei 4 lettori abituali (compresa mia madre e mia sorella) a scrivere solo un numero che indicasse segretamente le dimensioni (eventualmente anelate) del proprio membro, ma converrete con me che questo avrebbe in breve tempo scatenato un'asta (letteralmente) al rialzo priva di qualsiasi credibilità.
Così, per sensibilizzare l'opinione pubblica all'annoso e mai risolto problema dell'astinenza maschile, causa abituale di nervosismi repressi, calli da masturbazione eccessiva e assassini di familiari, suggerisco di cambiare il proprio stato su Facebook con un "Mi piace + posto dove vorreste fare sesso violento proprio in questo istante".

Il che, oltre a fungere da valvola antistress e da richiamo per tutte le donne fra i vostri contatti, può servire a spiegare anche il titolo del post.
7 commenti:
concordo appieno… vada per il sesso violento (?)!
p.s. qualcuno ha scritto sulla panchina del parco vicino casa, amo fare bag-crossing! :))))
Beh, in realtà la proposta si presta a un fraintendimento: chi legge potrebbe capire che io invece sono un sostenitore della ricerca contro il cancro alla supercazzola.
(Comunque, in astratto, quello che ha inventato questa campagna è un cazzo di genio; in rete se ne parla tanto e, gioco forza, su Facebook impazza).
A margine: l'obiettivo della campagna era ricordare alle donne che questo mese devono farsi palpare il seno per verificare se abbiano o meno un nodulo. Io vedo un modo migliore per sfruttare la cosa.
Tanto quanto il problema dell'umanità sono gli uomini, il problema del sesso femminile sono le donne, e per ragioni perfettamente analoghe, oserei dire isomorfe ma mi sembra un insulto a quelle entità molto più serie che sono le strutture algebriche. Che magari hanno pure (più di) un ciclo ma sono affidabili comunque.
Sfoghi di misoginia più o meno (più meno che più) gratuita a parte, penso sia una delle tante manifestazioni di "qualcunismo" (cit. Caparezza) dell'homo sapiens del 2000. Tutti vogliono sentirsi importanti/impegnati/fighi/salvatori dell'umanità/allenatori di pokémon ma nessuno che faccia mai qualcosa di concreto per esserlo veramente.
E comunque mi rifiuto di aderire all'iniziativa perchè darebbe troppo risalto a quella che parodizza.
Rosario
ah, dimenticavo, PORCODDIO
La sensibilità di questi tempi si misura in banner e in frasi tipo "mi piace dove capita", non lo sai?
Mi piace dentro tua madre.
Mi piace dentro sciuscia
Meraviglierrimo
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