Gli spartani dicevano che il coraggio si insegna come si insegna ai fanciulli a leggere.
Ma ci sono varie forme di coraggio, e le persone davvero predisposte ad esso sono assai rare: perchè per avere un buon motivo per mettere da parte la ragione e sfidare il destino bisogna essere in grado di amare.
La forma di coraggio più diffusa è tuttavia quella degli orgogliosi: gente che affronta le avversità contando sulle proprie forze anche se disposta a perdere tutto, conscia di combattere un avversario troppo più forte ed inespugnabile, ma che può essere ferito con le poche armi a disposizione. Ettore che dà l'addio alla moglie prima di inseguire la morte, portando con sè molto achei, ed infine si schianta sull'invincibile Achille; trecento uomini che si schierano contro un esercito immenso e che capitolano solo dopo aver lasciato per terra il sangue di molti nemici; magistrati che prima di saltare in aria tentano di debellare il sistema e decapitare le cupole.
Poi c'è chi non ha neppure le armi, ma soltanto la voglia di combattere. Ed, appunto, il coraggio per farlo. Questi sono folli, persone che si possono eventualmente criticare, considerare del tutto dissennate o scriteriate, utopiche ai limiti della ridicolaggine. Ma, come le mosche che sbattono sul vetro di una stanza chiusa sino a morire, riescono a farsi sentire e disturbare, segnalare la propria presenza pur senza intaccare minimamente le venature di quel vetro.
Perché non c'è coraggio nell'andar via lasciando un mondo distrutto alle spalle; non c'è neppure nel tenersi ai margini delle fiamme mentre tutto brucia; e tutt'altro che coraggiosi sono coloro che restano perchè hanno semplicemente troppa paura per scappare o troppo fastidio al solo pensarci.
E tu, sciocco, illuso, sprovveduto provincialotto, hai ottenuto di saltare sui binari imbottito di tritolo, e null'altro. Ma, per dirla alla spartana, ci educhi al coraggio.
Ma ci sono varie forme di coraggio, e le persone davvero predisposte ad esso sono assai rare: perchè per avere un buon motivo per mettere da parte la ragione e sfidare il destino bisogna essere in grado di amare.
La forma di coraggio più diffusa è tuttavia quella degli orgogliosi: gente che affronta le avversità contando sulle proprie forze anche se disposta a perdere tutto, conscia di combattere un avversario troppo più forte ed inespugnabile, ma che può essere ferito con le poche armi a disposizione. Ettore che dà l'addio alla moglie prima di inseguire la morte, portando con sè molto achei, ed infine si schianta sull'invincibile Achille; trecento uomini che si schierano contro un esercito immenso e che capitolano solo dopo aver lasciato per terra il sangue di molti nemici; magistrati che prima di saltare in aria tentano di debellare il sistema e decapitare le cupole.
Poi c'è chi non ha neppure le armi, ma soltanto la voglia di combattere. Ed, appunto, il coraggio per farlo. Questi sono folli, persone che si possono eventualmente criticare, considerare del tutto dissennate o scriteriate, utopiche ai limiti della ridicolaggine. Ma, come le mosche che sbattono sul vetro di una stanza chiusa sino a morire, riescono a farsi sentire e disturbare, segnalare la propria presenza pur senza intaccare minimamente le venature di quel vetro.
Perché non c'è coraggio nell'andar via lasciando un mondo distrutto alle spalle; non c'è neppure nel tenersi ai margini delle fiamme mentre tutto brucia; e tutt'altro che coraggiosi sono coloro che restano perchè hanno semplicemente troppa paura per scappare o troppo fastidio al solo pensarci.
E tu, sciocco, illuso, sprovveduto provincialotto, hai ottenuto di saltare sui binari imbottito di tritolo, e null'altro. Ma, per dirla alla spartana, ci educhi al coraggio.
3 commenti:
Ci vorrebbero molte persone con queste caratteristiche in Italia. Perchè, a quanto pare, quelle che avevano coraggio non sono bastate per fare capire a tutti cosa significa dare tutto per un giusto ideale
Essere contro la mafia è da comunisti.
basta che poi guccini non ci fa canzoni e per me si può fare.
però devo esserne sicuro.
Posta un commento