C'era una volta un drago. La fiera viveva lieta nella pianura in compagnia dei suoi amici elfi. Un dì si svegliò e scoprì che i suoi affezionati l'avevano abbandonato. Possenti castelli si ergevano dove c'erano campi e risaie, acque scure e inquinate scorrevano nel fiume, prima puro e limpido.
Il nobile drago allora bussò alle porte del maniero, aprì un elfo, gli domandò: - Oh minuto compagno, un tempo mi fosti amico, in virtù del comune passato rivelami chi ha costruito questa colossale fortezza!-. L’elfo, aperto in due, rispose: -E’ stato il mago! Mi pento d’aver accettato danaro in cambio di questi terreni, ma, ti prego, chiudimi di nuovo!-. Il mostro acconsentì, comprò in un vicino supermercato dell’attack, e chiuse il vecchio amico, consapevole della tradizione di rispettare i pentiti. Dopo aver chiuso l’amico dentro il castello gettò l’attack, dubbioso sul perché di quell’acquisto.
Il drago andò in città dove viveva il mago. Chiese un incontro alla segretaria e aspettò il turno. Terminato l’appuntamento con l'avvenente signorina ebbe modo di parlare al veggente. L’ incantatore osservò l'orrida creatura e disse: -Oh altissima bestia, io sono il mago, trasformo l’oro in appalto, la ricchezza in virtù, se vuoi godere dei miei prodigi devi offrire moneta sonante-. Il drago, adirato dalle parole del mago, lo incendiò. Si era dimenticato di non essere provvisto di tasche e aveva lasciato i soldi a casa.
Tornò nel suo giaciglio, appagato dalle gesta compiute. Stanco della lunga giornata, si distese sul letto e accese la tv. Le fiamme apparvero quanto mai insolite. Allarmato dall’evento telefonò suo cugino e disse: -Oh, gentile consanguineo, la mia televisione non si accende come dovrebbe, c’è di sicuro un’interferenza!-. Il parente, al corrente, affermò: -Ma no, stolto fratello! Ciò che vedi è un nuovo canale, i programmi son nuovi e alquanto bizzarri, adocchio anch’io un uomo vestito da donna, ma lo seguo comunque con larvale attenzione-. Il drago, che vedeva solo fuoco, restò lievemente perplesso, ma deciso a risolvere la tenzone, richiese al parente: - Oh carissimo, dove potrò mai trovare l’autore di cotanto turbamento?- Al che, repentina la risposta: -Lo troverai in un modesto borgo, dove vive in un sontuoso palazzo, circondato da cortigiani e concubine, egli è il nobile cavaliere-.
Il drago andò nel paesino e incontrò il cavaliere. Era deciso a incenerirlo. Il prode allora chiamò uno scudiero, detto Corleone, per il coraggio e la fedeltà alla famiglia. Corleone, taciturno, consegnò un pizzino alla bestia e l'animale fu domato. Fu fatto eroe e stalliere di corte.
Morale: puoi avere anche buone intenzioni, il potere di uccidere maghi ed elfi, ma ricorda che nelle favole i buoni e gli eroi sono solo cavalieri e scudieri.