8 gennaio 2014

A Saucerful of Secrets

Mi ricordo distintamente quando due giorni trascorsi senza scrivere rappresentavano un chiaro segnale di disfacimento, ma non del blog, che tanto faceva dodici visite al giorno, di cui otto di disinibiti signori in cerca di improbabili scenari pornografici, tre degli autori dei post ed uno di mia madre, dicevo, non del blog, ma di noi stessi, ad un passo dallo sprofondare nell’abulia e nell’incapacità di comunicazione.

Adesso sono trascorsi due anni e l’esigenza di scrivere che attanagliava la mia esistenza si è emblematicamente essiccata come qualsiasi altra speranza, dote ed emotività che la animavano; tornare su questo blog significa ripercorrere polverosi sentieri tremendamente intatti, perché la meraviglia di internet si sublima nella memoria, nella perfezione dei dettagli di ogni singolo ricordo.

Ogni tanto torna qualche vagito di rabbiosa ispirazione, un singulto di sporadico desiderio di strapparsi invisibili catene, sistematicamente soffocato da stanchezza, fatica, infinita solitudine. Quando ho scritto il primo post a queste latitudini i miei compagni di merende condividevano con me nottate brave alla play station, adesso vivono il degno coronamento di personali ambizioni, assai diverse fra loro e tutte così lontane da me. A giorni alterni li invidio, altre volte li compatisco, ma mai quanto non faccia con me stesso. Quando ho scritto l’ultimo post Lou Reed teneva concerti e Del Piero giocava ancora nella Juve.

Perché dunque stasera, forse è già giorno, ma nella mia mente è foscoliana sera financo alle prime luci dell’alba, son qui? Forse la tristezza ha soffocato la pigrizia, più probabilmente non ci si può sottrarre quando tre amici ti chiedono di scrivere ancora qualcosa, qualsiasi cosa. Non posso permettermi il lusso di farmi pregare troppo, giacché l’unico scatolone polveroso che son riuscito a non spaccare negli ultimi anni contiene la stima, vera ed imperscrutabile, di meno persone che dita di una mano.

Amici miei, vi prometto tutto ciò che posso, ma non si tratta di una gran promessa, tutto ciò che posso non è poi granché.