24 maggio 2011

Death Shaped Box

Mi sono svegliato nel cuore della notte. E' ancora tutto buio e fuori non c'è neppure la luce della luna ad illuminare la stanza e far riflettere lo spirito. Solo una coltre di scuro profondissimo e totale.

Mi sembra di dormire da troppo tempo e nonostante questo aver ancora necessità di chiudere gli occhi e riaddormentarmi fino al completo annichilirsi della spossatezza. Ma non ho più voglia di stare sdraiato, e mi sento scomodo, ho fame, sete e bisogno di muovere le gambe. Ho deciso. Mi alzo, mangio, bevo ed esco e gustarmi l'aria della notte, il sapore della libertà di poter vagare a caso, senza meta e senza orari.

Mi sollevo e cozzo violentemente il capo nell'oscurità, ricado all'indietro e sbatto la schiena contro il materasso, cosa diavolo c'è lì sopra? e poi mi accorgo che il materasso non è morbido e poi perchè sto dormendo di schiena? Mi sposto sul materasso, stordito dal colpo, ed urto anche con la spalla. Muovo le braccia e colpisco materiale duro in ogni direzione. I tonfi sono sordi, senza eco.

A questo punto sono completamente sveglio; sento il mio respiro affannoso, percepisco l'ansia che monta come una bestia infuriata, mi accorgo che il cervello sta elaborando migliaia di pensieri cupi mentre tenta ancora disperatamente di nascondermi la verità.

Mi tranquillizzo, sto sognando, mi sdraio ancora, chiudo gli occhi, aperti solo per abitudine, respiro con calma. Il materasso sembra tornare ad essere quello morbido di sempre.

Riapro gli occhi, ma continuo a non vedere nulla. Non ci sono suoni, sembra tutto ovattato come sotto una campana di vetro. Non c'è neppure caldo o freddo, l'aria sembra carica di umidità e contemporaneamente secca, pare vuota, priva di ogni linfa. Non ci sono odori, nè sapori.

C'è la consapevolezza, l'assurda verità che diventa l'unica soluzione, la spiegazione di giorni di totale vuoto e di assenza di memoria che si fa strada lucidamente, tremendamente. C'è la disperazione.

C'è il nulla.

15 maggio 2011

Ricordi

No, niente, volevo scrivere che fu Dicembre, una volta, e noi si faceva la rivoluzione.

E ricordo che avevamo occupato la piazza bianca, ed era tutta nostra. E ricordo che io, che non ho tanto amore per le folle, le adunate, e la gente che segue altra gente, stavo là, in alto, e parlavo, e mi si ascoltava.
Io ricordo, lo ricordo chiaramente, che c'era quella bionda, che era la madre di qualcuno, e ricordo che io la mandai affanculo. E mi venne un sacco di tristezza, devo dire, perché se la cattiveria si può esprimere in qualche modo sarà il non interessarsi degli altri. Ed ecco, lei era là a fottersene apertamente, e a denigrarci.

Ora, tutto questo mi è ritornato in mente perché dal player è uscita questa canzone.

E tutto questo mi serve semplicemente per dire una cosa. Capita che uno, un giorno, s'alza, va in una scuola e vota al comune. E capita che passando tra orde di vecchie senza denti, di donne incinte in minigonna e disoccupati col rolex al polso e i bigliettini elettorali di camorristi e parenti nella mano, si ponga una questione imprescindibile: ma perché questi, che so' feccia, che so' cattivi, che so' immorali, devono valere quanto me? Ma perché io devo essere solo un numero?

Se qualcuno un giorno dovesse chiedermi, di nuovo, cosa 'sto a fare là, a prendere il freddo, che tanto non cambia niente, io non gli parlerò di idee, di migliorare le cose, di fare la rivoluzione... tanto son solo sogni quelli. Io gli dirò, semplicemente, che io sto là per distinguermi da loro, che sono indifferenti, che sono morti. Io gli dirò che sto là, ad ammalarmi, perché i sogni non si vendono. Io gli dirò che sto là, a morire, perché loro vengano seppelliti insieme a me.

4 maggio 2011

Gli Sgarbi di Mourinho

Il Real di Mourinho è uscito, prevedibilmente, dalla Champions League. Non è uno scandalo sportivo se una squadra viene eliminata da una competizione, specialmente quando la sua avversaria gioca nettamente meglio e realizza il 75% di possesso palla in due partite. Non ci sono scandali sportivi, l'anno scorso questa cosa l'ha vinta l'Inter, insomma! Il buon senso vorrebbe che tutta la discussione si esaurisse qui, magari illudendoci, in uno slancio di stoltezza, che l'allenatore perdente riconoscessi i meriti di quello vincente.

Ma qui c'è Mourinho, lo Sgarbi del pallone. Li trovo spaventosamente simili: sono entrambi personaggi costruiti a tavolino, intelligenti e competenti, possibilmente bellocci, che cambiano partito in continuazione professandosi ogni volta naturalmente predisposti verso quello in cui militano al momento, ma mantengono lo stesso sostrato di paraculaggine e la stessa stronza ostentata supponenza. Entrambi coi loro modi peggiorano il loro mondo e se ne compiacciono, osannati da una folla di pezzenti.

Infatti, un anno dopo, a S.Siro fanno ancora la pinolada quando l'arbitro assegna una rimessa laterale dubbia all'avversaria dell'Inter.

La differenza è che Mourinho non grida fino allo sfinimento, al posto suo lo fanno, come da programma, le televisioni ed i media.

Il risultato è che si costruisce un clima di guerra e tensione ed odio per ogni partita importante, questo sommato al secolare astio campanilistico, politico, sociale e sportivo fra Real e Barcellona. E, sempre come da copione, in campo non si gioca a calcio, ma ci si addentra per terreni inesplorati financo dalle arti arziali. I catalani si adeguano, col tipo che centrato da un capello si rotola per terra come se gli fosse arrivato un mattone sui coglioni. E Mourinho si lamenta del clima che lui stesso ha creato per impedire agli avversari di asfaltarlo di legnate, lui, che è così scorretto che si sparerebbe ad un piede pur di accusare gli altri.

E poi Mou difende Pepe, che è uno che io espellerei a prescindere. Perchè tu non sai cosa ha fatto, ma lui sì. Nel Real lui e Sergio Ramos mi danno proprio un'idea materazzica.

Sapete che da quando Ramos è passato al Real il tasso di criminalità a Siviglia è sceso del 27%? Ne ha uccisi più lui del cancro.

E' il giocatore più espulso della storia del Real ed ha ancora 25 anni. Le sue potenzialità sono a dir poco Monteriane. Se continua così sarà secondo solo alla grande peste del 1346. Gli avversari fanno come con Dracula, gli mostrano il crocifisso e si fanno il segno della croce quando arriva.

Abbiamo finalmente scoperto perché i Mori si son ritirati dalla Spagna: per non giocare contro Sergio Ramos. Anche la colonizzazione spagnola comunque era solo un modo per trovare qualcosa di meno violento da fare a Sergio Ramos.

Infatti il ritorno non l'ha saltato per squalifica, non può giocare fuori casa perchè è ai domiciliari al Berbabeu. Del resto è inevitabile, quando scendi in campo convinto di essere un messo del Tetro Mietitore.

Ma torniamo a Mourinho.

Quello che volevo dire, insomma, è che godo come un riccio per la sua eliminazione. Impara a far giocare a calcio le tue squadre, Mou. Intanto, puppa.