17 febbraio 2011

Oh, pretty women!

E' stato entusiasmante domenica vedere così tante donne in piazza. Notevole che affinché la presenza femminile raggiunga finalmente il 50% in una qualsiasi iniziativa pubblica sia necessario indire una manifestazione apposta.

Che poi, solo un gruppo femminista può organizzare un corteo nel bel mezzo dei campionati di calcio: a me sembra una scelta radical-chic che non tiene conto delle reali esigenze del paese. Ho visto un uomo alto, nerboruto e baffuto con un cartello appeso al collo che recitava "Sono una donna e non sono in vendita" ed un auricolare nascosto alla moglie celato sotto il cappello. Il momento di gran lunga più triste, a parte quando dal palco hanno invocato l'urlo della piazza con un sempreverde "facciamoci sentire" ottenendo in risposta non un boato, bensì un accavallarsi di gridolini estatici ed isterici che nemmeno alla prima di Titanic.

Però è stato entusiasmante assaporare la novità delle donne in piazza per migliorare la propria condizione: da domani saranno messe in vendita soltanto padelle ignifughe.

No, davvero, anche la polizia non sapeva come comportarsi: nessun agente voleva estrarre il manganello per paura che risultasse il più piccolo, così han cercato di disperdere la folla mettendo fra i negozi dei vistosi cartelli "SALDI".

Un milione di donne in piazza; a chiedere scusa, suppongo, visto che l'elettore medio di Berlusconi è la casalinga over50. Non vedo il problema femminile, sinceramente; o meglio, lo ritengo un sottocaso dell'enorme immobilismo sociale e culturale che si chiama Italia. Le donne, come gli italiani, hanno esattamente quello che si meritano.

Per esempio, questo festival di Sanremo: nell'impareggiabile corsa al ribasso della televisione pubblica, in un contesto di musica mediocre, comici da bagaglino e pubblico ammaestrato come da tradizione, le vallette sono due inette che considero meno che prostitute, e che per questo piacciono a tutti.

Vorrei almeno vedere Morandi, che perlomeno è stato l'unico a dedicare al Papa "immagina non esista nè il paradiso nè la tua fottuta religione", anche se non certo volontariamente, che suona "Anarchy in UK", spacca la chitarra su quella noiosissima scalinata e se ne va gridando "questa è musica, stronzi".

Ve l'immaginate?

Neanch'io. Tenetevi Al Bano, donne.