28 febbraio 2010

Scusa ma c'hai rotto il cazzo - 3

La cosa davvero eccezionale non è invero il silenzio-stampa imposto dal presidente dopo una mancata vittoria, come se strapazzare gli avversari in ogni partita sia regola imprescindibile per la regolarità del campionato. Non è neppure che Mourinho reciti la parte per cui è pagato (e tanto, troppo: per nove milioni l'anno io sarei disposto ad allenare il Siena e farlo giocare sempre in 9), ovvero fare il pagliaccio per attirare su di sè quegli avvoltoi dei giornalisti sportivi in modo che non si accorgano di quando la sua squadra gioca male.
Il problema reale è che fin troppi tifosi dell'Inter sono intimamente convinti di essere vittime di non si sa bene quale complotto ordito non si sa bene da chi volto a danneggiare la loro squadra; tanto che nell'ultima partita hanno persino osato espellere dei giocatori nerazzurri.
Insomma, la squadra di cui si ricorda il gol convalidato in fuorigioco più netto (memorabile il commento del telecronista nerazzurro: "Ma perchè protestano? Ah, c'è tutta l'Inter in fuorigioco") della storia del campionato, stessa compagine che deve gran parte del merito del suo cammino in Europa a questo gol, che oltre ad essere particolarmente antiestetico è stato realizzato in fuorigioco con doppia papera del portiere nel recupero di una partita vinta in rimonta (mancava solo che l'arbitro segnasse di testa su angolo e corresse ad abbracciare Mourinho), dopo una partita in cui i suoi giocatori hanno picchiato, protestato, urlato, schernito, applaudito ironicamente arbitro, avversari, pubblico e gente a casa ed il suo allenatore ha dato spettacolo così:



ecco, quella squadra protesta contro le direzioni degli arbitri.
Chi sperava che il vittimismo dell'Inter si fosse dissolto con Calciopoli si è illuso invano. Quello che è davvero successo è che si è trasformata una squadra perdente nei fatti e perdente nell'anima in un'altra vincente in campo. Ma la mentalità è rimasta la stessa: quella di chi non è abituato a contare sulle proprie forze per vincere e che per ogni cosa grida al complotto. E che ancora rivive i fantasmi del passato e trascorre una settimana a lamentarsi per un rigore assegnato ad una squadra settima in classifica attribuendo ad esso poteri taumaturgici imposti dai burattinai del complotto. Come se l'unica differenza fra la Juve attuale e quella di qualche anno fa sia il venir meno degli aiuti arbitrali, senza i quali suppongo che raggiungere 4 finali di Champions in dieci anni non sarebbe stato possibile.
Vale a dire, la stessa competizione nella quale l'Inter non riesce ancora a trasferire l'arroganza conquistata in Italia a furia di gustosi pranzi serviti e cotti a puntino.

(nella foto, la migliore azione dell'Inter in Champions League negli ultimi dieci anni)

26 febbraio 2010

Il velo blu (parte 4)

Clicca qui per leggere la terza parte

Scesero a riva, sulla piccola spiaggia una barchetta abbandonata proteggeva minute e inermi tartarughe. Il fato illuminava il cammino di quegli uomini, quel mezzo non era una casualità. Presero la barca, la casa era a pochi metri di distanza, l'avrebbero raggiunta in breve. La villa maledetta, costruita un secolo prima, era situata in mezzo al mare, su di un alto scoglio, nelle cui insenature si sviluppava un allevamento di murene d'epoca antica. Atroci disgrazie e morte attendevano tutti coloro che l’avessero abitata, così raccontava la voce dei pescatori, così parevano dimostrare inquietanti coincidenze, l'abbandono di quel miracolo d'architettura.
Virgo continuava i suoi deliri sul futuro, sul nuovo ordine da costituire. Carbutto osservò quell'uomo, i suoi comportamenti, per tutti i minuti che separavano loro dalla meta. L'osservazione attenta è madre di ogni deduzione logica. Quel fanatico non poteva essere il discendente degli avi. Bisognava rimediare agli errori compiuti, all'insulso timore da cui era stato colto.
Erano ormai giunti ai piedi della casa.  Arrivare alla villa, ormai in rovina, era quantomai difficoltoso. Virgo chiese aiuto al compagno. Ma egli non poteva lasciargli la verità. L'allevamento di murene incavato nelle rocce divenne matrice di micidiali idee. L'angelo della morte pervase la mente di Carbutto, fantasmi di rapide e necessarie soluzioni permeavano i suoi sensi. Lasciare che il femminello morisse affogato, affondato da chissà quale creatura marina, in un tragico incidente, era un’eventualità possibile. E poi il pensiero divenne azione. Spinse Virgo in acqua.

Clicca Qui per leggere la parte 5

Facciamo causa al tg1

Questo paese purtroppo fa schifo. E' possibile che non ci sia una legge che impedisca ad un giornalista di mentire spudoratamente sulle questioni giudiziarie che riguardano Berlusconi ed i suoi degni compari?
Ero sicuro che avrebbero parlato di assoluzione per Mills, ma la cosa mi fa incazzare lo stesso. Dimmi una cosa testa glabra: se veramente il reato non sussiste perché non c'hai messo la faccia in uno dei tuoi schifosissimi editoriali?

PS: ormai anche Nonno Archirio ha smesso di guardare il tg1. A quell'ora preferisce vedersi "quello sul 4 che riempie di botte tutti quanti".

23 febbraio 2010

Siamo tutti uguali, purché cristiani

Nei giorni in cui l'Italia si indigna, giustamente, per il gruppo su facebook contro i bambini down (un discorso a parte andrebbe fatto su una pena adeguata per l'ideatore e tutti gli iscritti) e i politici (eletti anche grazie al voto di idioti come quelli) si riempiono la bocca di paroloni sulla dignità di ogni essere umano, il Consiglio Comunale di Goito, in provincia di Mantova, capeggiato da Pdl, Lega e Udc, decide di far passare questo regolamento che esclude dall'asilo comunale i bambini di famiglie non cristiane. Mi domando: se chi discrimina un bambino per un problema fisico è quantomeno uno stronzo, chi lo discrimina sulla base di un dio che forse neanche esiste cosa è?

20 febbraio 2010

I fantasmi di java

Stamattina mi son svegliato presto. Prestissimo. Sogni agitati tormentavano la mia notte. Ero in un bar. Palme e piante tropicali coprivano l'esterno, raggi arancioni trafiggevano la natura. Profumava d'arance, e tutto sembrava ricoperto da una patina di decadente eternità. Io ero seduto, c'erano fogli gialli su di un tavolo, una penna nera lasciava scorrere il suo inchiostro tra la cenere dei sigari. Il silenzio riempiva ogni gesto. Più lontano, c'era una ragazza. Era bella. I capelli biondi e lunghi, la pelle chiara nella luce del pomeriggio. Era un fantasma, ma aveva occhi neri e vivi. Mi alzai, avevo un orologio d'oro al polso, vecchio, andai verso il fantasma. Il silenzio veniva a riempirsi dei ticchettii inaudibili delle lancette, più mi avvicinavo allo spettro più il suono diventava forte, potente. Poi le dissi "Hello!" e l'orologio si fermò. Non parlava nessuna lingua, non diceva nulla, ma continuavamo ad osservarci. Lei tracciava linee, curve, con la matita. Io osservavo la decisione e l'eleganza dei gesti, il nascere del disegno e il suo evolversi. Restammo così a lungo, lei era assorta nel disegno, ogni tanto alzava lo sguardo, si mordeva il labbro, mi sorrideva. Io la guardavo e sentivo d'esser tranquillo, felice, sicuro, mentre il calore diventava sempre più forte.
Il tempo era fermo, l'orologio aveva smesso di funzionare, i raggi s'erano ormai consumati, erano diventati lance di luce incastonate tra il rigoglio della natura. Eravamo eterni.
E nel mentre in cui scoprivo l'esistenza di Dio nella morte del tempo il calore divenne insostenibile, acceso, e apparve un bambino. Sporco in volto, indossava una tuta blu che straziava gli occhi, assopiti dalle tinte di un pomeriggio calante. Aveva in mano una batteria d'auto, nera, ricoperta di polvere. L'adesivo Bosch sopravviveva in parte all'usura. Urlava "Ora rompo la batteria, ora la apro!". Cercai la sua mano, per proteggerla, per proteggermi. Ma lei scomparve, non c'era più, e il terrore nacque e mi coprì nel freddo innaturale del blu di quell'essere. Fuggii da quegli spazi, attraversai file di tavoli spezzati dalle luci, e più correvo più l'orologio iniziava a muoversi, e il tempo a scorrere, finché i secondi non divennero equi e veloci e davanti a me c'era solo un bancone e un barista asiatico.
Mi fermai, lui non sembrava stupirsi della mia corsa, forse non aveva visto, forse non era mai successo nulla. Iniziai a domandarmi perché quella batteria avrebbe dovuto uccidermi, e poi quando mi scordai del bambino pensai a lei, e a dove fosse, e a chi fosse, e a dove l'avrei trovata. Il barista mi passò un bicchiere di qualcosa. Bevvi, il mio stomaco bruciava. E lui iniziò a parlare, e disse che era laureato in informatica dei linguaggi di programmazione giapponesi. Io gli dissi che era tutto interessante, ma volevo andare via e mi serviva il conto. Il barista alzò gli occhi, e urlò "Matter better, matter better, matter better".
Mi son svegliato.
Oggi a scuola, si leggeva una cosa di un autore inglese che si chiama Milton, un'opera intitolata Paradise Lost. E ci sono dei versi che recitano così:

What matter where, if I be still the same,
And what I should be, all but less then he
Whom Thunder hath made greater? Here at least
We shall be free; th' Almighty hath not built
Here for his envy, will not drive us hence: 

Here we may reign secure, and in my choyce
To reign is worth ambition though in Hell:
Better to reign in Hell, then serve in Heav'n.


Si, avete notato bene. C'è sia Matter, che Better. Adesso, nel testo, sono totalmente disconnessi. Ma ci sono. Potrebbe dunque essere un sogno premonitore? Invierò questo post via mail a Voyager.

19 febbraio 2010

Scusa ma c'hai rotto il cazzo - 2

Ennesimo editoriale a difesa dei padroni. Quest'uomo è più fastidioso di un ultimo preservativo bucato.

16 febbraio 2010

Scusa ma c'hai rotto il cazzo

Moccia, basta. Scrivi quanto vuoi ma lascia perdere il cinema, non è roba per te.


P.S.: nella foto Federico Moccia che si vanta di avercelo come un bimbo d'otto anni

15 febbraio 2010

Come ti batto col pomodoro

Impossibile per chiunque abbia frequentato Facebook negli ultimi giorni non seguire le sorti della pagina "Questo pomodoro avrà più fan di Silvio Berlusconi". Un gruppo di ragazzi di Monza lancia questa sfida tanto simpatica quanto presumibilmente inutile ed in pochi giorni la pagina supera nettamente quella dei sostenitori virtuali del presidente del consiglio.


Mi vengono in mente una serie di considerazioni: certo, anche di battute più o meno scontate, chiaramente. Il pomodoro è più alto del nostro amato premier, ha più capelli in testa anche se pelato ed è molto più liscio senza bisogno di lifting alcuno.
Pensavo piuttosto che è alquanto singolare che un uomo che vanta di avere il 70% di consenso nel paese (nonostante in nessuna elezione abbia mai raggiunto la maggioranza relativa - fra i votanti e men che meno sul totale degli aventi diritto - neppure sommando i voti dei suoi alleati), al quale sono dedicati siti, striscioni, canzoni, libri e preghiere di stuoli di fedeli, ecco, un omuncolo, ma così famoso, pubblicizzato ed onnipresente, faccia fatica a raccogliere consensi online. O, per dirla correttamente, riesca a radunare cifre enormi di persone che sostanzialmente lo detestano senza sforzo alcuno. Il Fatto Quotidiano, giornale interessante, ma modesto e piuttosto ripetitivo (tralasciando lo stile e la grafica tutt'altro che rifiniti) ha una tiratura di 100.000 copie al giorno. La prima manifestazione del tutto popolare, il NoB Day, aiutata dai sindacalisti e dalle opposizioni che da qualche tempo hanno deciso che scendere in piazza è un'attività poco remunerativa per i vertici, contava un milione di partecipanti.


("Mi condisca" - slogan e immagine di Giovanni Guacci)

Con questo non voglio dire che le cifre siano del tutto falsate o che il consenso di Berlusconi sia quasi nullo: al contrario, credo che esso sia inestirpabile. La maggior parte degli elettori del centrodestra, a parte l'alta borghesia ed il mondo economico per ragioni sin troppo ovvie da esporre, sono persone alle quali della politica non importa nulla e che non sanno leggere ed argomentare di politica e si limitano a guardare il nano in adorazione sullo schermo. Questa gente, che pure usa Facebook, magari, non ha interesse alcuno a prendere parte a discussioni politiche o diventare fan di un politico. Si limita a mettere la crocetta quando è chiamata alle urne dai tromboni televisivi, possibilmente dopo aver sentito Berlusconi dire che abbatterà le tasse. Anche per questo, online la stragrande maggioranza dei siti, dei blog e delle iniziative è antigovernativa. Perchè si tratta di informazione da ricercare, e non da assumere passivamente, come quella televisiva, che infatti è del tutto controllata, ed in misura minore quella della carta stampata, che del resto è anch'essa in gran parte aggiogata. Questo male, la becera e grossolana indifferenza alla propria ignoranza, è causa di sè stesso e come tale inestirpabile per definizione.
Una ulteriore considerazione che ritengo interessante è lo sfregio verso le opposizioni. Centinaia di migliaia che si divertono a dare sostegno immaginario ad un pomodoro sono un segnale chiaro della ragione per cui i partiti di opposizione prendono gran parte dei proprio voti, ovvero per puro spirito di diversificazione dal berlusconismo. Se è vero che Berlusconi potrebbe agilmente riuscire a nominare senatore uno dei propri cavalli abilmente ammaestrati dal mafioso di turno di casa nelle sue scuderie, parimenti qualsiasi candidato premier in opposizione al nano raccoglierebbe milioni di voti per il solo fatto di essere un'alternativa a lui contrapposta. Chiunque. Veltroni, Rutelli, il mio panettiere. Persino un pomodoro, senz'altro più liberamente rosso di troppi finti oppositori, che d'altro canto vanta 20 volte i fan di Bersani, surclassato persino dagli apostoli della Scoccicoddu, vecchia pratica volta a colpire il collo ignudo di ignari amici distratti.
Questo è ciò che realmente manca all'opposizione. Un leader a tutto tondo, che piaccia a molti, umile, con le radici sporche di terra e l'animo, non solo la buccia, dichiaratamente rosso.

10 febbraio 2010

10 febbraio

Da qualche anno a questa parte il 10 febbraio si parla delle foibe, cosa che a me va benissimo, assunto che conoscere la storia è l'unico modo per dare vigore alla natura antifascista del mio pensiero. Curiosamente, persino i massacri delle foibe sono un tassello di grande peso contro il fascismo e contro l'attuale gestione dello stato italiano. Dico "curiosamente" perchè questa campagna promossa non a caso dal nostro governo, ovvero da una destra reazionaria, non è incentrata sulla memoria storica, bensì sulla semplificazione e sulle frasi fatte: la percezione in Italia del 10 febbraio è una sorta di compensazione della giornata della memoria del 27 gennaio, come dire che sì, è vero che i nazisti sono stati cattivelli, ma guardate i comunisti come sono barbari, insensibili e massacratori. La frase tipica da bar è "i partigiani hanno ammazzato un sacco di persone che avevano la sola colpa di essere italiani". Se poi si chiede di inquadrare il periodo e le ragioni storiche o che cosa significa "foiba" si cade evidentemente in tentativi di negazionismo e minimizzazione.
Il mio obiettivo non è negare la reticenza del PCI, peraltro non inferiore all'ostinazione di ogni governo italiano dal 1946 ad oggi (certamente quindi non comunista) nell'evitare di indagare sulle colpe storiche del nostro paese nei confronti della Jugoslavia, e neppure giustificare omicidi non necessari. E men che meno minimizzare sui morti.
Il concetto è che tutto quanto successo in Jugoslavia ha origini profonde e rientra in giochi di potere che si spostano dal nazionalismo locale, al controllo anglo-americano, all'influenza russa. Parto dal 1920, anno in cui ha inizio l'italianizzazione forzata delle minoranze slave con questo discorso di Mussolini:
"Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell'Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani"

Nel 1941 l'Asse occupa la Jugoslavia, deportando 350.000 prigionieri di guerra, in parte in Germania, ma in larga misura anche negli oltre 200 campi di concentramento sparsi fra l'Italia ed i Balcani in cui morirono oltre 250.000 internati (anche se secondo fonti slave sono almeno il doppio) con tassi di mortalità più alti persino rispetto ai campi nazisti. A questo proposito può essere interessante citare un documentario prodotto dalla BBC, Fascist Legacy, con accurate descrizioni e testimonianze degli eccidi italiani durante la seconda guerra mondiale. Questo filmato è stato acquistato dalla RAI in modo che nessun altro avesse i diritti di trasmetterlo, un po' come il video degli americani che lanciano fosforo bianco in Iraq sulla popolazione. Inutile aggiungere che non è mai stato mandato in onda neppure dalla RAI, ma solo qualche stralcio da La7.
In Jugoslavia si instaura una dittatura ustascia, i cui barbari eccidi e deportazioni sono sostenuti dai generali italiani con l'appoggio del Duce:
"Il mancato rastrellamento di donne, specialmente insegnanti di scuole medie ed elementari, che hanno notoriamente svolto e tuttora svolgono attiva opera di propaganda comunista e di assistenza ai partigiani, ha prodotto cattiva impressione."
"Come avete detto è cominciato un nuovo ciclo che fa vedere gli italiani come gente disposta a tutto, per il bene del paese ed il prestigio delle forze armate ... Non vi preoccupate del disagio economico della popolazione. Lo ha voluto! Ne sconti le conseguenze ... Non sarei alieno dal trasferimento di masse di popolazioni."

Fra i sostenitori del regime ustascia si annovera anche l'arcivescovo cattolico Stepinac, che sarà prima nel '53 proclamato cardinale da Pio XII e poi nel '98 beatificato da Giovanni Paolo II; contro la dittatura militare prende piede una resistenza interna guidata da Tito ed un'aperta campagna dei partigiani italiani in Friuli, che condannano con processi sommari 600-800 uomini sostenitori del partito fascista o anche semplicemente funzionari del governo. Queste furono le uniche esecuzioni di chiara matrice partigiana: condannare la resistenza italiana in base a questi fatti per me è paragonabile al commemorare le SS ammazzate dagli ebrei nella rivolta del ghetto del '44.
Negli anni successivi nella Jugoslavia si solleva un vespaio, con ulteriori eccidi perlopiù di matrice locale, ai danni di partigiani, italiani, civili, slavi, fascisti. Non conosco abbastanza la storia per poter descrivere accuratamente i fatti: sono però sicuro che è un gran casino. Il totale degli infoibati è una cifra che varia dai 5 agli 11mila morti.
Parliamo le foibe per quello che dovrebbero essere: uno spot, l'ennesimo, qualora fosse necessario, contro la guerra e l'odio razziale, in particolare verso quelli che per 364 giorni ogni anno vengono etichettati come zingari.

6 febbraio 2010

Meglio ladri che apostati

A due anni dalle elezioni politiche, posso dire che la mia scelta di non andare a votare ha pagato. E lo dico perchè non mi sono reso complice dell'annientamento della sinistra italiana, che considero ormai cosa fatta, ovvero di quella che io valuto come la strada più efficace per un risanamento sociale e culturale del nostro paese; il rapporto di causa-conseguenza è così fitto ed evidente che non mi premuro di soffermarmi oltre.
Nonostante in due anni il Partito Democratico sia riuscito nel nobile scopo di far cadere l'unico governo non di destra della storia italiana, perdere il controllo politico di regioni, province e comuni, contribuire alla sparizione dei simboli e dei concetti di sinistra nella discussione politica italiana e, forse cosa più grave, sostenere una legge elettorale che delegittima il parlamento e di fatto priva le camere di ogni significato (e mi piace pensare anche che Veltroni abbia gestito il mercato della Juventus negli ultimi due anni), questo resta il secondo partito nazionale.
Che è un altro modo per dire che è il principale partito di opposizione: cioè, tutti quelli che per strada si lamentano di Berlusconi, delle tasse, dei tagli e dei licenziamenti, votano PD, almeno coloro che sostengono sia importante andare a votare per non lasciare l'Italia in mano alla destra.
Questo perchè il PD, in un quadro televisivo della gestione dei voti (dato che ero e resto fermamente convinto che sia la propaganda a stabilire i risultati elettorali: proviamo a dire a reti unificate per tre anni che Rifondazione ha il 20% nei sondaggi, e poi vediamo come va a finire) è l'unica alternativa, ed è il meno peggio. Da parte sua il PD, retto da uomini dalla moralità integra quanto l'imene di Moana Pozzi, tende a destra, cercando di raccogliere i voti dell'elettorato di destra. Cerca di essere viscido, asservito al cristianesimo, razzista e gretto come un partito di centrodestra a vostra scelta. Il risultato è che la gente che si identifica in questo quadro (perchè il problema è che la gente vota a destra non perchè è ignorante, ma perchè fa schifo, e questo non è risolvibile senza l'impiego del napalm su larga scala, augurio che troppi umani tendono a rimproverarmi) preferisce la grettezza più naturale di Pdl e Lega e il PD perde sempre più voti anche a sinistra, di gente che non se la sente di giustificare questo continuo persistere sulla strada del peggioramento; ed in più risulta ridicolo.
Questo nella teoria; in pratica restano solo i fatti, cioè le scelte in funzione dell'ideologia politica. Ed i fatti mi dicono che non ha importanza quale padrone metta il giogo, il lavoro è lo stesso ed il raccolto ci sarà sottratto.
E la civiltà si allontana, scacciata con i forconi da chi l'ha sempre combattuta:



o, non sorprendentemente, temuta da chi voleva farsene unico portavoce:



Risultando, per l'appunto, schifosamente ridicolo.

3 febbraio 2010

Il velo blu (parte 3)

Clicca qui per leggere la parte 2.

I due s'incontrarono in un parco di Posillipo, su di un promontorio. La scelta di quel luogo non era casuale, Carbutto lo sapeva. Della Gaiola parlava anche il manuale, c'era un simbolo lì, da qualche parte, c'era la soluzione. Quell'anfratto di costa e mare nascondeva storie e verità ancora nascoste. Vicende dei tempi che furono che spesso sfociano in improbabili miti. Antichi maghi scribi, e forse la stessa eremita, c'erano passati e avevano vissuto in quei luoghi. La bellezza e il mistero, le rovine e le nuove costruzioni, si miscelavano in un paesaggio metafisico, in cui oniriche visioni si contrapponevano ad apotropaiche strutture razionali.
Virgo era visibilmente nervoso, il sudore colava dalla fronte nonostante la temperatura mite, muoveva incessantemente la gamba sinistra, la sua frenetica attesa sembrava protrarsi da lungo tempo. Carbutto colse in quell'atteggiamento un'insostenibile volontà nel rivelare qualcosa, il timido uomo aveva trovato la risposta. Iniziò a correre, la fine delle sue ricerche era ormai vicina, un nuovo corso stava per delinearsi. Una volta vicini Virgo iniziò a parlare. "E' tutto incredibile, c'è un velo blu nella casa maledetta. Un drappo di sete antiche dietro cui si cela il fondamento. Gli antichi comunicavano con il demiurgo, possedevano l'idea! Leggi questo passo, la nuova Atlantide sorgerà quando il discendente dei saggi valicherà il velo. Non erano leggende, il discendente, sono sicuro d'essere io! Mi serve solo il tuo aiuto per raggiungere la casa, poi rivoluzionerò il mondo. Grazie, grazie, grazie!!!" La pazzia aveva  colto quell'uomo, sogni che riteneva vani e superflui, ma per cui aveva vissuto, si paventavano ora come verità incontrovertibili. Il senso della ricerca s'era mostrato e nessuno l'avrebbe fermato. Era uno stolto. Uno stolto fortunato. Carbutto non voleva più dare risposte al mistero di quel libro. Adesso, di fronte a lui, s'apriva una nuova dimensione, che non desiderava varcare. Il dubbio del vano l'aveva attratto in quella insana passione. La nuova conferma era una terribile constatazione, la paura l'indusse ad accettare le condizioni di Virgo. In quel momento scoprì la comodità delle vecchie menzogne, dell'ignoranza, e il brivido del nuovo.

Clicca qui per leggere la parte 4

Panic!

Riconoscere la bellezza non è semplice: occorrono buon gusto e sensibilità, doti rare e spesso compresenti. Si può persino sostenere che il bello non è oggettivo: Clint Eastwood disse che le opinioni sono come le palle, ciascuno ha le sue. Io credo che il bello si possa trovare in buona parte per esclusione: insomma, d'accordo esprimere una preferenza, ma il brutto è palese, non solo esteriore, si dirama fino al midollo e all'anima: una sorta di Kalokagathia al contrario, se volete. E badate che non parlo di bellezza fisica. Mi riferisco dell'arte, sublime espressione della bellezza per l'uomo.
Per apprezzare l'arte occorre conoscerla. Il genio non è sempre pubblicizzato o a portata di mano; spesso anticipa il suo tempo e sopravvive ad esso, nascondendosi nella mediocrità della propria epoca, aspettando la glorificazione del posteri che lo eleveranno a creatura immortale. La sensibilità, l'unico strumento che permette all'arte di emozionarci, si sviluppa, si affina, si perfeziona.
Non pretendo che tutti gli uomini possano avvicinarsi all'arte, ma mi basterebbe sapere che non venga fatto scempio della bellezza, con la troppo comune esaltazione di opere di bassa lega, definite capolavori da stuoli di inesperti.
Eh si, perchè ignorare è prassi, ma millantare conserva un fascino irresistibile. L'arte viene così vissuta dalle folle belanti come isterismo collettivo, non emozione, ma piuttosto tratto distintivo.
E così troviamo una schiera infinita di persone che leggono Moccia, per dirne uno, e trova del tutto naturale che nella propria esistenza si possa sopravvivere con 2-3 libri di un autore che si è premurato di assemblare qualche centinaio di pagine copincollando sms di 14enni mestruate. Schiera che non soltanto disconosce personaggi come Wilde e Dostojevski, ma che ha la presunzione di definire "Ho voglia di te" il romanzo più bello. Qui torniamo precisamente al mio problema, l'esaltazione dell'ignoranza, il considerare attendibile una fonte che non ha i mezzi per esprimere un parere.
Badate che non è un dettaglio da nulla; molte arti si tutelano, non sono accessibili se non da un pubblico che volontariamente voglia avvicinarvisi. La letteratura è parzialmente salva da queste invasioni barbare, che suonano come stupri al buon senso. In fondo nessuno, neppure il suo più strenuo lettore, considera Moccia il miglior scrittore dei cinque continenti.
Ma c'è un'arte che viene assunta perlopiù passivamente: accompagna nei viaggi in macchina, detta i tempi ai programmi televisivi, nobilita i cellulari. La musica diventa pericolosamente una moda. Ed ecco che lo stuolo di pecore cui accennavo prima, quello che non è capace di distinguere un apostrofo da una lacrima, si esalta! Oh si, quasi tutti dicono di ascoltare musica e che, oh!, vivono per questo o quel cantante e cazzo, stasera in disco voglio proprio uscirmene di testa, l'hai visto quello quant'è bello, troppo stile, troppo togo.. ma a quanti viene il dubbio che la propria prediletta sia musica di bassa lega?
Ti fanno sentire un diverso se non sei come loro, perchè tu no, tu non sei alla moda. E nascondono tutto dietro il generico "questione di gusti" per giustificare le proprie scelte, renderle valide, non sottoporle a discussione. Ma cazzo, non sono gusti, semplicemente io ho ragione e tu torto, che parte non è chiara?
Intendiamoci, non mi riferisco ai generi: sono quelle le famose palle di Clint Eastwood! Io, giusto per fare degli esempi, posso eccitarmi sessualmente con un assolo di chitarra o certi spaccati di musica classica, mentre il melodico mi annoia a morte e considero la lirica nulla più che i tentativi di un tenore di scoparsi il soprano, in barba al baritono (questa non mi ricordo chi l'abbia detta). Ma questo è un mio limite che non mi impedisce di riconoscerne la bellezza, di abbracciare l'emozione che sa causare. Perchè conosco la storia di quest'arte, che venero più di qualsiasi altra, e vedo la grandezza di generi anche a me non congeniali. Un Dj che fa ruotare un disco per scagliare compulsivamente tre suoni che non sono nemmeno note ad intervalli di due secondi per trecento volte, non è arte, non è storia. Non dà emozione, dà isteria.
E si finisce per osannare personaggi televisivi più che artisti, con stuoli di ragazzine che impazziscono per dei bellocci, o per Morgan, uno che stupra la storia della musica ad intervalli regolari, spacciandosi per grande pensatore perchè conosce Battiato (non è il solo, ad essere sinceri, sembra quasi che coi CD del buon Franco alleghino una laurea in Filosofia in bianco a giudicare dalla spocchia di troppi suoi estimatori). O per riconsiderare la musica classica grazie ad Allevi, niente più che un grazioso ridisegnatore di accordi.
Credo che questa intolleranza sia solo un'altra forma di misantropia. Per stavolta però la chiudo qui, lasciandovi a chi, almeno un pò, deve pensarla come me.



Burn down the Disco
Hang the blessed Dj
Because the music they constantly play
It says nothing to me about my life.