31 ottobre 2009

Politiche per la sicurezza


Ignazio La Russa: "Sono certo del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione"




Carlo Giuliani († 20 Luglio 2001)



Aldo Bianzino († 14 Ottobre 2007)



Niki Aprile Gatti († 24 Giugno 2008)



Gabriele Sandri († 11 Novembre 2007)



Federico Aldovrandi († 25 Settembre 2005)



Stefano Cucchi († 22 Ottobre 2009)


Ne deduco che ancora una volta i militari hanno correttamente eseguito gli ordini.
Se ritenete che le immagini siano troppo impressionanti allora siete d'accordo con me. Cambiate paese, se non volete vederle.

30 ottobre 2009

Encomio di Elena

Una volta conoscevo una ragazza. Era una ragazza bellissima. Ed era una troia*.  Uscivo con lei perchè ci sono periodi in cui cerchi solo emozioni, esperienze nuove, e quindi cerchi le troie. Ti senti troppo impegnato per essere serio anche con le donne, per poter far felici tutti quelli che ti circondano mostrandogli la tua bella fidanzatina, e vai con le troie. Che in realtà dietro di loro non ci sono file infinite, perchè il maschio moderno le teme, teme il sesso. Sono in pochi quelli svegli, che colgono le opportunità. E io sono tra quelli. Quelli svegli.
Così mi divertivo con questa, che forse era frivola, forse quando gli accennavo dell' epicureismo neanche mi capiva. Però mi ha fatto togliere tanti sfizi, mi ha fatto felice. In parte la ringrazio.
Ci sono alcuni che ti dicono che fai bene, che non hai pensieri, stai a fare quello che ti pare, la tua mente è sempre sgombra, non sei inquieto, irrequieto. Invidiano il tuo stato. Ti invidiano e non sanno.
Non sanno che quando è così, la noia arriva ancora prima. Non sanno che quando è così, sei troppo libero. Quando finisce con una troia bisogna rendersi conto che è finita. Che è meglio non averci più rapporti, perchè erano troppo aperti, e rischiano di esserlo ancora.
Era una ragazza bellissima. Era frivola. Ma era anche cattiva. Quando ci lasciammo mi confessò che mentre stava con me si vedeva con un altra persona. Si vedeva con un'altra ragazza.
Mi ricordo che piansì tutta la notte, che fumai le mie prime sigarette, che pensai di suicidarmi.
Non riuscivo a darmi pace: potevo fare sesso con due lesbiche, e non m'aveva detto nulla.

*Quando parli con certa gente, salta fuori che poi su certi argomenti son più ignoranti di un prete. Infatti per troia si intende non la prostituta, bensì quella femmina che te la dà senza troppe remore morali e che ingiustamente, per una cultura sessuofoba, viene così volgarmente etichettata.

Papafobia


Non pensavo di avere fobie particolari, ma dopo aver letto questo articolo di Repubblica mi sono dovuto ricredere. E credo che ogni persona intelligente debba avere un po' paura del Papa, soprattutto se il Papa ha una faccia così...

29 ottobre 2009

Nonno Archirio in: "Fossi scemo"

Bronx: Oh, nonno, ma non ce li inzuppi i cantucci nel vinsanto?
Archirio: Sie, fossi scemo! Se lo bevono loro 'un lo bevo io!

28 ottobre 2009

Provaci ancora, Charlie Brown!

C'è stato molto interesse negli ultimi giorni per le primarie del PD, molto più che per qualsiasi cosa seria, intendo. Ma è comprensibile, che ci tengano particolarmente, lì al PD: sono le uniche elezioni nelle quali un rappresentante di quel partito possa sperare di vincere. Poco importa se ciò è vero per il fatto che i suoi avversari sono del medesimo partito. Del resto il PD ha dimostrato di essere attento alle esigenze della nostra nazione; in meno di due anni di vita ha smantellato un governo, perso le elezioni, annientato gli alleati, che sono l'unico modo per vincerle, le elezioni, vista la legge elettorale che lo stesso partito sostiene; ha offerto regioni, province e comuni ed infine convinto un 7% a non andare più a votarli. Fa sempre quello che ci vuole per l'Italia, il PD: grufolare su una inutile poltrona di merda da segretario, per dire, perdendo mesi in guerre intestine peggio delle Due Rose, che altro desiderare da un partito moderno? Manca solo che si sparino in bocca e poi è proprio un partito supermoderno!
E poi mascherano questo interesse del popolo delle primarie come un sostegno alla loro politica:

"Andiamo a votare alle primarie del PD?"
"D'accordo, ma per chi?"
"Non ha importanza, non potrei fare mai a meno del partito"
"Già, sai che eccita tantissimo anche me!"
"Usciamo, ma facciamo in fretta, così dopo possiamo fare quel gioco con le catene e la cinghia che ti piace tanto"

Milioni di persone che a gran voce chiedono cambiamento, azione e personalità e che si sentono orfane di un sostegno statale diventano un segnale di approvazione. Che poi su questi fantomatici 3 milioni ci sarebbe da discutere: certo, un incremento sarà dovuto ai buoni benzina e ai portachiavi (verdi, mica rossi, come ti sbagli?) che prestanti signorine distribuivano fuori dai seggi, ma secondo me nel tentativo di fare il pienone hanno concesso il voto ai minorenni, ai turisti giapponesi ed a tutte le pecore della sardegna. In Abruzzo voterà anche l'orso marsicano.
Sembra anche che siano stati ordinati 3 containers di veterani dalle primarie americane: trattasi di votanti professionisti, specializzati nel fare numero e nel rilasciare interviste cariche di entusiasmo e soddisfazione all'uscita dal seggio. Quelli in questione sono un modello un po' vecchio, già adoperato da Jimmy Carter a suo tempo, per cui su una tv locale veneta si sono verificati alcuni malintesi in seguito ad una loro dichiarazione "Franceschini è quello che ci vuole per la mediazione tra Iraq e Iran". Tuttavia hanno svolto egregiamente il loro dovere, riempendo ugualmente seggi e servizi televisivi con sorrisi ed aria di grande festa. Potrei aggiungere anche che la tv veneta è andata avanti riproponendo il servizio per un po' (del resto, Franceschini ai tempi era già in auge) prima di rendersi conto dell'intoppo. Ma si sa, in Veneto ci tengono molto alle primarie del PD, specie quando confondendo l'acronimo credono si tratti della votazione per scegliere il miglior improperio del 2009, premiato da Germano Mosconi.

Sotto, un convincente manifesto pubblicitario del PD per le primarie:


(Si ringrazia un insignificante passante per i contributi forniti)

26 ottobre 2009

Quando ti lascia una donna, cerca aiuto su Google!

Alla luce delle numerosissime visite ricevute dal blog per merito di Quando ti lascia una donna, breve pamphlet dedicato all'analisi di alcune situazioni-tipo al momento della rottura, ritengo opportuno ampliare il discorso risolvendo così alcuni dei dubbi espressi dai nostri cortesi occasionali lettori.
Stavolta però non voglio analizzare le donne, delle quali si è discusso e certamente non mancherà occasione per screditarle ulteriormente, ma loro, questi gentili questuanti dirottati da zio Gugol. Provo a dividerli secondo alcune categorie esemplificative.

Curiosi e metodisti
La fetta più consistente sono proprio loro. Vogliono capire come sia possibile essere lasciati da una donna e superano lo stadio di iniziale sorpresa inabissandosi in quello dell'analisi delle cause. Bramano sapere perchè una donna lascia e soprattutto cosa bisogna dire e fare in queste occasioni. La mia personale soluzione sarebbe quella di mostrarsi vagamente sorpresi e dal giorno dopo festeggiare con quattro amici ed un puttan-tour (versione revisitata di "Notte prima degli esami"). Dopodichè cercarne un'altra e lasciarla prima voi. Suvvia, non siate fragili, ci sono milioni di ragazze in età da marito da incantare prima del matrimonio. Il loro, matrimonio.

Cinici e rassegnati
Anch'essa categoria piuttosto affollata, ma questi uomini sono disillusi, al più intristiti, che tuttavia conoscono il mondo: se una donna ti lascia è per sempre è un concetto che pare andare per la maggiore. Ad un tipo che entra cercando quando una donna lascia, lascia temo di non poter insegnare nulla. Al massimo gli offrò un caffè senza zucchero, o meglio un bel boccale di cicuta.

Sospettosi
Alcuni individui dotati di un'elevata autostima, non riuscendo ad accettare che una pulzella possa appiedarli senza un motivo, apparente o meno come abbiamo visto, cercano all'esterno della coppia il colpevole. C'è chi spocchiosamente ci svela la sua versione dall'alto di un piedistallo di indifferenza: quando una ragazza lascia senza senso ha un'altro, con grazioso apostrofo superfluo. Non sono troppo d'accordo, magari ti considera uno stronzo. Più dubitativo quest'altro visitatore: c'è sempre un altro quando una donna lascia? No, non sempre. Solo quando devi chinarti per passare dalle porte.

Speranzosi
Senz'altro la categoria più tenera, ingenua e forse per questo meno affollata. quando una donna ti lascia è per sempre? chiede con la voce rotta quest'anima in pena. Mettiamola così, se ti preoccupi di lei, come evidentemente si evince da queste tue affannose ricerche online, si, allora è per sempre. Ignorala, c'è la possibilità che torni. Al contrario, quando donna lascia e poi cerca non illudersi, significa solo che bisogna pagarle gli alimenti.

Genio Risolutore
Non credo di poter fare di meglio copincollando la chiave di ricerca:




24 ottobre 2009

Amnesia

Paziente: Dottore, mi scordo le cose.
Medico: Si scorda le cose?
Paziente: Mi scordo le cose?!?

22 ottobre 2009

Pensiero politicamente scorretto - 4

Ma come mai la gente di sinistra in Italia ha difficoltà ad andare a votare mentre quella di destra riesce così facilmente ad identificarsi in Berlusconi, oppure in qualche fascista della Lega o delLa Destra?
E' un problema di mediocrità di pensiero politico, nel senso che essere di destra prevede d'ufficio che tu sia uno sporco criminale, oppure un liberale che sia anche una persona per bene, come Montanelli o Travaglio, vota un partito di centrodestra che non sia emblema della devastazione della democrazia, ad esempio PD o IdV? E come si sente, in tutto questo?

GTA, Gratta troppo (l') ano

Mi piacciono i videogiochi, mi piacciono perchè quando gioco faccio un sacco di cose, che normalmente non farei. Una volta stavo a San Francisco, c'era una vecchia con una bambina, erano appena uscite dall' INPS, e dietro di loro un nero pedofilo che le pedinava, o forse sono solo io che sto idealizzando quell'ammasso di pixel. Guidavo una Ferrari rossa, bellissima, velocissima, sparavo alla gente dai finestrini col tasto R1. Però lì, in quel caso, c'era un pedofilo, ed era un problema ben più grave. Allora decido che devo intervenire in maniera certa, perchè se sparo non è sicuro che io riesca a colpire quel maniaco. Subito metto il freno a mano, col tasto O, faccio un inversione a 180°, con lo stick analogico, e accellero verso il trio, con la X. Manco il pedofilo, uccido la vecchietta e la bambina. Dal cadavere della vecchietta escono 600 dollari. Mi consolo pensando che almeno non ci saranno stupri, e che forse ho risparmiato la vita al presidente degli Stati Uniti.
I videogiochi non sono stupidi, hanno sempre una morale. Io quella volta ho capito che anche in America le vecchiette prendono una pensione di merda. Ma soprattutto che i problemi si possono risolvere in due modi: eliminandoli direttamente, o cancellando la loro causa.

21 ottobre 2009

20 ottobre 2009

Taxi Pisser

Stamattina non si entrava a scuola. Qualcuno ha pensato che era troppo sporca, che c'è l'influenza in giro e non è bene passare 5 ore in una struttura così sporca. Che ci sono i virus che si moltiplicano e tanto vale buttarci dentro la Creolina, che tanto quelli si diffondono in fretta perchè scopano come i topi, quindi moriranno pure come loro, o no? No, i virus non scopano, ma buttare il veleno è stata una buona idea, m'ha permesso di andare dal barbiere. Io dal barbiere non vado quasi mai. Vorrei pure andarci più spesso, è una brava persona il barbiere, ma quelle 2 ore passate così, aspettando che qualcuno ti tagli i capelli, senza nemmeno potersi perdere in se stessi, che ti rubano il turno come avvoltoi, mi sembran perse. Quando mi si chiede il taglio affermo sempre: - rasali sui lati, sfumali e sopra lascia un po' di capello, giusto per metterci quel tanto di gel, ma non più alti di due centimetri -. Penso che più sono corti, più sarà il tempo che dividerà la mia vita da quella del barbiere e mi sento contento.
Stamattina però c'ero solo io, e dopo un' ora e mezza stavo di nuovo per strada. Faceva freddo. Mi son detto che era meglio se tornavo a casa, che tanto della compagnia ormai o stavan dormendo o erano già chissà dove. Io sono uno di quelli che si stanca pure ad aprire una bottiglia, consumo già troppe calorie pensando, quindi quando attraverso la strada non è che m'interessi tanto se sia pericoloso o meno, l'importante è che sia breve. Così distrattamente mi accingevo a superare questo curvone a senso unico, dove le macchine girano alla cieca, tanto non c'è nessuno, e noto questo taxi fermo. La porta aperta. Nessuno dentro. Penso a un omicidio, in realtà ogni volta che vedo qualcosa di strano, penso a un omicidio. Poi mi avvicino di più, immagino il cadavere insanguinato, io che chiamo il 112, i giornalisti che m'intervistano, la serata da protagonista a Porta a Porta, le serate da protagonista all'Hollywood, il trono di Uomini e Donne, l'intervista su Chi, la candidatura a deputato del PDL. Mi passa tutta una carriera davanti.
Invece mi ritrovo questa sottospecie di hobbit davanti, girato verso il muro, con un maglioncino che neanche hello kitty è così frociopink. Sta a pisciare. Piscia sul muro. Mi è crollato tutto un sogno. Faccio finta di nulla e me ne vado, però cazzo l'avrei voluto prendere per il cranio e sfondarlo nel muro, bastardo. Lungo la strada di casa comunque, pensando, mi è venuto in mente che in effetti era strano che i tassisti passassero tutto il giorno in macchina, come facevano poi a soddisfare i propri bisogni? Oggi ho capito che i tassisti se devono pisciare, pisciano coi muri. Forse pure se devono trombare, trombano coi muri.
Ora, quando vedo un muro, mi fa schifo avvicinarlo.

Uno che se gli dici "Fottiti!" ci fa un pensierino

La migliore definizione di Berlusconi che la mente umana possa partorire. Geniale.


19 ottobre 2009

Pensiero politicamente scorretto - 3

Non credo che i nostri governi siano mai scesi a patti con la mafia. Nessun governo ha mai cercato di ostacolare la mafia. Penso che l'unico modo per sconfiggere la mafia in Italia sia il genocidio.

(striscione esposto a Palermo, 2002)

18 ottobre 2009

Le dimensioni non contano

E' sorprendente soffermarsi a pensare alle enormi potenzialità del World Wide Web. L'aspetto più affascinante è che non solo si possono trovare informazioni, contatti, immagini e documenti su qualsiasi genere di corbelleria venga in mente di cercare, ma anche, e soprattutto, la realtà si presenta a noi illustrata in faccende non di nostro interesse o di cui avremmo altrimenti ignorato l'esistenza. Certo, senza internet non conoscerei la musica e sarei fortemente limitato nel mio seguire la politica e l'attualità, però credo che sarei vissuto benissimo pur senza aver mai visto video di animali che sanno suonare il piano o neonati che ridono in maniera forsennata, o senza saper giocare a WordChallenge. Resta il fatto che una prepotente offerta di roba non richiesta è ascrivibile alla pornografia, di facile accesso persino quando non la si va a cercare.
Ora, sarà che la mia prima e-mail fu creata su Libero, che probabilmente supera qualsiasi altro portale italiano in quanto a naked-gossip, anche se bisogna aggiungere che gran parte del materiale erotico che ho visto stava in prima pagina sulla barra laterale di Repubblica, e sarà anche vero che non disdegno visite a siti pornografici, se capita, però sono certo di non aver mai chiesto che tutte le mie caselle di posta elettronica fossero intasate da offerte di allungare il mio batacchio o acquistare stock da 200 confezioni di pillole blu. Inoltre non potrei permettermi nessuna delle due cose.
Capisco che ci siano tante aziende di questi prodotti e che la pubblicità sia l'anima del commercio e che nessun rivenditore di Viagra otterrebbe successo sul mercato mettendo dei volantini sotto i tergicristalli delle automobili o lasciandoli alle portiere dei condomini ed è vero che secondo statistiche recenti (tanto recenti che le ho appena inventate) l'80% degli uomini ha ammesso di visitare regolarmente siti erotici ed il 20% mente, però, cazzo, mi piacerebbe che quando ricevo delle mail ce ne sia almeno una di qualche persona vera, non necessariamente una bella donzella. Mi basta un amico, un professore o un passante che mi insulta dandomi del comunista. E non invece due al giorno di Sarah e Samantah che mi invitano ammiccando a vedere cosa accade se acquisto a prezzo di favore le loro pasticche blu.
Ma quello che mi lascia davvero perplesso sono le offerte di intervento chirurgico per l'allungamento del pene. Trovo che poche cose potrebbero essere inutili come sottoporsi a questo genere di operazione, a meno che non si disponga di una nerchia talmente miserrima che persino quel paio di centimetri guadagnati potrebbero rappresentare una scossa per la propria autostima. Ed intendiamoci, non vi farò il discorso da femminuccia moralista che finge di considerare le dimensioni un insignificante dettaglio. Provate a chiedere ad una ragazza (ubriaca ed in compagnia di almeno altre tre amiche in stato di eccitazione da alcool, altrimenti mentirà a sè stessa prima che a voi) qualsiasi e vi dirà che le dimensioni contano eccome, e non solo quelle favolette sull'"importante è il romanticismo". Però, aggiungono, "usato bene, questo romanticismo".
Semplicemente, se una donna è arrivata a conoscere le dimensioni del vostro viril membro vuol dire che non è più in tempo per tirarsi indietro. Non funziona come per noi, che prima dei giochi abbiamo un'idea piuttosto precisa del prodotto, per loro c'è una grossa (o meno grossa) componente casuale dato che ci pescano da una delle tre categorie, in ordine decrescente: "Ommioddio", "normale" e "Ommioddio". Ma ripeto, in ogni caso sarà troppo tardi ed una volta tolto il turbante tocca inchinarsi al cospetto del sultano. Certo, tutto questo potrebbe pregiudicare il buon esito della serata, ma non ho mai sentito di qualcuna che si sia tirata indietro con le deluse aspettative in saccoccia.

-Tadàn!
-Ommioddio! E quello cosa significa?
-Beh, non siamo qui per guardare la tv no?
-No, certo, è che mi immaginavo..
-Cosa?
-Niente, dai, facciamo in fretta che arrivano i miei.
-Ma siamo a casa mia!
-Non conosci mio padre, è un uomo pieno di risorse. Lui.

Qualcuno potrebbe obiettare che le voci girano e che forse la donzella potrà accontentarsi per una sera, ma poi ve la siete giocata per sempre. Ed in parte sarà vero, ma allo stesso modo non ho mai sentito di una ragazza che lascia il proprio fidanzato perchè il di lui augello non è all'altezza (e mai espressione fu più appropriata). O forse vivo in un mio mondo idealizzato. O magari ancora, più probabilmente, lo hanno fatto in tante ma raccontando invece di intesa che manca, di lui che è uno stronzo o che le trascura. Non è abbastanza romantico. E ci credono davvero.

16 ottobre 2009

Nobel colui che nobilmente si comporta



Volevo condividere con voi i tre minuti in cui ho riso con più gusto in tutta la mia vita, se si eccettua quella volta che in gita scolastica scagliammo un mattone dal quarto piano del nostro albergo. Dopo averlo legato ad un nostro compagno. Alla nerchia, di un nostro compagno.

A parte tutto, queste immagini, al di là della pagliacciata in sè, per la quale mi risulta difficile pensare di dover trovare argomenti contrari, e al di là del monotono "Ivoscima cultuvale" buttato lì ad intervalli regolari, così come anche "perchè i comunisti", sempre in voga, specie senza motivo, dicevo, oltre questo spaccato sui successi della lobotomia, emerge una nota positiva: la reazione di pubblico, opinionisti e persino politici, almeno fra quelli che potevano unirsi svincolati da ragioni contrattuali, si è risolta in una grassa e soddisfatta risata di scherno.
Sarebbe bene che il berlusconismo, inteso non solo come diretto sostegno al premier, ma soprattutto come manifestazione di grettezza, ignoranza ed incapacità di sostenere le proprie ragioni ed il proprio pensiero, torni ad essere motivo di vergogna, come quando dopo il 2001, anno in cui alle politiche Berlusconi prese il numero più alto di consensi, non si trovava per strada uno solo che lo avesse votato. Adesso invece è sdoganato, mentre fare sfoggio della propria cultura e del proprio buon gusto, a prescindere dalla politica, anche se inevitabilmente ci sono poche strade verso le quali convergere, porta ad essere additati come radical-chic.
Mi piacerebbe che Bersani, che ho visto sghignazzare con un certo compiacimento, pensasse a questo genere di opposizione, per quando dirigerà quel partito di democristiani, dato che andrebbe fatto notare che l'opposizione in parlamento serve a poco quando hai 100 seggi in meno. Provasse a mettere alle corde questa banda di filodelinquenti, relegandoli a spazi angusti di pura autocelebrazione, senza discutere delle loro idee, dando per scontato che si tratti di mere cazzate.

15 ottobre 2009

Il piacere della conquista

Il Times ha accusato stamani i nostri servizi segreti di aver pagato i guerriglieri talebani per evitare attacchi alle truppe italiane. Secca la replica del Ministro della Difesa, La Russa: "Spazzatura! Non abbiamo mai dato denaro ai Taliban. Li pagavamo in natura." Dall'Afghanistan si affretta a chiarire un capo talebano: "Non sapevo che fossero prostitute. Non ho mai pagato una donna. Non ho mai capito che soddisfazione ci sia se non c'è il piacere della conquista."
Pare che l'intermediario fosse un tale G. Tarantini.

13 ottobre 2009

Dio la stramaledica!

In giorni come questi sento quanto mai bisogno di una perla di nonno Archirio fatta ad hoc per quel mostro che va sotto il nome di paolabinetti. Oggi ha votato no in parlamento, solidalmente col PdL di cui dovrebbe fare degnamente parte, e in contrasto col PD di cui è inspiegabilmente membro, a una proposta di legge contro l'omofobia, che prevedeva tra l'altro l'introduzione dell'aggravante dell'orientamento sessuale al reato di discriminazione e altri a questo connessi.

Paola Binetti, un soggetto ottuso e retrogrado, oscurantista e ancora vergine a 66 anni, che dorme col cilicio perchè preferisce il dolore fisico al dolore dell'animo che la pervaderebbe se realizzasse di non aver mai avuto un orgasmo non autoprovocato (e si vede dalla cera che ha, mi consenta!) Paola Binetti, numeraria dell'Opus Dei, l'espressione più deteriore del cattolicesimo settario, lontano anni-luce dal Vangelo dell'accoglienza e della salvezza in cui io credo nonostante l'organismo che se ne arroga la proprietà sia retto da prelati infami e omofobi (e finocchi). Paola Binetti, la dimostrazione che coniugare fede e ragione non è cosa da tutti. Paola Binetti, un essere razzista e nazista, gretto e infame. Una che risolve l'omosessualità nella pedofilia, e la sessualità nel peccato di fornicazione. Questi sono i parlamentari del PD, queste le persone che siedono sugli scranni di sinistra a Palazzo Madama. Certo, non tutti i membri del PD sono come Paola Binetti, è vero. C'è anche di peggio! Ci sono quelli che da un anno promettono di cacciarla e puntualmente non lo hanno ancora fatto.

12 ottobre 2009

Eletti dal popolo

Al prossimo tentativo il lodo Schifani-Alfano sarà esteso a Miss Italia ed al vincitore del Grande Fratello?

No Surprises

Avrei voluto dedicare alla città che per tanti anni mi ha ospitato delle parole più precise e meno intrise di delusione e rammarico rispetto a quelle raccolte nel post precedente, ed avrei potuto farlo prima. Tuttavia stavolta ho preferito aspettare i funerali delle vittime del fango, non tanto perchè i morti di Messina siano per me più sentiti rispetto a quelli di Viareggio o dell'Abruzzo e certamente non per contribuire al silenzio di dolorosa partecipazione che tanta gente sbandiera come una nota di merito, ma che a mio parere troppo coincide con una abulica indifferenza. Oltretutto odio questi funerali massicci, con decine di bare disposte una accanto all'altra, col legno lucidato ricoperte dalla bandiera italiana che andrebbe riservata piuttosto ai veri eroi, e stavolta davvero Simone Neri avrebbe meritato non solo questa definizione, ma anche il ricordo sentito da parte di tutti. Mi infastidiscono la curiosità della partecipazione popolare in un momento che dovrebbe essere invece di esclusiva presenza degli intimi, le sfilate dei porporati, schierati come sciacalli a svolgere il loro inutile ruolo e pronunciare parole vuote ed inflazionate e soprattutto il presenziare annoiato delle istituzioni, che qualcun altro oltre i soliti accaniti anarchici o qualunquisti avventori da bar giudicava più che responsabili di quelle stesse esequie. Aborro il crescente impiego dell'applauso, tipico di un popolo dipendente dal piccolo schermo e pronto a spellarsi le mani ad ogni minima frase ad effetto per palesare il proprio godimento, come le scimmie ed i babbuini.
Diciamo che con questo studiato ritardo offro a Messina, nel mio piccolo, l'occasione di balzare all'occhio della cronaca ancora per qualche istante, dato che come avevo correttamente supposto la notizia è da tempo tutt'altro che prioritaria sui giornali nazionali, sovrastata da Lodi e premi Nobel. Non solo, ma metto in risalto l'abulìa di cui parlavo precedentemente: l'incapacità di una città di indignarsi davvero e di cercare delle cause e dei responsabili. Questo è davvero offendere i morti, limitarsi ad assistere al loro trapasso senza soffermarsi ad indagare sulle cause, perchè non può concepirsi la morte per della pioggia. E nemmeno, eventualmente, per molta pioggia. Esiste solo l'incuria dettata dall'indifferenza, la stessa che mantiene la Sicilia inalterata da decenni.
Ed ovviamente esistono anche delle responsabilità, e prima che perda tempo la magistratura in processi che, come sempre nel nostro paese, non avranno alcun seguito, cito degli esempi: si è parlato a lungo dell'abusivismo edilizio, storicamente fomentato dall'assoluta certezza che i governi locali e nazionali si affrettano, per guadagnare consensi o piuttosto per ripagare debiti alla criminalità organizzata, a riproporre con grande costanza condoni edilizi e per gli abusi. Il primo governo Berlusconi, nel 1994, approvava un condono per tutti gli abusi commessi nel decennio precedente. Il secondo governo Berlusconi, nel 2003, proponeva un'altra sanatoria, di semplicissimo impiego e larga applicazione. E sempre nel 2003, il governo regionale di Cuffaro ampliava il condono del 1994 garantendo l'immunità penale per abusivismo.
La storia recente, datata solo dicembre 2008, si riconduce all'attuale amministrazione Buzzanca, che con questa delibera rende effettivi i condoni proposti dal governo nazionale per snellire le pratiche. Potrei inoltre aggiungere che la finanziaria 2008 vanifica lo sforzo compiuto dal governo Prodi che aveva stanziato 730 milioni di euro in due anni per un programma di mitigazione dei rischi idrogeologici ed inoltre taglia i 510 milioni di euro destinati alla protezione del territorio dell'82%, portandoli a 93,2 per il 2011. Nonostante questo, alle elezioni provinciali messinesi del 2008 le liste collegate al candidato del Pdl hanno ottenuto il 78,03% e la Sicilia verrà sempre ricordata come una roccaforte dapprima democristiana ed ora berlusconiana.
Eppure adesso la gente si lamenta, come se nulla fosse possibile fare. E piange non per l'indignazione o per i propri defunti, ma perchè non si sente italiana. Questo dopo aver votato a larga maggioranza un uomo arrestato per tangenti, mafia e limpido come il fango che ha travolto le case e 35 vite, fondatore del Movimento per l'Autonomia ed alleato della Lega Nord, quel partito che alle sue riunioni vende magliette con scritto "la Sicilia non è Italia".
E sebbene tutte queste cifre sembrino nette e precise, a Messina nessuno ci pensa. Si giustificano addirittura le amministrazioni locali e nazionali, investite dalla crisi e che non avrebbero potuto finanziare la prevenzione dei disastri per mancanza di fondi. Che francamente mi fa un pò ridere, detto nella regione simbolo dell'evasione e che sostiene con il suo voto il federalismo fiscale e nella città che sceglie per la seconda volta un sindaco già decaduto per peculato d'uso.
In ultima analisi, vi chiedo se a voi verrebbe mai in mente di costruire in un posto come questo.

(foto tratta da Repubblica.it)

Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
(Antonio Gramsci, "Indifferenti")

9 ottobre 2009

Valori rubati




E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. (Antonio Gramsci, 1917)

Peccato, c'eri quasi...

Nonostante gli indubbi meriti di Berlusconi e lo sforzo profuso dal Comitato della Libertà il Nobel per la Pace è stato assegnato al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Nulla ha potuto neppure lo splendido inno "La Pace Può", composto per sostenere la campagna "Silvio per il Nobel". Si vede che gli scandinavi, buoni solo a fare mobili smontati, non hanno alcun senso musicale...



O forse il comitato per il Nobel ha visto davvero questo video e ne è rimasto impressionato, ma deve aver creduto che il suo protagonista fosse quello alto, di colore, e dall'aspetto molto più credibile.

8 ottobre 2009

Le Perle di Archirio - Habemus Banner!

Nuntio vobis gaudium magnum: habemus banner!

Alla luce del grande successo internazionale riscosso da Nonno Archirio, nasce il banner in suo onore.
Tutti voi potrete aggiungerlo sul vostro blog, nel caso in cui non abbiate di meglio per riempire 2*2 cm sulla barra laterale del vostro spazio personale. Basta copincollare il seguente codice HTML:



e comparirà l'immagine del prode nonno

http://img97.imageshack.us/img97/7229/immagine3t.png

pronta ad condurvi verso tutte le sue perle di saggezza!

Pensiero politicamente scorretto - 2

Berlusconi ed i suoi galoppini sono soliti sostenere che le donne più belle si collocano a destra e che in particolare si avvicinano spontaneamente al Pdl. Non essendo questa una distinzione fondata sull'opinione, ma semplicemente su fattori estetici, svincolati pertanto da faccende di bassa lega come quoziente intellettivo, formazione culturale ed, appunto, opinione politica, mi chiedo se questo profondo convincimento del popolo azzurro sia una semplice ammissione di ignoranza verso le più basilari leggi di statistica o se indirettamente invece voglia essere un pungolo a favore della tanto agognata meritocrazia, concetto evidentemente caro alle più belle e spigliate donne della nostra destra.

Nonno Archirio in: "Consiglio ai berlusconiani"

Un consiglio ai berlusconiani da parte di nonno Archirio:
"Quando il capo 'un dice il vero piglia una corda e appiccati a un pero!"

7 ottobre 2009

Ma va là?

Il lodo Alfano respinto dalla Consulta, perchè giudicato incostituzionale. Semplicemente, ed in maniera insindacabile; d'altro canto, la lingua italiana non televisiva, quella dotata di qualche parola in più delle 200-300 che si sentono abitualmente sul tubo catodico, è meravigliosamente chiara. Allo stesso modo, gli italiani non televisivi, cioè quei svariati milioni che sono in grado di leggere i testi con capacità non dico critica, ma quantomeno di mera comprensione verbale, accostando il testo della legge alla Costituzione si sono resi conto che sono un pò come due fermioni identici: non posso occupare contemporaneamente lo stesso stato quantico. Di due, uno solo.
Il costituzionalista Alessandro Pace riassume bene le violazioni di questa legge: cade il principio di uguaglianza, si applica per qualsiasi processo (incluso omicidio, per dire, o magari violenza sessuale, che di questi tempi può tornare utile), dilata i tempi dei processi oltre la ragionevolezza, dispone disparità di trattamento fra presidenti ed organismi. Ed infine, nota a margine, serve una legge costituzionale e non ordinaria.
Ovviamente, i campioni del bispensiero all'italiana, ovvero quegli editorialisti con le lingue scartavetrate sulle chiappe del nano di Libero, dedicavano oggi svariati articoli ad Alessandro Pace, rappresentante della procura di Milano, strillando a gran voce del conflitto di interessi del medesimo, in quanto anche legale di De Benedetti. Peccato che sia notizia di ieri che i giudici avessero deciso di non ammettere l'intervento della Procura di Milano, rendendo di fatto l'opinione di Pace nulla ai fini della decisione che è maturata. Chiaramente quella stessa fantastica testata nulla riportava su Mazzella e Napolitano, due dei 15 giudici che invece hanno espresso il loro giudizio, noti per aver cenato con Berlusconi, Alfano e Letta. Evidentemente questo non è stato giudicato un conflitto di interessi, come neppure il fatto che a difendere questa legge dissennata prima della camera di consiglio siano stati Ghedini e Pecorella, legali di Berlusconi e come tali anche deputati. Questo giusto per fugare ogni dubbio sul fatto che il lodo Alfano potesse essere una legge ad personam.
Fantastiche anche le argomentazioni dei due azzeccagarbugli milanesi, cito testualmente: la legge è uguale per tutti, ma non la sua applicazione e il premier ha una investitura diretta dalla sovranità popolare. Quando si dice "una tesi limpida ed inattaccabile"
Nel ringraziare Ghedini per la sua schiettezza, e nell'ammettere la mia ignoranza sui più elementari rudimenti di diritto costituzionale, credevo che il PresDelCons fosse eletto da deputati e senatori, non con investiture dirette, nè credevo che questo, in ogni caso, gli garantisse di essere al di sopra della legge ed al di sopra degli altri.
E sono serviti due giorni di camera di consiglio per bocciare il lodo. Io ci avrei messo più o meno 28 secondi, inclusa la grassa risata e l'esibizione del dito medio, inframmezzate da un sempreverde "levatevi dai coglioni".

6 ottobre 2009

La domenica del villaggio

Messina, pur col suo quarto di milione di abitanti, può essere definita un villaggio. D'accordo, un grosso villaggio, ma pur sempre un villaggio. Perchè di abitanti del villaggio i suoi cittadini conservano la forma mentis: l'adorazione per la propria cultura e per le tradizioni popolari, specie sfilate di matrice pagana se non persino falloforica riadattate a feste religiose, il gusto per una cucina casereccia e come tale esagerata, una certa diffidenza per i forestieri, dei quali si tende a rimarcare la diversità nei costumi e negli atteggiamenti. Intendiamoci, come tutti i villaggi, Messina non è inospitale, anzi è lieta che le sue bellezze di ogni forma possano essere apprezzate; tuttavia conserva lo scetticismo di fronte al nuovo, semplicemente perchè non vi è ragione che qualcosa o qualcuno di diverso dall'abituale alteri gli equilibri dettati dal canto del gallo del campanile a mezzogiorno e dalla risacca dei mari che la lambiscono. Nutre quindi un disperato bisogno di conoscere e controllare ogni aspetto della comunità; Messina vive del pettegolezzo, tanto che il dialetto peloritano è persino fornito di un verbo per esprimere questo affannoso scambio di informazioni, sdoganandolo dal rischio di classificarlo come morbosa curiosità o maldicenza gratuita. Il cuttigghio diventa arte ed attività comune, perchè tutti si conoscono fra loro ed ogni ghiotta novità o financo supposizione viene accolta con gaudio diventando nel giro di poche ore di pubblico dominio.
I villici, gente semplice abituata a schivare le avversità della vita, sono persone sostanzialmente buone, che vivono coltivando il proprio orticello e meditando su vecchi detti popolari, tramandati dai nonni e recitati rigorosamente e con orgoglio in dialetto locale. Ogni impedimento, o magari ogni tragedia, non ha delle colpe nè delle responsabilità. E' solo un argomento di conversazione o un ennesimo pretesto per lamentarsi contro il fato, il cielo, Dio oppure semplicemente contro sè stessi. Meglio ancora, un'esaltante pubblicità, il quarto d'ora di notorietà televisiva cui persino un abulico villaggio privo di note di merito ha diritto. Ho visto folle eccitate dalle prime pagine sui giornali ed attente prefiche preparare le lacrime di fronte alle telecamere spente. Ho visto l'orgoglio di chi si sente, ed è davvero, isolato dall'Italia e la delusione di chi adora crogiolarsi nell'autocommiserazione circondato dal mare e li ho trovati spaventosamente, inutilmente, simili; ho visto anche la rabbia dei rassegnati coincidere con la rassegnazione degli speranzosi.
Ma soprattutto ho visto una frangia di bucolica memoria crollare, riversando queste antiche limitazioni sulla vita di innocenti conniventi; ed ho visto coloro che guardano il futuro con la nuca specchiarsi in queste pozzanghere di sangue, sapendo forse cosa adesso c'è sepolto sotto, ma senza scorgere il riflesso di ciò che sempre c'è stato dietro.


... è uno specchio che passa per una via maestra e ora riflette al vostro occhio l'azzurro dei cieli ora il fango dei pantani. E l'uomo che porta lo specchio nella sua gerla sarà da voi accusato di essere immorale! Lo specchio mostra il fango e voi accusate lo specchio! Accusate piuttosto la strada in cui è il pantano, e più ancora l'ispettore stradale che lascia ristagnar l'acqua e il formarsi di pozze.
(da "Il rosso e il nero", Stendhal)


Si è sempre meridionali di qualcuno



Dedicato a tutti i leghisti, o semplicemente a tutti coloro che amano discriminare chi (buon per lui) è diverso da loro. E di questi tempi sono diventati molti, troppi.
Aggiungo un'altra bella citazione tratta dalla canzone "Bianca" di Capone & BungtBangt:
"Bianca, certamente qualcosa gli manca se rivendica la predominanza per la mancanza di un pigmento ma poi brucia al sole finché non si abbronza"...

Lavoratori!!!!

Non pretendo che quando uno lavora gli diano la mano, una pacca sulle spalle e gli facciano i complimenti.. ma almeno a non essere rotti i coglioni!! Sono ormai sette anni che sono inserita in quello che chiamano "il mondo del lavoro" a contratti Co.Co.Pro. e se questo è il futuro che mi aspetta vado a spezzare le gambine a Brunetta e alla Gelmini domani stesso. Qualsiasi cosa si faccia c'è qualcuno che si lamenta; la cosa che mi fa più incazzare è che si nota la pagliuzza nell'occhio altrui e non la trave nel proprio. E poi chi la vuole cotta, chi cruda, chi brasata.. insomma basta! Io lo dico sempre al mio fidanzato laureati presto, così trovi un bel lavoro da ingegnere e io faccio la signora. Mi rendo conto che non è proprio un discorso femminista, ma qui per due pidocchi di euro pensano di poterti schiavizzare e avere il potere di vita e di morte su di te! Il problema è che troppi anni fa ho deciso di intraprendere la carriera di letterata che equivale a disoccupata. Ora io cerco di dissuadere le nuove generazioni a fare lo stesso sbaglio che ho commesso io. Quando qualcuno mi dice che suo figlio, nipote, fratello, sorella, cugino/a ha deciso di iscriversi a Lettere emetto un urlo che le sirene di Ulisse nemmeno se lo sognano e cerco di esporre in modo convincente tutti i contro. Come pro oggi me ne resta solo uno: è una facoltà semplice e ti permettere di lavorare e cazzeggiare. Ma ritorniamo al punto di partenza: il lavoro.. Che lavoro fa un letterato?? Io vorrei insegnare se solo mettessero un concorso, una siss; come letterato poi si potrebbe lavorare in una casa editrice o come giornalista ma lì se non si entra nel lettone di Putin è difficile.
Alla fine dei conti nella mia vita finora l'unico lavoro "decente" che ho trovato è insegnante di step e aerobica; quindi alle generazioni future: lasciate stare ste Lettere, o diventate ingegneri, medici, avvocati o avete già i soldi di vostro, altrimenti con i mestieri pratici si studia meno e si cocchia di più!!
Parola di El Samorante

5 ottobre 2009

Pensiero politicamente scorretto - 1

Si, credo davvero che per votare Berlusconi ed i suoi compari si debba essere necessariamente dotati di abissale ignoranza o di sfrontata malafede. Di due, almeno una: incompetente o criminale. Un buon riassunto potrebbe essere "testa di minchia".

2 ottobre 2009

Il capanno di Mary Poppins

Mio padre è sempre stato un garantista, con accezione del termine del tutto arbitraria, ma mi piaceva parlare di garantismo di questi tempi senza dover citare un governo criminale. Insomma, pur di tranquillizzare l'interlocutore mente con una certa regolarità, assicurando eventualità che sono da darsi tutt'altro che scontate:

-Tieni, metti questo in valigia.
-Ma papà, è un pianoforte!
-Se lo metti su quel lato ci sta.
-A coda..

-Quando esci ricordati di fare benzina, ma falla (posto a 56km di distanza, giuro) perchè lì costa meno.
-Siamo già in riserva, non ci arriverò mai.
-Ma sono tutti in discesa!
-Papà, c'è scritto "GAME OVER" sul cofano.

Va anche detto che mio padre consuma 3 litri per fare 100km, mentre negli accessi di tirchieria io non riesco a scendere sotto i 5 nemmeno col vento a favore. Certo, forse non otterrebbe queste prestazioni se non si facesse spingere dai passanti, però il succo del discorso è che riesce ad ottenere risultati eccezionali, quindi le sue menzogne sono spesso relative:

-Parcheggia lì.
-Lì dove è appena uscita quella Smart ammaccata come se fosse stata compressa da un pistone su entrambi i lati?
-Sisi, c'è un sacco di posto.
-Forse, e dico forse, entriamo se parcheggio perpendicolare alla carreggiata.

Bene, se ci prova lui compaiono tre metri di strada in più come quando Harry Potter evoca il rifugio segreto che può vedere solo lui e qualche milione di spettatori paganti. Ancora molti miei parenti raccontano di quando nel 1973 riuscì a stipare 6 persone, fra cui quattro giocatori di pallacanestro cecoslovacchi sopra i 2 metri con i rispettivi bagagli, in una vecchia 126. E probabilmente non c'era nemmeno benzina a bordo.

A sua discolpa bisogna in verità aggiungere che mente con convinzione ed assoluta sincerità. La fa per deformazione, non per cattiveria o per abbindolare l'ascoltatore. Chi lo conosce lo sa, e prende le sue previsioni con le pinze: perchè alla fine si tratta di un modo per ingraziarsi il fato, come quando uno scommettitore o un tifoso sfegatato, puntando con sicurezza su una certa squadra, si tranquillizza come se la sua opinione fosse una certezza acquisita. Ecco, probabilmente ho smesso di credere ciecamente a mio padre quando, in un lontano maggio del 1997, affermò con una schiettezza tipica di chi sta puntando a boxe su un incontro truccato: "Stasera il Borussia lo facciamo a strisce", allegando un occhiolino.

Per quanto mio padre riesca a sovvertire le leggi della fisica e talora persino quelle dettate dal buon senso, ci sono dei risultati che non può aspirare a raggiungere. La più grande legge di natura stabilisce che solo le donne possono trovare oggetti sparsi per la casa senza un ordine preciso, e che nessun uomo potrà mai con la forza del pensiero creare dal nulla delle cose che in casa non si trovano. Nemmeno mio padre.

-Papà, ho una partita di risiko domani sera, ne abbiamo uno in casa?
-Sisi, sicuramente. Forse anche due.
-Ma sei sicuro? E' da una vita che non lo uso.
-Certo, ci inciampo sempre. Ora non mi ricordo dove sia (segnale pessimo), ma sono sicuro che ci sia a casa da qualche parte.
-Non per dubitare, ma devo dare la risposta, altrimenti ne dobbiamo cercare un altro.
-Ti dico che li vedo in continuazione. Appena arriviamo a casa te lo prendo.

Stoltamente confermo la mia disponibilità, pensando che piuttosto che ammettere l'errore coi miei amici avrei comprato un risiko nuovo ed avrei passato il pomeriggio ad usurarlo spacciandolo per vecchio.
Una volta a casa, ovviamente, questo gioco non salta fuori. Ed intendiamoci, ha una scatola lunga 70cm, per cui se c'è si vede, a meno che non decida di attaccarsi al soffitto e starmi a guardare per poi riporsi in qualche cassetto mentre io ignaro proseguo le mie ricerche, ma tendo a scartare questa ipotesi perchè nel muoversi avrei sentito il frusciare dei carrarmatini dentro la scatola. Dopo troppo tempo pare evidente che in casa non c'è nessun risiko.

-Pà, vedi che non c'è nulla in casa.
-Impossibile, l'ho visto.
-Ho cercato anche sotto le mattonelle, in casa non c'è.

Mio padre fa le sue ricerche, non trova nulla ed esclama, illuminandosi in volto:
-Ah, ma certo, l'ho riposto nel capanno degli attrezzi per non perderlo. (a suo modo l'aveva curato e preservato, quindi)

Questo capanno è una stanza isolata dal resto della casa, una sorta di grosso sgabuzzino destinato originariamente a custodire gli attrezzi per il giardino e la legna. Mi dirigo verso questa piccola costruzione, mentre fuori inizia a piovere.
Forzo la serratura, ormai logora ed arrugginita, e spingo lentamente la porta di legno, con un cigolare che avrebbe svegliato un orco ubriaco. Metto il naso dentro, e mi sento come l'ultimo umano sopravvissuto agli zombie nei film horror, quello che ad un certo punto entra in una vecchia chiesa buia e piena di ragnatele, dalla quale escono stormi di pipistrelli passando per la finestra più alta, con i vetri semirotti. Succede in tutti questi film. Ecco, appena varcata la soglia sento uno scalpiccio di zampine, battiti d'ali, movimento e confusione; certamente gechi e topi avevano trovato fra l'umidità di quelle pareti un clima confortevole, ma con tutto quel rumore non mi sarei stupito di trovare una famiglia di cinghiali a guardarmi perplessa. Dalla minuscola finestrella con le barre di ferro si intravede un fulmine cadere sulla collina di fronte.
Degludendo avanzo e premo l'interruttore della luce; si accende una lampadina appena ad un filo al centro della stanza, così fioca da non riuscire nemmeno a proiettare le ombre degli oggetti più vicini (un'ascia smussata, una brandina, una famiglia di cinghiali). Sembra di stare in una cella d'isolamento statuniteste degli anni '50, ed in più da nero e comunista.
Comincio a spostare di tutto, e a giudicare dalla polvere pare evidente che non solo mio padre ha mentito, ma che nessuno ha messo piede in quel capanno in questo millennio. A parte ovviamente la famiglia di cinghiali, che dopo un pò mi aiuta a cercare il risiko.
Trovo un grammofono, tegami, pentole e padelle, un'agenda rossa con scritto "P.Borsellino" sopra, una copia dei Diagrammi di Galileo, graffiti rupestri sulle pareti, 33 giri dei Beatles, un tavolo con Elvis, Marilyn, JFK e Lennon che giocano a poker e milioni di altri oggetti.
Il giorno dopo passo da un amico per prendere in prestito il suo risiko.