29 settembre 2009

La bomba? Mettetevela in c...

E' il primo pensiero che mi viene in mente ogni volta alla notizia di un nuovo attentato kamikaze. Oggi leggo su Repubblica:

NUOVA FRONTIERA DI AL QAEDA, BOMBA NASCOSTA NEL RETTO

Al Qaeda ha sviluppato una nuova tattica di attacco che si fa beffe dei controlli di sicurezza piu' sofisticati: nascondere l'esplosivo nello sfintere del kamikaze. La prova generale e' stata gia' fatta: Abdullah Asieri, uno dei membri di al Qaeda piu' ricercato in Arabia Saudita, ha ferito in modo lieve il capo dell'antiterrorismo azionando una bomba che aveva nascosto nel proprio corpo. Per dimostrare l'efficacia del nuovo sistema, al Qaeda ha messo sul web la registrazione di una telefonata fatta durante l'attentato. Asieri era riuscito ad arrivare al principe Mohammed Bin Nayef dicendo di voler uscire dalla rete terroristica e di poter convincere altri a fare altrettanto.

Alla fine mi hanno accontentato, a modo loro.

28 settembre 2009

Come se fosse antani



Orwell era un inguaribile ottimista: ipotizzava l'esistenza di un attentissimo Ministero della Verità per mascherare ogni contraddizione del governo. In un Paese privo di memoria e soprattutto di amor proprio come il nostro non c'è alcun bisogno di prendersi un simile disturbo. Se nessuno, nemmeno questa volta, ha osato alzarsi in piedi e prenderlo a schiaffi (come avrebbe meritato) non abbiamo più speranza.
Ormai manca solo la supercazzola. Con scappellamento a destra.

26 settembre 2009

Nonno Archirio in: "Morto un Papa..."

Il neoeletto Papa Benedetto XVI si affaccia al balcone.

Bronx: Oh, nonno, quello lì ce l'ha con te..
Archirio (voltandosi verso la tv): Che Dio lo stramaledica!

23 settembre 2009

Queste sono soddisfazioni!!!!

Quale giorno migliore per cominciare a scrivere su questo blog! Il sole splende, stasera il Napoli batterà sicuramente l'Inter, Nicholas Farrell ha scritto uno dei pezzi più insensati degli ultimi 50 anni...Insomma cosa chiedere di più dalla vita??? Ed eppure oggi io una cosa l'avrei voluta. Per chi non lo sapesse oggi usciva in edicola il primo numero de "Il Fatto", il giornale di Marco Travaglio. Ebbene non è stato possibile trovarne una sola copia in tutta Italia dopo le 8. Ponendo che prima delle 9 la sveglia, per timore di una mia reazione, non ha intenzione di suonare e io non accenno ad alzarmi prima delle 11, se non per colpa del mio capo che mi minaccia con una 44Magnum, indovinate un pò... il giornale suddetto era bello che finito. Ora sicuramente se svegliandomi mi fossi resa conto di non aver più caffè in casa o ancor peggio se avessi saputo che le riserve mondiali di caffè si erano esaurite, sicuramente sarebbe stato peggio, ma comunque la cosa di non essere riuscita ad accaparrarmi una copia de "Il Fatto" mi ha indispettito. A questo stato è poi subentrato un piacevole pensiero: quanto si deve essere incazzato il Cavaliere, appena alzato dal letto di Putin, alla notizia che il Fatto sia andato a ruba.... Queste sono soddisfazioni!!!!

Pubblicità progresso

La benzina ve la pago io.

22 settembre 2009

Cry Station

Esistono pochi modi gradevolmente futili quanto la play station per scaricare l'ansia di un esame imminente, festeggiare momenti di gaudio e libertà, dedicarsi amenamente al gusto della competizione con gli amici. Insomma, un bel torneo a ProEvolution a furor di popolo è l'acme del cazzeggio e della spensieratezza.
Tuttavia il Bronx persiste nell'utilizzare l'Inter (lo so, lo so, ma è uno dei suoi pochi difetti, però è un interista ragionevole (so anche che questo suona vagamente ossimorico, ma davvero, garantisco (ma si può mettere una parentesi dentro un'altra parentesi?))), che sulla play station non produce più gioco che dal vivo, ma non essendo fra i pixel coadiuvata da fattori come un allenatore che protesta anche contro la forma delle luci degli spogliatoi o i gusti musicali di Lippi oppure guardialinee strabici, ed invece essendo la probabilità di botta di culo esprimibile con una gaussiana (per i profani: al 50% avrai fortuna, al 50% non l'avrai, e quantopiù raro sarà avere molta o poca fortuna) prende tanti di quei gol che al termine della partita il portiere accusa mal di schiena per i palloni raccolti in fondo alla rete.
Dunque io ed il Bronx decidiamo di addentrarci per mari inesplorati: giocheremo insieme contro il computer, cazzo, sarà solo un computer. Mondiali di calcio, girone con squadre di medio-basso livello e poi elimazione diretta sino in finale. Usiamo la Spagna perchè ne approviamo il colore rosso delle magliette e la svolta socialista di recente attuazione (e perchè Svezia e Islanda non hanno Torres e Villa, d'accordo).

1° tentativo:
L'esordio ci vede affrontare la temibile Svizzera. Risultiamo impacciati nei movimenti ed arriviamo alla mezz'ora senza aver capito chi dei due controlla il joypad numero 1. Nel secondo tempo capiamo che la Svizzera gioca in rosso e che noi indossiamo una seconda maglia di un giallo osceno e che solo il livello imbarazzante della nostra avversaria ci evita una sonora batosta. Segnamo a casaccio, poi gli elvetici ci raggiungono con uno schema formidabile: tre attaccanti placcano il portiere su calcio d'angolo ed un quarto segna indisturbato di testa col portiere a terra pieno di ematomi (giuro, non sto enfatizzando!). Rinvigoriti da questa ingiustizia troviamo il gol della vittoria dopo 12 rimpalli ed un palo nella stessa azione.
Seconda partita cinica ma ben giocata. Lasciamo che gli StatiUniti si sfoghino nel primo tempo, ma vinciamo senza patemi. Terza partita contro l'Argentina: dopo 10' loro contano due espulsioni per dei falli commessi senza alcuna ragione. Ridendo per la passeggiata che si prospetta, segnamo due gol nel primo tempo e cominciamo a sbeffeggiare la difesa dei sudamericani con finte immotivate ed uscite del portiere fino a metà campo. Ovviamente vinceremo solo 2-1 con una fatica immensa che ci insegnerà a limitare la nostra tracotanza a squadre più scarse.
Ottavi contro la Bulgaria, ma ormai siamo una macchina da guerra: lanci da 60 metri perfetti al millimetro, possesso palla e gioco impeccabile, attaccanti veloci e sempre in forma. 4-0!
Galvanizzati, affrontiamo il Brasile nei quarti di finale; controlliamo la partita, molte occasioni, ma nessun gol. I carioca passano la metà campo e segnano su dormita della nostra difesa, ma non tireranno più. Incattiviti, attacchiamo con rinnovato vigore fino al 90', ma lo specchio della porta brasiliana non si rompe. Prendiamo un palo ed una traversa con schema su angolo a seguito del quale testimoni odono un'imprecazione sommessa, secondo fonti attendibili diretta a San Pasquale. I sudamericani vendicano l'Argentina e ci eliminano. Andiamo a dormire bofonchiando minacce incomprensibili e borbottando contro gli esami imminenti.

2° tentativo:
Sconfitto il prof., ritentiamo, stavolta liberi con la mente e col cuore pieno di fiducia e meno astioso nei confronti del Brasile. Vinciamo nettamente il girone, e schiantiamo gli avversari negli ottavi (non ricordo chi fossero, probabilmente il Pizzighettone). Quarti di finale, ancora contro una sudamericana, ma stavolta l'Argentina gioca in 11. Descrivere la partita mi causa quasi dolore fisico; perdiamo con un tiro non irresistibile di Tevez sul palo del portiere, che viene prontamente maledetto e sostituito; il dettaglio è che la palla non era in realtà entrata, ma fermata sulla linea: l'arbitro convalida. Gli assedi successivi non portano a nulla, Negli ultimi 20' il Bronx si demoralizza e guarda la partita sconsolato cercando di impiccare i nostri giocatori sulle gradinate ed organizzando una fucilazione contro il portiere.

3° tentativo:
Subito dopo ritentiamo, andare a letto con un'altra mesta eliminazione in saccoccia è una sconfitta troppo grande per il nostro ego. Bronx si alza per prendere le birre fingendo di non accorgersi che sto mettendo tutte le squadre sudamericane dall'altra parte del tabellone pur di non incontrarle ed imposto il tempo delle partite al minimo ("tanto contro questi brocchi segnamo facile"); vinciamo contro gli Emirati Arabi, impresa non semplice, a causa dei crampi allo stomaco per eccesso di risa. Encomiabile l'attaccante arabo che, solo davanti al portiere, crossa lateralmente dove non c'è nessuno. 0-0 contro la Bulgaria ("forse impostando le partite così veloci non facciamo in tempo a segnare per vincerle") e rischiamo l'eliminazione affrontando la terza partita rimpinzati di tarallucci e vino (i giocatori, non noi).
Ottavi tranquilli, ma stavolta ai quarti ci tocca l'Italia. Gli azzurri segnano con un appoggio in scivolata di Quagliarella su un pallone che era stato crossato abbondantemente da fuori del campo (in ogni caso, molto più fuori del gol di Tevez), ma l'arbitro convalida. Bronx comincia a piangere nel primo tempo, ma troviamo una zampata che ci porta sino ai rigori. Non ne paro neppure uno, ma la freddezza del Bronx e le doti di Gattuso fanno il resto. Sfatiamo il tabù dei quarti e via in semifinale.
L'Olanda è una squadra veloce e tecnica. La mia previsione ("attenzione ad Heitinga, guarda che è forte") viene confermata al quinto minuto, quando proprio Heitinga abbate un nostro giocatore in area, si fa ammonire e ci regala l'1-0. A questo punto si scatena l'Olanda, che segna dapprima in contropiede e poi su punizione dopo un fallo da espulsione commesso dal computer. Bronx maledice il processore, ipotizzando affascinanti congiure ("dai, è palese, gli ha fatto fallo per poter tirare la punizione e farci vedere quanto è bravo"). In inferiorità numerica ed in svantaggio, ci affidiamo alla mia esperienza (leggasi: "e che cazzo, se continuo a vagare in area e cambiare direzione prima o poi Heitinga lo farà un fallo, no?"). Altro rigore, infatti, e 2-2. Di nuovo lotteria dal dischetto, Bronx è un cecchino, ma Heitinga, sempre lui, calcia fuori il suo rigore. Andiamo a Berlino!
In finale troviamo l'Inghilterra: non facciamo in tempo a rallegrarci per non aver incrociato sudamericane che ci accorgiamo che tutti i nostri giocatori migliori sono in condizioni penose. La partita è combattuta, tiri da entrambe le squadre, un espulso per parte, portieri protagonisti insieme a San Pasquale, che infila i guantoni e si piazza sulla linea di porta della perfida Albione. Passiamo a 15' dalla fine, ma proprio agli sgoccioli gli inglesi riacciuffano la partita, e San Pasquale scopre che gli epiteti a lui rivolti possono raggiungere livelli insospettati.
Ancora una volta, si decide tutto ai rigori. Stavolta Bronx non è impeccabile sul dischetto, ma riesce con fredda determinazione a scagliare potenti maledizioni contro i tiratori inglesi ("dai, guarda questo, ma ti pare uno che sta per segnare un rigore? per me finisce fuori") finchè non otteniamo la vittoria!
Mentre Bronx esulta stappando un crodino, io piango in silenzio per l'emozione., ma soprattutto perchè 4 ore di play station tendono a far saltare gli occhi con facilità.
Sul monitor appare "SPAGNA campione del mondo!".
E, più in basso, un'altra scritta: "Jo soi, El Samorante!"

18 settembre 2009

Rischi del mestiere

Se studi a Pisa puoi beccarti l'acqua, se guidi una formula uno ti può arrivare in testa una molla a 300 km/h, se fai il calciatore puoi trovarti in un contrasto tra Materazzi e Muntari e spezzarti tibia e perone (se sei fortunato), se fai l'idraulico puoi essere preso a cornate da qualche marito incazzato, se fai il testimone di Geova e rompi i coglioni la mattina all'alba puoi, anzi devi, essere insultato.
Se fai una guerra puoi morire. Lasciamo perdere gli eroi.

17 settembre 2009

Pensaci...

Delusione post elezioni politiche 2008.

Leonardo Menicali at 08:16 on 08 June
Guarda Ale... nonostante abbia ancora stravinto guardando i dati dicono sia calato il suo consenso... dopo tutte quelle che ha combinato in un paese normale avrebbe preso 15 voti, in italia no... sono molto preoccupato, anzi rassegnato è la parola migliore... cosa deve combinare di peggio per far cambiare idea agli elettori! (fila di bestemmioni)

Cristina Reiners at 09:47 on 08 June
evidentemente agli elettori piace....

Marco Assini at 09:55 on 08 June
ma la domanda è: perché ha consenso? perché piace? Io non riesco a trovare risposte plausibili...
Forse anche l'opposizione ci mette del suo. Se ci fossi io in parlamento gli urlerei "corruttore! corruttore!" finché non mi buttano fuori dall'aula...

Cristina Reiners at 10:04 on 08 June
scusate....io avrei una cosa da dire....ma la sinistra invece che continuamente parlare male di berlusconi e fondare la sua campagna elettorale sui gossip di noemi&co nn poteva dedcare il suo tempo a proporre linee guida alternative dicendo quello che FAREBBE e non quello che NON FA BERLUSCONI????? ci siamo rotti il cazzo di sentir parlare di berlusconi e dei suoi cazzi di famiglia.....
in abruzzo ha votato il 25% degli aventi diritto...e sappiamo tutti perche è stata cosi bassa l'affluenza....ebbene...la Pdl ha avuto il 53% delle preferenze.....vi siete chiesti perche?????? inoltre vorrei precisare un'ultima cosa.....nn c'è solo berlusconi......un partito è fatto da tante persone e da IDEALI....la gente nn vota BERLUSCONI.....forse la gente vota dei PRINCIPI, delle LINEE DI PENSIERO nelle quali si ritova, nn credete???? basta con sto cazzo di berlusconi....

Giulia Schippa at 10:39 on 08 June
ma un capo di partito quei principi dovrebbe incarnarli ancora più degli altri e poi è lui che continua a scrivere il suo nome dappertutto (per Ale: ma non è che glielo hai suggerito te?!)

Alessandro Bronco at 11:33 on 08 June
Avevo fatto un bel discorso di ampio respiro con molte argomentazioni a mio favore, ma visto che il mio maledetto pc (di comune accordo con fb) ha deciso di cancellarmelo riporterò solo la tesi principale: "il PdL è un partito formato da tante persone ispirate da comuni principi e ideali in cui gli elettori si riconoscono" è una delle più grosse stronzate che la mente umana possa partorire, complimenti
PS (per Bri): in realtà sono anni che faccio attività subliminale di campagna elettorale, così quando mi candiderò prenderò almeno il 75% dei consensi... :D

Cristina Reiners at 12:07 on 08 June
per alessandro bronco:
1_ dici che "il PdL è un partito formato da tante persone ispirate da comuni principi e ideali in cui gli elettori si riconoscono è una delle più grosse stronzate che la mente umana possa partorire" dimostrami perchè.
2_ ti sembra un' affermazione democratica????

non voglio polemizzare, ma questo è un atteggiamento profondamente sbagliato, ottuso e anche un pò stupido.
IL RISPETTO per il prossimo è importante...io mi permetterei mai di dire a chi crede nel pd o in rifondazione o in casini o eccecc....... che "ha una mente umana che partosrisce grosse stronzate" .
pensaci...

Alessandro Bronco at 12:23 on 08 June
Io non ce l'ho con chi vota a destra (oddio, un po' sì in effetti...). Se sostieni che, per quanto sbagliati, ci siano dei valori e dei principi alla base di Alleanza Nazionale e della Lega, sintetizzabili con "W il Duce" e "Diamo fuoco a terroni, zingari e vu'cumprà", concordo con te. Ma sul fatto che Forza Italia sia un non partito nato per gli interessi personali di Berlusconi e sodali non vi è alcun dubbio, e la conferma ce la dà uno dei fedelissimi di Silvio stesso, in una intervista di qualche anno fa a Repubblica. Fedele Confalonieri intervistato su la Repubblica del 25 giugno 2000, p.11:
"La verità è che, se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremo sotto un ponte o in galera con l'accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel Lodo Mondadori".
E poiché nel PdL Alleanza Nazionale conta a livello di voti qualche punto percentuale ma nella sostanza assolutamente nulla... (segue)

Alessandro Bronco at 12:27 on 08 June
... (tralasciando Gasparri che è un caso umano basta vedere La Russa che dà sempre ragione al capo e Fini che osa ribellarsi solo adesso che è coperto dalla carica istituzionale che ricopre) giungiamo alla conclusione che il PdL è un non partito di una persona sola con tanti cortigiani attorno senza valori, morale e pudore. CVD
PS: ho dimenticato "arabi" tra le persone a cui i leghisti vorrebbero dare fuoco, me ne scuso

Alessandro Bronco at 12:28 on 08 June
Ci ho pensato abbastanza?

Nostro Signore at 12:42 on 08 June
Parole Sante!

Purtroppo di Cristina Reiners non si hanno più avute notizie.

La grande valorizzatrice

Il vero dramma umano quando muoiono dei soldati italiani è il mio. Mi ci incazzo, il mio fegato secerne bile ed il cervello partorisce foschi pensieri che spaziano da un civile e rassegnato "ma amme che mmè fotte?" ad un più cinicamente insensibile "sei fascistelli non potranno più starnazzare canti fascisti per le strade della mia città, ma il prezzo da pagare sono 2 giorni di titoli di giornale che tolgono spazio a notizie che andrebbero davvero diffuse".
Dal 2002, sono morti 52 militari italiani in missioni all'estero. Circa la metà per incidenti stradali o aerei, errori in fase d'addestramento, fuoco amico o faccende che esulano dai compiti di guerra. 19 a Nassiriya e 6 oggi, in due diversi attentati. Se consideriamo che sono o sono stati impiegati circa 9500 militari ogni anno, in media, la mortalità è di circa 7 su 10000, i 1300 morti l'anno sul lavoro in Italia, quasi tutti compresi negli 8 milioni dei settori primario e secondario, con mortalità annua di 1,6 su 10000, a me non sembrano cifre da capogiro, da indignazione, da cordoglio nazionale.
Non mi sento di chiamarli eroi, ma forse non per la mia insensibilità. Magari davvero non sono eroi. Che coraggio dimostrano dei militari che occupano due nazioni che non influiscono sulla nostra solidità e pace sociale, in missioni unilaterali di matrice statunitense, per un totale di oltre 200.000 morti?
Si chiama "guerra", ed entrare in territori altrui per fini pubblicitari e ritorni economici si chiama "invasione". Questo lo sanno tutti, anche chi ce li spedisce regolarmente.
Il problema vero è che la morte restituisce dignità alle persone, lava ogni loro peccato, ogni loro errore e li etichetta come martiri, ovviamente a prescindere dal fatto che siano soldati, anche se questo aiuta. I morti non si criticano, si rispettano in silenzio ed esaltando le loro gesta passate e dove non vi sono gesta si inventano. La morte innalza baluardi di mediocrità a simboli dell'Italia operaia e solidale, e dove fa notizia non può mai essere banale cronaca. La morte raccontata non ha una causa, ma soltanto un fine, sia esso mostrare la generosa solidarietà di un governo verso i suoi figli o piuttosto vituperare popoli, razze, etnie nel nome di esigenze politiche.
La settimana scorsa è scomparso Mike Bongiorno, un uomo la cui proverbiale ignoranza, nonchè la triste caratteristica di essere sostanzialmente privo di qualsiasi dote, ha contribuito ad affossare la nostra nazione sotto la spinta di un tubo catodico caricato a banalità. Un personaggio che non capiva le domande che poneva quando esse esulavano appena dalle conoscenze elementari o dalla vox populi è diventato il nonno di tutti. Che ha sostenuto Berlusconi dagli albori sulla base della sua posizione lavorativa e che è finito appiedato dal padrone stesso, come accaduto a milioni di italiani, nel loro piccolo e nella loro inutile esistenza, che non finiranno sui rotocalchi. Il rappresentante principe della mediocrità italiana ha svolto il suo ruolo, scomparendo in allegria, dopo averci insegnato che il discernimento critico nel nostro paese non ha prezzo, semplicemente perchè non lo compra nessuno.

14 settembre 2009

Sull'unicità del pensiero

L'altro giorno, mentre masticavo avidamente la mia bistecca, ero intento ad ascoltare la voce di un commentatore sportivo che narrava l'ultima peripezia occorsa a Raikkonen, al quale sembra che manchi soltanto la scoperta di un nido di topi nel motore ed una banana nel tubo di scappamento, quando va bene, per completare al meglio le sue ultime stagioni espiando probabilmente le colpe non solo dei padri ma anche delle prossime sette generazioni. Bene, in questo contesto ho sentito un rumore esterno provenire dalla stanza, qualcosa di preventivabile ed accademico come un disturbo telefonico o un'imprecazione al Signore in un circolo ARCI. Mi volto verso la fonte del rumore e dopo svariati secondi realizzo che si tratta di mia madre e che il suono era la sua richiesta di un eventuale interesse per l'insalata che teneva in mano. Dopo ulteriori attimi di silenzio in cui il mio cervello si allontanava dalle macumbe finlandesi, annuisco vagamente stordito e prendo la scodella.
A quel punto scoppia la solita discussione sulle capacità maschili di svolgere più attività contemporaneamente, con le consuete frecciate sessiste e le mie risposte fredde e velenose:
-Sempre così voi uomini, non riuscite a fare due cose insieme!
-Mamma, ti faccio notare che sto mangiando ed ascoltando la televisione.
-Io riesco anche a parlare, com'è che tu no?
-Perchè io la televisione la ascolto davvero, non come te che la guardi con occhi vacui fino a farti rimbambire.
-Ancora con questa storia? Io capisco perfettamente tutto quello che dice (Pausa. Ivan Capelli spiega perchè i nuovi deviatori di flusso aiuteranno la Ferrari a gestire i vortici di fondo per aumentare la downforce con una terminologia che abbisogna di due lauree, di cui almeno una in ingegneria aerospaziale, per essere appieno compresa)
-Capisci così bene che finisci per votare Veltroni.
(segue rissa)

In realtà la faccenda non va presa sottogamba: è palese che vi sono delle differenze nelle sfere ricettive e nella comunicazione fra i sessi. Tuttavia, non facendo parte della categoria che può ottenere appagamento sessuale schioccando le dita in una piazza affollata, l'analisi ritengo mi prema non poco.
Una parte del problema si riconduce all'esempio precedente; l'uomo dedica una larga fetta della sua concentrazione ad eventi che per la donna sono di dubbio o nullo interesse. Pertanto, alla seconda o terza attività vitale richiesta (bisogno primario, nutrirsi, ascolto, deambulazione) l'uomo utilizza il multitasking rallentando notevolmente ed in maniera visibile. Il cambio di contesto spaesa l'individuo inducendolo a tagliare o posticipare le attività ritenute secondarie.

Esempio:
Ore 20:43, lui in sala davanti al televisore che trasmette le formazioni della finale di coppa, che vede la di lui squadra del cuore in campo. Lei in cucina, con un vago broncio perchè all'annuncio pomeridiano "Cara, stasera niente cena, c'è la Coppa dei Campioni" credeva che lui l'avrebbe portata in un ristorante giapponese o avesse comperato una coppa di gelato della Sammontana.
(dall'altra stanza) -Caro, che ti preparo per cena?
(suoni di telecronaca in sottofondo) -...
(camminando verso il salone. Lui ha la sciarpa della propria squadra arrotolata in testa a mò di bandana, le ciglia battono una volta al minuto e la bocca è semiaperta come quella di una suora in estasi) -Va bene una minestrina?
(senza distogliere gli occhi dallo schermo) -Certo amore.
-Sicuro? guarda che a te non piace.
(idem) -Si cara.
-Posso prendere la tua carta di credito? ho visto un così bel vestitino!
(idem, la sciarpa gli scivola dientro l'orecchio destro) -Sisi, fai fai..
(mentre suona la musichetta della Champion's) -Sono al terzo mese.
(idem, ma con sguardo sognante) -Bellissimo
Ore 3:27
(destandosi di colpo) -Cazzo hai detto?!?!

Notare come il caso di inceppamento da attività predominante sia quasi sempre dovuto a gare sportive, videogiochi, sfottò con gli amici ed in generale contesti che raramente obbligano ad una conversazione con la donna, sia essa madre, partner o quel che vi pare. Insomma, noi saremo pure dei rincoglioniti, ma voi siete delle grattuge per zebedei e dovreste lasciarci in pace.

Nella vita di tutti i giorni si presenta tuttavia un altro genere di discussione nella quale il maschio fa la figura del farlocco ma per ragioni totalmente diverse. Egli infatti non deve solo ascoltare e parlare, ma soprattutto sforzarsi di interpretare cosa la donna voglia veramente ed abbozzare una risposta adatta.

Esempio:
Coppia passeggia mano nella mano ed incrocia una ragazza fuori concorso, una di quelle che non se la può permettere neppure Tom Cruise o il presidente del consiglio pagandola con un ministero a scelta. Lui, allenato a spostare le pupille solo all'interno dell'iride per non dare segnale di alcun movimento, la scruta celermente senza chinare il capo nè accelerare il battito cardiaco. La coppia continua tranquillamente a passeggiare.
(5 minuti dopo) -L'hai guardata?
Panico! Dire la verità è un suicidio, mentire quindi, ma come? Esitare equivale ad un'ammissione di colpa. Così sgorga un temporeggiante:
-Ma chi?
-Non fare lo stupido, sai benissimo di cosa parlo!
-Non capisco.
-Quella ragazza che è passata prima, che tra l'altro era pure anoressica, con i denti storti ed un pessimo gusto nel vestire. L'hai guardata, vero? (mentre intanto lui alza le sopracciglia e spalanca la bocca pronto a liberare un "che cazzo dici?", subito sedato)
Lui pensa "Lei sa" e capisce che mentire è controproducente e peggiora la situazione. Continua a perdere tempo riflettendo. Chiude la bocca e poi digrigna un decoroso:
-Le ho dato un'occhiata si.
Errore clamoroso, lei adesso ha le prove della vostra colpevolezza. Ma del resto qualsiasi risposta avrebbe comportato la catastrofe:

Variante 1:
-Non l'ho nemmeno notata!
-Certo, le donne nemmeno le guardi, per questo sei così freddo a letto.

Variante 2:
-Le ho dato un'occhiata si.
-E com'era? Meglio di me? Perchè guardi altre donne?
-Ma no cara, nessuna è meglio di te. Ma era vestita in modo così stravagante... (alla fine la convince)
-Sai cosa mi dispiace? Non il fatto che tu l'abbia guardata, ma il fatto che tu mi abbia mentito.

Variante 3:
-Le ho dato un'occhiata si.
-E com'era? Meglio di me? Perchè guardi altre donne?
-Beh, è passata davanti, e così insomma.. ma scusa, forse tu non guardi gli uomini per strada?
-Da adesso, eccome se mi guarderò in giro.

Variante 4:
-Si, certo e l'ho guardata a fondo, lei ha due tette che tu te le sogni, ed io con te, ed un fisico mozzafiato. E se critichi ancora il suo modo di vestire ti brucio tutte le borse del mercato, compresa quella verde a pallini viola che ti piace tanto.

Lei potrebbe persino mettersi a dieta.

12 settembre 2009

Meno male che Ringhio c'è!

L'Italia viene rappresentata sulla scena internazionale essenzialmente in due ambiti: grazie ai suoi eminenti politici, che fungono da giullari nei vertici fra capi di stato, e dai suoi sportivi, in particolar modo dalla nazionale di calcio.
Sia l'ambiente politico che quello calcistico sono ottimi spaccati rappresentativi della nostra mentalità caciarona e provinciale. Ma se è vero che i politici li scegliamo noi, e quindi tocca lamentarsi soltanto se i governanti non contano sul nostro voto, la nazionale di calcio è una valvola di sfogo per chiunque.
Nessuno ha torto quando parla di calcio: se la squadra vince, siamo tutti italiani, grandi tifosi, non avevamo mai dubitato dell'allenatore e comunque i nostri suggerimenti avrebbero reso la vittoria più agevole. Se invece la squadra perde, è palese l'ignobile incapacità dell'allenatore.
Quindi un commissario tecnico sa che qualunque sua scelta verrà duramente criticata dalla gran parte della popolazione italiana: che peraltro si esalta con proverbiale ostinazione su alcuni giocatori simbolo dell'italianità più gretta.
Ora, già il fatto che uno come Gattuso, che con la palla fra i piedi si imbarazza quanto una suora con un pene fra le cosce, sia il simbolo della nostra mentalità operaia e gladiatoria è piuttosto emblematico, ma posso pure comprenderlo, in fondo la grinta è sempre un valore aggiunto, se non anche fondamentale. Ma adesso, la nostra italietta esalta Cassano come salvatore della patria, nuovo idolo che da solo può condurre una squadra senza gioco a vittorie travolgenti.
Purtroppo, al di là delle doti tecniche, per vincere un mondiale di calcio e per giocare in una nazionale, squadra che si riunisce una volta ogni 3 mesi per giocare contro squadracce di ammogliati, serve spirito di gruppo, compattezza caratteriale, affidabilità di rendimento ed esperienza internazionale.
Cassano non possiede nessuno di questi elementi: non ha mai fatto gruppo ed anche ora che sembra vivere una nuova giovinezza non ha posizione in campo ed è libero di fare quel che vuole in una squadra che, vinca o perda, non ha nulla da dimostrare. Ha dato prova di essere uno squilibrato praticamente in ogni squadra in cui ha militato, non ha mai vinto nulla nella sua carriera (a parte forse una Supercoppa Italiana contro l'indomabile Fiorentina di Tarozzi e Nuño Gomez, peraltro senza giocare) e non ha mai inciso in nessun palcoscenico internazionale.
Cassano rappresenta appieno l'italiano medio, che difatti contro ogni logica lo preferisce senza riporre fiducia nell'allenatore vivente più titolato, nelle statistiche e nel blocco Juve che, a giudicare dall'offerta, tutt'ora resta l'unico modo che storicamente ha l'Italia per vincere un mondiale (nel 1982 7 titolari, nel 2006 5 titolari).
Il pibe de Bari piace perchè non conosce l'italiano, non ha nessuna ambizione nonostante la sua immensa classe ed è un indisciplinato. Emblema della metà degli italiani che non paga le tasse, che si esalta per le corna e le bandierine rotte a calci, per i seni in tv, i mafiosi in politica ed i cinepanettoni. Modello dei giovanotti pieni di gel in testa, ed intendo dentro, che pensa che calciare un pallone renda praticamente dei latin-lover, come Cassano, che, nonostante la sua efferata e butterata bruttezza, nella sua biografia (che credo non solo non abbia scritto, ma neppure letto) confessa di avere avuto 700 donne, fra cui probabilmente anche la figlia di Lippi, e degli uomini di mondo dalla comprovata esperienza.
Anche questa calcistica idolatria è un segno del decadimento dei costumi: nel 2002 sapevamo ancora apprezzare il bello, la faccia triste e l'espressione concentrata e silenziosa di un campione come Roberto Baggio. Adesso la folla, nella sua mediocrità ed ovina ostinazione, acclama Cassano. E Schifani è presidente del Senato.

10 settembre 2009

Il diavolo e la quietanza.

Lettera ai moralisti, Il foglio

Già il titolo fa girare i coglioni. Un tempo i moralisti, e per il De mauro lo sono evidentemente ancora, si confondevano con i lettori de IlFoglio; è divertente notare come un moralista discuta sul moralismo equiparandolo ad un peccato marxista, tutto si riconduce a questa moda tanto in vigore negli ultimi tempi di gettare parole a casaccio come "perbenismo", "giustizialismo" o "populismo" per confutare senza argomenti e confondere l'auditorio.

Cordero, Rodotà, Zagrebelsky, per il bene della mia salute psichica rispondete a questa domanda: come potete voi, illustri studiosi e amministratori del diritto, farvi promotori e garanti di un appello per la libertà di stampa e di opinione, spacciando per domande polpette avvelenate?

Dunque, ci sono delle domande che riguardano la vita privata e pubblica e le presunte continue irregolarità legali del nosto presidente del consiglio e queste domande restano senza risposta, che nella considerazione comune si equipara alla più candida ammissione di colpevolezza. La libertà di opinione consente alle persone di ritenere quelle domande spazzatura o attacco a fini politici, la stessa libertà di opinione che mi permette di giudicare tali persone ascrivibili nel girone delle teste di minchia. Qui invece ci si stupisce che chi vede la cosa come me abbia il diritto di trovare le domande pubblicate sul giornale.

Per quanto il mio sguardo su Berlusconi possa essere severo e a momenti fin torvo, sono ancora abbastanza sveglio per accorgermi che quelle di Repubblica non sono domande, ma feroci insulti. Ne sono certo quanto sono certo che esiste Iddio o, perlomeno, la Tour Eiffel.

Ecco, lui dimostra che la sua opinione è quella corretta perchè crede in Dio. Tutto torna.

Intanto il gradimento del premier cresce: i suoi nemici gli vogliono davvero bene!

Questa è un'altra moda ricorrente degli ultimi anni. Ma se davvero tutta questa pubblicità negativa gli facesse bene, come mai son spariti Santoro, Luttazzi, Biagi e Guzzanti e Report, Raiot, Videocracy, ByeBye Berlusconi non sono mai andati in onda? Non gli piace vincere facile?

Questa campagna è pazzesca. E’ come se duecentomila persone tutte insieme a un certo punto decidessero di dire che il sole è la luna.

Beh, io ne conosco milioni che per secoli han deciso che il sole è la terra, vale lo stesso? Insomma, 200.000 persone hanno montato una storia ad hoc per il gusto di farlo. Audio, registrazioni, video, testimonianze e retti alesati non contano nulla.

[...] Attenzione, non si va a posto, gli inquisitori si sentono il diavolo dentro e le pulci addosso.
Sono pronto a tutto contro Berlusconi, perfino a sputtanarlo presso mia zia Erminia, una sua adorante, ma non posso sottoscrivere un documento dove mi si chiede di dire che la pera è una mela. Non ho ancora l’alzheimer né sono così servo da sostenere che l’imperatore nudo – il senso comune – è vestito perché lo garantiscono i tre giuristi. [...] Resto fedele alla Dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1948, così a sproposito sbandierata dai tre giuristi. E alla nostra Costituzione, art. 25, se ben ricordo.

Difatti la nostra Costituzione suggerisce l'innocenza fino a prova contraria. Ma sarebbe anche grazioso che l'innocenza fosse palesata, ovvero che le presunte prove di colpevolezza fossero discusse ed eventualmente vengano fatte cadere. Notare come gli inquisitori siano i diavoli (comunisti sott.). Anche qui noto un antistorico scambio di ruoli.
Si trovano poi richiami di farrelliana memoria simili al "sono ateo, quindi il papa ha sempre ragione". Qui nessuno vuole difendere Berlusconi, tuttavia casualmente ogni opinione pare indirizzata a questo scopo, ed anche qui come garanzia della propria buona fede si tirano in ballo i parenti.
Tuttavia, io avrei evitato l'allusione all'imperatore nudo, secondo me l'ha buttata nel mucchio solo per fare confusione.

[...] Mentre scrivo sono già trecentomila, e nomi stimabilissimi, persone ben più intelligenti ed equilibrate di me. E difatti mi sento un po’ strano, un po’ sopra le righe. Mia figlia mi sta guardando mentre scrivo al computer, deve cominciare l’università, nutre ancora delle aspettative sul mio conto.
Quasi quasi sottoscrivo anch’io l’appello, così almeno mi sentirò normale, a posto. Tengo famiglia, firmo, firmo… Un due, un due, un due march! Perdonami figliola, non ce la faccio proprio! Le ho lette quelle dieci domande, le ho lette davvero. L’ultima riassume le precedenti e così suona: “Alla luce di quanto è emerso in questi due mesi, quali sono, signor presidente, le sue condizioni di salute?”. Tradotta e sintetizzata: “Signor presidente, ci dica se lei è pazzo”. Oltre che un’offesa è anche una boiata logica, perché come fa un pazzo a capire se è pazzo? Siamo al famoso paradosso del cretese mentitore e il Cavaliere deve essersi davvero trovato in difficoltà. Si sarà chiesto: “Sono pazzo?”. Forse avrà risposto di sì. Poi avrà pensato: “Sono pazzo a farmi questa domanda; ma se sono pazzo, come faccio a farmi domande sagge?”, e così via fino a sprofondare in un sonno molto ingarbugliato… Ecco, cerchiamo di non farlo impazzire davvero, che ha lui la guida dell’Italia, al momento.

Odio quando sui giornali utilizzano il cleuasmo, proprio tipicamente di coloro che non hanno opinioni e si limitano a sostenere supinamente quelle degli altri cercando inoltre di risultare simpatici.
Spettacolare l'impiego della logica finale da parte di uno che l'ha martoriata in tutti i capiversi precedenti e che del resto fa del disprezzo della logica l'arma a sostegno delle proprie convinzioni.

La risposta giusta ovviamente è: “Cari signori, le mie condizioni di salute sono pessime. Quando mi sveglio vedo seduto sul comò Belzebù e ci facciamo una lunga chiacchierata. Poi a colazione cerco di dare un pizzicotto al sedere della cameriera ma mi ritrovo tra le dita lo scettro di Ramses IV’. E’ comprensibile il silenzio del Cavaliere. Se invece in un luciferino moto d’orgoglio un giorno darà la risposta sbagliata, sbottando in un: ‘Signori miei, mi sento benissimo’, in quattrocentomila, tanti nel frattempo saranno diventati, scoppieranno in una risata irrefrenabile per poi proclamare: ‘Non solo sei pazzo ma anche bugiardo e stronzo!’. Alto si leva il fumo dei roghi.

Ancora, gli oppositori politici sono il diavolo e Berlusconi è vittima di un complotto perchè qualsiasi risposta fornisca la sua immagine ne risulterà compromessa. Ma che di solito questo capiti solo quando si è effettivamente compromessi pare sfuggire agli occhi dell'autore.

Credo che le perle de IlFoglio superino persino quelle del Giornale e di Libero, e perlomeno il nome del quotidiano lo avvicina di più agli impieghi da post-defecazione cui andrebbe sempre destinato.

8 settembre 2009

Ecce blog

Scusate il ritardo, avevamo un impegno alla Nato e temevamo di non farcela.
Per fortuna ci siamo liberati ed eccoci qua.

Quando ti lascia una donna

Potrei metterci secoli per trovare una definizione, ma dato che non ho né tempo né soprattutto voglia (meglio concentrarsi su come spillare soldi alla SNAI, che è più remunerativo, oppure dedicarsi all'attività onanistica, che è più gratificante) ho deciso di copiare quella di Jack Nicholson in "Qualcosa è cambiato":
Pensa ad un uomo e togli razionalità ed affidabilità.

Certo, sento già i cori antimaschilisti che si levano, specie di uomini che devono tenersi buone le proprie donne (prima o poi mi passera quasta mania di immaginarmi declamante davanti ad un auditorio immenso) eppure credetemi, non aveva tutti i torti il caro Jack. Ad esempio, raccogliamo le risposte date ad un ragazzo quando proprio i suoi tentativi di corteggiamento non vanno a buon fine:
Ipotesi 1:
- Non ci può essere niente tra noi perchè non voglio rovinare il nostro rapporto. (classica e sempre di moda)
Ipotesi 2:
- Non riesco a vederci insieme (conosco un ottimo ottico)
Ipotesi 3:
- Provo qualcosa per te ma sento a pelle che non è il motore giusto (stessa frase pronunciata da Raikkonen prima del Gran Premio di Monza)
Ipotesi 4:
- Con te ho dei ricordi bellissimi, ma non possiamo stare insieme perchè se poi ci lasciamo li perderei tutti (notare l'apagogia! non posso andare a mare in costume il 15 luglio, perchè se dovesse piovere mi ammalerei. Quindi ombrello e cappotto)

E via con tutte le altre mega-panzane che vengono rifilate a maschi poco, ma anche molto, svegli. I ragazzi invece sono molto più chiari e semplici, per la serie: "sono brutale ma almeno capisci ciò che dico senza bisogno dello psicologo".
Ipotesi 1:
- Sei un cesso (a casa c’è mio fratello un po’ stitico, potresti essergli utile)
Ipotesi 2:
- Sei appiccicosa e oppressiva (mi voglio scopare tutta Hollywood prima di stare con una come te, o perlomeno baciare le chiappe ad una coniglietta di playboy. Sì, va bene anche la foto dell’ultimo porno di Briana Banks)
Ipotesi 3:
- Ho un’altra (e se così non fosse non ti cagherei di striscio ugualmente).

Ma il vero top le fanciulle lo raggiungono - no, non in camera da letto. Per certe cose c’è youporn.com, questo è un blog di denuncia - quando devono mollare un pover’uomo. Già, il maschio è stronzo, ma la donna è fantasiosa [n.d.r. troia]

La Razionalista
Lei: E quindi come noti non possiamo stare insieme.
Lui: Quindi cosa? Due minuti fa hai detto che mi ami?!
Lei: Vedi, non mi ascolti mai.
Lui: Certo che ti ascolto e prima di lasciarmi hai detto di amarmi.
Lei (alle corde): Ecco, hai visto. Vuoi sempre avere ragione, addio.
(5 secondi di silenzio)
Lei: Però se vuoi puoi comprarmi quel vestitino di Max&CO, un regalino di addio..

La Samaritana:
Lei: Tu meriti di meglio. (lacrime alla Maria de Filippi). È meglio se ci lasciamo.
Lui: Ma non ha senso! Che dici.. amore io voglio te!
Lei (piangendo): Davvero credimi, meriti di meglio.
Lui: Ma io voglio te.. per favore non dire così!
Lei (indispettita): E cazzo lo vuoi capire che me la faccio col tuo amico Luca?!

L’enigmatica:
Lei: Qualcosa non va tra noi.
Lui: Cosa?
Lei: Qualcosa.
Lui: Sì, ma cosa?
Lei: Non so, non pensavo me lo chiedessi. Fammici pensare.

La Riflessiva:
Lei: Ho bisogno di tempo per pensarci.
Lui: Eh?
Lei: Sì, pensarci (fra sè: "chissà se quel tizio al negozio mi ha notata")
Lui: Ma quindi non è finita?
Lei: Ma certo che no! ("Ma ovvio che sì, citrullo! Ecco perché ti ho mollato")
Lui: E quando ci sentiamo?
Lei: Mai pi…ehm..Magari domani… (con la faccia di Calderoli alla notizia della concessione voto agli immigrati)

La Pretestuosa:
Lei: Mi sento trascurata, non hai mai attenzioni per me..
Lui: Ma quando mai!? Fino a ieri hai avuto il visone!
Lei: Ah, e me lo rinfacci, non l’hai fatto col cuore vuol dire. Ora basta.
Lui: Ma basta cosa? Stai dicendo un sacco di scemenze..
Lei: E mi insulti pure?! Addio.

La Moralista:
Lei (appena scoperta a letto con un altro): Non è come pensi!
Lui: Basta non voglio più saperne!
Lei: Ma amore..
Lui: Che schifo!
Lei (imbronciata): Ah sì? È questo che pensi di me? Non avremo più niente a che fare!
Lui (stranito): Come scusa? Che ho fatto?
Lei: Mi rispondi male. A me, dopo 2 anni di rapporto. Come se fossi la prima sgualdrina di questo mondo.. (lacrimuccia finale)
Lui: Ma..ma io….veramente…
Lei: Questo è davvero troppo. È finita.

7 settembre 2009

Ma Onan le seghe se le faceva davvero?

Nel mio post inaugurale ho dichiarato guerra agli stereotipi: dunque all'opera. La nostra testata si ispira a Onan, cui solitamente viene attribuita la paternità della masturbazione. Ebbene, è una stronzata! Onan, eroe biblico, fu ben lontano dall'immaginare quanto accattivante e caleido-scopico possa essere il favoloso mondo di... Federica (in culo ad Amelie Poulain e al suo osceno taglio di capelli). Tutto quello che inventò Onan, ammesso che ci volesse lui a inventarlo, è il venir fuori per non rimanere incinti. Lo dice la Genesi, in un brano che vi riporto:

Giuda prese una moglie per il suo primogenito Er, la quale si chiamava Tamar. Ma Er, primogenito di Giuda, si rese odioso al Signore e il Signore lo fece morire. Allora Giuda disse a Onan "Unisciti alla moglie del fratello, compi verso di lei il dovere di cognato e assicura così posterità per il fratello". Ma Onan sapeva che la prole non sarebbe stata considerata come sua; ogni volta che si univa alla moglie del fratello, disperdeva per terra, per non dare posterità al fratello. Ciò che egli faceva non fu gradito al Signore, il quale fece morire anche lui. » (Genesi 38,6-10)

Ora io ti chiedo, Onan: se proprio la topa non è il tuo piatto preferito, venirle in bocca ti faceva schifo? Sulla schiena, magari con schiaffo di incoraggiamento alla pecorina no eh? Che so, mirare alla porta della stanza da letto con la fava a 45° per massimizzare la gittata neanche? Giusto a terra dovevi sb...effeggiare il tuo povero fratello che sperava in te per farsi una progenie! Andiamo, sù, quanti al posto tuo avrebbero pagato per scoparsi la cognata? Io stesso ne conosco una decina. Non meravigliarti poi che il Padre Eterno ti abbia incenerito!
E noi chiamiamo ancora il vizio solitario "onanismo", termine che dovrebbe indicare solo il ben più squallido (e inaffidabile) coito interrotto. A proposito... mi è venuta un'idea! Spodestato Onan, la zaganella non ha più un eroico fondatore. Perché non farmi avanti? Perché non autoeleggermi io araldo dell'amica pippa?? E che diamine, ne avrò il diritto, con 8000 rasponi in 12 anni, alcuni consumati in ascensore e uno addirittura agli scavi di Pompei!

Per salutarvi? Un consiglio in musica: Sega, di Giginho. Se non lo conoscete? Vergognatevi! E cercatelo su YouTube.

Non dire gatto..

Mi piacerebbe avere qualcosa di interessante da scrivere, davvero. Presentarmi in maniera brillante ad accattivante, esaltare il vasto auditorio (i miei amici si scrutano attorno perplessi e poi tornano a guardarmi con facce accondiscendenti intrise di un vago sorriso) e fare di Hugo88 un nuovo personaggio di soli pixel.
Invece non sono bravo a parlare di me, non in termini propagandistici, intendiamoci, perchè parlare dei fatti miei risulta molto più semplice. Potrei assaporare una sigaretta cercando l'ispirazione, ma in effetti, ahimè, non fumo. Anche dormire potrebbe essere un'opzione interessante e sarebbe persino attuabile se il mondo non manifestasse un certo risentimento nei miei confronti.

Ora, non sono la persona più tollerante del mondo, tuttavia comprendo come gli esseri viventi possano avere delle necessità fisiche, dei bisogni e siano portati a lamentarsi per cercare di soddisfarli o nell'impossibilità di farlo. Ma i gatti, bastardi, sono molto più intelligenti di noi e sanno perfettamente che i loro martorianti miagolii fracassano i coglioni sino a indurci ad usare ogni genere di violenza, non sono giustificabili.
 Puttana Eva, ho avuto anche io quei momenti con gli zebedei duri e grossi come noci nei quali avrei voluto trovare una o più pollastrelle, mostrare loro il turbante del sultano ed infrangere ogni legge fisica alesandone qualsiasi foro, ma non per questo mi sono mai neppure lontanamente sognato di andare in balcone e frignare "Voglio scopareeeee" con quanto fiato la mia gola consenta ad intervalli di 20 secondi!


..
D'accordo, una volta l'ho fatto, ma non ho ottenuto nessun risultato positivo, anche se so di alcuni amici che sono riusciti con lo stesso metodo.
 E comunque a me non hanno tirato nessuna vecchia pantofola.


All'inizio ho provato ad essere comprensivo con queste bestie, mi dicevo "loro non hanno delle discoteche in cui ammassare il testosterone e fingere di essere interessati a movenze prive di significato per cercare di rimediare la vagina" e quindi ho cercato di aiutarli procurando loro delle gatte gonfiabili. Il problema dei felini sta nell'insana abitudine di tirar fuori le unghie per mostrare la propria possenza, nonchè quell'altra strana usanza di mordere il collo della femmina mentre se la ingroppano (giuro che lo fanno, sono cresciuto in campagna), causando piccole sporadiche esplosioni ed esaurendo le mie scorte di gatte gonfiabili.
 Se vi state chiedendo perchè mai io abbia una scorta di gatte gonfiabili la lacunosa risposta sarà che "possono sempre tornare utili".
 L'infausto quadro è completato dalla mia gatta che incuriosita cerca in ogni modo di uscire sul terrazzo per indagare sulle cause di tutta quella agitazione: comprenderete come sarebbe assai meno rischioso far entrare un bambino vestito da Betty Boop in un conclave oppure un senegalese laureato ad un convegno di Forza Nuova piuttosto che accontentarla, eppure gliel'ho concesso, speranzoso che la sua presenza potesse placare gli altri gatti. Neppure offrire la propria bestiola come vittima sacrificale è servito allo scopo; quei bastardi la snobbano, non so se perchè vergine o sterilizzata, sta di fatto che il coro esasperante continua.
 Resta l'ultima soluzione, mentre le luci dell'alba si intensificano rendendomi di fatto impossibile prendere sonno:

 "Adoro l'odore del napalm al mattino. Ha il sapore della vittoria. E di una giornata di merda"


Colonna sonora della battaglia: Apocalypse Now - Suzie Q (CCR)

6 settembre 2009

Ma vada là, è arrivato MaVadalà

Le sorti di questo blog sono irrimediabilmente compromesse: è arrivato MaVadalà, un uomo dalla mente splendida, dalla facondia facile, dall'ingegno mirabile e dal poliglottismo naturale. Razionale e imprevedibile, cordiale e misantropo, golosissimo e sempre a dieta, comunista e aristocratico, è un personaggio emergente in questa società fatta di stereotipi, di gente che pensa pensieri altrui, vive esperienze non proprie, si veste seguendo uno stile dettato da altri. Dimenticate tutto questo. E' arrivato MaVadalà. Non avete idea di quante cose potrò riversare su questo blog: il mio cervello non si riposa mai. Ed è una minaccia, chiaramente.

Nuoce gravemente alla salute

Ore 04.11

"Bronx! Cosa stai facendo?"
"Un tè"
"Ehh?!"
"Puppa! Un tè, ci sta bene col dolcetto alla nocciola. Non si può?"
"Sì, sì, anche se lo odii... stavo solo pensando che Aerodinamica fa davvero strani scherzi"
"Già"
"Senza contare il fatto che stai parlando da solo..."